Speciale GTA 5

Uno sguardo ravvicinato al secondo trailer del Free roaming Rockstar

speciale GTA 5
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

L'hype è una brutta bestia, ed i videogiocatori lo sanno bene. Ognuno di loro ha almeno un gioco che aspetta in maniera spasmodica, abbagliato dalle promesse di una grafica sbalorditiva, di una narrazione mai vista prima, di un gameplay rivoluzionario o di chissà cos'altro. Beh, alla fine quel gioco viene pubblicato, e sia che le promesse fossero solo delle balle clamorose oppure no, non fa niente, la snervante attesa è finita.
Nel mondo dei giocatori poi c'è un piccolo ghetto, un limbo in cui finisce chi probabilmente ha fatto qualcosa di male in una (o più) delle sue vite precedenti. Stiamo parlando dei fan di Grand Theft Auto. Il seguace della serie made in Rockstar non attende semplicemente il nuovo gioco: peggio, attende il nuovo trailer del nuovo gioco, il quale (così come in questo caso) può anche aspettare un annetto per farsi ammirare. Ma non importa: il fanboy di GTA aspetta e spera, in uno stato di crescente eccitazione, perché sa che il prossimo capitolo sarà più grande, più bello, più cattivo e più cazzuto di tutti gli altri. Di tutti gli altri messi insieme. Di tutti gli altri messi insieme compresi gli altri giochi Rockstar. E così via.

Oltre ogni limite

Ed eccoci qui a fare le pulci all'ultimo trailer di GTA V, pubblicato il 14 Novembre scorso, subito dopo una vagonata di informazioni arrivateci tramite uno speciale pubblicato su Gameinformer. Il trailer (che si apre sulle note di Skeletons, canzone di Stevie Wonder inclusa nell'album Characters del 1987) ci mostra una veduta di Los Santos, la città che fa da sfondo al capitolo e che tutti ricordiamo come una delle tre che andavano a comporre la mappa di San Andreas. Ovviamente la struttura della città è cambiata, così come accaduto nel passaggio tra la Liberty City di GTA III e quella di GTA IV, ma alcune location fanno nuovamente la loro comparsa, come accade all'osservatorio in primo piano nella scena. Possiamo notare già da questo primo screen che la mappa totale sarà vastissima e variegata, comprendendo non solo la città, ma anche zone periferiche, come le montagne in lontananza. Si notato ponti che collegano le varie aree ed ovviamente una skyline che differenzia nettamente i vari settori della città; il tutto immerso in una nebbia diffusa che aggiunge ancora più carattere al panorama.

Lo stacco successivo è dedicato alla casa di Michael, uno dei tre protagonisti della storia. Nonostante l'ambientazione proponga un lusso sfrenato fatto di campi da tennis, piscina e macchinoni, la vita del povero Michael non dev'essere tutta rose e fiori, in quanto troviamo Amanda e Tracy, la moglie e la figlia dell'uomo, impegnate in una furiosa discussione. Michael però ne ha viste troppe nella sua vita da rapinatore di banche ed informatore della FIB (l'FBI del mondo di GTA) per pensare a queste stupidaggini, e preferisce starsene a bordo piscina sorseggiando un drink e ammirando gli splendidi effetti di rifrazione dell'acqua.
Altro stacco sulla città ed ancora possiamo ammirare come Los Santos sembri viva e sempre più credibile grazie ad una ricostruzione minuziosa anche delle aree periferiche. Ci mette del suo anche la maggiore varietà di veicoli che popolano le strade.
Si passa ora ad una delle zone rurali che fanno da contorno alla capitale della contea. Un camion sta per oltrepassare il casello dell'autostrada in una afosa e assolata giornata di lavoro, mentre sulla destra notiamo il ritorno dei grossi dischi satellitari e sullo sfondo vediamo una lontanissima quanto liberamente esplorabile montagna. Possiamo anche notare la particolare forma delle nuvole, che indica l'ulteriore passo in avanti nella ricostruzione di un cielo veramente dinamico rispetto a quanto visto in Red Dead Redemption.
È chiaro che questa non sia una zona vip, ed il trailer ci mostra l'esterno di un bar, dove i PNG sono impegnati a scazzottarsi o semplicemente a ciondolare in preda ad alcool e droghe, passando vicino ad auto vecchie e impolverate. Considerata l'ambientazione desertica, vedremo i nostri veicoli progressivamente coperti di sabbia?
Ecco finalmente fare la sua comparsa Trevor, il secondo dei tre protagonisti, impegnato nell'ordine a: minacciare di morte, AK-47 alla mano, uno sventurato sullo sfondo di una roulotte finita nel bel mezzo di un allagamento; spaccare la faccia di un secondo sventurato contro il bancone di un dettagliatissimo bar, con tanto di impietosi schizzi di sangue; bruciare e far esplodere la casa di un terzo sventurato lanciando una bomba molotov e andandosene carico a mille di adrenalina. In queste poche scene risulta subito chiara la pazzia e la cieca cattiveria che caratterizzano Trevor, il quale si considera l'unico tramite per cui devono passare le armi e la droga destinati alle periferie. Dal punto di vista tecnico non possiamo che rimanere abbagliati dalla realizzazione dell'incendio e dell'esplosione della casa, osservando anche che il fuoco segue una scia di benzina lasciata precedentemente, meccanica questa che potremo utilizzare in qualsiasi momento del gioco semplicemente munendoci di una tanica, spargendo il liquido secondo qualsiasi traiettoria e accendendo questa “miccia” improvvisata.

