Il 2018 su PC: una piattaforma all'insegna della varietà e della creatività

Ripercorriamo gli ultimi 12 mesi visti dai possessori PC: giochi in esclusiva, nuovi store digitali e politiche sempre aggressive su sconti e offerte.

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  • Tentare di cristallizzare un'intera annata PC per tirarne le somme è un'impresa alquanto ardua. Differentemente rispetto al mondo console, la storia del personal computer si compone infatti di periodi più trasversali e legati solo parzialmente all'evolversi delle generazioni. Al contrario di PlayStation 4, Xbox One o Nintendo Switch, non esiste una visione comune che determina l'evoluzione della piattaforma: si ritrova piuttosto un contesto multiforme e sfaccettato, parzialmente influenzato dalla scena mainsteam, ma in cui si ritagliano uno spazio soprattutto piccole opere indipendenti, una dura concorrenza interna tra i vari negozi digitali ed anche la possibilità, in espansione, di recuperare giochi che magari erano stati lasciati indietro decine d'anni fa.

    Siamo tuttavia giunti in un'epoca dove le distanze tra PC e console tendono ad assottigliarsi, fino, di tanto in tanto, a sparire del tutto. Il concetto di esclusiva non è ancora scomparso definitivamente, eppure sembra che l'apertura ad un nuovo pubblico da parte di studi in precedenza mai affacciatisi sul mercato computer abbia riscosso risultati largamente inaspettati. Questo "progresso", comunque, non ha ancora dato tutti i suoi frutti: solo nei prossimi anni potremo scoprire come muterà mercato PC; per adesso ci limiteremo a rivolgere lo sguardo indietro per raccogliere gli elementi più significativi del 2018 su questa piattaforma. Senza esimerci, chiaramente, dal fare previsioni ed auguri per il futuro.

    Concorrenza interna

    Il discorso della distribuzione digitale su PC è terribilmente complesso, in particolar modo dopo gli eventi di questi ultimi anni. Steam detiene ancora un semi-monopolio che racchiude soprattutto i piccoli studi indipendenti, ma la nascita di nuovi store e servizi sta progressivamente intaccando la supremazia di Valve.

    È notizia fresca la nascita dell'Epic Games Store, un negozio digitale che richiede dei tassi molto più bassi agli sviluppatori e che si è già accaparrato dei giochi in esclusiva. Ma la frammentazione degli store virtuali passa anche per le grandi compagnie, con Activision che si è spostata definitivamente sul Battle.net di Blizzard, e Bethesda che intende metter sempre più in risalto la sua piattaforma, prima con l'esclusività di Fallout 76 a cui poi seguirà quella di RAGE 2. Dal punto di vista dell'esperienza utente, la suddivisione così capillare dei centri di distribuzione non è certo un piacere, perché per utilizzare i videogiochi acquistati è costantemente richiesto di installare nuovi programmi ed accettare l'applicazione di DRM abbastanza invasivi.

    Chi invece si dice assolutamente contrario a qualsiasi barriera di protezione è CD Projekt, che con GOG non solo effettua costantemente un encomiabile lavoro di recupero e "restauro" di antichi videogiochi del passato, che altrimenti andrebbero perduti, ma offre anche un buon numero di nuove uscite a cui è possibile accedere senza incappare in fastidiosi DRM di sorta.
    Insomma, così tanta varietà crea un ambiente caotico e non semplicissimo da consultare, tuttavia contribuisce a mantenere i prezzi sempre competitivi e produce delle offerte molto convenienti. Se si sfoglia il catalogo dell'Origin Access (da poco disponibile anche in versione Premier), ad esempio, ci si imbatte in un elenco piuttosto lungo di titoli interessanti a cui si può accedere con un abbonamento mensile.

    Anche Microsoft ha recentemente brevettato il suo Xbox Game Pass, che su PC non riesce ad eguagliare la vastità del catalogo disponibile su console, ma che a prezzi contenutissimi (ultimamente addirittura un solo euro) permette di esplorare una corposa selezione di giochi.

