I videogiochi con la miglior grafica del 2020

Una rassegna con alcuni dei titoli che negli ultimi dodici mesi ci hanno maggiormente impressionato in termini puramente grafici.

Videogiochi: miglior grafica 2020
Speciale: Multi
Articolo a cura di

Com'è giusto e naturale che sia, il finire della scorsa generazione di console e l'inizio di quella attuale ci hanno regalato, negli ultimi dodici mesi, grandissime soddisfazioni dal punto di vista della grafica. In questa rassegna abbiamo pensato di dedicarci ad alcuni dei videogame con il miglior colpo d'occhio fra quelli pubblicati nel 2020: un elenco che cerca di abbracciare derive diverse, da estetiche cartoon al fotorealismo più spinto, per una panoramica sui mondi digitali che ci hanno lasciato a bocca aperta su console e su PC.

Allacciate le cinture e... buon viaggio!

Una sublime fiaba interattiva

Ori and the Will of the Wisps è un titolo spesso colpevolmente sottovalutato nelle tradizionali liste di fine anno: una svista clamorosa considerando quanto sia in realtà meraviglioso da vedere e da giocare. Moon Studios ha ancora una volta dimostrato il suo talento non comune, facendo brillare Unity come forse mai prima d'ora: il risultato è un platform che mescola in maniera estasiante 2D e 3D, con una resa a dir poco mozzafiato (per approfondire, ecco la nostra recensione di Ori and Will of the Wisps).

L'illuminazione morbida e sfumata, i colori brillanti, le animazioni impeccabili e la grande quantità di effetti hanno reso il ritorno in grande stile di Ori qualcosa di davvero speciale. Un videogioco ancora più ambizioso del già lodevole predecessore, che in questo sequel si serve di modelli 3D per rendere ancora più dinamica e approfondita l'interazione. Una menzione d'onore anche alla versione per Nintendo Switch, vero e proprio miracolo tecnico che anche su un hardware decisamente meno performante rende giustizia a una produzione magnifica.

Quando le prestazioni si fanno... infernali!

Più grosso, più sporco e se possibile ancora più cattivo: DOOM Eternal è un sanguinolento trionfo dell'eccesso, ed è proprio per quello che è impossibile non volergli un gran bene. Id Sotware è riuscita a creare un FPS viscerale e serratissimo, interamente costruito attorno a un'azione fluida e senza pause. Grazie a un id tech 7 in forma smagliante, il silente Slayer corre, salta, sventra e maciulla a testa bassa, come l'inarrestabile macchina da guerra che è.

Come raccontato nella nostra recensione di DOOM Eternal, l'aspetto più incredibile del gioco è senza dubbio la sua sbalorditiva ottimizzazione: i canonici 60 fps sono un dogma anche su console, senza tuttavia mai rinunciare a un colpo d'occhio poderoso. Rispetto al già ottimo predecessore, l'Inferno sulla Terra di Eternal appare ancora più vasto, più ricco di effetti e più strabordante di dettagli. Il che, combinato con le animazioni teatrali e con il gusto per l'horror degno delle migliori copertine dei dischi heavy metal, rende l'ultimo nato di casa id Software pressoché irrinunciabile.

Nel blu dipinto di Azure

Come spiega la nostra recensione di Microsoft Flight Simulator, con l'ultima incarnazione di una serie che esiste da ormai quasi quarant'anni siamo semplicemente dalle parti del fotorealismo, per una simulazione che ha compiuto dei passi avanti incredibili in termini puramente tecnologici. La modellazione dei vari veicoli, dagli interni agli esterni, rasenta il maniacale: superfici, dettagli e texture denotano una fedeltà impressionante, destinata a mandare in brodo di giuggiole gli appassionati del genere.

Il tutto senza contare la resa fuori parametro del cielo, con un'illuminazione sbalorditiva e una riproduzione senza precedenti delle nuvole, letteralmente mai così realistiche in un videogame - a maggior ragione considerando la loro volumetria tridimensionale, perché avrete modo di attraversarle fisicamente durante le vostre scorribande ad alta quota. Potrebbe bastare qui per descrivere l'eccellenza assoluta di Microsoft Flight Simulator, eppure c'è ancora di più.

Perché il sistema di mappe potenziate attraverso Bing e l'Intelligenza Artificiale a marchio Azure hanno permesso di ricreare una versione 1:1 del pianeta Terra, con tanto di dati raccolti in tempo reale e paesaggi riconoscibilissimi. Un sogno a occhi aperti che farà da base per un futuro ancora più spinto, tra supporto alla VR e ray tracing.

Boletaria in tutto il suo marcescente splendore

Lo straordinario remake di Shadow of the Colossus, capolavoro inossidabile di Fumito Ueda, aveva già dato prova degli imponenti mezzi di Bluepoint Games. Con Demon's Souls, remake della seminale opera From Software pubblicata su PlayStation 3 nel 2009, il team americano si è però addirittura superato: il ritorno tra gli orrori di Boletaria è dunque un'Odissea da mozzare il fiato, nonché il titolo capace di mostrare sin da subito i guizzanti muscoli dell'hardware di PlayStation 5.

