I migliori giochi Rockstar Games, aspettando GTA 6

Da Bully a GTA V, passando per Grand Theft Auto 3 Vice City e Red Dead Redemption 2: ripercorriamo la storia dei capolavori Rockstar Games.

Rockstar Games: i migliori giochi
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A un anno e mezzo dalla sua ultima produzione, Rockstar, uno degli studi più talentuosi del panorama, non ha ancora svelato i suoi piani per il futuro. Non passa giorno senza che qualcuno torni a parlare del possibile annuncio di GTA 6, mentre altri continuano a sperare in un ritorno di Bully 2. Il recente leak su L.A. Noire Parte 2, poi, ha riacceso ancora una volta l'interesse verso la saga di Team Bondi, a quasi un decennio dalla chiusura dello studio.

Per allietare l'attesa di un eventuale reveal, qualunque esso sia, abbiamo deciso di stilare una lista delle migliori produzioni Rockstar. Non si tratta di una classifica, ma di un elenco che rispecchia tutta la versatilità di una delle realtà più imponenti dell'industria, capace di frantumare i record di vendite come poche altre.

GTA: Vice City

Il terzo capitolo di Grand Theft Auto aveva portato la serie nel mondo delle tre dimensioni, ma è con Vice City che inizia a delinearsi una ricetta clamorosamente vincente. Ispirato a opere come Miami Vice, Scarface e Carlito's Way, la vita criminale di Tommy Vercetti è riuscita a conquistare tutti, catapultando la nuova iterazione del brand verso il primato di gioco più venduto del 2002.

Oltre a un protagonista carismatico doppiato dall'attore Ray Liotta (Quei bravi ragazzi) e un setting che pesca a piene mani dalla Miami degli anni ‘80, Vice City offriva al giocatore una libertà d'azione senza precedenti, lasciandolo libero di organizzare la sua personale scalata nelle gerarchie della malavita.

Come spiega infatti l'ex presidente di Rockstar North Leslie Benzies, se GTA 3 era una storia di vendetta, Vice City racconta invece la costruzione di un impero. Lo scaltro Vercetti può acquistare attività come strip club, studi cinematografici dediti alla pornografia e compagnie di Taxi; ogni business contribuisce all'offerta ludica con missioni esclusive, per aumentare il flusso di denaro sporco e ottenere il controllo sull'intera città. Si tratta, com'è intuibile, dei primi passi di Rockstar verso quella struttura totalizzante che diventerà sempre più profonda e sfaccettata col passare dei capitoli e, per queste ragioni, era impossibile non menzionare Vice City nella nostra lista.

Manhunt

Neanche il tempo di godersi i risultati di Vice City che Rockstar North sforna un altro titolo meritevole di attenzione: l'ultraviolento Manhunt. Il viaggio infernale del protagonista James Earl Cash è riuscito a sconvolgere la community nel 2003, portando su schermo la storia di un detenuto condannato all'iniezione letale che si ritrova in un sadico terreno di caccia all'uomo. Il tratto più sanguinolento della produzione è da ricercarsi nella meccaniche delle esecuzioni, curate all'inverosimile e degne di uno snuff movie.

Manhunt però è anche un ottimo stealth game, grazie al suo curato sound design e alla possibilità di nascondersi nell'ombra per aggirare "le prede". Purtroppo, il gioco non era perfetto, specialmente nella sua componente action, ma a creare un vero pandemonio fu la sua connessione a un triste fatto di cronaca nera inglese: l'omicidio, consumato a Leicestershire, del quattordicenne Stefan Pakeerah ad opera dell'amico diciassettenne Warren Leblanc.

Nella stanza di Leblanc fu rinvenuta una copia di Manhunt, e subito i media si scatenarono contro la violenza dei videogiochi. Alcuni grossi rivenditori inglesi, per esempio, rimossero il titolo dai negozi, e l'avvocato Jack Thompson (già noto per aver citato in giudizio Rockstar per la serie GTA) cavalcò l'onda dello sdegno offrendosi di collaborare con la giustizia.

Purtroppo per lui, fu la polizia a chiarire che Manhunt, in realtà, era stato rinvenuto nella casa della vittima, e non del carnefice, facendo cadere qualsiasi teoria di emulazione. Per tutte queste ragioni, Manhunt ha acquisito la fama di "gioco proibito" ma, nonostante le controversie, fu un successo commerciale che giustificò lo sviluppo di un sequel.

