Il caso Rome Total War 2 e la disinformazione videoludica

L'ultimo aggiornamento di Rome Total War 2 ha scatenato decine di recensioni negative su Steam, ecco cosa è successo...

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Negli ultimi giorni, la valutazione Steam della pagina di Rome Total War 2 è drammaticamente scesa sotto la sufficienza. Da oltre ventiduemila recensioni perlopiù positive, siamo passati in pochissimo tempo a circa duemila commenti perlopiù negativi sull'opera Creative Assembly. Come mai, e perché? Lo strategico, che alterna scontri in tempo reale a una gestione logistica divisa in turni, è stato pubblicato circa cinque anni fa, ottenendo ottimi voti in tutto il mondo e con un supporto continuativo invidiabile, che si è protratto fino a qualche settimana fa. Ed è stato proprio con quest'ultimo aggiornamento gratuito che la situazione è precipitata. Vediamo i fatti.

Radici di un caso di ordinaria disinformazione

Come riportato da PC gamer e Kotaku, qualche mese fa la bacheca Steam di Rome Total War 2 ha iniziato a riempirsi di numerosi post critici nei confronti dell'opera di Creative Assembly, rea di aver aumentato la percentuale di donne che potevano occupare il ruolo di comandante.

Il gioco offre casualmente, nel corso del tempo, una serie di nuovi comandanti che possano sostituire i precedenti.
A seguito di queste numerose critiche, la community content editor Ella McConnell ha sottolineato come la possibilità di ottenere una donna come comandante si basi esclusivamente su un calcolo probabilistico, affermando che, se i giocatori non vogliono più supportare Rome Total War 2 per questo motivo, possono dedicarsi ad altri titoli, dato che l'obiettivo dell'opera di Creative Assembly è sempre stato quello di offrire un'esperienza ispirata alla storia, e non la sua esatta riproduzione. Inoltre, sostiene che se le motivazioni del rifiuto si basano integralmente sul numero di donne presenti nel gioco, lei e lo sviluppatore non avrebbero comunque voluto che quei giocatori comprassero il titolo. Il contesto del forum di Creative Assembly è quello di un gruppo che non è mai stato moderato o controllato con costanza e frequenza, e solo recentemente Ella McConnell ha assunto questo ruolo, come riporta Kotaku.
Numerosi canali YouTube e il famigerato siti neonazista The Daily Stormer decidono quindi di parlare dell'accaduto, senza un controllo giornalistico dei fatti ma affidandosi integralmente alle informazioni date sulla pagina Steam. Da questo momento in poi, il numero di recensioni negative esplode e i giocatori lanciano campagne per il licenziamento della community manager.

Lo youtuber Republic of Play pubblica un video in cui dimostra non solo la falsità di quanto detto in alcuni dei commenti divenuti più famosi nel post relativo al problema di Rome 2, ma analizza anche le differenze che intercorrono tra le varie culture e le diverse fazioni disponibili. Infine, l'account ufficiale della serie Total War pubblica una sintesi delle percentuali presenti nel gioco, in cui spiega che alcune fazioni, come Roma, le città greche, Cartagine e le fazioni orientali hanno una percentuale dello 0% di mostrare una donna come generale, mentre solo i Kush (per motivi storici) presentano una percentuale del 50%. Gli altri variano tra il 10 e il 15%. Creative Assembly conferma di non aver cambiato le percentuali con una patch, ma spiega che l'aggiunta della nuova modalità dell'albero generazionale ha avuto delle conseguenze sul gioco. Spiega inoltre che non cambierà questa caratteristica del gioco, che rimane completamente modificabile dai giocatori secondo le loro scelte, sia con la patriarchy mode (100% uomini in ogni fazione) o la matriarchy mode (100% donne in ogni fazione).

L'opinione

I capitoli dedicati alla storia romana della serie Total War non sono di certo famosi per l'assoluta accuratezza storica. Si pensi soltanto alla totale rivisitazione dell'intera struttura militare e culturale egiziana effettuata nel primo capitolo della serie, con funzione esclusivamente ludica e commerciale: data la presenza di altre fazioni basate integralmente sulla falange, CA decise di affidarsi a una visione dell'Egitto più popolare e famosa, quella spesso visivamente descritta dai carri da guerra, andando incontro a un anacronismo assoluto e fortemente "dannoso" per la coerenza storico-militare dell'opera.

