Il Diavolo e L'Acqua Scura: un'opera crossmediale tra romanzo e board game

Edito Neri Pozza in Italia, il nuovo romanzo di Stuart Turton diventerà anche un gioco da tavolo: ecco di cosa parla.

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Per gli appassionati di narrativa contemporanea, quello di Stuart Turton potrebbe essere un nome abbastanza familiare. Scrittore e giornalista britannico, ha esordito nel 2018 con Le sette morti di Evelyn Hardcastle, bestseller internazionale edito da Neri Pozza e vincitore di un Costa Book Awards, un mystery dalle tinte soprannaturali che anche in Italia ha riscosso un notevole successo. Il 12 novembre 2020, dalla stessa casa editrice, esce nel nostro Paese il secondo romanzo dell'autore, intitolato Il diavolo e l'acqua scura, un racconto intriso di esoterismo che il creatore stesso non vuole definire un'opera storica, sebbene lo scenario offra comunque una buona panoramica sull'epoca narrata (il 1600).

Abbiamo deciso di parlarvi de Il diavolo e l'acqua scura nella sezione Videogiochi perché, in occasione del lancio del romanzo, Neri Pozza e Giochi Uniti si sono resi protagonisti di un'interessante operazione crossmediale: a dicembre, circa un mese dopo il lancio del libro, uscirà il gioco da tavolo ispirato all'opera di Stuart Turton. Noi abbiamo potuto visionare entrambi i materiali in anteprima (incluso un prototipo del board game), e abbiamo quindi deciso di raccontarvi le caratteristiche di un prodotto che si colloca a cavallo tra letteratura e dimensione ludica.

Parliamo del libro

Prima di passare alla descrizione e all'analisi del gioco da tavolo, ci sembra opportuno raccontarvi cos'è Il diavolo e l'acqua scura, e se vale la pena di aggiungerlo alla vostra libreria. Come dicevamo, Stuart Turton è uno scrittore che già con Le Sette morti di Evelyn Hardcastle sembrava aver delineato una certa linea creativa ed autoriale, e dopo aver letto il suo nuovo romanzo siamo abbastanza convinti che la sua impostazione rappresenti ormai un solido marchio di fabbrica.

Il diavolo e l'acqua scura è una lettura piuttosto lunga, ma che parte da un concept davvero affascinante: nel 1634 un veliero mercantile, il Sardaam, è pronto a salpare da Batavia, una colonia delle indie orientali olandesi, verso Amsterdam. La nave trasporta spezie e tessuti sulle rotte commerciali tra India e Olanda, ma soprattutto è il mezzo di trasporto scelto per una delicata operazione diplomatica. L'inflessibile Jan Haan, governatore di Batavia, è diretto ad Amsterdam per essere insignito di un'onorificenza di grande pregio: l'uomo entrerà a far parte dei Diciassette, una gruppo che raccoglie membri di spicco della classe politica ed economica e che, di fatto, comanda la Compagnia delle Indie Orientali . Al seguito di Jan ci sono sua moglie Sara e la figlia Lia, ma anche una vasta schiera di personaggi diretti a loro volta verso Amsterdam, alcuni dei quali legati alla famiglia Haan.
Ma la traversata verso la capitale olandese assume sin da subito le sfumature di un incubo oscuro e soffocante: poco prima della partenza dal molo di Batavia, un lebbroso scaglia un misterioso anatema sul veliero prima di darsi fuoco sotto lo sguardo attonito e impaurito di equipaggio e passeggeri.

Il viaggio verso Amsterdam si muove quindi tra le maglie di una rete di segreti e rivelazioni su un'antica maledizione, che fa da palcoscenico a un gioco tra predatore e preda, e coinvolge un aguzzino invisibile e letale: uno spirito ancestrale che risiede "nell'acqua scura",.

Da un punto di vista strettamente critico, dobbiamo ammettere che Il diavolo e l'acqua scura, nella sua impostazione stilistica e narrativa, procede tra luci e ombre: è un racconto originale e appassionante, che delinea con efficacia la caratterizzazione psicologica di alcuni protagonisti, e che soprattutto riesce a protrarre il suo mistero fino ad un sorprendente colpo di scena finale. Quest'ultimo, come pure l'intero background narrativo, avrebbe però meritato un maggiore spazio, soprattutto a fronte di un ritmo che in alcuni capitoli risulta eccessivamente blando.

