Horizon 2 Forbidden West: i luoghi e le tribù dell'Ovest Proibito

Emergono nuovi dettagli sull'Open World in cui si ambienta la nuova avventura di Aloy in arrivo a febbraio 2022 su PS4 e PS5.

Horizon Forbidden West: Luoghi e Tribù
Speciale: PlayStation 5
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • L'Ovest Proibito e le maestose Macchine nascoste al suo interno si stanno avvicinando minacciosamente (se volete conoscere le creature che incontreremo nel gioco, vi invitiamo a leggere il nostro speciale sulle Macchine di Horizon 2 Forbidden West). In attesa che arrivi il 18 febbraio 2022, ossia il fatidico giorno in cui il gioco spalancherà le porte del proprio mondo ai giocatori (a questo link potete trovare la nostra anteprima sul gameplay di Horizon 2 Forbidden West), sul PlayStation Blog sono state pubblicate tante informazioni sulla più recente creatura di Guerrilla Games, con dei focus particolari sulla creazione dello stesso Ovest Proibito e sulla personalizzazione dell'equipaggiamento.

    Le differenze comportamentali e culturali delle tribù

    Oggigiorno gli open-world spuntano quasi come funghi, ma soltanto una manciata di essi trabocca effettivamente di vita e di attività allettanti. Il capo progettista del mondo vivente targato Guerrilla, Espen Sogn, lo sa molto bene, non a caso il suo team si è posto sin dal principio l'obiettivo di realizzare una realtà da esplorare per ore e ore, senza però correre il rischio di sopraffare l'utente o distrarlo troppo a lungo dalla campagna principale.

    Lavorando a stretto contatto con gli sceneggiatori, Espen e i suoi collaboratori si sono quindi assicurati che nessun elemento di Horizon: Forbidden West corresse il rischio di apparire fuori posto. A tal proposito, spiega la sceneggiatrice senior Annie Kitain, è stato fondamentale ragionare sul comportamento di ogni singola tribù, differenziandone a dovere le usanze o il modo di interagire col mondo circostante: se per esempio i pacifici Nora conducono un'esistenza solitaria nella remota valle della Terra Sacra, che quasi preclude loro la possibilità di comunicare col mondo esterno, i Tenakth sono un popolo spiccatamente competitivo e bellicoso, non per nulla nei loro insediamenti sono soliti allenarsi duramente sin da giovani.

    Sceneggiatori e progettisti hanno quindi lavorato spalla a spalla per generare scenari di gioco che risultassero autentici e far sì che ciascun personaggio fosse conforme alla propria terra. Del resto, come sottolineato da Espen, ogni abitante dell'Ovest Proibito è inserito in un sistema sociale che ne influenza tanto la personalità, quanto le reazioni o addirittura le animazioni. Se quello degli Utaru è un popolo composto e permaloso, gli Orem sono invece una tribù socievole e storicamente patriarcale, ragion per cui i suoi componenti tendono a darsi delle pacche sulle spalle e a congedarsi con saluti informali. Alle volte anche inconciliabili, tali differenze contribuiscono a rendere immediatamente riconoscibili i vari popoli e ad allestire una succulenta narrazione visiva che, nel mezzo delle fasi esplorative, permette al giocatore di comprendere quasi inconsciamente in quale parte del mondo si stia addentrando.

    Aspracatena e l'interazione ambientale

    Espen ha poi parlato di Aspracatena, un vivace avamposto Oseram di frontiera che Aloy visiterà nelle prime battute di Horizon: Forbidden West. Stando a quanto raccontatoci, l'insediamento trabocca di avventure, pericoli e risorse naturali, e infatti la gente è solita trasferirvisi per accumulare frammenti di Macchina, vivere l'ebbrezza dell'esplorazione o realizzare qualche sogno nascosto. Proprio Aspracatena, spiega Espen, consentirà agli utenti di notare una delle principali differenze tra Horizon: Zero Dawn ed il suo sequel diretto (la recensione di Horizon Zero Dawn è a portata di click).

