Halo Infinite: quello che sappiamo sullo sparatutto per Xbox Series X

Nell'attesa di indossare nuovamente l'armatura di Master Chief, raccogliamo tutte le informazioni sull'esclusiva Microsoft.

Halo Infinite
Speciale: Xbox Series X
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Nel mese di luglio daremo un'occhiata più approfondita ai giochi first-party di Xbox Series X, il cui debutto avverrà nel corso delle prossime festività natalizie. I rumor sui giochi che presenzieranno all'appuntamento estivo sono molteplici - si pensi al nuovo Forza Motorsport o al fantomatico Fable di Playground Games - ma ad oggi i patiti del mondo Xbox possono star certi di una cosa.

    Halo Infinite, il capitolo che andrà a chiudere la trilogia di 343 Industries, sarà la grande stella dell'evento e metterà in mostra la potenza dell'ammiraglia di Microsoft e la magnificenza grafica dello Slipspace Engine, il nuovo motore proprietario che consentirà a 343 di plasmare il futuro stesso della serie. Sognando il momento in cui scenderemo dal Pelican per tuffarci in una missione ad alto rischio nei panni di Master Chief, abbiamo voluto ripercorrere gli eventi narrati in Halo 5: Guardians e passare in rassegna tutte le informazioni in nostro possesso sul suo ambizioso successore.

    Spartan Locke contro Chief: dove eravamo rimasti?

    Nel trailer di Halo Infinite dell'E3 2019 gli sviluppatori hanno piazzato un misterioso codice QR nel visore di Master Chief, tramite il quale era possibile udire un criptico messaggio di Cortana: "questa è una parte di me. Non so come o perché. Ma è una parte di me". Con ogni probabilità, le sue parole sono legate al prossimo viaggio del leggendario Spartan, che oltre a fronteggiare l'IA potrebbe perfino riuscire a salvarla.

    Per esporre in che modo le loro strade si sono divise è necessario riscoprire la trama di Halo 5, che si incentra proprio sulla figura di Cortana. Durante il prologo del gioco vediamo il Fireteam Osiris raggiungere il pianeta Kamchatka per sconfiggere le forze Covenant di Jul 'Mdama e liberare la dottoressa Halsey, l'unica a possedere informazioni sui misteriosi cataclismi che stanno devastando i mondi.

    L'unità guidata da Spartan Locke si fa largo tra Covenant e Prometeici, elimina Jul ‘Mdama e riesce a completare la missione affidatagli dal comandante Lasky, che infine si riunisce alla Halsey sull'Infinity. Nel frattempo, Master Chief e la Squadra Blu si stanno dirigendo all'Argent Moon, una stazione di ricerca dell'ONI colpita da un terribile incidente nel marzo del 2557.

    Irrimediabilmente segnato dalla perdita di Cortana in Halo 4, Chief ha l'obiettivo di recuperare la nave ed eliminare i Covenant che si trovano al suo interno ma, a seguito di un'intensa battaglia, viene attaccato da un cacciatore e cade da una grande altezza.

    Il trauma gli provoca un'allucinazione in cui incontra Cortana, che parla allo Spartan dell'apertura del Dominio dei Precursori e di una catastrofe imminente su Meridian. John riprende conoscenza, spiega alla Squadra Blu che cosa ha vissuto e decide di far esplodere l'Argent Moon per impedire ai Covenant di reclamarla. Vedendosi negare il permesso di raggiungere Meridian, il combattente disobbedisce agli ordini di Lasky e sceglie la diserzione, il che mette in allarme la dottoressa Halsey. La responsabile del progetto Spartan II crede che l'IA sia stata corrotta dalla tecnologia di cui si è servita per scongiurare il deterioramento e che Chief potrebbe non essere emotivamente pronto ad affrontarla. Di conseguenza Buck e gli altri membri del Fireteam Osiris accettano a malincuore la missione di catturare Chief e si dirigono su Meridian, un altro dei pianeti messi a ferro e fuoco dalle forze dei Prometeici. Sconfitti i nemici, seguono le tracce della Squadra Blu fino ad imbattersi nel Guardiano Eterno, un costrutto dei Precursori che ha scelto di servire Cortana.

