Speciale Hands on: Four Swords Plus

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  • NGC
  • Negli anni del 3D, della gara al fotorealismo e dei complessi di inferiorità/superiorità applicati alle console (...la mia è più potente della tua, ecc.), Nintendo ancora una volta sceglie la strada più controcorente che si potesse immaginare: chi credeva che The Wind Waker fosse una scommessa coraggiosa, sicuramente dovrà ricredersi davanti all'ultimo capitolo (benchè si tratti di un gioco a sè stante, non facente parte della serie regolare) della storica saga di Zelda.
    Nintendo ha deciso di regalare ai suoi fan un gioco completamente 2D!!!

    Al di qua dello specchio

    Four Swords, originariamente, è apparso come bonus multigiocatore in The Legend of Zelda: A Link to the Past per GBA, ma la versione di cui andremo a parlarvi in queste righe non è la stessa della console portatile. Four Swords Plus riprende il concetto originale del GBA e lo amplifica su GameCube: Link si trova a dover fronteggiare un nuovo nemico, e per questo motivo impugna la spada magica chiamata "quadrispada" e si divide in quattro alter ego di colori differenti (verde, rosso, blu e viola). Perchè quattro Link? Per chi ha giocato con la versione GameBoy, la risposta è chiara: gli enigmi di questo gioco sono basati sulla collaborazione di squadra, quindi è impossibile risolverli da soli. Anche quando non ci troviamo in compagnia di almeno un amico, giocando in single player vanno utilizzi tutti e quattro i personaggi, disponendoli a seconda della necessità in formazioni differenti, o, se ce n'è necessità, guidandoli singolarmente a turno. Per facilitare il controllo dei personaggi, il joypad del GC è stato sfuttato molto bene: con lo stick analogico si muovono i Link (che sono disposti in fila indiana, con Link verde a capo degli altri), con il tasto B si sfodera la spada e, tenendolo premuto, si può eseguire il classico colpo speciale, mentre se si prosegue la pressione quando la lama della spada è carica (avviene collezionando un certo numero di rupie) è possibile rotearla come un pazzo per alcuni secondi risultando, oltretutto, invulnerabili per la durata della mossa. Con A si utilizzano gli oggetti speciali (nella maggior parte dei casi armi), con R si fa una capriola o si afferrano le cose, mentre X, Y e C, influiscono sulla disposizione dei personaggi.
    In multiplayer il discorso è differente: infatti, quando si è in due, tre o quattro giocatori non è più possibile utilizzare il joypad, ma il possesso di un GBA diviene indispensabile. Infatti in questo caso il portatile Nintendo diventa controller, ma non a caso: l'idea della grande N di connettere GC e GBA è stata veramente bizzarra, ma, almeno per ora, trova la sua massima espressione proprio in questo gioco. I giocatori controllano il loro personaggio (o più di uno nel caso non si giochi in 4) sullo schermo della TV, ma quando uno di essi entra in una zona coperta, potrà tranquillamente esplorare la zona interna attraverso lo schermo del proprio GameBoy, mentre i suoi compagni continueranno la loro attività di saccheggio seguendola tramite il teleschermo! In questi termini, la scelta della Nintendo può sembrare un'ingegnosa trovata per vendere cavi di collegamento tra le due console, ma giocando capirete che questa applicazione è un vero spasso. Molti enigmi, infatti, vanno affrontati in cooperativa tra chi è all'interno del GBA e chi sta nella TV, creando situazioni dvertenti, anche perchè se pur coadiuvati insieme per la riuscità della missione, i giocatori sono in gara per chi di loro avrà collezionato più rupie alla fine del livello.

    Il più bello del reame?

