I migliori videogiochi finti apparsi nelle serie TV e nei cartoni animati

Da Ammazza che Mazza de I Simpsons a Heroine Hero di South Park, ecco tutte le più belle invenzioni videoludiche della televisione.

I finti videogiochi della serie TV e dei cartoni
Speciale: Multi
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Le apparizioni dei videogiochi negli altri medium non sono certo rare, ma negli anni il mezzo di comunicazione interattivo per eccellenza si è fatto strada nel mondo dell'intrattenimento al punto da palesarsi anche sotto forma di titoli inventati di sana pianta, fake, cloni e altro. In molti casi di questi casi il videogioco è apparso nelle serie TV con una visione negativa e distopica dell'evoluzione tecnologica, mentre in altrettanti frangenti è stato dipinto con una connotazione positiva e divertente. Così abbiamo deciso di raccogliere i migliori esempi di "videogiochi finiti" apparsi in televisione negli ultimi anni. Procediamo!

First Person Shooter - X-Files

Nella serie cult X-Files, ben prima che Matrix rivoluzionasse l'immaginario collettivo, First Person Shooter ha portato su schermo una sorta di estremizzazione della realtà virtuale. Si tratta di una sorta di laser game in cui i giocatori, dopo aver indossato un'apposita tuta con tanto di casco, devono affrontare una femme fatale in grado di moltiplicarsi. Il videogioco, però, non offre alcuna vita extra e influisce sulla salute degli utenti provocando danni fisici e psicologici.

Morire nel gioco, infatti, equivale a morire anche nella realtà. Il perfetto scenario per dare vita a una puntata di una delle serie investigative sci-fi più riuscite di sempre, non trovate?

Urban Hellraisers - CSI Miami

Sulla falsariga del gioco che l'ha preceduto in questo articolo, pure Urban Hellraisers, titolo apparso in CSI Miami, ha delle conseguenze sulla vita di chi lo utilizza. Parliamo sostanzialmente di un clone di GTA che viene distribuito insieme a delle armi reali che il giocatore deve utilizzare per portare a terminei crimini cominciati e ampiamente illustrati all'interno del gioco.

Per risolvere il caso al centro della puntata, gli investigatori si ritrovano a mettere le mani sul controller per una sorta di "speedrun", in modo da scoprire e anticipare le mosse della community nella realtà.

The Game - Star Trek The Next Generation

Anche in Star Trek, a cavallo tra gli anni '80 e '90, il videogioco assumeva una connotazione negativa con The Game. Questa volta al centro dell'attenzione c'è una realtà aumentata che, grazie a un apposito visore, intrattiene i giocatori semplicemente mostrando una schermata con dei dischi rossi e dei tubi viola volanti. The Game non ha un gameplay vero e proprio ed è in grado di divertire, provocando dipendenza e assuefazione, semplicemente guardando le proiezioni dell'apposito casco.

Fortunatamente la realtà aumentata ha già dimostrato di essere nettamente più intrigante e positiva con le sue più famose applicazioni per cellulari. Chi ha detto Pokémon GO?

Ammazza che Mazza - I Simpsons

Questo è probabilmente l'esempio più calzante e rappresentativo della categoria "videogiochi finti nelle serie televisive": Ammazza che Mazza, lo scellerato protagonista dello speciale natalizio de I Simpsons in cui Bart riceve in regalo il titolo errato (presente anche nella nostra speciale lista dei 10 giochi mai esistiti che vorremmo davvero). Mentre chiunque a Springfield stava mettendo le mani su Bonestorm, infatti, Marge ebbe la brillante idea di regalare a suo figlio questo singolare gioco di golf.

La sua particolarità? Il commento in tempo reale da parte di Lee Carvano, improbabile golfista protagonista del gioco, ad ogni azione compiuta dal giocatore. Invadente come poche altre cose al mondo.

Bonestorm - I Simpsons

Bonestorm è, invece, l'oggetto del desiderio di Bart (e di tutti i ragazzini di Springfield) nella già citata e memorabile puntata di Natale della serie marchiata Fox. Si tratta, niente più, niente meno, di un ultra-violento clone di Mortal Kombat. Sangue, smembramenti e l'esaltante feature che permette di sentir urlare il proprio nickname del commentatore dei match sono i fiori all'occhiello di una produzione che, senza fare troppi complimenti, scimmiottava il picchiaduro del momento nella realtà.

Heroine Hero - South Park

Altra serie, altro clone: nel periodo più remunerativo per il franchise Guitar Hero, gli autori di South Park dedicarono un'intera puntata alla sua irriverente versione parodistica, Heroin Hero. Il videogioco in questione è entrato in commercio per combattere l'assuefazione dal famoso rhythm game di Activision, in particolare quella del campione protagonista dell'episodio. Lo faceva spronando il giocatore a drogarsi d'eroina per inseguire e picchiare un drago viola riprodotto sullo schermo.

Il gameplay è esattamente lo stesso di Guitar Hero, ma senza periferica dedicata. Nella puntata, poi, gli sviluppatori consigliavano l'acquisto Rehab Hero per uscire dal giro e... aumentare gli introiti.

Journey to the Center of Hawkthorne - Community

Anche grazie alla sua splendida e ispirata realizzazione tecnica a 8-bit, il platform Journey to the Center of Hawkthorne è forse uno degli esempi più belli della categoria. Stiamo parlando di un avventura platform 2D in cooperativa apparsa in Community il cui obiettivo è ritrovare l'eredità di un leggendario game designer.

La sua caratteristica più importante? La possibilità di attraversare i livelli ricchi di satira e provocazione con degli avatar digitalizzati di s stessi. Nella puntata in cui appare, infatti, tutti i protagonisti di Community vengono tramutati in degli splendidi sprite che omaggiano l'era NES.

Homicidial Tendencies - Dexter

Nella sesta stagione di Dexter, uno dei colleghi dell'omonimo protagonista, Louis, ha realizzato un simulatore di omicidi in cui il giocatore può assumere il controllo di alcuni serial killer. Stando alle dichiarazioni dello stesso sviluppatore, Homicidial Tendencies è un videogioco unico nel suo genere, perché, a differenza degli altri esponenti del genere, permette di interpretare la parte del cattivo con un gameplay in prima persona.

Piccola chicca: tra i celebri Jeffrey Dahmer, Jack Lo Squartatore e compagnia c'è anche il caro Dexter, denominato per l'occasione Bay Harbor Butcher.