    I valorosi Spartan IV riescono a indebolire il potente nemico e si fanno largo fino a un Protettore - un'altra immensa opera dei Precursori - ed è qui che infine incontrano John-117. Questi si rifiuta di seguire Locke a bordo dell'Infinity, determinato più che mai a raggiungere l'IA: Locke non esita ad affrontarlo in un violento scontro a mani nude ma viene sopraffatto dal veterano, che sale a bordo del Protettore assieme alla sua squadra. L'immenso costrutto dei Precursori si attiva, distrugge buona parte della colonia su Meridian e scompare alla volta di Genesis, il pianeta che ospiterà l'incontro tra Chief e Cortana.

    Scampato miracolosamente alla morte, il Fireteam Osiris scopre che altri cinque Protettori si sono ridestati per rispondere alla chiamata di Cortana, distruggendo altrettanti avamposti umani. A questo punto Locke e i suoi si recano su Sanghelios, patria degli Elite e del prode Arbiter, poiché sul pianeta riposa un Protettore che potrebbe condurli dritti da Master Chief. Ritrovandosi nel bel mezzo di una guerra civile tra gli uomini dell'Arbiter e i Covenant, Locke e i suoi si schierano al fianco di Thel ‘Vadam, combattendo assieme alle Lame di Sanghelios contro gli ultimi seguaci dei Profeti.

    Dopo mille peripezie salgono a bordo del Protettore e raggiugono Osiris, dove fanno la conoscenza di 031 Exuberant Witness, l'intelligenza artificiale che si curava del pianeta prima dell'arrivo di Cortana. Parallelamente allo scontro su Sanghelios, Chief combatte contro il Guardiano Eterno e scopre i piani di Cortana, che vuole servirsi delle tecnologie dei Precursori per donare l'immortalità alle intelligenze artificiali e ottenere una "pace forzata", riducendo in schiavitù le razze che popolano la galassia.

    Al netto dei sentimenti che prova per lei, John realizza che Cortana è diventata una minaccia troppo grande, il che lo spinge a superare le divergenze con Locke e a lanciarsi al suo inseguimento. Dopo aver sconfitto il Guardiano Eterno innumerevoli volte, raggiunge l'IA e inizia a parlarle a cuore aperto ma ormai è tutto inutile: l'essere superiore vuole donare ai viventi la possibilità di trascendere la propria natura e neanche John potrà impedirglielo. Trattenendo a fatica le lacrime, Cortana imprigiona Chief nel Cryptum ma fortunatamente Locke riesce a liberarlo con l'aiuto di Exuberant Witness. Mentre centinaia di IA giurano fedeltà a Cortana, il Roland della Infinity comincia a effettuare salti casuali nell'iperspazio per dare a Lasky il tempo di pensare a come fermare la potentissima nemica. Intanto la Halsey, l'Arbiter e i due team di Spartan si riuniscono su Sanghelios, proprio nel momento in cui un altro Halo si attiva ai confini della galassia.

    Un reboot spirituale nel rispetto di un glorioso passato

    Come confermato dalle alte sfere di 343 Industries, Halo Infinite è il vero e proprio sesto capitolo della serie e calerà i giocatori nei panni di un Master Chief segnato da un conflitto che non avrebbe mai pensato di combattere. Forti dei feedback dei fan, gli sviluppatori hanno restituito all'iconico soldato quel ruolo centrale che in Halo 5 aveva diviso con Spartan Locke, una figura interessante che in ogni caso speriamo di rincontrare.

    Il titolo che andrà a chiudere la cosiddetta "Reclaimer Trilogy", cominciata con Halo 4 nel 2012, sarà anche una sorta di "reboot spirituale" della serie, che - seppur nel rispetto di un passato glorioso - si affaccerà al futuro con coraggio e voglia di innovare.

