E3 2021

I migliori giochi dell'E3 2021 per la redazione di Everyeye.it

Scopriamo insieme quali sono i titoli preferiti dai redattori di Everyeye.it tra quelli presentati durante la fiera videoludica più importante dell'anno.

E3 2021: i migliori giochi della fiera
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Non si può certo dire che l'edizione 2021 dell'E3 sia stata pienamente scoppiettante: tra conferenze molto dimesse, annunci reiterati fino allo sfinimento e poche grandi sorprese, la fiera videoludica più importante dell'anno ha conosciuto qualche flessione qualitativa di troppo. Inciampi che comunque non hanno oscurato totalmente la portata travolgente di alcune produzioni capaci di attrare su di sé i riflettori della kermesse digitale. Di seguito vi proponiamo quelli che sono i migliori giochi dell'E3 2021 per la redazione di Everyeye.it: tra conferme, piccole produzioni e tonanti ritorni, ecco i titoli preferiti dai nostri redattori.

Elden Ring - Francesco Fossetti

Trovo molto difficile puntare il dito e indicare, in maniera netta e inequivocabile, il mio Best of the Show di questo E3 2021. Nonostante l'evento sia stato trattenutissimo ci sono alcuni momenti che hanno spiccato su tutto il resto: la malinconia aliena di Somerville, l'estasi cromatica di Breath of the Wild 2, la perizia tecnica del prossimo STALKER.

Eppure, alla fine, non posso non considerare la magnitudo del "terremoto Elden Ring", sisma videoludico che si stava preparando da mesi e che finalmente si è sfogato scuotendo tutto il mercato. Il gioco non ha certo lasciato a bocca aperta per il dettaglio tecnico, ma sul fronte dello stile e dell'atmosfera è riuscito ad emozionare chiunque abbia seguito il percorso creativo di Miyazaki.

E nonostante il video abbia lasciato qualche dubbio sull'autoreferenzialità del prodotto (che a tratti sembrava troppo incline al fan service), le interviste pubblicate in rete qualche giorno dopo hanno permesso di rileggere sotto una nuova luce le situazioni, le immagini e le informazioni del comunicato stampa. Il percorso di scoperta di Elden Ring è appena cominciato, ma l'idea di una mappa più aperta, costellata di punti d'interesse opzionali, e attraversata da un intreccio di Dungeon che si estende sotto le varie zone è ben più che affascinante.

L'apporto di Martin appare moderato, ma Miyazaki sembra aver riversato in questo titolo molte energie creative, con l'obiettivo di evolvere una formula ludica ben radicata nel cuore e nella mente dei giocatori.

Elden Ring è, nel bene e nel male, un progetto colossale per Miyazaki e per Bandai-Namco, che paga lo scotto di una genesi troppo lunga e di un cambio di rotta relativo alle console di destinazione (del resto il gioco è nato e cresciuto come un prodotto destinato agli hardware di vecchia generazione). Poterne finalmente parlare, avviandoci lungo il sentiero che ci condurrà all'uscita all'inizio del prossimo anno, è una sensazione che già ripaga della lunga attesa. Per saperne di più vi rimandiamo alla nostra anteprima di Elden Ring.

Il sequel di The Legend of Zelda Breath of the Wild - Giuseppe Arace

Sono stato indeciso fino alla fine se posizionare sul gradino più alto del mio personalissimo podio Forza Horizon 5 o il sequel di The Legend of Zelda Breath of the Wild, ancora senza titolo ufficiale. Da una parte abbiamo la concretezza garantita da diversi minuti di gioco in cui Playground Games ha dato sfoggio di una resa visiva poderosa, nonché di un impianto ludico ben rodato, mutuato direttamente dai precedenti (ed eccellenti) episodi della serie.

Dall'altra si percepiscono l'evanescenza del mito, i fugaci istanti di un gameplay montato ad arte, il suono sibillino di un canto intonato al contrario, gli orizzonti vertiginosi in cui si intravede, in lontananza, la speranza di un nuovo capolavoro. E alla fine ha prevalso la visione di Eiji Aonuma: il cielo di Hyrule dal quale tuffarsi, la verticalità estasiante dell'ambientazione, il mistero serpeggiante e la prospettiva di una storia più oscura sono i pilastri portanti di un piccolo trailer che sussurra tanto, pur rivelando poco.

Ve ne ha già parlato abbondantemente il nostro Gabriele Carollo nella sua anteprima di Zelda Breath of the Wild 2: questo sequel dall'appeal enigmatico e magnetico, già dai pochi istanti che abbiamo potuto ammirare, sembra intenzionato a eguagliare, se non addirittura superare, le tonanti qualità ludiche e artistiche del suo predecessore. E noi aspetteremo con pazienza il 2022, quando potremo tornare a Hyrule con Link e Zelda, per un'avventura al di là del tempo. E delle nuvole.

