Speciale Hands-on: MGS - The Twin Snakes

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Speciale Hands-on: MGS - The Twin Snakes
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  • NGC
  • Tactical espionage action

    Nell'ormai lontano 1998, Hideo Kojima diede la luce ad un'opera destinata ad entrare nei cuori di milioni di videogiocatori in tutto il mondo. Il suo lavoro era il frutto di anni di esperimenti su un genere mai esplorato prima, e allo stesso tempo ne divenne anche la massima espressione videoludica grazie alle potenzialità offerte a quel tempo dalla PlayStation di Sony; così nacque Metal Gear Solid (“solido” perché per la prima volta totalmente tridimensionale), il primo vero stealth game della storia dei videogiochi, capace di appassionare chiunque, dai fan dei primi titoli su Msx a chi per la prima volta si era avvicinato all'universo di Solid Snake. Una trama sensazionale, una regia degna dei migliori film d'azione hollywoodiani e alcune geniali soluzioni di gameplay lo incoronarono come una vera opera d'arte in campo videoludico; un'opera che ancora oggi, pur con gli anni che porta sulle sue spalle, occupa a pieno diritto un posto fra le pietre miliari dell'evoluzione dei videogames. Oggi, grazie alla joint venture fra Konami e i talentuosi Silicon Knights, possiamo rivivere le stesse emozioni che resero grande quel Metal Gear Solid nello splendore dei 128 bit. The Snake is back...

    Il serpente cambia pelle...