    L'intersezione di iniziative di questo genere consente dunque agli utenti di accedere in maniera ancor più semplice sia alle nuove uscite che ai prodotti di qualche tempo fa, per non dimenticarsi poi dei costanti regali di Steam, di Humble Bundle, di GOG o quelli recenti dell'Epic Games Store.
    La situazione rispetto a uno o due anni fa è cambiata, e già da ora si può vedere con abbastanza chiarezza quel che il futuro ci riserverà: da una parte, Microsoft continuerà a puntare sull'Universal Windows Platform, supportata con molta probabilità in modo ancor migliore da Xbox Scarlett.

    Dall'altra, i vari negozi che daranno battaglia a colpi di sconti ed agevolazioni agli sviluppatori (come di recente è accaduto con Steam), con l'esperimento di Epic che deve ancora dimostrare appieno il suo potenziale ed Activision che pubblicherà le sue serie di punta solo su Battle.net (su computer Black Ops 4 ha superato di molto le vendite di WWII, stando a gli ultimi dati). Un panorama in continuo mutamento che speriamo possa diventare un posto ancora migliore sia per utenti che per gli addetti ai lavori, e dal canto nostro pensiamo che ci siano tutte le premesse necessarie perché ciò avvenga.

    Primi vagiti di una rivoluzione tecnica

    Lo stacco visivo tra giochi su console e su PC è col tempo diminuito di molto, anche per merito delle piattaforme "mid-gen". Questo non vuol dire che non esistono giochi in grado di esprimere tutto il loro potenziale su personal computer, ma che l'asticella delle "feature esclusive" si situa più o meno nella fascia enthusiast, in quel segmento di mercato quindi dove l'hardware è molto costoso e riservato ai pionieri delle nuove tecnologie.

    Proprio nel 2018 Nvidia ha annunciato una nuova serie di schede video che promettono di iniziare una nuova rivoluzione tecnica grazie al Ray Tracing. Si tratta in soldoni di una nuova tecnologia d'illuminazione che permette una simulazione ancora più puntuale dell'interazione delle fonti luminose con gli elementi dello scenario e una resa migliore delle superfici riflettenti. È in ogni caso un effetto assolutamente dispendioso che neanche le top di gamma riescono a domare del tutto.

    Per far sì che il Ray Tracing diventi uno strumento utilizzato sempre più di frequente - ad ora sono pochissimi i giochi che ne fanno uso - bisognerà aspettare, anche perché è possibile che quella che sembrerebbe una rivoluzione solo sul piano tecnico e visivo possa trasferirsi sul piano ludico.

    Tutti i coraggiosi che hanno scelto di assaporare la novità hanno potuto vederla all'opera con Battlefield V o Shadow of the Tomb Raider e avranno occasione di testarla anche con l'imminente Metro: Exodus. I risultati, fatta eccezione per una fluidità dell'immagine traballante, sono comunque impressionanti.

    Giochi per tutti i gusti

    Per quanto riguarda i giochi, il PC offre un elenco così vasto e vario da inglobare praticamente tutti i tipi di esperienze. Il 2018 è poi stato un anno ricchissimo in questo senso, nel quale non è mancato proprio nulla: da titoli sperimentali a scaltre rivisitazioni di stilemi del passato, per non parlare poi dell'approdo di alcuni brand storicamente lontanissimi dal mondo computer, come quello di Yakuza o di Monster Hunter.

    L'apertura del mercato giapponese, quello storicamente più chiuso nei riguardi del PC, fa comunque riflettere sulla grandissima importanza che questa piattaforma sta conquistandosi anno dopo anno. E i risultati di vendita parlano chiaro: c'è una grande fetta d'utenza non "alfabetizzata" ad alcune produzioni del Sol Levante che vuole comunque avere accesso a quel tipo d'esperienza. Lo ha capito SEGA, lo ha intuito Capcom e siamo certi che anche altri seguiranno il loro esempio.

    Anche quest'anno, poi, la popolarità dei battle royale non ha esitato a cessare ed il PC, che ne è stato l'incubatrice, ha ospitato tantissimi esponenti del genere, dai più fallimentari (Radical Heights di Bleszinski), a quelli che puntano più in alto, come Ring of Elysium di Tencent o Danger Zone di Counter Strike Global Offensive, quest'ultimo divenuto da poco free to play. Pare quindi che quella che da molti è definita una "moda passeggera" sia destinata a continuare ancora per un po'.