Un livello di dettaglio magistrale, un innato gusto per la drammaticità spinta delle ambientazioni e un'illuminazione sensazionale rendono Demon's Souls uno spettacolo grandioso. Il tutto nella fluidissima gloria dei 60 fps, con un framerate capace di rendere finalmente giustizia a un'azione punitiva ed appassionante e tempi di caricamento ragguardevoli. Se esiste a oggi un gioco capace di regalare un assaggio di ciò che la next-gen avrà modo di offrire, quel gioco è senza dubbio l'ultima fatica di Bluepoint Games (per approfondire, qui trovate la nostra recensione di Demon's Souls).

Una città da bruciare (e da ammirare)

Senza voler tornare ancora una volta sulle polemiche, sulle scuse ufficiali e sulla querelle dei rimborsi, il discusso Cyberpunk 2077 non poteva non figurare in questa lista. A dispetto di una pubblicazione controversa e di un codice non certo impeccabile - che comunque in queste settimane è già stato oggetto di diversi hotfix - su PC di fascia alta lo spettacolo è molto più che garantito.

Il ray tracing in particolare riesce ad assicurare quell'impagabile scarto extra, rendendo le luci e le ombre di Night City ancora più ammalianti: senza girarci troppo attorno, non si era mai visto un ambiente open world così denso di elementi scenografici, così ricco di carattere e così pulsante di vita. La metropoli del futuro delineata dallo studio polacco è un superlativo colosso di metallo cromato e neon, fra superfici riflettenti e colori acidi che si riverberano ovunque. Un gioco con dei problemi di performance evidenti sulle console della scorsa generazione, che tuttavia quando dà il meglio di sé si dimostra un lucidissimo sogno a occhi aperti (la nostra recensione di Cyberpunk 2077 in formato PC è a un click di distanza).

La next-gen prima della next-gen

Come si evince dalla nostra recensione di The Last of Us Part 2, l'elenco dei meriti dell'ultimo capolavoro marchiato Naughty Dog è tanto lungo quanto ricco. Non è insomma certo un caso che l'epopea di Ellie e Abby stia continuando a fare incetta di premi ovunque, distinguendosi dalla sceneggiatura al gameplay, passando per il casting eccezionale. Uno dei principali pregi di The Last of Us Part 2 sta però innegabilmente nella sua encomiabile messa in scena: PlayStation 4 è stata sfruttata dal team californiano come non si credeva nemmeno remotamente possibile, riuscendo a presentare un videogioco sensazionale, che ha quasi fatto respirare aria di next-gen su hardware datati 2013.

La desolazione derivante dalla micidiale infezione Cordyceps è la protagonista assoluta di un panorama corrotto e decadente: gli oscuri Stati Uniti di The Last of Us Part 2 sono spettrali nella loro credibile familiarità, con l'idea di un mondo finito con una furia improvvisa veicolata da un'attenzione senza pari per i dettagli. Tutto nell'avventura dello studio di Uncharted racconta una piccola storia: dalle scritte sui muri alle note sparse qua e là, passando per gli strascichi di un'umanità perduta.

La cura nel modo in cui Naughty Dog ha tratteggiato il suo mondo è fantasmagorica: i livelli sono ampi e ricchi di passaggi alternativi, la distanza dell'orizzonte spesso e volentieri rimarcabile, e l'illuminazione a dir poco prodigiosa. Sono però i personaggi - dai modelli poligonali al performance capture, passando per quelle che sono e rimangono per distacco le migliori animazioni di sempre - a rendere The Last of Us Part 2 davvero vivo e indimenticabile. Un miracolo che chiude alla grandissima la storia di un successo come è stata PlayStation 4.

Scampoli di futuro

Concedeteci, proprio in chiusura, due onorevoli menzioni per un paio di titoli che, pur partendo da basi saldamente ancorate su PS4 e Xbox One, hanno saputo distinguersi in ottica next-gen. Due titoli anche concettualmente simili, con campagne brevi e intense pensate per espandere episodi principali visti e apprezzati ormai qualche tempo fa: Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Gears 5 Hivebusters.

L'avventura del secondo, giovane arrampicamuri newyorkese si distingue per il ray tracing: su PS5 le riflessioni sui grattacieli della Grande Mela fanno una notevolissima scena, così come la mole di effetti extra e la draw distance estesa fino all'orizzonte. Un risultato che, nonostante la natura cross-generazionale, riesce a strappare più di qualche "wow" (eccovi la nostra recensione di Marvel's Spider-Man: Miles Morales su PlayStation 5).

L'esplosiva missione suicida della Squadra Scorpio, su Xbox Series X, si spinge a ben vedere ancora più in là. Come dichiarato nella nostra recensione di Gears 5: Hivebusters, questo DLC spuntato a sorpresa dal nulla si dimostra, senza mezzi termini, il miglior gioco pubblicato sulla neonata di casa Microsoft. L'occasione ideale per conoscere un nuovo cast, mettere a ferro e fuoco una lussureggiante giungla tropicale e godersi un assaggio di ciò che Series X avrà da offrire. Mica male, no?