Bully

Come abbiamo raccontato nella puntata di My Generation dedicata a Bully, il gioco conosciuto come Canis Canem Edit nel nostro mercato è stato al centro di una fastidiosa controversia. Protagonista della vicenda - neanche a dirlo - è nuovamente Thompson, pronto a puntare il dito verso la produzione di Rockstar Vancouver, tacciata di essere un simulatore di Columbine (il doloroso massacro dell'omonimo istituto) saturo di bullismo.

L'avvocato per sua sfortuna aveva preso un granchio madornale. Bully era effettivamente ambientato in una scuola dove i prepotenti torturavano i più deboli, ma il protagonista, il giovane Jimmy Hopkins, ne prendeva le difese.

Nella Bullworth Academy in mano alle bande, il turbolento Hopkins era chiamato a seguire le lezioni e a conquistare con pazienza il controllo del collegio, e l'unica cricca con cui instaura una collaborazione è quella dei nerd, la più bistrattata.

La sede canadese di Rockstar riuscì a coniugare con successo la ricetta di GTA con alcune interessanti trovate di gameplay, associate proprio ai corsi della Bullworth: ad esempio, studiare la grammatica permetteva di risolvere alcune dispute con le parole, mentre i match di lotta greco-romana sbloccavano nuovi attacchi. Il tutto prendeva corpo in una mappa sicuramente meno vasta rispetto alla serie più nota di Rockstar, ma che diventava il palcoscenico di un'avventura particolare e brillante. Non a caso i fan sono ancora oggi in attesa di un Bully 2, a dimostrazione che il lavoro dei ragazzi di Vancouver ha colto nel segno.

GTA V

Difficile, se non impossibile, escludere dalla nostra lista di "best of" il capitolo più vasto di Grand Theft Auto: un open world massiccio, ricco di attività, automobili da trafugare e giri di malaffare. Come se non bastasse, la scelta di Rockstar di porre al centro dell'inquadratura ben tre protagonisti differenti ha dato una marcia in più al comparto narrativo.

Franklin, Michael e Trevor sono infatti tre antieroi estremamente diversi, dotati di "caratteri criminali" molto peculiari: da un "figlio del ghetto" in stile San Andreas, si passa dunque alla professionalità di un veterano delle rapine, per poi scendere degli abissi della follia più pura con uno psicopatico tutto chimica e cattiveria.

Certo, manca il profondo sistema dei danni alle auto che aveva caratterizzato il quarto capitolo, ma il team di sviluppo ha sfruttato ogni briciolo delle esperienze passate: per esempio, la gestione dell'inventario delle armi sfruttava in sistema a ruota introdotto in Max Payne 3, mentre i tre protagonisti miglioravano le proprie abilità con meccaniche di progressione simili a quelle di San Andreas. In poche parole, la sublimazione del lavoro di Rockstar, e di fronte a un'offerta ludica del genere è impossibile restare indifferenti.

Basti pensare alle cifre spese e guadagnate dal progetto: a fronte di un investimento di oltre 250 milioni di dollari, in sole ventiquattro ore Take Two ne ha guadagnati tre volte tanto, e quello è stato solo l'inizio. Proprio con questo capitolo, infatti, arriva anche GTA Online, ancora una delle esperienze multigiocatore più popolari del panorama videoludico.

Red Dead Redemption 2

Anche se tutti abbiamo ancora nel cuore John Marston, è stato impossibile non dare il giusto omaggio al cammino di redenzione di Arthur Morgan. Ambientato anni prima degli eventi del primo capitolo, Red Dead Redemption 2 è un lungo viaggio da affrontare in compagnia di un buon cavallo e della propria coscienza.

La narrazione conquista sin dal primo istante grazie alla forza corale della banda di Dutch Van der Linde, l'uomo con un piano sempre pronto e con la bocca piena di promesse allettanti. Poi d'improvviso tutto cambia, mentre la storia raggiunge una dimensione più intima col contributo di un grande protagonista (non a caso Roger Clark, l'attore che ha prestato voce e corpo a Morgan, è stato premiato per la sua performance).

Oltre la grande narrativa e l'immensa colonna sonora, però, Red Dead Redemption è un concentrato di tutta l'essenza del genere western: grandi spazi aperti e silenzi rotti solo dagli zoccoli di un destriero solitario, in un mosaico di scorci indimenticabili. Scenari che preannunciano la fine di un'era pericolosa ma intrepida, come una banda che si lancia all'assalto di un treno per arraffare il bottino. Il cammino di redenzione di Arthur è un viaggio romantico, profondo, e per tutte le sue indubbie qualità conclude meritatamente la nostra lista sui migliori titoli a marchio Rockstar.