Speciale Hands-on: Soul Calibur II

Leggi il nostro articolo speciale su Hands-on: Soul Calibur II - 2130

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  • Ps2
  • Xbox
  • NGC
  • L'attesa è quasi finita...

    Creare il seguito di un capolavoro è sempre un'impresa ardua. Si rischia di avere un titolo al di sotto delle aspettative degli appassionati, o di far subire un'involuzione al gioco stesso, ottenendo così un seguito qualitativamente inferiore al predecessore. Quando si seppe che Soul Calibur, considerato a ragione uno dei migliori picchiaduro di sempre, avrebbe avuto un seguito sulle console di nuova generazione, questi timori sono sorti in tutti coloro che avevano passato ore e ore tra il clangore delle spade generate da quella fantastica macchina che era il Sega Dreamcast. Come migliorare un gioco così? Con che coraggio apportargli dei cambiamenti? Dopo mesi passati ad analizzare le immagini del gioco che girano per la Rete, a discuterne sui forum tra speranze e fatalismi, è ormai giunto il momento tanto atteso: Soul Calibur II uscirà tra poco più di una settimana anche nel nostro Paese. La versione PAL sarà visualizzabile a 60 Hz, nonchè tradotta in italiano. Siamo di fronte al ritorno di un capolavoro? Impaziente, ho deciso di testare la versione giapponese del gioco. Ecco le prime impressioni.

    Impatto!

    Il titolo Namco sfoggia un'introduzione filmata di notevole impatto, nonché di eccellente qualità: i personaggi classici della serie e quelli alla loro prima apparizione si succedono in una serie di scene entusiasmanti, contribuendo a creare l'atmosfera giusta in attesa di poter controllare i combattenti. Raggruppato qualche amico, iniziamo, per scaldarci un po', con un veloce scontro in Versus: ecco la schermata di selezione dei personaggi! E qui iniziano le vere novità: ai due lati dello schermo apparirà il modello poligonale del lottatore su cui si posa il cursore, e fa un certo effetto vedere il cappuccio verde di Link nelle vicinanze della barba incolta del samurai Heishiro Mitsurugi... alcuni personaggi storici sono stati sostituiti dai programmatori con nuovi volti come Cassandra, sorella di Sophitia, Raphael, spadaccino (presumiamo) francese, Link, l'eroe di Zelda, Talim, una ragazzina che utilizza dei corti pugnali tonfa, e un buon assortimento di cattivoni. Tra questi ultimi, ricordiamo Necrid, enorme creatura disegnata da Todd McFarlane - creatore del noto fumetto Spawn - e Charade, essere che ricorda per alcuni versi Inferno, a sua volta presente anche in questo secondo Soul Calibur. Una prima considerazione può essere fatta proprio sui protagonisti del gioco: lo stile con cui sono creati i personaggi - il character design insomma - è cambiato rispetto al primo capitolo, anche a causa delle maggiori potenzialità delle console di nuova generazione, che ha permesso agli sviluppatori di poter raggiungere un più elevato livello di dettaglio grafico. Nightmare, Sophitia e compagni sono ora più simili ai protagonisti di un anime nipponico, hanno gli occhi più grandi e in generale lo stile si avvicina molto a quello di un cartone animato giapponese; ho notato una certa diversità rispetto a quello che era lo stile del primo Soul Calibur, che sembrava voler puntare più decisamente verso un design più realistico. Si tratta comunque di una questione di gusti, e starà a voi decidere quale dei due tipi di design preferire: ad ogni modo, lo stile adottato per Soul Calibur II è armonioso con il resto del gioco, molto curato e omogeneo in ogni momento di gioco. Eravamo rimasti al Versus, giusto? Bene, incrociamo le lame!

    Toh, un fiorellino... KHOOOM!

