Harry Potter: il gioco dei desideri, aspettando l'RPG per PS5 e Scarlett

In occasione del compleanno di Harry Potter e in attesa del misterioso RPG leakato da Warner Bros, proviamo a dipingere il nostro videogioco ideale di HP.

Harry Potter RPG
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il ventaglio di produzioni videoludiche ispirate a Harry Potter è ad oggi piuttosto vasto. Eppure, più il tempo avanza e più ci accorgiamo che il lavoro svolto finora ha il sapore di un anatema proibito piuttosto che quello di un elisir d'amore. Il franchise di J.K. Rowling, di pari passo con la sua espansione nel corso degli anni, potrebbe essere finalmente maturo per ospitare tra le proprie opere contestuali un progetto a sé stante, in grado di scrivere da solo una piccola pagina di storia. Il tempo dei tie-in tratti dalla saga cinematografica, d'altronde, ci sembra ormai pienamente sorpassato: a ridosso della nuova generazione di hardware, un'operazione che allarghi gli orizzonti del Wizarding World anche su altri medium - al pari di Marvel, Star Wars e DC Comics - sarebbe certamente gradita alla nutrita schiera di videogiocatori potterhead.

    Oggi, peraltro, è un giorno speciale per il maghetto ideato dalla scrittrice britannica: il 31 luglio, infatti, è il compleanno di Harry Potter, ma è anche il giorno in cui si festeggia la nascita dell'autrice stessa: questo perché la Rowling scelse di dare al protagonista proprio i suoi stessi natali. Il Bambino Che È Sopravvissuto, soprattutto nei suoi primi anni di vita, ha trascorso gran parte di queste festività rinchiuso in un angusto sottoscala, sognando una vita normale. Anche noi, chiusi nel nostro palazzo mentale, vogliamo mettere il turbo alle ali della fantasia, volando sempre più in alto e provando ad immaginare il videogioco ideale che renderebbe davvero giustizia all'universo della Rowling. E chissà che Warner Bros, prima o poi, non ci dia ascolto: le voci su un RPG a tema Harry Potter, d'altronde, si susseguono da un po' di tempo, quando un video leak (poi prontamente rimosso dal publisher) sembrava svelare un progetto videoludico decisamente interessante. Noi vogliamo andare oltre, scatenando la nostra inventiva e attingendo alle recenti esperienze (non ultima quella di Wizards Unite). Prima di attraversare la Passaporta di Everyeye.it, che vi condurrà in luoghi impervi e mai esplorati finora, vi lasciamo un avvertimento: dovrete giurare solennemente di non avere buone intenzioni.

    Prima e dopo Hogwarts

    Il nostro videogioco ideale sul Wizarding World sarebbe un'esperienza soprattutto singleplayer: volendo immaginare una possibile ambientazione cronologica, le possibilità sono fondamentalmente due. Da un lato, sulla scia del recente esperimento di Niantic, la storia potrebbe porsi come sequel della saga principale; con i protagonisti storici ormai adulti e pronti a guidarci in un Mondo Magico tutto nuovo, libero dal giogo di Lord Voldemort ma ancora esposto alle Forze Oscure - magari ad un villain che potrebbe ereditare gli ideali di Tom Riddle e gettare nuovamente l'universo dei maghi nel caos.

    L'altra ipotesi, invece, è collocare il racconto ben prima della nascita di Harry o della genesi di Colui Che Non Deve Essere Nominato. Uno scenario già esplorato dall'autrice della saga in Animali Fantastici, che conta due iterazioni sul grande schermo: a nostro parere, però, un videogioco potrebbe osare ulteriormente, situandosi cronologicamente addirittura prima delle avventure di Newt Scamander.

    La storia di Hogwarts, e in generale del Mondo Magico, ha in fondo origini antichissime e non ci stupiremmo affatto se una narrazione ludica ci portasse ad esplorare epoche passate - addirittura alle origini della fondazione della Scuola di Magia e Stregoneria britannica. O, perché no, un prequel stesso di Fantastic Beasts, ambientato durante gli anni di scuola di Albus Silente: un'opportunità per approfondire ulteriormente i retroscena delle più recenti avventure magiche.