    Laddove gli scenari del primo episodio traboccavano di elementi che si limitavano ad arricchire lo sfondo, in Horizon: Forbidden West troveremo una maggiore interazione ambientale e gli NPC tenderanno appunto a utilizzare ognuno degli oggetti circostanti. Pertanto, gli individui incontrati dalla nostra Aloy non se ne staranno in piedi davanti alla forgia o in mezzo al nulla, ma questa volta eseguiranno tante azioni diverse, come spostare materiali o chiacchierare tra loro, trasmettendo agli utenti la sensazione dir star facendo la propria vita.

    Il valore degli insediamenti e della personalizzazione

    Come ribadito da Steven Lumpkin, progettista senior di Guerrilla, il mondo di Horizon: Forbidden West non è soltanto bello da vedere, ma al suo interno si celano innumerevoli minacce che costringono Aloy a visitare regolarmente gli insediamenti umani, al fine di rifornirsi e aggiornare il proprio arsenale. Poiché il team desiderava che ciascun giocatore potesse sempre usare il suo equipaggiamento preferito, era assolutamente necessario che armi e protezioni fossero abbastanza potenti da sopportare tutte le sfide proposte dall'avventura.

    Prestando molta attenzione al bilanciamento della progressione, da una parte gli sviluppatori hanno arricchito le meccaniche di crafting, attraverso le quali sarà possibile effettuare degli upgrade che garantiranno bonus alle statistiche e persino delle abilità aggiuntive, mentre dall'altra hanno dotato ogni singolo villaggio di mercanti e venditori, incentivando di volta in volta il baratto di frammenti e parti di Macchina con oggetti e pozioni indispensabili per poter affrontare al meglio l'avventura successiva. Lumpkin ha poi rivelato che armi e abiti saranno molto più utili rispetto a quanto avveniva in passato, poiché possiederanno specialità extra che ne massimizzeranno l'efficacia in determinati ruoli. Concepiti con stili unici e realizzati con materiali che rispecchieranno le competenze e conoscenze delle singole tribù incontrate da Aloy, i capi di abbigliamento forniranno svariate resistenze e aggiungeranno dei preziosi bonus a quelli che i giocatori sbloccheranno nell'albero delle abilità della caparbia cacciatrice di Macchine.

    Tenendo presente che la guerriera sarà comunque libera di cambiare al volo il proprio equipaggiamento, allo scopo di adattarsi alla situazione, un armamentario variegato farà sì che questa possa prevalere su qualsiasi avversario.

    A proposito del crafting abbiamo invece appreso che, similmente a quanto accade negli Hunting Game, sarà molto semplice trovare le parti di Macchine più comuni, come le corna, le piastre robuste, i cavi intrecciati e tutti gli altri materiali essenziali per effettuare i primi potenziamenti.

    Tuttavia, recuperare le parti necessarie per aggiungere degli slot extra o sbloccare le specialità più potenti di armi e armature sarà ben più ardimentoso e costringerà Aloy a cimentarsi con creature meccaniche estremamente pericolose, incluso il mastodontico Tremorzanna. Per questa ragione, la nostra eroina potrà usare il Focus per scansionare le Macchine incontrate durante i suoi vagabondaggi e identificare le risorse necessarie, semplificandone non poco il recupero.

    Che provengano da Macchine rottamate o da animali cacciati lungo il viaggio, tutti gli oggetti rinvenuti da Aloy, incluse le piante o le formazioni cristalline, torneranno sempre utili in qualche modo: in alcuni casi la protagonista potrà semplicemente rivenderli a buon prezzo, mentre in altri potrà usare il proprio ingegno per escogitare nuove migliorie per sacche e faretre, che pian piano incrementeranno la quantità massima di munizioni e materiali trasportabili. In attesa di poter esplorare il mondo di Horizon 2, vi lasciamo la parola: lo spazio dei commenti è a vostra disposizione per permettervi di raccontare le vostre impressioni su Forbidden West.

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