Nel complesso, però, il nuovo romanzo di Stuart Turton può dirsi riuscito ed efficace, soprattutto per chi ha apprezzato Le sette morti di Evelyn Hardcastle e cerca una lettura di stampo mystery con uno stile di scrittura fluido e non particolarmente complesso. Il diavolo e l'acqua scura si legge con piacere, insomma, al netto dei suoi difetti di ritmo e di un'eccessiva quantità di sottotrame: un'opera di intrattenimento più che consona per tutti gli amanti del genere.

Il gioco da tavolo

L'adattamento in board game de Il diavolo e l'acqua scura è firmato da Gianluca Giorgetti e Andrea Marchi, ed è distribuito da Giochi Uniti. Si tratta sostanzialmente di un gioco di carte con regole piuttosto articolate ma per nulla ostiche, che si è rivelato (almeno stando al prototipo che abbiamo provato) una "trasposizione" efficace e ben fatta del romanzo originale. Sia il regolamento, sia le carte, sia i personaggi raffigurati riprendono in tutto e per tutto le dinamiche e i toni presenti nell'opera originale.

Il gioco può coinvolgere da 3 a 6 giocatori, e lo scopo finale è vincere almeno nove gettoni "Disco del capitano". I gettoni si ottengono facendo scontrare le carte personaggio ad ogni turno secondo regole specifiche, che seguono anche rapporti di forza tra personaggi e fazioni. Le fazioni sono in tutto cinque, e rispecchiano peraltro le classi sociali dei passeggeri descritti all'inizio del romanzo di Turton: abbiamo i Governatori (rappresentati da Jan Haan e la sua famiglia), i Dignitari, l'Alto Comando, i Passeggeri e l'Equipaggio.

Ciascuna fazione ha 1 Leader, 2 Vice e 3 Aiutanti, e ciascuna delle carte presenta specifiche debolezze rispetto alle altre classi citate, seguendo il classico schema della morra cinese: il Leader batte il Vice, il Vice è superiore all'aiutante ma l'Aiutante può eliminare il leader, e due personaggi dello stesso rango si equivalgono e non possono uccidersi a vicenda.
La partita viene avviata dal giocatore che possiede il segnalino Astrolabio (è l'utente più giovane a cominciare), e ciascun turno richiede di scegliere una delle carte della propria mano e metterla a faccia in giù con uno dei lati rivolti verso lo sfidante, così da cominciare la contesa tra i vari ranghi. Il segnalino del Capitano, necessario per accumulare i gettoni per la vincita, si ottiene soltanto se si rivolge all'avversario il lato chiaro della carta, che dà inizio ad una trattativa amichevole. Se invece deciderete di puntare gli altri giocatori con il lato ostile, darete inizio allo scontro.

L'aspetto più interessante è che, durante la contesa o la trattativa (in cui si gioca a carte coperte), gli altri utenti potranno scommettere sull'esito del negoziato, durante in quale i due contendenti dovranno perorare la propria causa proponendo all'avversario una accordo pacifico o minacciandolo di eliminazione. Insomma, in questa fase "Il diavolo e l'acqua scura" assume delle timide sfumature da gioco di ruolo, che aumentano il livello di immersione durante le partite.

Un altro elemento che pensiamo valga la pena di sottolineare, e che rappresenta un grande valore aggiunto, è la sua realizzazione artistica: le bellissime illustrazioni di Giuseppe Quattrocchi non sono soltanto uno splendido esercizio di art design, ma hanno il merito di dar vita ai personaggi del romanzo con grande dovizia di particolari. Le carte da gioco, insomma, sono anche belle a vedersi, e rappresentano un bel pezzo da collezione soprattutto se avrete letto e apprezzato il romanzo di Turton, già disponibile in tutte le librerie.

Il Diavolo e L'Acqua Scura Se il board game di Giochi Uniti vi ha intrigato, nell'attesa della sua uscita potrete già acquistare il romanzo di Turton, che al netto di qualche problematica di ritmo si è rivelato una lettura affascinante e un originale giallo soprannaturale. Un must per chi ha amato la precedente opera dell'autore, ma soprattutto un nuovo ed interessante esponente della narrativa contemporanea.