GTA Trilogy: come gira su Nintendo Switch? Tra downgrade e ottimizzazione

GTA Trilogy Definitive Edition arriva anche su Nintendo Switch portandosi dietro purtroppo molti problemi tecnici e strutturali.

GTA Trilogy: come gira su Nintendo Switch? Tra downgrade e ottimizzazione
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  • Nel corso della storia del medium videoludico sono pochi i titoli che hanno saputo segnare intere generazioni di videogiochi e la trilogia di GTA è forse una delle operazioni più iconiche su cui Rockstar abbia mai messo la firma. GTA III e i suoi seguiti hanno rappresentato un vero e proprio spartiacque per il gaming moderno. Da un lato la trilogia ha gettato le basi per quello che sarebbe divenuto l'open world moderno, dall'altro ha segnato una demarcazione netta tra le librerie delle console dell'epoca. Immaginare l'arrivo di un esponente della serie principale di Grand Theft Auto su hardware Nintendo era semplicemente impossibile e per più di un motivo: in parte per la peculiarità degli hardware proposti dalla casa di Kyoto che rendeva complessa la conversione di motori di gioco così avanzati, ma anche a causa dei toni e le tematiche delle produzioni Rockstar che difficilmente avrebbero trovato una collocazione adeguata all'interno delle librerie delle console Nintendo.

    Per questo, l'approdo della GTA The Trilogy The Definitive Edition su Nintendo Switch avrebbe potuto significare un passaggio epocale, un arrivo atteso impazientemente per decenni dalla fanbase, ora pronta a recuperare uno dei più grandi miti videoludici di inizio millennio. Purtroppo l'entusiasmo cessa immediatamente al primo avvio di uno qualsiasi dei tre giochi. Se, come abbiamo già visto nella recensione di GTA Trilogy Definitive Edition, queste remaster non sono state in grado di presentare una modernizzazione degna dei nomi proposti, l'edizione per Nintendo Switch della trilogia è di gran lunga la peggiore tra tutte quelle disponibili. L'implementazione su console ibrida di feature specifiche come la mira tramite giroscopio e l'utilizzo del touch screen non salvano un porting che non solo impallidisce nel confronto diretto con le altre versioni, ma che non convince anche se paragonato alle edizioni originali.

    Here we go again...

    La definitive edition di questa trilogia si è dimostrata un'operazione tutt'altro che virtuosa in ogni sua versione. Il lavoro di aggiornamento svolto da Grove Street Games presenta numerose criticità, sia a livello stilistico che tecnico.

    Il passaggio all'Unreal Engine ha apportato numerose migliorie all'impianto grafico della raccolta, ma l'esito di questi miglioramenti è spesso incerto e discutibile. Il nuovo sistema di illuminazione, le texture ad alta definizione e la distanza di visualizzazione estesa, ad esempio, finiscono per mettere in luce i palesi limiti tecnici che al tempo venivano mascherati da un sapiente bilanciamento dei limiti hardware. A questo si aggiungono evidenti problemi di rifinitura che, tra cali improvvisi di frame rate, compenetrazioni e bug assortiti restituiscono il quadro di un lavoro svolto in maniera corriva, senza gli accorgimenti necessari per confezionare un'esperienza degna della pesante eredità che si porta sulle spalle. Tutti questi difetti, però, passano in secondo piano se confrontati con l'edizione per Nintendo Switch, dove tutte le discrepanze della GTA Trilogy vengono amplificate a dismisura e sono affiancate da ulteriori problemi presenti solo sulla console ibrida.

    Tra downgrade e ottimizzazione

    Avviando uno qualsiasi dei tre titoli ci si rende immediatamente conto del downgrade grafico subito dalla trilogia. La risoluzione di gioco raggiunge a stento i 720p in modalità fissa, impastando notevolmente la resa dell'immagine e rendendo molto difficile la lettura dell'azione. Tutti i punti di forza di questa remaster cedono il posto a una pessima ottimizzazione del motore grafico che non è assolutamente in grado di sfruttare l'hardware di Switch.

    I tre open world sono afflitti da una visuale di distanza ridotta, un continuo pop-up dei modelli poligonali all'orizzonte, texture a bassa risoluzione e un sistema di illuminazione solo parzialmente riconducibile a quanto visto sulle altre console. Se il nuovo art style è composto da elementi a tratti troppo disomogenei per risultare pienamente convincenti, su Switch la situazione peggiora ancora di più a causa di gravi mancanze nella resa grafica finale. Tra tutte, la completa assenza di ambient occlusion restituisce una totale scollatura tra i modelli poligonali e l'ambiente di gioco, rendendo il tutto ancora più posticcio e "plasticoso".

    Sia chiaro: sarebbe stato ingenuo sperare in una qualità grafica al pari delle versioni next-gen o anche solo in linea con i livelli raggiunti su Xbox One X e PS4 Pro. La natura ibrida di Nintendo Switch è in fondo un'arma a doppio taglio, e gli utenti desiderosi di giocare a produzioni di rilievo in portabilità devono essere coscienti delle limitazioni a cui andranno incontro sulla console di Nintendo.

