Guardians of the Galaxy: i fumetti che hanno ispirato la storia e il design

Approfondiamo il design dei personaggi ed i fumetti consigliati per calarsi al meglio nell'atmosfera dei Guardiani della Galassia.

Guardians of the Galaxy: i fumetti che hanno ispirato la storia e il design
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  • Improbabili salvatori, vendicatori cosmici, furfanti incalliti, mercenari tuttofare... Nel corso della propria vita editoriale i Guardiani della Galassia sono stati ognuna di queste cose, a seconda della situazione, e sono proprio l'imprevedibilità e lo spirito di adattamento dei suoi componenti a rendere così irresistibile il più sgangherato supergruppo Marvel. Durante la gestione firmata dalla superstar internazionale Brian Michael Bendis, ad esempio, l'imprevedibile Peter Quill è diventato prima il nemico numero uno dell'Impero galattico Spartax, mentre dopo la caduta del proprio padre, J'son, il popolo lo ha addirittura eletto presidente (a sua totale insaputa, chiaramente!).

    Osservando il character design di Marvel's Guardians of the Galaxy abbiamo immediatamente intuito che il nuovo titolo single player realizzato da Eidos Montreal affondasse le proprie radici non tanto nelle divertenti pellicole cinematografiche facenti parte del sempre più vasto MCU (a proposito, qui trovate la nostra recensione dei Guardiani della Galassia vol. 2), bensì nelle storie a fumetti che a partire dal non troppo lontano 2008 hanno visto Star-Lord formare l'attuale formazione dei Guardiani della Galassia. Il team di sviluppo ha infatti basato la propria interpretazione del mito dei Guardiani su tre fumetti ben precisi, che nelle scorse settimane abbiamo individuato e riletto con attenzione, al fine di notare tutte le somiglianze col gioco e consigliarvene il recupero.

    Annihilation: dove tutto ebbe inizio

    Come accennato brevemente nello speciale sulle dieci cose da sapere su Marvel's Guardians of the Galaxy, la formazione dei Guardiani capeggiata da Peter Quill è in realtà la seconda ad aver attraversato il multiverso della Casa della Idee, in quanto in una realtà parallela nota come Terra-691 ce n'era già stata un'altra.

    Introdotti singolarmente nelle storie pubblicate a cavallo tra il 1973 e il 1976, i destini di Drax, Gamora e degli altri membri della banda hanno cominciato a intrecciarsi solo nel 2006, quando il crossover Annihilation nato dal genio di Keith Giffen (Lobo, The Defenders, Thanos) provocò la nascita del cosiddetto Fronte Unito. In seguito a un'evasione di massa avvenuta alle prigioni intergalattiche Kyln, che secondo la mitologia Marvel sarebbero persino più antiche del Big Bang stesso, una misteriosa flotta detta "Onda Annihilation", e proveniente dalla Zona Negativa, distrugge prima Xandar, pianeta natale dei poliziotti spaziali Nova Corps, per poi annientare persino i potenti imperi Skrull e Kree. L'Onda è infatti in possesso della Mietitrice Dei Dolori, un'enorme astronave in grado di convertire interi pianeti in carburante per la flotta guidata da Annihilus e dagli altrettanto micidiali alleati Thanos, Tenebroso e Aegis, che servendosi della super arma hanno catturato Galactus e il suo araldo Silver Surfer. Dinanzi a una minaccia di tale portata, l'unico superstite della Nova Corps, Richard Rider, si vede quindi costretto a compiere un gesto disperato: permettendo all'Uni-Mente di trasferirsi nel suo corpo, Richard accoglie dentro di sé l'intera conoscenza di Xandar e la portentosa energia chiamata Nova Force, divenendo egli stesso Nova Prime.

    Circa 200 giorni dopo l'inizio dell'invasione, Nova Prime mette assieme un manipolo di individui straordinari - tra cui Ronan l'Accusatore, Firelord, Stardust, Gamora, Drax e lo stesso Peter Quill - per formare il Fronte Unito e porre un freno alla folle distruzione seminata dall'Onda Annihilation. Senza scendere troppo nel dettaglio, per non rovinarvi il piacere di scoprire personalmente gli sviluppi della vicenda, vi anticipiamo che proprio questo crossover ha visto (tra le altre cose) Drax il Distruttore prevalere e uccidere la propria storica nemesi, ossia il Titano Pazzo Thanos.

    Annihilation: Conquest e la nascita dei nuovi Guardiani

    La seconda storia essenziale per approcciarsi a Marvel's Guardians of the Galaxy e comprenderne i continui riferimenti non poteva che essere Annihilation: Conquest.

    Parliamo della saga crossover che nel 2007 ha visto gli eroi spaziali dell'universo Marvel alle prese con l'ennesima minaccia di proporzioni cosmiche. Sfruttando i cavalieri spaziali di Galador, gli alieni techno-organici Phalanx attaccano quel che resta dell'impero Kree e ne assimilano la popolazione, isolando per giunta la loro galassia dal resto del cosmo per mezzo di un impenetrabile scudo di energia. Le intenzioni del loro capo assoluto, che altri non è che Ultron (uno storico arcinemico degli Avengers), sono ben presto svelate: il potente androide intende sfruttare i poteri dell'Alto Evoluzionario per trasferire la propria coscienza nel corpo di Adam Warlock e successivamente creare un immenso esercito di cloni dello stesso Warlock con cui attaccare e sottomettere una volta per tutte il pianeta Terra.