    Il misterioso (e per ora inesistente) RPG trapelato da Warner Bros. lasciava intravedere proprio uno scenario del genere, peraltro con la possibilità di impersonare un protagonista inedito. Ci sembra piuttosto scontato, d'altronde, che un'eventuale impostazione ruolistica potrebbe (e dovrebbe) rappresentare l'ingrediente principale nell'impasto ludico della produzione: oltre all'interazione con il mondo di gioco o alla progressione dell'eroe, alla base ci sarebbe da riflettere anche sulla personalizzazione, o la creazione di un avatar che possa permetterci di impersonare un mago o una strega del mondo magico.

    Per una sceneggiatura ben curata, forse, preferiremmo un protagonista già fatto e finito, ma in tal modo si perderebbe il senso di immersione di un GDR a tema Wizarding World. Ci piacerebbe molto, ad esempio, partire dalle basi: se pensiamo al progetto in questione come al pricipio di una saga, immaginiamo un primo capitolo collocato durante i nostri anni di apprendistato presso la scuola di Hogwarts: un'annata in particolare, magari proprio l'ultima, in modo che il ventaglio di abilità del protagonista possa essere sufficientemente variegato. Dalla nostra fase preparatoria, francamente, non ci sentiremmo di escludere neanche il ruolo del Cappello Parlante: oltre a modellare le fattezze del nostro mago o strega ideale, infatti, ci piacerebbe determinare persino alcune componenti della sua personalità, in modo da effettuare una sorta di smistamento virtuale sulla base di una serie di scelte, risposte o settaggi riguardanti le proprie origini. Nel delineare questo scenario ci stiamo ispirando in particolar modo a Pottermore, la celebre piattaforma sulla quale J.K. Rowling ha creato uno strumento di interazione tra sé e il proprio fandom, impreziosendo la lore con informazioni sul Wizarding World.

    A questo punto la vita scolastica rappresenterebbe il principale fulcro della produzione: seguire le lezioni, fare pratica con gli incantesimi e prendere parte alle attività offerte dai docenti di Hogwarts costituirebbe il cuore pulsante di una progressione attenta e stratificata. Le lezioni potrebbero rappresentare, di prima istanza, le missioni iniziali della storia principale, così da prendere dimestichezza con i menù di gioco, con l'interfaccia ruolistica e con il combat system.

    Nulla di diverso rispetto ai passati tie-in, che tuttavia si focalizzavano esclusivamente su questo aspetto dal momento che le ore scolastiche rappresentavano un aspetto fondamentale delle avventure di Harry.

    Solo in seguito a questo incipit, quindi, la storyline madre potrebbe spostarsi su uno sviluppo narrativo più complesso: magari sull'invasione di Forze Oscure o creature magiche impazzite all'interno del castello, lasciando che la componente accademica diventi materiale utile alle missioni e agli incarichi secondari.

    Storia della Magia potrebbe, ad esempio, farci acquisire sia informazioni utili a comporre una sorta di codex interno sul Mondo Magico sia permetterci di apprendere skill di conoscenza e acume, così da poter fornire un ampio bagaglio di risposte in un sistema di dialoghi interattivi; Difesa Contro le Arti Oscure, invece, rappresenterebbe un terreno d'addestramento perfetto per la crescita delle proprie abilità in combattimento, con un sistema di "livellamento" interno che darebbe la facoltà di spendere punti abilità con cui migliorare ciascun talento/incantesimo.

    Inutile dire che l'aula di Pozioni diventerebbe un hub perfetto per darsi al crafting, miscelando intrugli di ogni tipo per dar vita ad elisir curativi, alterazioni di stato, esplosivi e quant'altro. Una meccanica che strizzerebbe l'occhio anche a una discreta dose di farming e raccolta di consumabili tra erbe e componenti di creature magiche: competenze che conferirebbero a discipline come l'Erbologia o la Magizoologia un'ulteriore valenza ludica, senza contare altre attività collaterali come il Quidditch e il Club dei Duellanti. Fornire al giocatore un utilizzo facoltativo di tutte queste feature renderebbe l'avanzamento del proprio avatar del tutto unico, oltre che slegato quanto basta dalla storia principale in modo da diversificare sufficientemente l'offerta contenutistica, dando vita a un prodotto eccezionalmente longevo. Tornando al discorso che legherebbe il progetto a una serie di titoli, sarebbe fantastico se, in un ipotetico sequel ambientato dopo il periodo scolastico, tutte le scelte compiute nei salvataggi precedenti determinassero un percorso professionale ben preciso per il nostro protagonista: un Auror, in caso le sue competenze siano votate al combattimento, un Magizoologo in caso di specializzazione in Creature Magiche e via dicendo.

