Huggy Wuggy e Mommy Long Legs: la storia dei mostri di Poppy Playtime

Poppy Platime poggia su un background narrativo molto interessante: scopriamo le origini dei personaggi Huggy Wuggy e Mommy Long Legs.

Poppy Playtime: la storia
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  • Dell'horror a episodi di MOB Games che ha fatto il suo debutto nel 2021 si è già parlato in tutte le salse e spesso per motivazioni estranee al mondo dei videogiochi. Al netto delle polemiche sollevate da un prodotto che in ogni caso - come sottintendono le classificazioni ufficiali - Poppy Playtime non è adatto ai più piccoli, Poppy Playtime poggia su di un background narrativo certamente interessante, legato al passato oscuro di una grande compagnia produttrice di giocattoli.

    Dal fondatore di Playtime Co, fino alla nascita di abomini come Huggy Wuggy e Mommy Long Legs, vogliamo passare in rassegna ciò che ci è dato sapere sull'universo dell'horror a episodi e sulle mostruose creature che lo abitano. Prima di proseguire, vi avvertiamo che d'ora in avanti troverete spoiler sulla storia del gioco, quindi se non volete rovinarvi alcune sorprese vi consigliamo di rimandare la lettura a un secondo momento.

    La Playtime Co e l'arrivo di Huggy Wuggy

    "State per vedere la bambola più incredibile mai inventata. Il suo nome è Poppy ed è la prima bambola intelligente al mondo". Con queste sinistre parole il fondatore di Playtime Co, Elliot Ludwig, presentava al mondo un prodotto rivoluzionario per la compagnia, intenzionata a primeggiare sulle altre grandi realtà dedite all'ideazione e alla vendita di giocattoli. La figura di Ludwig, un uomo divorziato e "sopravvissuto" a un grave lutto familiare, è avvolta nel mistero e non ci è dato sapere quanto sia coinvolta nei terribili esperimenti condotti alla Playtime Co. Nel corso dei decenni, l'azienda non ha fatto altro che crescere e il suo direttivo ha fatto di tutto per donarle una facciata positiva e rispettabile.

    Tra generose donazioni e iniziative di beneficenza, si pensi agli sforzi profusi per ospitare o favorire l'adozione di bimbi orfani, è diventata sempre più amata dal pubblico ma in realtà - dietro le quinte - i suoi dipendenti venivano trattati senza un barlume di rispetto.

    Tutto ciò però è niente in confronto agli esperimenti condotti all'interno degli stabilimenti, perché hanno portato alla nascita di veri e propri abomini. All'apparenza buffo e amichevole, il peloso Huggy Wuggy è stato creato nel 1984 e coi suoi caldi abbracci è diventato il preferito dei bambini. Nel primo capitolo di Poppy Playtime però i giocatori hanno scoperto il suo vero volto, quello di un mostro dagli occhi spiritati e le fauci piene di denti aguzzi, in grado di dilaniare con facilità la carne umana.

    Questo perché la mascotte originale doveva essere il perfetto giocattolo vivente, un obiettivo questo che i folli scienziati di Playtime Co hanno tentato di raggiungere inserendo nel pupazzo bluastro un'anima corrotta e perversa.

    Delle radici umane di Huggy Wuggy è possibile accorgersi all'interno dell'avventura, perché è stata proprio la creatura a scrivere "ho tanta fame" sulle pareti della struttura. Il cosiddetto Esperimento 1170 era considerato un soggetto ottimale, perché incline a obbedire agli ordini dei ricercatori, almeno fino a quando non ne ha massacrati di diversi.

    In seguito Huggy ha conosciuto una sorta di compagna nel 1985. Ci riferiamo ovviamente a Kissy Missy, che si differenzia dal giocattolo vivente principalmente per il suo colore rosa. Dopo aver inseguito il protagonista per buona parte del primo episodio, Huggy Wuggy è caduto nelle profondità della fabbrica, sbattendo violentemente contro le tubazioni dello stabilimento. In Fly in a Web, che è il secondo pezzo del puzzle narrativo, non è apparso in forma completa ma è assai probabile che lo rivedremo in futuro.

    Le oscure origini di Mommy Long Legs

    Sempre della medesima colorazione di Kissy Missy è un'altra bambola di Playtime Co, la Mommy Long Legs al centro degli eventi narrati nel secondo capitolo dell'avventura. I ragazzi di MOB Games hanno preparato un perfetto spot in stile anni '90, che nel mondo di Poppy Playtime è stato mandato in onda per pubblicizzare i selling point del giocattolo, caratterizzato da arti snodabili ed estendibili.

    Coi sorrisi delle giovani acquirenti apparse nel commercial, anche Mommy ha ottenuto un grande successo, dietro al quale si celava una storia tremenda, a partire da un fatto agghiacciante: in origine l'esperimento 1222 era un umano, per la precisione una donna chiamata Marie Payne.

    Una volta tramutata in una creatura abominevole, la bambola dalla faccia rotonda ha sviluppato un odio viscerale verso gli scienziati e gli addetti ai lavori, mantenendo però un comportamento materno con gli altri esperimenti di Playtime Co e gli stessi bambini, di fronte ai quali non si sarebbe mai dimostrata ostile. Dominata dal desidero di acciuffare e uccidere il protagonista, Mommy Long Legs è finita in un trituratore e - tra schizzi di sangue e urla disumane - è stata infine sconfitta.

    A un certo punto però la parte superiore del suo corpo è stata trascinata via da un artiglio senziente, la cui identità è nota. Quest'essere, che certamente giocherà un ruolo importante nei futuri sviluppi di trama, non è altro che l'Esperimento 1006, uno strumento di morte dalle alte capacità intellettive e mosso dalla volontà di uccidere.

    Sappiamo infatti che durante un test ha finto la fuga da una stanza blindata, nascondendosi in un punto non visibile attraverso le telecamere, ed è così che è riuscito a uccidere il malcapitato mandato nella sala a controllare la situazione. Sul suo conto purtroppo non si sa molto altro ma siamo certi che nei nuovi episodi di Poppy Playtime le cose cambieranno. A tal proposito, è possibile che il film tratto dal videogioco a cura di Studio71 possa gettar luce sulla questione, che è soltanto uno dei misteri di quest'horror rimasti, per ora, irrisolti.

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