Il caso GameStop tra azioni, Reddit e investitori: facciamo chiarezza

Vi spieghiamo con chiarezza il caso di GameStop: le ragioni per cui è nato e le conseguenze che potrebbe avere per il futuro.

GameStop: Azioni e Wall Street
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In questi giorni in rete si parla moltissimo del "caso Gamestop": una storia che sta oltrepassando i confini del mondo videoludico e potrebbe ribaltare parecchie sedie - diciamo pure comode poltrone - a Wall Street. Ed è sicuramente una storia che avrà ripercussioni sul nostro futuro.In questi giorni un gruppo di piccoli investitori, per la gran parte coordinati tramite Reddit, ha dato il via ad una forsennata campagna d'acquisto dei titoli di GameStop, che ultimamente non naviga in buone acque. Riusciranno a salvare le sorti dell'azienda e a contrastare chi ha speculato al ribasso sulle azioni della compagnia? La situazione è molto complessa, ma proveremo a spiegarvela in parole semplici, senza rinunciare a darvi un quadro d'insieme per contestualizzarla a dovere.

Le conseguenze di queste manovre in borsa sono difficili, anzi impossibili da prevedere, e la comoda polarizzazione dei "piccoli investitori buoni" contro i "grandi investitori cattivi" è fuorviante, persino pericolosa. Perché, se ci fate caso, sempre di investitori stiamo parlando. E il rischio che i pesciolini si facciano male più dei pescecani è reale. Non siamo in un videogioco, ma mai come in questo caso bisogna stare attenti al game over.

Investimenti e hedge fund

La nostra storia è ambientata nel corso di una pandemia che ha costretto i negozi di tutto il mondo a chiudere, creando difficoltà a piccole e grandi imprese. Tra queste troviamo anche GameStop, per molti protagonista di questa vicenda - ma vedremo che a ben guardare si tratta soltanto del campo di battaglia. Va detto che GameStop non godeva di buona salute fin da prima della pandemia: di certo però la chiusura forzata dei negozi GameStop fisici e un maggior numero di acquisti tramite i canali digitali da parte del pubblico videoludico non sono stati fattori positivi per l'azienda, i cui titoli valevano appena tre dollari l'uno ad aprile dello scorso anno.

Arriva il primo colpo di scena: Ryan Cohen, giovane imprenditore di successo e già titolare di sei milioni di azioni Apple (ama definire il colosso di Cupertino "the king in the jungle"), ha acquistato nel settembre 2020 una grossa fetta della torta - come abbiamo visto non proprio freschissima - di GameStop: stiamo parlando del tredici per cento dei titoli, e ciò lo ha reso il più importante investitore individuale della compagnia. Ma perché acquistare un prodotto che per molti analisti è vicino alla data di scadenza, per proseguire con la metafora alimentare?

Lo ha spiegato lo stesso Cohen in una lettera dello scorso 16 novembre indirizzata al consiglio d'amministrazione di GameStop. "Oggi vogliamo mandarvi un chiaro messaggio" scrive "i leader di GameStop dovrebbero condurre immediatamente una revisione strategica del business, ed elaborare un piano solido per cogliere le incredibili opportunità che il settore del gaming, in rapida crescita, può offrire".

Inutile dire che Cohen, investitore di consumata abilità, ha ragione, e i numeri lo dimostrano: le stime più recenti e accreditate hanno fissato il valore complessivo del mercato videoludico in circa 162 miliardi di dollari nel 2020, e si attende un'impennata tale da portarlo all'incredibile cifra di 295 miliardi di dollari nel 2026. Miliardo più, miliardo meno ma parliamo pur sempre di un bel po' di soldi.

"GameStop deve evolversi per diventare in un'azienda tecnologica che sappia deliziare i giocatori e offrire loro delle esperienze digitali eccezionali" prosegue Cohen "non può restare un rivenditore di videogiochi che dà la priorità alla distribuzione fisica dei prodotti e arranca nell'ecosistema digitale". Per rendere il messaggio ancora più chiaro, una parte della lettera è in grassetto maiuscolo, addirittura sottolineato: "le difficoltà di GameStop originano da un'intransigenza interna e da una mancanza di volontà di abbracciare rapidamente l'economia digitale". Più chiaro di così...