    Coinvolgendo sia gli eroi della saga precedente che Rocket Raccoon, Groot e Mantis, Annihilation: Conquest è nello specifico il racconto che ha fatto maturare in Peter Quill il desiderio di formare un nuovo gruppo di eroi interstellari che potesse proteggere in maniera proattiva l'universo da altre minacce di tale portata, piuttosto che reagire solo dopo l'inizio d'ennesima crisi cosmica. Una volontà che si è concretizzata nella gestione de I Guardiani della Galassia scritta a partire dal 2008 dai talentuosi Dan Abnett (Doctor Who, Punisher, War Machine) e Andy Lanning (Legion of Super-Heroes, Nova, Realm of Kings).

    Dopo aver reclutato Drax il Distruttore, Gamora, Rocket Raccoon, Groot, Mantis, Phyla-Vell (la nuova Quasar) e Adam Warlock, Star-Lord e i suoi neo formati Guardiani della Galassia stabiliscono la propria base operativa sulla stazione spaziale Ovunque (o Knowhere, se preferite la terminologia anglofona), il cui capo della sicurezza - un cane intelligente e telepatico di nome Cosmo - accetta di lavorare a stretto contatto col nuovo team. Insieme, i suddetti cercano dapprima di fermare il conflitto fra Kree e Shi'ar, per poi unire le forze con molti altri eroi spaziali per salvare l'intero creato dalla minaccia rappresentata dal Cancroverso, un universo parallelo popolato da terrificanti mostri cosmici. Storie, queste, che preferiamo scopriate da soli, magari un po' per volta, qualora decidiate di esplorare a fondo il mito dei Guardiani e tornare alle origini di quello che oggi è un fenomeno inarrestabile.

    Più agguerriti e minacciosi che mai

    Come accennato nell'introduzione, Marvel's Guardians of the Galaxy non include soltanto dei riferimenti alle storie soprammenzionate: anche il look dei suoi protagonisti è in gran parte ispirato alle controparti a fumetti degli anni 2006-2012. Se Star-Lord, con la sua inconfondibile giacca rossa, la capigliatura in stile anni '80 e gli immancabili blaster, non è poi tanto diverso dalla versione proposta in tempi recenti dalle pellicole del Marvel Cinematic Universe, lo stesso non si può dire per i disadattati al suo seguito.

    Laddove il MCU ci ha abituati a vedere Groot come una creatura dalle dimensioni contenute e dall'aspetto tutt'altro che mostruoso, nel titolo confezionato dai ragazzi di Eidos Montreal il Flora Colossus è invece un bestione alto più di due metri e appare decisamente più robusto, minaccioso e grottesco della propria controparte cinematografica. Per di più, come nei fumetti, l'arbusto indossa un minimo di equipaggiamento, rappresentato in questo caso dallo spallaccio meccanico costruitogli da Rocket e che il procione alieno utilizza per arrampicarsi sull'amico e sparare ai nemici circostanti.

    È una scelta di design non si limita a far apparire Groot più "tosto" e pericoloso, ma contribuisce a trasmettere al giocatore la sensazione che i due compagni di avventure siano estremamente legati, per non dire complementari. Contraddistinto da una pelliccia più scura e ispida di quella sfoggiata sul grande schermo, in questo caso l'Abominio dal grilletto facile dà l'idea di essere un grande esperto di armi da fuoco, e la cyber-tuta sci-fi, e in particolare l'elmetto ad alta tecnologia, gli hanno restituito un look più aggressivo, che in questo caso la dice lunga su quanto il procione sia altamente qualificato nella gestione, modifica e riparazioni di armi, veicoli e strutture meccaniche.

    Tra tutti i Guardiani della Galassia, sono però Drax e Gamora quelli più simili alle controparti a fumetti, in quanto le versioni di Gunn si sono discostate davvero molto dai personaggi originali della Casa delle Idee. Se la versione di Drax interpretata da Dave Bautista ha la pelle grigia perché nel MCU c'erano già troppi individui di colore verde, nel videogioco il Distruttore ha ritrovato sia la propria carnagione originale che gli iconici tatuaggi rossi sul petto, sulle spalle e attorno agli occhi.

    Paragonabili a marchi veri e propri, i tattoo sembrano voler raccontare la storia e la cultura del guerriero dal tragico passato, i cui muscoli non sono mai stati tanto scolpiti e voluminosi. Sul piano caratteriale è stata invece preservata la naturale propensione a sottolineare l'ovvio - da sempre oggetto di scherno da parte dei compagni e motivo di sollazzo per il pubblico - ma rispetto ai film il Drax di Eidos Montreal appare assai più serio e cupo, proprio come nei fumetti.

    Passando infine a Gamora, la donna più letale della Galassia è senza ombra di dubbio quella che i fan del Marvel Cinematic Universe faticheranno a riconoscere di più, almeno dal punto di vista prettamente artistico.

    Adottata da Thanos e addestrata per diventare un'assassina infallibile, la cinica guerriera ha mantenuto intatti i suoi tratti caratteristici, come lo sprezzo del pericolo, l'irruenza e persino un pizzico di arroganza (dovuta perlopiù alla consapevolezza delle proprie capacità), ma il suo look è palesemente ispirato all'accattivante versione di Gamora comparsa nella già menzionata gestione di Bendis. Con indosso un'armatura da combattimento bianca e nera che ne evidenzia le doti alquanto letali, l'assassina immaginata dal team di Eidos Montreal possiede una corporatura più robusta e longilinea, che oltre a renderla più alta di Peter Quill le assicura un'agilità invidiabile. La pigmentazione nera attorno agli occhi, poi, le garantisce un'espressione sempre fiera, feroce e battagliera, anche nei momenti di totale relax nella sala comune dell'astronave Milano. L'unico elemento ereditato dalle trasposizioni cinematografiche va ricercato nelle sfumature rossastre che ne caratterizzano la capigliatura, che al contrario nei fumetti Marvel Comics è sempre stata verde, ma che nel caos scaturito dalla battaglia le permette costantemente di risaltare subito all'occhio del giocatore.

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