Basta con la periferia, si torna in città. Le scene che fanno da stacco ci presentano prima una vista mozzafiato attraverso uno dei numerosi ponti di Los Santos, nonché un tramonto che colora in maniera diversa il panorama a seconda della direzione. E poi ancora la vista di un arioso viale dalle parti della spiaggia, dove treni, autobus e passanti si dedicano alla vita di tutti i giorni.
Michael è seduto su una panchina per i fatti suoi quando Franklin, il terzo ed ultimo protagonista, ed il suo amico Lamar gli chiedono indicazioni. Sullo sfondo fa mostra di se un numero civico, il che ci fa pensare che per la prima volta la città abbia indirizzi completi, magari da cercare tramite una sorta di Google Maps in dotazione allo smartphone che andrà a sostituire il cellulare di GTA IV.
L'obiettivo di Franklin è probabilmente la casa dell'uomo a cui deve confiscare l'auto, dato che questa è l'attività del nostro protagonista; ma questa non dev'essere la sua unica occupazione. Subito dopo uno spettacolare inseguimento fra le affollate strade di Los Santos, vediamo un lussuoso appartamento dove conosciamo infatti quella che con tutta probabilità è la ragazza di Franklin: arrabbiata, gli rimprovera di nascondersi dietro uno stile di vita fatto di macchine e soldi, ma di non essere ancora riuscito a cambiare fino in fondo. Che la vita di Franklin abbia a che fare con l'illegalità lo si intuisce poi dalle scene seguenti, fatte di inseguimenti fra super car, e l'amico Lamar che dice di potersela cavare nel mondo del crimine. E' altrettanto evidente che l'uomo abbia tutto sommato la testa sulle spalle, il che ci lascia intendere che i suoi comportamenti siano dovuti ad un motivo più alto rispetto al vile denaro.
L'attenzione torna ora su Michael, seduto a parlare col suo strizzacervelli, mentre in primo piano vediamo la parodia di un iMac e l'illuminazione della stanza attraverso le tapparelle appare, assolutamente dettagliata. Tra i problemi di Michael, probabilmente accanto ad una spaventosa crisi di mezz'età, ci viene presentato Jimmy, il suo secondo figlio qui descritto come un “bravo ragazzo”. Nello stacco successivo, lo stesso bravo ragazzo è attaccato all'albero di una barca che viene trasportata sul dorso di un camion, impegnato a non morire mentre suo padre sfreccia fra le macchine fino a salvarlo acchiappandolo al volo.
Fermi in un parcheggio, vediamo i due parlare, con Jimmy che dice di “let's bounce”, un'espressione gergale giovanile in grado di far saltare segretamente i nervi a Michael. È evidente che il biondo e paffuto ragazzino non sia esattamente l'idea di figlio maschio che Michael ha sempre avuto.

Dopo aver presentato i tre protagonisti del titolo, il trailer ci propone una carrellata di scene che farebbero salire l'adrenalina anche al Principe Valium di Balle Spaziali: Trevor che continua a fare il pazzo pestando un uomo a terra, inseguimenti aerei, alcune scene dalla rapina in gioielleria che avevamo potuto osservare anche nel primo trailer, inseguimenti a piedi in cui intravediamo anche Chop, il cane di Franklin, esplosioni, gare di off-road ed una delle scene più sorprendenti di sempre, in cui una Jeep scivola giù dall'interno di un velivolo giù verso il deserto, mentre Trevor ne salta fuori munito di paracadute. Oltre ad una distanza visiva dotata di un dettaglio fuori dal comune, possiamo notare l'incredibile vastità del deserto. Notevole il fatto che il tutto si svolga al di sopra delle nuvole, che dunque non corrispondono a delle semplici texture applicate sulla volta del cielo. Da applausi anche le animazioni relative all'incidente nella gara di motocross, merito dell'approccio procedurale alle animazioni del motore Rage, ormai arrivato ad un altissimo livello di perfezionamento.
Siamo vicini alla chiusura del trailer, ed i tre protagonisti sono finalmente insieme, con Michael che fa le presentazioni del caso, introducendo Franklin come il figlio che avrebbe sempre voluto e Trevor come il suo migliore amico. Stacco su un jet che fa esplodere a colpi di missili un elicottero della polizia nello spazio aereo di Los Santoa, e scena che torna sul trio che fa il verso alle famose tre scimmiette del “non vedo, non sento, non parlo”. Logo. Applausi.

Grand Theft Auto 5 Al netto delle attese e delle aspettative di coloro i quali attendevano questo trailer da dodici mesi e due settimane, è innegabile che Rockstar abbia semplicemente mostrato i muscoli, per confermare che quando si tratta di costruire una città adatta a fare da sfondo ad un gioco colossale, non è davvero seconda a nessuno. Los Santos, la cui area comprensiva dei dintorni dovrebbe essere superiore a quelle di San Andreas, Red Dead Redemption e GTA IV messi insieme, è viva e credibile, grazie al lavoro di un team di veri architetti, che hanno ricostruito quartieri e vie che abbiano effettivamente un senso dal punto di vista urbanistico; la regione intorno alla città promette poi mille cose da fare e diversi tipi di ambientazione, dalle montagne al deserto, senza dimenticare i corsi d'acqua ed i fondali marini esplorabili facendo scuba-diving. Semplicemente troppa roba. Il tutto poi condito da una realizzazione tecnica che ci fa dubitare che il gioco possa girare così come su PlayStation 3 o Xbox360. GTA V è insomma in grado di unire la vastità urbana di GTA IV ai panorami ammirati in RDR, e soprattutto al dettaglio grafico apprezzato negli ultimi mesi in Max Payne 3, fatto di una modellazione dei personaggi principali sopra la media e di un utilizzo della luce che non sfigurerebbe all'interno di una produzione di Hollywood (o di Vinewood). Insomma, dopo questo secondo trailer, l'attesa per la primavera del 2013 non potrebbe essere più dolorosa.

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