A questo punto possiamo introdurre delle figure molto importanti in questa vicenda: i cosiddetti hedge fund, ossia dei fondi speculativi che, in alcuni casi, mirano al profitto acquistando a poco prezzo azioni di società che versano in cattive acque.L'entrata di Cohen in società, unita alla sua clamorosa lettera al CdA di GameStop, ha portato questi fantomatici hedge fund a fare una scommessa: vuoi vedere che questi titoli ricominceranno a calare di valore? Per aiutarvi a comprendere meglio la situazione, vi poniamo un esempio con le carte Pokémon.

Immaginate di voler mettere da parte un po' di capitale. Chiedete in prestito a un amico una bella carta di Charizard Shiny, sulla previsione che, presto o tardi, questa perderà di valore. Gli promettete di restituirgliela tra qualche tempo. Intanto la vendete a qualcun altro con la promessa di riacquistarla dopo un po', perché siete convinti che quel Charizard shiny, tra una settimana o due, non avrà più tanto valore. A quel punto la ricomprate ad un prezzo minore rispetto a quello a cui l'avevate venduta. Ah, il soave profumo del profitto!

Ovviamente le cose potrebbero mettersi male: pensate a cosa accadrebbe se, di colpo, tutti intorno a voi volessero mettere le mani proprio su quel Charizard Shiny. Potreste andare in grave perdita al momento in cui riacquistate la carta come vi eravate impegnati a fare.

Ecco, questa è la situazione in cui alcuni grossi fondi d'investimento, tra cui Melvin Capital - sul quale troverete una valanga di meme su Internet: ci arriviamo tra poco - si stanno trovando in questi giorni. Ma andiamo con ordine, perché adesso arrivano i veri protagonisti: sono tanti, sono arrabbiati e sono dei veri nerd.

L'obiettivo degli hedge fund

Il progetto speculativo degli hedge fund non è andato giù ad un nutrito gruppo formato da milioni di Redditors, chiamato wallstreetbets e portato alla notorietà, qualche giorno fa, dal sintetico, ma efficace Tweet Gamestonks! firmato da Elon Musk. La pandemia ci ha spinti - in molti casi costretti - a passare più tempo in casa; per molti, purtroppo, il maggior tempo libero è dovuto alla perdita del posto di lavoro.

Ed eccoli qui, tanti piccoli investitori che singolarmente non hanno certo le risorse di Melvin Capital, ma insieme sono legione. Senza contare l'aumento di piattaforme che hanno reso il trading accessibile a tutti (o quasi) con commissioni nulle (o quasi): pensiamo a eToro o Robinhood, giusto per fare un paio di esempi.

La crisi finanziaria del 2008 ha alimentato un odio forte e diffuso nei confronti del mondo dell'alta finanza, inaccessibile proprio a quella popolazione che più ha patito i disastrosi effetti della crisi. Non si fa nemmeno in tempo ad uscire dall'onda lunga del crack di Wall Street che alla porta bussa il Covid-19: è la goccia che fa traboccare il vaso.

I piccoli capiscono che, con un po' di coordinazione, possono far tremare le poltrone dei grandi. È come un gioco in cui gli eroi fanno quadrato per sconfiggere i cattivi. Solo che l'arma sono i soldi. E quelli sono veri. L'agguerrito gruppo di Redditors non ci sta e, per contrastare gli speculatori al ribasso, lancia un'operazione coordinata che ha fatto schizzare le azioni di GameStop in borsa, facendone aumentare il valore del 1500 % (avete letto bene) in due settimane.

Il risultato? Quelli che avevano scommesso sul decremento di valore della carta di Charizard shiny - i nostri titoli GameStop - si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano. Peggio, hanno dovuto chiudere baracca e burattini e correre ai ripari. Tra questi c'è proprio Melvin Capital, che ha chiuso tutte le proprie posizioni finanziarie con GameStop e riportato perdite nell'ordine dei miliardi di dollari.