    Graficamente parlando, Zelda: Four Swords Plus riprende esattamente l'aspetto dell'episodio apparso su Super Nes, aggiungendo qualche ritocco all'ambiente e qualche effetto grafico quì e là. Anche se il risultato finale è comunque una gioia per gli occhi, bisogna ammettere che lo sforzo dei grafici è stato minimo: infatti da un titolo 2D per un 128Bit ci si aspetta molto di più di un mero porting dalla console 16 bit... per fare un esempio, gli sprite dei soldati sono proprio quelli del Super Nintendo. In ogni caso, la scelta può essere giustificata dicendo che lo stile grafico piuttosto minimalista serve ad amalgamare meglio il passaggio dallo schermo della televisione a quello del GBA (che tra l'altro avviene in pochi istanti, a differenza che in Final Fantasy: Crystal Chronicles!). Gli effetti speciali a cui accennavo prima, invece, sono molto convincenti, seppure anche loro siano stati riciclati, questa volta dallo Zelda per GameCube (le esplosioni sono le stesse nuvolette "ghirigorose" di The Wind Waker). Musicalmente, ci troviamo ad ascoltare brani classici della saga di Zelda riarrangiate per l'occasione. Troviamo quindi la classica marcetta che accompagna Link fin dal primo capitolo della serie, insieme ai brani più cupi dei dungeon, o della montagna della morte... insomma, più o meno la solita minestra, ma riscaldata molto bene.

    Chi più ne ha, più ne metta!

    Le modalità di gioco di Four Swords Plus sono ben tre (anche se è quasi certo che nella versione occidentale si ridurranno a due). La prima è quella descritta prima, che è poi quella principale: Nintendo l'ha curata per bene, in modo da rendere unici tutti i livelli di gioco (8, divisi ognuno in 3 capitoli), mettendo in campo un sacco di trovate geniali. Capiterà di dover effettuare la classica fuga dalla prigione (con tanto di riflettori che vi cercano), o di dover saltare da una dimensione all'altra alla ricerca del nemico, di fare scorribande a cavallo e molte altre.
    Andrò adesso a descrivervi i giochi extra, precisando che sono fruibili esclusivamente in multiplayer e che il GBA è obbligatorio per poterli utilizzare.
    La seconda modalità di gioco è la Shadow Battle che, come potete immaginare, consiste nella classica battaglia tutti contro tutti. Le arene in cui ci si sfida sono tutte ispirate ai livelli del gioco principale, ed ognuna è caratterizzata da trabochetti vari che contribuiscono a rendere la sopravvivenza più difficoltosa.
    Navi Trakers, invece, è una specie di caccia al tesoro, dove i giocatori cercano di arraffare più tesori possibile, seguendo le indicazioni di Dazel (naturalmente in giapponese, per quanto riguarda la versione provata) che dalla TV saltella allegramente mostrandovi una mappa della zona. Quest'ultima modalità è proprio quella che sarà eliminata in occidente: peccato, perchè pur non potendola apprezzare pienamente a causa della lingua giapponese, fa intuire comunque molto bene le proprie potenzialità.

    Tirando le somme...

    Un party game? Non proprio. Un nuovo capitolo di Zelda? Non proprio. Four Swords Plus è un prodotto divertente che, per avvicinare utenti ad una tipologia di gioco molto innovativa, sfrutta il nome di una delle saghe più popolari del mondo dei videogiochi. Detto così può sembrare un subdolo stratagemma commerciale, ma non è la verità: Zelda 4 Swords Plus è veramente divertente! Giocarlo da solo, per un amante della serie, può già rappresentare un'occasione ghiotta di ritrovare gli enigmi tipici (ma non solo) della serie, privi però dell'esplorazione della mappa (in pratica si tratta di affrontare vari dungeon in sequenza). In più, per prolungare il divertimento (24 livelli non sono pochi, ma finiscono), troviamo due gemme multiplayer virtualmente infinite. Insomma, se passate interi pomeriggi sfidandovi a Mario Kart dovete avere anche Four Swords Plus, se vi piace Zelda dovete avere Four Swords Plus, se avete 4 amici muniti di GBA dovete avere Four Swords Plus. In breve: se avete un GameCube, dovete comprarlo!

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