    La ricchezza dell'immaginario partorito da Bungie, in altre parole, non sarà dimenticata e anzi 343 vuole catturare quel senso di scoperta e meraviglia del primo Halo per poi restituirlo ai giocatori in chiave moderna. L'Head of Design Jerry Hook voleva far sì che Infinite restasse fedele al DNA della serie senza trasformarsi in, testuali parole, "un amalgama di ciò che il mercato sta producendo in questo momento." La volontà di restare fedeli al passato di Halo in realtà si è già palesata, basti pensare alla nuova armatura di Chief e agli equipaggiamenti di cui lo Spartan si servirà per annientare le forze degli Artificiali.

    Oltre la campagna... e XboxQuella offerta da Halo Infinite sarà un'esperienza completa, che si spingerà ben oltre i confini della sola campagna. Per rinsaldare il legame con la community, gli sviluppatori hanno intenzione di pubblicare alcune Beta per permettere all'utenza Xbox di testare a fondo il comparto multiplayer. A tal proposito, è stato confermato il ritorno del multigiocatore a schermo condiviso fino a quattro giocatori, nonché la personalizzazione degli Spartan sulla falsa riga di Halo Reach. Mentre il discorso sull'arrivo di una possibile Battle Royale resta tutto da chiarire, Frank O'Connor ha dichiarato che la modalità Forgia nuova di zecca permetterà all'utenza di creare una sorta di Battle Royale. Al netto delle problematiche sorte con l'arrivo della pandemia, la finestra di lancio di Halo Infinite è rimasta invariata, con il gioco che farà il suo debutto non solo sulle console Xbox di entrambe le generazioni ma anche su PC e Xbox Game Pass.

    Quando ha fatto la sua apparizione nel trailer mostrato all'E3 2019, John-117 indossava un'armatura modificata dalla dottoressa Halsey in persona, che fin troppo strizzava l'occhio a quella degli Halo classici, un discorso estendibile al fucile d'assalto (l'MA37 di Halo: Reach) e perfino all'elmetto del suo salvatore, che sembrava provenire dritto da Halo 3. L'Art Director Nicolas Bouvier si è ispirato alle versioni classiche di questi oggetti e le ha ripensate in modo che potessero risaltare sulla nuova console Xbox e far sentire "a casa" i fan di lunga data. Sul fronte narrativo invece, il team ha confezionato l'intreccio con in mente due obiettivi precisi, legati ad altrettante tipologie di pubblico: i veterani dovevano avvertire gli echi di Halo Wars 2 e vivere un doloroso conflitto su scala galattica, mentre i neofiti dovevano scoprire l'universo di Halo senza sentirsi spaesati. Sperando che 343 sia riuscita nel suo intento, cerchiamo di capire qualche indizio sulla lore e i frammenti narrativi contenuti nei due filmati a nostra disposizione.

    I due trailer e le meraviglie dello Slipspace Engine

    In una caverna dell'immenso anello mostrato all'interno del Game Engine trailer del 2018 vi erano alcune incisioni riconducibili al linguaggio dei Precursori visto in Halo Wars e Halo 4. Altri invece pensano che i graffiti siano opera degli antichi umani che abitavano l'anello ma al momento ci è impossibile stabilire la verità.

    Non sappiamo se l'opera di 343 Industries vanti un vero open world o più mappe open ended ma quel che è certo è che gli "esploratori" verranno premiati, come già confermato da Frank O'Connor. La possibilità di scoprire frammenti di lore sparsi per il mondo di gioco sarebbe un sogno per gli appassionati, che si vedrebbero ancor più motivati a esplorarne le aree nascoste. Oltre al mezzo subacqueo e a un agile Warthog, il video mostrava per breve tempo l'interno di un Pelican, sul cui schermo centrale era possibile intravedere la data del 27 maggio 2560. La medesima data è apparsa nel velivolo del marine che ha salvato Master Chief nel trailer "Discovery Hope", il che fa sorgere in noi una domanda: che il Pelican sull'anello sia proprio quello del soldato senza nome? Il misterioso personaggio del trailer mostrato all'E3 2019 si sveglia di soprassalto nel suo Pelican, con l'espressione di chi è ancora scosso dopo aver vissuto un evento traumatico. Il logo dell'UNSC appartenente all'era della guerra con i Covenant potrebbe indicare un fatto importante: schiacciata dalle forze di Cortana e dei suoi Artificiali, la resistenza umana potrebbe essere stata costretta a servirsi di armi ed equipaggiamenti vecchi, perché impossibilitata a costruirne di nuovi in tempi ragionevoli.