    Dopo un tempo di caricamento quasi nullo, viene presentato lo scenario in cui si svolgerà la battaglia: molte delle locazioni disponibili sono in spazi aperti, e la potenza del motore grafico è davvero notevole. Il senso della distanza è perfettamente avvertibile, dato che spesso il luogo dove si svolge la battaglia è sopraelevato rispetto al resto del territorio, e benchè così facendo correreste il rischio di ricevere un'ascia sulla nuca, potreste restare ammirati di fronte alla bellezza del paesaggio che si schiude davanti a voi. Le arene, poi, sono ricche di dettagli e di trovate architettoniche (se così vogliamo chiamarle) affascinanti, realizzate con una grafica eccezionale. Niente aliasing, come si temeva esaminando le prime immagini del gioco. Ma ecco che entrano in campo i combattenti: una breve presentazione anche per loro, con misteriose frasi in lingua giapponese che pochi riusciranno a comprendere (Mitsurugi da! Omae toge!), appena il tempo per ammirare i modelli poligonali e l'eccezionale livello di dettaglio, e subito viene dato il via allo scontro. Fight!

    Piacevoli conferme

    Con un sospiro di sollievo, scopro che molte mosse del primo Soul Calibur sono state trapiantate in questo nuovo capitolo della serie, e anche la disposizione dei comandi sul controller del GameCube ricorda molto da vicino la versione Dreamcast. Guard Impact, prese, parate e tutto quanto ricordavate del picchiaduro Namco è stato fedelmente ricreato sulla console Nintendo, con nuovi attacchi per i personaggi “storici” e una marea di nuove combo da imparare per combattere con i nuovi volti di Soul Calibur. Il sistema tridimensionale di movimento all'interno dell'arena non sembra variato, e la sensazione è sempre la stessa: a combattere è il giocatore, non un personaggio poligonale. Una differenza sostanziale è costituita proprio dalle arene: se nel primo capitolo erano tutte costituite da pavimenti intorno ai quali vi era il vuoto (o l'acqua, o il magma), e caderne fuori segnava la fine del round, questa volta la Namco ha deciso di rendere un po' più eterogeneo il campo di battaglia. Alcune arene, ad esempio, sono delimitate da muri o altre barriere, così da avere la possibilità di mettere l'avversario spalle al muro (letteralmente) e di finirlo nel caso quest'ultimo non trovi il modo di sfuggire dalla pericolosa situazione, magari provando ad effettuare un Guard Impact.

    Versus... Link!

    Link rappresenta una delle novità più eclatanti all'interno di Soul Calibur II, l'ospite d'onore del picchiaduro Namco. Combattere con Link è un vero divertimento: rapido, capace di tantissimi attacchi differenti, animato alla perfezione, l'eroe di Hyrule sembra quasi vero. Forse si tratta di una mossa commerciale (riuscita, considerando i dati di vendita di questo gioco), forse il nostro eroe in verde è un po' fuori luogo all'interno della mitica serie Namco, ma va detto che tutto è stato fatto con gusto e, da appassionato, non ho trovato nulla che possa ferire i miei delicati sentimenti di Nintendomaniaco.

    Un gioco, un'armeria

    Le modalità di gioco si arricchiscono del Weapon Master Mode, ereditato direttamente dal primigeneo Soul Edge, dove avanzando con le missioni poste di fronte ad ogni personaggio si otterranno nuove armi. Queste influenzeranno il modo di combattere, variando velocità e potenza degli attacchi. Sicuramente una preziosa aggiunta che appassionerà molti giocatori. Analizzeremo comunque più approfonditamente il Weapon Master Mode in fase di recensione.

    Prime impressioni

    Lacrime amare per i personaggi che ci lasciano, applausi per la grafica impressionante e per le innovazioni interessanti come le nuove modalità di gioco. Per ora non ci sbilanciamo troppo, sono molte le cose da verificare provando la versione PAL del gioco. Ma si può dire con una certa sicurezza che l'attesa di quattro anni è stata ripagata, e che sia stata creata una nuova perla per adornare il nostro GameCube. Forse l'arrivo di questo Soul Calibur II non sarà devastante come quello del predecessore ai tempi del Dreamcast, ma è anche vero che, nella generale mediocrità che caratterizza gran parte dei videogiochi usciti ultimamente, il nuovo picchiaduro Namco brilla come una stella. Welcome back, to the new stage of history...

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