Speciale Hands-on Donkey Konga

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  • Bemano a chi scusa?

    Bemani: parola composta dalla radice Beat (battito) e Mania (fissazione). Termine di uso prettamente gergale, teso a classificare un gioco musicale di ballo, gioco ritmico o anche basato sul karaoke.
    Fanno parte di questo genere giochi storici di Konami come Beat Mania (dal quale trae appunto origine il suddetto termine) e Dance Dance Revolution; Samba de Amigo di Sega, fino ad arrivare ai più recenti Sing Star di Sony e Karaoke Stage sempre di Konami.
    Come avrete potuto intuire, Donkey Konga rappresenta il primo e sicuramente tardivo ingresso di Nintendo nella scena dei bemani.
    Voci molto vicine alla casa di Kyoto dicono che a volerlo sia stato il noto suonatore di banjo nonchè creatore di videogiochi famosi a tempo perso, Shigeru Miyamoto.
    Lasciando stare il pettegolezzo, Nintendo questa volta però non si è affidata, o per meglio dire non si è fidata affatto delle capacità artistico musicali del suo uomo immagine. Riconoscendo la sua inesperienza in questo genere e continuando la sua politica di collaborazioni con terze parti, Nintendo ha deciso di lasciare lo sviluppo del gioco alla Namco, la quale a sua volta ha rielaborato un suo classico del genere dei bemani, Taiko no Tatsujin (simulatore di Taiko, strumento tradizionale giapponese).

    Nel Kongo la musica si suona con il bongo!

    Il concetto alla base di Donkey Konga è molto semplice. Il compito del giocatore è quello di tenere il tempo della musica, facendo leva sul suo istinto musicale, e di tenere un occhio sempre attento alle icone che attraversano lo schermo.
    Anche se è possibile utilizzare i normalissimi joypad del Game Cube, la confezione di Donkey Konga contiene uno stravagante controller a forma di bonghi. Questo bizzarro giocattolo nasconde un ottima tecnologia, in grado di rilevare con precisione tanto le percussioni quanto il battito delle mani (attraverso un piccolo microfono posizionato al centro dei bonghi).
    Una volta scelta la musica da suonare, sullo schermo appariranno in sequenza ritmica delle piccole icone di diverso colore per indicare la parte dei bonghi da colpire: giallo sta ad indicare il bongo sinistro, rosso quello destro, rosa entrambi e celeste il battito delle mani.
    Questo sistema di gioco è tanto facile da capire quanto ostico da mettere in pratica. All'inizio infatti è naturale fare confusione e colpire a destra quando tocca a sinistra oppure battere le mani quando invece si devono suonare entrambi i bonghi. Con un po' di pratica, magari allenandosi con una musica dal ritmo lento e cadenzato, le difficoltà iniziali saranno subito superate.

    Meglio da soli o in compagnia?

    Ad ogni icona colpita viene assegnato un punteggio che spazia dal good al bad. Al termine della vostra performance il punteggio viene quantificato in monete utilizzabili per acquistare nuove canzoni, nuovi strumenti (ad esempio potrete sostituire il suono del bongo con quello di una trombetta, di un flauto, di una molla ecc.) e sbloccare dei minigiochi (tre in tutto).
    Le modalità di gioco sono poche, a dire il vero. C'è la modalità single player, dove appunto vi cimenterete da soli per guadagnare più soldi possibili, e la modalità a più giocatori dove potrete gareggiare contro un vostro amico. In teoria il multiplayer potrebbe essere giocato fino a quattro giocatori contemporaneamente a coppie di due. Due persone suonano i rispettivi bonghi e le altre due battono le mani. Infine c'è la sezione dei mini giochi: si tratta di tre giochi semplici ma molto divertenti (da soli o a più giocatori) dove dovrete muovere il caro Donkey Kong seguendo la musica e colpendo direzionalmente i bonghi come se fossero un vero e proprio controller. Ad esempio c'è il classico gioco da luna park, quello in cui dovete colpire con un martello la talpa furbacchiona. In questo caso al posto della talpa dovrete colpire King K. Rool.
    Ogni modalità, che sia in singolo o in multiplayer, può esser giocata ad un diverso livello di difficoltà. Se il livello easy è per i principianti, le modalità più avanzate farebbero impazzire anche il più navigato direttore di orchestra. In modalità hard le icone da colpire saranno molto numerose e a brevissima distanza l'una dall'altra in modo tale da non permettere all'occhio umano (all'occhio occidentale naturalmente!) di codificare il colore e abbinarvi la giusta azione. Ma quello che più mi ha sorpreso è la modalità very hard! In questo caso sul video scorreranno delle icone senza colore, lasciando a voi il compito di decidere quale sia la giusta icona da colpire. Da veri maniaci! Per concludere, una annotazione sui menu: anche se i testi delle opzioni sono interamente in giapponese, non troverete molta difficoltà nell'intuire le varie modalità ed il loro funzionamento.

    50 Cent, Eminem e Donkey Kong Rap!

    Le musiche, 32 in tutto, sono molto eterogenee e spaziano dal J-pop ai jingle pubblicitari (compresa la tenerissima Ai noUta tratta dalla pubblicità giapponese del gioco Pikmin), passando per la musica classica latino americana e a ovvi omaggi di saghe storiche Nintendo (chi ha detto Mario?). La scelta dei brani musicali è naturalmente stata fatta per incontrare i gusti del pubblico nipponico e quindi non mi sento di discuterla. Però se devo essere sincero avrei preferito più canzoni di stampo latino sud americano, perché ritengo che si adattino di più al gioco e soprattutto ai bonghi. Forse la versione occidentale sopperirà a questa mancanza. Spero solo che il J-pop non venga rimpiazzato con musiche di Britney Spears e dei Blue!

    Con il sorriso sulle labbra e le mani gonfie di dolore

    E' difficile giudicare un gioco come Donkey Konga dove le capacità tecniche del Cubo non vengono minimamente utilizzate. Il genere dei bemani è ormai collaudato e in continua evoluzione. Oggi suoniamo i bonghi e domani forse potremo dirigere un intera orchestra. Continuando a sperare in una sua conversione per il mercato europeo, il primo giudizio su questo originale titolo è buono, soprattutto grazie alla dose di divertimento che questo gioco ci ha saputo regalare: abbiamo iniziato a giocare alle 19.00 e ci hanno staccato (di forza) all'una del mattino! Io direi che il divertimento è stato tanto, e voi?

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