Nonostante ciò, nessun capitolo della saga ha mai ricevuto un'ondata di indignazioni così violenta e assoluta, tanto da arrivare alla richiesta del licenziamento della prima community manager del forum Steam. Potrebbe sembrare evidente che la misoginia del retroterra culturale di queste fasce di utenza sia stata la vera discriminante che ha portato a certe reazioni, ma l'associazione logica non è così lineare. Sebbene infatti sia palese che ci sia un'attenzione maggiore verso questo tipo di realismo (ruolo dell'uomo rispetto alla donna) che verso un altro (aderenza storica alle tattiche e alle strategie militari), risulta altrettanto evidente che l'andazzo di questo fenomeno sia stato fomentato e guidato da realtà che su questo genere di temi, soprattutto quando disinformati e disinformanti, fatturano e fanno politica sociale.
Il caso del Daily Stormer è in tal senso illuminante: senza un briciolo di ricerca, e senza aver contattato Creative Assembly, il giornale neonazista ha sparato a zero su percentuali, concetti e fatti privi di alcun senso, scatenando comunque una violenta reazione da parte dell'utenza, giustamente sopresa dal vedere dei cambiamenti così radicali che non erano stati annunciati (e che, infatti, non sono avvenuti). Come afferma anche il gestore di Republic of Play, forse i primi post e i successivi video e articoli critici nei confronti della community manager e dello sviluppatore sono figli di un bias (concetto inglese che racchiude numerosi termini italiani, come stereotipo, pregiudizio, discriminazione e stigma) che si è subito voluto confermare, senza alcun previo controllo giornalistico o dei fatti.

In tal senso, è importante notare che la prima critica venga proprio da un canale YouTube di certo non schierato a favore delle realtà più attente al tema della rappresentazione delle minoranze nel mondo videooludico, e che anzi nel video stesso si critica sia Creative Assembly per non aver ancora risolto i numerosi bug del gioco, sia la community manager per il modo errato con cui ha voluto rispondere alla community tutta, generalizzando e sminuendo le richieste di quella parte dei fan che avevano un sincero interesse sulla vicenda. Impauriti e spaventati dall'attuale narrazione mediatica che vuole le donne contro gli uomini, i neri contro i bianchi e gli occidentali contro il resto del mondo, al primo sentore di conflitto sociale i vari rappresentati delle parti chiamate in causa levano gli scudi, a protezione delle loro nicchie di riferimento che non vogliono vedere invase da qualcosa che, invece, è già presente. Questo vale anche in senso opposto: si pensi alle reazioni relative all'eteronormatività di Dragon Trainer, che alcune fette di utenza volevano boicottare perché portava teoricamente avanti l'idea della coppia formata solo da uomo e donna.
Il punto è che questi conflitti sociali sono effettivamente presenti, e pensare di poterli escludere dalla più grande industria dell'intrattenimento al mondo è semplicemente una follia.

Di conseguenza, dovremmo trattare con maggiore intelligenza certi temi, senza affidarci a realtà così schierate come quelle citate in quest'articolo, e senza farci trascinare dal bias che descrive, purtroppo, molte delle nostre prese di posizone, soprattutto sui social e nel digitale.
Riguardo al tema specifico del caso Rome 2, ad esempio, ci potremmo affidare a una semplice riflessione logica: partendo dall'assunto, ad esempio, che non sono realismo o storicità ad essere veramente rilevanti, dato che la serie di Creative Assembly non ha mai preteso di rappresentare una simulazione. Inoltre, la libertà concessa ai giocatori tramite le modifiche disponibili è estremamente varia, e permette ai più appassionati o di ricercare le versioni più realistiche possibili dell'opera (famosa fu la versione Rome Total Realism), o di affidarsi alle preferenze etiche, morali e politiche che più incontrano i loro gusti (si pensi alle matriarchy e patriarchy mode di cui prima). Insomma, l'intera vicenda della critica all'azienda inglese ricorda molto da vicino quella relativa a Kingdome Come, in cui il realismo per certe utenze era fondamentale nel modo di trattare le donne e le minoranze etniche, ma cedeva il passo alla giocabilità quando inseriva pozioni magiche, e bauli ubiqui.
Ne possiamo desumere certamente una reazionarietà abbastanza spiccata di certe fasce di giocatori verso una maggiore inclusività etnica e di genere, ma al contempo ci ricorda di quanto i media, che siano istituzionali (Daily Stormer, in questo caso) o meno (i commenti su Steam) possano influenzare la nostra percezione della realtà, e trasformare un nostro leggero pregiudizio (il credere storicamente inaccurata la presenza di donne militari nell'epoca romana) in una vera e propria discriminazione.