    Un po' di grinding poi non guasta mai, ed ecco che non ci stupiremmo se la progressione narrativa fosse in qualche modo ascritta a quella ruolistica: per esempio, in caso si voglia accedere ad una fase particolare della trama, potrebbe essere necessario o consigliabile aver sbloccato un certo quantitativo di talenti o che il proprio livello di specializzazione ammonti a un totale minimo.

    Un mondo magico

    Se immaginassimo la mappa del prodotto sin qui descritto, di certo ci aspetteremmo di esplorare il castello di Hogwarts, inclusi i cortili esterni ed altri luoghi come la Foresta Proibita o il villaggio di Hogsmeade (elementi che parrebbero esserci nell'RPG leakato pochi mesi fa). Visto il profondo eclettismo del reame fantasy di J.K. Rowling, inoltre, gradiremmo anche una certa interazione con il mondo di gioco: i passaggi segreti, i dialoghi con i dipinti, gli oggetti da sistemare o riparare per accedere ad aree precedentemente precluse. L'interfaccia della geografia di ogni area potrebbe assumere l'aspetto della Mappa del Malandrino, sulla quale ciascuna aula potrebbe occupare una posizione specifica del castello.

    Ecco che, per allenarsi nell'utilizzo di magie e incantesimi, sarà necessario impostare il cursore di viaggio verso l'aula di Difesa Contro le Arti Oscure, e così via. Una struttura simile potrebbe includere anche zone come la Sala Grande o le Sale Comuni in qualità di hub centrali, alla stregua degli Accampamenti della banda in Red Dead Redemption 2: un luogo in cui riposare, personalizzare il proprio aspetto, interagire con i propri compagni, controllare documenti e posta.

    A tal proposito riteniamo che, in un contesto del genere, le relazioni sociali e con gli amici di dormitorio o con i professori possa rappresentare un'ulteriore trovata ruolistica: un po' come avviene in Persona 5, quindi, la routine quotidiana (sia scolastica che personale) può essere il fondamento di ulteriori scelte di gameplay. Consumare pasti insieme, o fare doni ai compagni, potrebbe aiutarci a coltivare il legame, mentre potrebbe essere necessario rispondere correttamente alle domande poste dai docenti per acquisire ulteriori bonus.

    Senza contare il sistema di messaggistica, che con la corrispondenza via gufo potrebbe diventare un altro simpatico modo di intrattenere relazioni sociali con altri NPC. Abbiamo detto, in precedenza, che l'esperienza di cui parliamo dovrebbe essere prevalentemente singleplayer, ma un gioco del genere ben si presterebbe ad una componente multigiocatore: incontrare altri utenti, cooperare tra membri della stessa Casa o sfidare quelli di Case rivali, scambiarsi doni e oggetti magici. Innesti di gameplay che non faticheremmo a scorgere in un'espansione post lancio tutta votata al multiplayer, alla stregua di quanto fatto da Square-Enix con Final Fantasy XV.

    Pad alla mano, infine, è difficile immaginare un gameplay che risulti davvero originale e innovativo: ipotizziamo una visuale in terza persona che, durante i combattimenti, si tradurrebbe in un un sistema di mira in stile TPS, con una serie di comandi predisposti ad attaccare, parare (magari attivando magie come Protego) e schivare. Il nostro avatar potrebbe avere a disposizione un menù contestuale o un paio di ruote delle abilità, intercambiabili tra loro come in Assassin's Creed Odyssey: uno potrebbe essere adibito alle skill attive, l'altro a quelle passive o agli oggetti consumabili. Il ventaglio di incantesimi a disposizione, invece, dipenderebbe esclusivamente dalla propria progressione ruolistica.

    In attesa di capire quale sarà il ruolo di Harry Potter nel mondo videoludico, considerata la popolarità del Wizarding World grazie alla presenza in sala della saga di Animali Fantastici, quella che abbiamo dipinto finora è una produzione imponente e ambiziosa. Del resto, è ciò che a nostro parere tutti i fan del brand di J.K. Rowling meriterebbero dopo anni di alti e bassi, un progetto che a nostro parere sarebbe nelle corde (creative ed economiche) di un colosso come Warner Bros, che detiene attualmente tutti i diritti del franchise. D'altronde un aiuto verrà sempre dato ad Hogwarts, a chi lo richiederà.

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