    Metal Gear Solid: The Twin Snakes (TTS d'ora in poi), non è semplicemente il rifacimento del capolavoro originario di cui sopra; ne è una sorta di evoluzione, che attingendo a piene mani dalle soluzioni partorite da Kojima nel secondo capitolo della serie (Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty) lo spinge ad un livello superiore, nel tentativo di renderlo godibile anche da coloro i quali avessero già vissuto le avventure di Snake nella loro “veste” originaria. Ma vediamo di esaminare più nel dettaglio le novità introdotte. Dal punto di vista della cosmesi, i Silicon Knights hanno svolto un lavoro non indifferente, occupandosi di ridare linfa vitale all'universo tridimensionale di Shadow Moses; gli ambienti sono stati infatti completamente ricreati da zero (vista la notevole differenza fra Psx e GameCube in termini di potenza) così come i modelli dei personaggi, che in TTS godono di animazioni splendide e di un aspetto del tutto rinnovato; in particolar modo i volti, caratterizzati da una notevole complessità poligonale, sono decisamente verosimili e risultano in alcuni casi migliori di quelli visti in Sons of Liberty. Stesso discorso vale anche per le texture, che oltre ad una rivisitazione grafica hanno subito, nella maggior parte dei casi, anche una reinterpretazione stilistico/artistica che potrebbe far storcere il naso ai puristi dell'originale, ma che possiede un indubbio valore e risulta perfettamente coerente con l'atmosfera che pervade il gioco nella sua globalità. L'impatto visivo finale è quindi decisamente positivo e minato esclusivamente da qualche piccola incertezza nel framerate (che è fisso a 60 fps per la maggior parte del gioco) e da qualche rara texture meno dettagliata che però non inficiano assolutamente la ricchissima esperienza di gioco offerta dal titolo Konami/Nintendo. Se quindi la cosmesi ha subito un deciso lifting, anche il comparto sonoro non poteva essere da meno; i belissimi temi originali di Hibino sono stati egregiamente riarrangiati in chiavi differenti, gli effetti sonori (tutti fedeli all'originale) sono stati interamente ricampionati, così come l'eccellente voice acting che vede ancora una volta protagonista il mitico David Hayter. Il tutto ovviamente godibile in un eccellente Dolby Pro Logic 2. Fortunatamente le novità non si fermano qui, anzi; l'aspetto che forse ha visto il cambiamento più radicale sono i cosiddetti “real time demos”, meglio conosciute dal popolo dei videogiocatori come cutscenes o scene di intemezzo. Se quindi la bellezza del gioco originale era dovuta in gran parte alla magistrale bravura di Kojima nelle vesti di “improvvisato” regista, per TTS si è deciso di lasciare il tutto nelle esperte mani di Ryuhei Kitamura, famoso per rinomate pellicole d'azione giapponesi (Alive e Versus per citare le più conosciute). Il risultato finale è incredibile e pur rivoluzionando e quindi snaturando in modo sensibile il lavoro originale, è davvero impossibile non apprezzare lo sforzo di Kitamura teso a regalare una spettacolarità cinematografica realmente degna di un moderno film d'azione. E come se tutto ciò non fosse sufficiente a ringiovanire l'opera Kojimiana, quello che ne garantisce davvero la “solidità” come videogioco moderno sono le aggiunte a livello di gameplay, che come ho scritto prima sono tratte direttamente dal secondo capitolo della saga e implementate con notevoli risultati nella struttura originale. In TTS è quindi possibile usufruire della visuale in prima persona sia per osservare il mondo circostante che per utilizzare al meglio le armi a disposizione di Snake; interessante anche l'introduzione degli armadietti (del tutto assenti nell'originale) dove potersi nascondere o dove poter occultare i cadaveri dei soldati nemici (che ora si posso trascinare dovunque e anche lanciare dagli appositi “sportelli” per sbarazzarsene in modo definitivo), o anche della possibilità di scavalcare i parapetti ed utilizzarli come appiglio per non essere visti o per sfuggire da situazioni di pericolo. I controlli sono stati studiati in modo piuttosto intelligente, e anche se l'ormai consolidata abitudine al Dual Shock potrebbe causare qualche problema all'inizio basterà qualche minuto di pratica e riusciremo perfettamente a controllare Snake: peccato per la mancata presenza di un controllo full analog (come quello di Splinter Cell) che avrebbe garantito senza dubbio un maggior livello di precisione nei movimenti furtivi e silenziosi alla base del concetto stesso di stealth game. I miglioramenti coinvolgono anche in modo piuttosto massiccio l'intelligenza artificiale dei soldati genetici, che ora sono molto attenti e si insospettiscono ad ogni minimo rumore fuori dal normale, alla vista di orme lasciate sulla neve piuttosto che della vostra ombra furtiva con la coda dell'occhio. Se dunque da un lato siamo di fatto di fronte ad un remake di un vecchio titolo a 32 bit, dall'altro le novità inserite un po' da tutti i punti di vista ne fanno un'esperienza decisamente attuale, più che godibile per chiunque abbia già giocato l'originale e un vero e proprio must have per tutti coloro i quali volessero avvicinarsi per la prima volta all'intrigante mondo nato dall'estro e dalla creatività di quel genio chiamato Hideo Kojima.

    Conclusioni

    The Twin Snakes è un progetto ambizioso, una vera sfida per coloro che ne hanno intrapreso la realizzazione; il rischio di rovinare la mastodontica opera originaria era decisamente elevato e poche le garanzie di successo per un titolo dal passato tanto glorioso. La stretta collaborazione fra Kojima, Silicon Knights e il team di Metal Gear Solid ha invece dato la luce a quella che, a tutti gli effetti, è una versione alternativa, una rivisitazione, una reinterpretazione in chiave moderna di quel capolavoro di sei anni fa; TTS è un gioco d'azione esaltante, sapientemente condito da una trama che scivola via senza forzature, che coinvolge il giocatore in modo totale e lo rapisce trasportandolo nelle gelide profondità di un'isola della'Alaska, che gli fa vivere davvero un'avventura dai toni epici e dalle tinte eroiche, emozionante come poche altre. Non fatevelo scappare, è il miglior modo per attendere felicemente il prossimo capolavoro annunciato Metal Gear Solid 3...

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