Hellblade: L'importanza del sound design

In Hellblade: Senua's Sacrifice il sound design svolge un ruolo di fondamentale importanza. Scopriamo insieme il perché.

Hellblade: L'importanza del sound design
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  • Pc
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Uno dei più grandi problemi che un game designer deve porsi in fase di sviluppo riguarda il modo di comunicare alcune informazioni al giocatore, come indicargli il metodo corretto di procedere e, soprattutto, quali azioni compiere per proseguire, senza doverlo però necessariamente accompagnare a ogni passo, senza farlo sentire ingabbiato all'interno di percorso prestabilito, lasciandolo così libero di provare il piacere della scoperta e la soddisfazione nel trovare la soluzione da solo. Per risolvere queste criticità, gli sviluppatori hanno sempre fatto ricorso alle interfacce grafiche: barra della vita, minimappa, armi equipaggiate e punti d'interesse sono quindi stati tra gli elementi più distintivi e tipici del mezzo videoludico.
    Col tempo, però, le storie, le tecnologie e gli obiettivi dei videogiochi si sono evoluti, passando dal tradizionale (e sempre appassionante) "la principessa è in un altro castello" fino al desiderio di raccontare contesti e luoghi immersivi e che scatenino emozioni diverse dalla sfida e dalla soddisfazione personale. Per riuscirci, però, hanno dovuto riformulare il concetto di HUD e interfaccia grafica: Dead Space, Assassin's Creed, Halo o Metroid sono tra le decine e decine di titoli che hanno rielaborato il modo di descrivere il mondo di gioco tramite suggerimenti visivi, cercando al contempo di parlare al giocatore, di coinvolgerlo appieno nel loro universo virtuale, facendolo sentire - insomma - al centro dell'esperienza. Ad esempio: indicandoci la vita residua del personaggio con i cambiamenti della sua tuta, Dead Space ci spinge a tenere costantemente lo sguardo sul protagonista, fisso sull'interfaccia grafica, dando così forma ad un interessante escamotage che si pone a metà strada tra lo schermo delle nostre televisioni ed il gioco stesso.

    In questo percorso evolutivo verso esperienze sempre più immersive e credibili, Hellblade: Senua's Sacrifice raggiunge un nuovo punto d'arrivo, da cui tutti - in futuro - dovrebbero partire. Lo fa rivoluzionando completamente l'approccio all'interfaccia grafica, decidendo sostanzialmente di rimuoverla in toto, affidandosi a quello che, a conti fatti, risulta essere probabilmente il sonoro più complesso, intelligente e ben gestito della storia dei videogiochi. Vediamo perché.
    Cosa serve comunicare, in un'opera come Hellblade? Tanti, tantissimi aspetti, perché Hellblade rifiuta con sdegno una progressione tradizionale dell'esperienza, abbracciando una costruzione degli eventi e dei livelli che si sposi con le vicende narrate, senza piegare la storia alle esigenze dell'interattività ludica. Di conseguenza, è anche materialmente difficile creare un HUD funzionale alla quantità di situazioni presenti all'interno dell'avventura di Senua: sessioni d'infiltrazione si alternano a violenti combattimenti corpo a corpo, visioni oniriche ed esotiche si sostituiscono vorticosamente a pezzi di mondi che si alternano e si intercambiano. Come spiegare al giocatore cosa fare, e dove andare? Attraverso il sonoro.
    Sfruttando il concept alla base del titolo, ossia la psicosi di cui Senua è vittima, Ninja Theory sviluppa un sound design semplicemente strabiliante, in grado di descrivere e raccontare numerose e sfaccettate personalità, ognuna delle quali aiuterà (o intralcerà) a suo modo la nostra protagonista. Ecco dunque che, per avvisarci dell'attacco di un nemico, una delle voci griderà "alle tue spalle!", poco prima che Senua possa subire il colpo, permettendoci di parare o schivare; prima di addentarci nella più totale oscurità, inoltre una delle personalità che ci accompagneranno nel viaggio ci consiglierà di prendere una torcia, per illuminare le oscure stanze di un tumulo funerario; in caso di impercettibili cambiamenti nel mondo di gioco, infine, le voci ci daranno la loro opinione sul modo in cui la realtà sia mutata intorno a noi. Una costante comunicazione funzionale col giocatore, ma non solo sul piano ludico.

    Infatti, Senua viene anche derisa, umiliata, attaccata e messa in crisi da molte dei suoi diversi "io" che ne condividono le sventure: instillano il dubbio e la paura, fanno dubitare la giovane guerriera (e con lei, anche noi giocatori) delle sue scelte, rendendole persino difficile reagire agli stimoli più violenti. La tecnica utilizzata per trasferire il suono delle voci all'utente è perfetta nel ricostruire l'immagine della follia, la presenza di differenti personalità, numerose realtà che sono in conflitto (a volte, persino tra di loro), e che vivono dentro Senua, spossandone le capacità mentali e fisiche. In uno delle scene più entusiasmanti degli ultimi anni, solo le voci che ci ronzano intorno a noi ci permetteranno di capire come poter finire uno spossante e tremendo combattimento. Ma il sound design di Hellblade non è eccezionale solo per la presenza di queste "voci". Alcuni degli spezzoni più riusciti della produzione si basano sull'utilizzo del sistema sonoro adottato da Ninja Theory per risolvere alcuni enigmi altrimenti impossibili da superare. All'interno di una tomba trasformatasi ben presto in un labirinto a causa delle psicosi di Senua, soltanto l'uso del nostro udito ci darò l'opportunità di individuare la strada corretta per proseguire, in un trasferimento di abilità tra protagonista e giocatore mai così forte e vivo, se non nei recenti esperimenti con la realtà virtuale. La quasi sostanziale assenza di accompagnamento musicale (tranne i momenti in cui Senua viene impegnata in combattimento) non fa che sottolineare l'importanza di un'immersione costante in Hellblade: la cura maniacale dedicata anche ai rumori più flebili e teoricamente ininfluenti fa comprendere infine quanto, per Ninja Theory, il cuore dell'esperienza dovesse essere la sensazione di presenza, di fisicità e di "sonorità" del mondo di gioco. Solo così, del resto, era possibile restituire ai viaggi onirici e mitologici di Senua il rilievo che meritano e che, in una produzione dalla rara bellezza artistica, gli sviluppatori sono stati in grado di esaltare con un corredo sonoro tra i più complessi e ricchi di sempre.

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