Insomma, ai nostri Redditors questo tentativo speculativo non è andato proprio giù: sono in tanti a dirsi del tutto disinteressati all'aspetto economico e a dichiarare di voler soltanto mandare un messaggio ai piani alti. "Ci siamo, e se ci mettiamo d'accordo vi spazziamo via in un attimo". E non stanno difendendo la sola GameStop dai "cattivoni della finanza": anche altri titoli considerati junk, come Nokia e BlackBerry, stanno vivendo una seconda primavera grazie ai piccoli cavalieri nerd. A questo punto, però, sorge una domanda: siamo proprio sicuri che, alla fine, tutti vivranno felici e contenti?

Quale sarà il finale?

Nonostante i chiari intenti di Ryan Cohen, GameStop rimane una realtà con una posizione difficile e perdite consistenti. Fino a che punto gli investitori volenterosi saranno disposti a mantenere accesa la candela della speranza? Perché, alla fin fine, qualcuno rimarrà con il cerino (spento) in mano - ed è inevitabile. Qualcuno guadagna, qualcun altro perde. Va così. Semplicemente i piccoli si sono messi a giocare allo stesso gioco dei grandi. In questi giorni le azioni GameStop sono ricercate, desiderate, bramate da tutti gli investitori.

Gli utenti di wallstreetbets continuano a spingere sugli acquisti e a non vendere le azioni, mettendo così in difficoltà gli hedge fund e le loro scommesse. Ma è impossibile non pensare all'italiano Charles Ponzi, che fece fortuna negli Stati Uniti all'inizio del ‘900 mettendo in piedi un'elaboratissima truffa internazionale (ma questa, come si suol dire, è un'altra storia): Ponzi rimaneva saldamente in piedi in cima al sistema, e così, al crollo del suo castello di carte, quelli che rimasero sepolti furono gli investitori più in basso nella catena alimentare.

Il rischio è proprio quello di replicare le conseguenze dello schema Ponzi (anche se qui non si parla ovviamente di truffe): gli acquirenti continuano ad aumentare e i prezzi continuano a salire, ma cosa accadrà quando il valore di mercato delle azioni avrà raggiunto il suo culmine? Alcuni investitori inizieranno a vendere. A quel punto anche altri investitori venderanno, finché non saranno in tanti, in tantissimi. E il prezzo delle azioni calerà, come è inevitabile che sia (i Redditors non hanno cambiato le leggi del mercato: stanno giocando con le stesse regole dei grandi esperti della finanza). Lo schema crollerà su se stesso, intrappolando gli ultimi rimasti, quelli con il cerino (spento) in mano. Perché l'acquisto indiscriminato di azioni può sì aumentarne il valore, ma se non c'è una realtà solida alla base è inevitabile che la bolla di sapone, prima o poi, esploda.

In questi giorni alcune piattaforme - come la già citata Robinhood - stanno bloccando le operazioni dei piccoli investitori sui titoli GameStop, attirando le ire della deputata statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, che si è espressa sulla vicenda sia in streaming su Twitch che su Twitter.

In una curiosa convergenza d'idee, Ocasio-Cortez, appartenente all'ala di sinistra dei democratici, ha ricevuto il pieno appoggio di Elon Musk, da qualche giorno uomo più ricco del mondo secondo Forbes. Non manca chi fa notare che i piccoli investitori rischiano di farsi molto male (vedasi lo schema Ponzi di cui sopra) e che questo blocco è soltanto un bene per loro: tipicamente gli investitori retail fanno una fine peggiore dei fondi d'investimento, dotati di professionisti di maggiore esperienza e risorse gargantuesche per giocare d'azzardo in finanza.

Nel frattempo, Ryan Cohen ha acquistato altre azioni di GameStop, e si stima che il valore del suo investimento ora si aggiri sui tre miliardi di dollari. E tutto grazie agli utenti di Reddit. Per adesso è chiaro chi stia guadagnando da questa crisi d'autorità, e purtroppo appare altrettanto semplice immaginare chi ne farà le spese.

Ma si tratta di un momento importante, significativo; e in fondo i Redditors sono interessati, prima di tutto il resto, a mandare un messaggio. Forte e chiaro: bruciamo Wall Street - ma seguendo le sue regole e senza sapere come rimpiazzarla. Staremo a vedere come andrà a finire: di certo la marcia trionfale dei pesciolini, vincenti o perdenti che siano, non lascerà l'oceano come prima.