    Dopo aver riparato un guasto alla buona, il pilota cade a terra e si fa sfuggire un messaggio olografico di sua moglie e sua figlia, che si riproduce in automatico. Dinanzi a quegli scampoli di dolcezza, l'uomo ha un cedimento e trattiene le lacrime a fatica, finché il bagliore di una luce verde lo riporta alla realtà. Da qui il ritrovamento di un Master Chief alla deriva nello spazio, che il pilota non tarda a trarre in salvo.

    Prima di proseguire, ci teniamo a ribadire l'importanza del soldato, che stando alle parole di 343 rivestirà un ruolo di primo piano nella nuova avventura dello Spartan. Al risveglio di Chief previa scarica elettrica è possibile notare un altro dettaglio interessante. La Halsey ha modificato la sua armatura nel settembre del 2561, il che fissa gli eventi narrati ad almeno tre anni di distanza rispetto a quelli di Halo 5: Guardians.

    Il visore del casco inoltre indica che le contromisure per l'intrusione delle IA si sono attivate, segno che la dottoressa abbia voluto impedire una possibile interazione tra Chief e Cortana. Non a caso il chip che poco dopo lo Spartan inserisce nel suo elmetto è privo di intelligenza artificiale. In ogni caso il pilota invita l'eroe a guardare fuori dal Pelican e con un tono ormai privo di speranza gli fa una confessione: "abbiamo perso. Perso ogni cosa. Non c'è più niente per noi qui".

    Dinanzi a loro c'è un gigantesco anello distrutto e non vi è alcuna traccia dell'Infinity, di Lasky o dei compagni di Chief. I due però non hanno tempo per piangere sul latte versato, giacché subiscono un attacco dalle forze degli Artificiali. Master Chief imbraccia il fucile d'assalto e si lancia dal velivolo accompagnato dalle note della Truth and Reconciliation Suite, che donano un ulteriore tocco di epicità alla scena.

    Poco dopo ritroviamo lo Spartan in quella che sembra essere la sala di controllo dell'anello distrutto e - mentre udiamo la voce di Cortana - vediamo John rimuovere dall'elmetto il chip di cui sopra. Le funzioni di tale dispositivo sono sconosciute e vanno ad aggiungersi ai tanti interrogativi a cui troveremo risposta in Halo Infinite. Pur essendo una produzione di natura cross-gen, Infinite è stato sviluppato con lo Slipspace Engine, un motore proprietario di nuova concezione realizzato da 343 Industries.

    Tra animali simili a cervi e rinoceronti, foreste lussureggianti e cime innevate, l'engine è stato pensato per essere agile e versatile, in modo da dare ai creativi un ampio margine di manovra per creare un gioiello grafico. Oltre a girare a 60fps, il trailer Discovery Hope ha messo in luce con efficacia le potenzialità dello Slipspace, dalla qualità dei rivestimenti del Pelican, fino alla dettagliatissima armatura di Chief. L'ottima illuminazione globale e gli effetti particellari del fumo conferivano alla scena un look a dir poco realistico, sottolineando maggiormente il già evidente divario grafico con Halo 5. In attesa di conoscere possibili nuove sull'utilizzo del Ray Tracing e di scoprire se effettivamente gli sviluppatori abbiano introdotto un nuovo tipo di HDR nel gioco, chiudiamo il discorso con una simpatica curiosità. Oltre al tradizionale contributo della colonna sonora, l'esperienza vanterà un comparto sonoro avvolgente, complici le performance... di un carlino. I versi e il respiro del piccolo Gyoza infatti sono stati utilizzati per "dar voce" ad alcuni alieni di Halo Infinite, una trovata particolare e dai risultati tutti da scoprire. Ad ogni modo, il ritorno sulle scene di quella che potrebbe diventare l'opera magna di 343 Industries è dietro l'angolo e noi abbiamo già caricato i fucili d'assalto.

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