    Passando alla nicchia di mercato che non smuove tante vendite ma che produce comunque creazioni d'indubbio valore, possiamo citarvi un impressionante quantitativo di progetti originalissimi ed intriganti. Vale la pena citare Where the Water Tastes Like Wine, un'avventura narrativa che racconta miti e leggende ispirati al folklore americano, spesso consegnando al fruitore una lettura critica e disincantata della realtà; oppure Subnautica , che abbraccia un'infrastruttura - anche piuttosto abusata - da survival game, ma dà vita ad un'ambientazione subacquea senza precedenti, capace d'avvolgere con un'atmosfera ammaliante ed un senso di scoperta sempre stimolante.

    Si giunge poi nel campo dello sperimentalismo estremo con One Hour, One Life, una geniale avventura multiplayer ideata da Jason Rohrer in cui viene simulato, in una sola ora di gioco, l'intero ciclo vitale di un individuo digitale.
    Le storie da vivere sono tantissime e sempre differenti, anche grazie alle interazioni con la community, che danno vita ad esempi significativi di narrativa emergente. Molto più classici, invece, La Mulana 2 e The Messenger: quest'ultimo una rivisitazione originale di classici 8-bit come Ninja Gaiden, mentre il primo un metroidvania vecchio stampo, che coniuga idee geniali ad una struttura ludica che non fa alcuno sconto.

    Sempre quest'anno si è chiusa l'epopea di The Banner Saga 3, una serie caratterizzata da una narrativa matura e piena di spunti di riflessione, oltre che da uno stile incredibile. Stilisticamente poderoso è anche Return of the Obra Dinn, un'avventura investigativa sui generis firmata da Lucas Pope, creatore di Papers, Please. Into the Breach ha poi ridefinito il concetto di dipendenza grazie ad una struttura da strategico a turni sapientemente fusa con quella da roguelike: il risultato è tanto stupefacente quanto assuefacente.

    Mancherebbero molti altri progetti significativi, ma anche solo questo elenco dovrebbe bastarvi per farvi capire le innumerevoli tipologie di esperienza che è possibile trovare su PC (alcuni dei giochi da noi citati sono comunque arrivati su console).

    Per quanto concerne il mercato tripla A, le esperienze più importanti provengono da Microsoft: Forza Horizon 4 rivoluziona internamente i racing game arcade con l'introduzione delle stagioni, un elemento che modifica il level design delle piste e costringe i piloti a sfruttare in maniera sempre diversa l'ambiente, mentre Sea of Thieves è allo stesso modo un'esperienza meravigliosa, per quanto figlia di un processo di sviluppo molto travagliato. L'MMO di Rare semplicemente rifiuta ogni caratterizzazione tipica dei congeneri, riducendo l'esperienza al suo essenziale: grazie a questa coraggiosa idea, Sea of Thieves è un campione di narrativa emergente, nonché un viaggio imperdibile per gli appassionati di universi pirateschi.

    Infine, merita una menzione l'operato della community di modder, che come ogni anno dimostra una passione ed un talento eccezionali. È datata ad ottobre l'uscita di Fallout: New California, un intero capitolo "apocrifo" della saga costruito interamente dai fan sul codice di Fallout: New Vegas.

    Non è la prima volta che mod così ambiziose vengono distribuite- una delle ultime è stata Enderal di Skyrim -, confermando che il collettivo dei modder, soprattutto quello legato a Bethesda, riesce in imprese davvero titaniche.

    L'assenza della line up Sony, di quella Nintendo o di Red Dead Redemption 2 (che probabilmente arriverà nei prossimi anni) si fanno dunque sentire poco, se si considera la quantità, la qualità e la diversità delle produzioni provenienti dal mondo indipendente. Il bello di giocare su personal computer sta anche nella possibilità di esplorare il sottobosco spesso ignorato dal grande pubblico, e scoprire creazioni sublimi, anche più di quelle di cui si parla quotidianamente. Ed è proprio dove la creatività fiorisce copiosamente che, secondo noi, i videogiochi esprimono al meglio il loro potenziale.

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