    Però, dopo ottime prove di ottimizzazione che hanno restituito versioni incredibilmente fluide di titoli del calibro di Dying light, The Witcher 3 e Doom Eternal, è impossibile pensare che il risultato ottenuto con la GTA Trilogy sia imputabile esclusivamente alle caratteristiche dell'hardware della piattaforma. E per quanto sia discutibile la qualità generale dell'impatto grafico della trilogy, che su Switch si avvicina a tratti più alla resa complessiva degli originali su PS2 che alle edizioni su console rivali, il downgrade sarebbe stato un compromesso accettabile se funzionale al gameplay.

    Open World e Free Roaming

    Purtroppo la situazione è ancora peggiore se si esamina la GTA Trilogy per Switch dal punto di godibilità complessiva dell'esperienza. I caricamenti dagli ambienti interni agli esterni sono a dir poco estenuanti, i continui cali di frame rate compromettono sia i combattimenti che le sezioni di guida. Prendere velocità a bordo di una vettura significa incorrere in incessanti microfreeze e fastidioso stuttering, ma anche effettuare manovre improvvise come curve a gomito provoca gli stessi effetti.

    La mancata ottimizzazione significa anche una densità di traffico praticamente nulla, con veicoli che compaiono improvvisamente a pochi passi dal giocatore e spariscono appena si allontanano dal campo visivo dell'inquadratura. Il risultato è che svanisce il piacere del free roaming di GTA e girare per le strade di Liberty City, Vice City e San Andreas non ha nulla del fascino originale. In particolare, GTA III è forse il titolo che più soffre il passaggio a questa nuova versione. Sulla console Nintendo è il titolo più lontano dall'estetica di partenza e la resa del suo open world è la più zoppicante delle tre: una situazione paradossale se si realizza che Liberty City, sia a livello strutturale che di estensione, è la più "semplice" tra le mappe incluse nella trilogia.

    Vice City è l'episodio che più di tutti trae giovamento dal nuovo sistema di illuminazione, che sembra sia stato pensato per adattarsi al meglio alle luci al neon che caratterizzano il suo look iconico, ma purtroppo - sebbene in misura minore rispetto a GTA III - le stesse problematiche grafiche e di gameplay affliggono anche l'avventura di Tommy Vercetti.

    San Andreas è il titolo che più convince della trilogia, grazie a un sistema di illuminazione molto più corposo che aumenta la qualità complessiva dell'immagine, per quanto anche in questo caso il gameplay sia afflitto da un frame rate decisamente ballerino.

    A tutto questo si aggiunge il nutrito assortimento di bug e glitch che affligge indistintamente le tre produzioni, alcuni dei quali sembrano essere specifici della versione Switch.

    . L'ossatura è ancora quella di titoli seminali che hanno plasmato il gaming moderno e, nonostante il concetto di open world si sia evoluto a dismisura rispetto a questi primi tentativi di Rockstar, ancora oggi la trilogia è in grado di offrire ore ed ore di divertimento criminale. Purtroppo è l'impalcatura tecnica di questa remaster a non convincere, complice una mancanza di polishing che affossa il potenziale della raccolta.

    Grand Theft Handheld

    Parlando delle feature esclusive della versione Switch, ovvero l'hd rumble, i controlli giroscopici e il supporto al touch screen, si tratta di aggiunte marginali che non migliorano la qualità complessiva dell'esperienza, né fanno passare sopra alle evidenti mancanze di questa versione.

    In particolare la mira tramite giroscopio non si integra alla perfezione con il nuovo sistema di puntamento, rimodellato utilizzando come riferimento quello di GTA V.

    Certo il fascino di poter giocare in portabilità rimane, e in handheld è facile passare sopra ai tanti difetti di questa remaster: sebbene la qualità si abbassi ulteriormente rispetto alla configurazione fissa, le dimensioni ridotte dello schermo della Switch aiutano a non percepire molte delle imperfezioni grafiche. Ma la sensazione che persiste dal primo avvio e accompagna il giocatore in tutti e tre i titoli, dall'inizio alla fine, è che si sarebbe potuto e dovuto fare di più per rendere giustizia ad alcune delle tappe fondamentali del gaming moderno.

    Grand Theft Auto The Trilogy The Definitive Edition Anche contestualizzando l'importanza di una tale edizione, o semplicemente godendo della possibilità di poter giocare finalmente in portabilità tre capolavori del genere, è praticamente impossibile consigliare l'acquisto di questa trilogia, che speriamo di definitivo non abbia nulla. Rockstar può ancora aggiustare il tiro e risolvere tante delle problematiche delle sue remaster tramite patch e aggiornamenti mirati, e ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile. L'edizione per Nintendo Switch però è quasi un mondo a parte che si distacca di netto dagli altri porting, e rendere pienamente fruibile questa versione richiederà uno sforzo sicuramente maggiore. Difficile prevedere se Rockstar e Grove Street Games riusciranno nell'impresa, ma allo stato attuale delle cose, GTA: The Trilogy - The Definitive Edition su Switch è una grandissima occasione sprecata.

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