Somerville - Alessandro Bruni

Riemerso a sorpresa a ben tre anni dal suo annuncio ufficiale, Somerville trascina i giocatori oltre l'orizzonte di una catastrofe globale che ha spinto l'umanità sull'orlo dell'estinzione, e trasformato la Terra in un tetro mausoleo disseminato di obelischi alieni. Sin dal primissimo istante, l'affresco apocalittico tratteggiato da Jumpship colpisce i sensi con un poderoso coacervo di suggestioni, esaltate da una regia raffinatissima e da una direzione artistica tanto potente quanto familiare.

Il nucleo creativo del team di Jumpship è infatti formato dall'animatore cinematografico Chris Olsen e da Dino Patti, che fino al 2016 era il CEO di Playdead, autori di gioielli del calibro di Limbo e Inside. D'altronde le immagini mostrate durante lo showcase di Microsoft mostrano chiaramente le tracce della sensibilità stilistica del game designer, alla base di un action adventure dal taglio fortemente narrativo, sorretto da un'intelaiatura ludica da puzzle-platformer.

I trascorsi di Chris Olsen si riflettono su uno dei tratti distintivi del progetto, che punta a trasmettere le emozioni innescate dal racconto attraverso le animazioni di ciascun personaggio, modellate per scatenare una risposta empatica da parte del giocatore. Tutti tasselli di un'odissea famigliare che punta a travolgere la platea con una raffica di colpi al cuore, e che merita senza alcun dubbio una menzione tra i titoli più intriganti di questo E3 2021.

Metroid Dread - Marco Mottura

Metroid Dread non è di certo il gioco più sbalorditivo in termini squisitamente tecnici (anzi, tutt'altro...), né l'annuncio più reboante in senso assoluto dell'E3 2021. Eppure, al di là di tutto, è un videogame la cui esistenza non può che diventare fonte di entusiasmo e gioia: Sakamoto, con la collaborazione diretta degli Spagnoli di MercurySteam, ha infatti deciso di riproporre un capitolo bidimensionale dell'affascinante serie fantascientifica addirittura diciannove dopo la pubblicazione del pregevolissimo Metroid Fusion.

E così Metroid Dread, che per tre lustri è rimasto solo una voce di corridoio, una suggestione e un vago miraggio, si prepara a tramutarsi finalmente in realtà: un modo per la Grande N di rendere omaggio a un franchise troppo spesso sottovalutato, destinato a finire sui nostri schermi peraltro pure molto prima del previsto - l'8 ottobre è dietro l'angolo, e un'uscita simile è di quelle potenzialmente capaci di svoltare una stagione. Certo, spiace che l'aria a livello produttivo non sembri affatto quella delle grandi occasioni (come testimoniato anche nella nostra anteprima di Metroid Dread) e che l'enigmatica bellezza aliena che è da sempre propria di Metroid emerga solo in parte in Dread: a consolarci interviene però un gameplay dall'impostazione più fluidamente action che promette di fare faville. Anche perché, in un trionfo di emuli più o meno riusciti, chi più dell'originale può lasciare un'impronta su un genere intero?

Stalker 2 Heart of Chernobyl - Gabriele Laurino

Mostri, sparatorie, atmosfere orrorifiche e lo scenario decadente di una Chernobyl inedita e distopica. Uomini raccolti intorno a un falò, intenti a raccontarsi imprese e disavventure, un vecchio racconto che si fa strada nella memoria del protagonista, un incubo che riemerge vivido da un paio di mani insanguinate. La comparsa di STALKER 2: Heart of Chernobyl all'E3 2021 è stata indubbiamente tra le più emozionanti e suggestive, persino in quel trionfo comunicativo che porta il nome di Showcase Microsofft. Non sono ancora moltissime le esclusive dell'azienda americana in grado di mostrare i primi muscoli della next-gen, ma Stalker 2 sembra essere decisamente uno di quelli.

Il sorprendente trailer gameplay mostrato durante la conferenza del colosso di Redmond durante l'E3 2021 è stato uno degli annunci più interessanti di questa kermesse tanto atipica e peculiare: l'impatto visivo della produzione, sorretto da una presentazione artisticamente sontuosa e da un montaggio d'alta scuola, ci ha lasciati tutti a bocca aperta.

Stalker 2 sembra davvero uno dei pochi titoli che, al momento, sono in grado di farci assaporare - da un punto di vista squisitamente grafico - il profumo delle opportunità offerte dalle macchine Xbox di nuova generazione. Il nuovo progetto dei ragazzi di GSC Game World vuole fare sul serio, e ha tutta l'aria di voler suonare la carica dell'avanzata Microsoft durante il prossimo anno. Il ruggito tonante di una line-up che inizia a diventare davvero intrigante. Per saperne di più, ecco la nostra anteprima di Stalker 2 Heart of Chernobyl.