Il futuro di Assassin's Creed: il prossimo capitolo sarà ambientato in Egitto?

Ubisoft è attualmente al lavoro su un nuovo episodio di Assassin's Creed: sarà davvero ambientato in Egitto come vogliono i numerosi rumor?

Il futuro di Assassin's Creed: il prossimo capitolo sarà ambientato in Egitto?
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  • Nelle ultime ore è (ri)apparso su Reddit uno screenshot che mostrerebbe uno scorcio del nuovo Assassin's Creed. L'istantanea tenderebbe a confermare che l'ambientazione del futuro capitolo della serie sia l'Egitto: un'ipotesi più volte emersa dai meandri del web. Vediamo quanto è fondata questa prospettiva. La fortunata saga di Ubisoft quest'anno raggiunge il suo decennale, un traguardo al quale sicuramente la software house si sta preparando con cura.Tra il 2014 e oggi, dopo il "passo falso" di Unity, Ubisoft ha infatti rivisto il suo modus operandi. Portare in prima linea lo studio di Ubisoft Quebec per la produzione di Syndicate (2016) ha rappresentato la possibilità per il team principale, quello di Montreal, di lavorare con calma ad un prodotto di virtualmente più grande e complesso.

    Aggiungiamoci la scelta di non produrre nel 2016 un nuovo capitolo, interrompendo la continuità annuale per la prima volta dal 2009. Si è venuto a creare così un inaspettato "silenzio radio", interrotto solo dall'uscita nelle sale della pellicola dedicata al brand con Fassbender nei panni di Aguilar/Callum Lynch. Ubisoft ha insomma deciso di mantenere un basso profilo e di concentrarsi sulla resa qualitativa del suo brand di punta, con il conseguente risultato di rendere i suoi fan più accaniti degli autentici segugi. Arriviamo così alle voci di questi giorni, quando torna in auge il rumor legato a una location egiziana. Niente di diverso dalle solite voci, se non fosse che a sostegno di queste indiscrezioni ci sono vari indizi, sparsi addirittura negli anni, che rendono tutto più plausibile. Vediamoli.

    Il progetto Osiris

    Qualche anno fa, nell'intervallo di tempo compreso tra l'annuncio di Assassin's Creed 3 e la sua uscita sugli scaffali, saltò fuori sul web uno screen di quella che era apparentemente una nuova IP in lavorazione tra le scrivanie di Ubisoft. Mostrava un uomo dalla pelle bronzea in abiti leggeri, in un contesto mediorientale, circondato da una folla di persone. Ai piedi dello screen una dicitura: POP_ZERO_2.

    Un nuovo Prince of Persia? O meglio, il rilancio del brand dopo il capitolo del 2008? Nessun dettaglio in merito, ma nel mentre tra i fan comincia a diffondersi il "Codename Osiris". Da Ubisoft silenzio stampa fino al 2013, quando Black Flag, l'apprezzatissima declinazione piratesca del brand, ritira in ballo il progetto, durante una sezione ambientata nell'epoca moderna. Tra le scrivanie della Abstergo verrà fuori infatti un dossier dove per altro apparirà un'immagine inedita.

    L'anno scorso un autentico caso di "trolling", con il dissacrante Watch Dogs 2. Una sidequest prevede di rubare dai server di Ubisoft San Francisco materiale inedito da rivendere ai media come leak, Osiris viene menzionato in un dialogo tra dipendenti Ubisoft che temono fuga di notizie.

    Qualche indizio dall'universo narrativo

    Al netto di questi sfiziosi "easter egg", ci sono altri riferimenti all'Egitto all'interno della saga? Lasciamo da parte la collana di fumetti Aquilus-Accipiter per non impantanarci negli elementi non canonici. I rimandi all'Egitto arrivano dai tempi del secondo Assassin's Creed, con l'assassina leggendaria Amunet, esecutrice materiale dell'uccisione di Cleopatra, ma anche con l'arte "rupestre" che avvolge Minerva nella Cripta sotto il Vaticano, che richiama uno stile tutto egiziano.


    Si passa poi alle missioni di Difesa del Mediterraneo nella componente gestionale di Assassin's Creed Revelations, in cui apprendiamo che la progenie di Altair nei secoli successivi si è trasferita e insediata in Egitto con Iskender, diretto discendente dell'aquila araba. Si arriva infine a Unity che, oltre a mostrare un criptico screen dove si intravede un esercito della Prima Civilizzazione, sorprendente simile a una milizia egiziana, con il DLC Dead Kings sgancia sul finale una bomba non da poco.

    Ottenuto un nuovo frutto dell'Eden, Arno lo nasconderà in uno scrigno e incaricherà l'adepto di turno di portarlo ad Al Mualim, al Cairo. Al Mualim è la carica di Gran Maestro in Medio Oriente e pare mantenga salda la sua posizione nella capitale egiziana.

    Uno sguardo al mondo dello sviluppo

    Mentre stiamo qui a inanellare indizi sparsi il thread di Reddit è misteriosamente imploso, sebbene la notizia fosse venuta fuori da circa un mese. Forse i rumor stanno centrando il segno? A questo si aggiungono altri leak che fanno riferimento a un annuncio vicinissimo.

    Come se non bastasse a far ulteriormente drizzare le antenne ci pensa un retweet di Anouk Bachman, Assistant Brand Manager di Ubisoft Montreal, che qualche giorno fa ha riproposto sul suo profilo il criptico tweet di un'utente assai presente sui forum Ubisoft, Sorrosyss, che già dall'anno scorso è alla ricerca sul tema.

    Seguono a cascata indiscrezioni varie passando al setaccio profili linkedin di produttori e scrittori, che vedrebbero Ashraf Ismail e Darby McDevitt al lavoro su un titolo tripla A non ancora annunciato ma perfettamente allineato ai tempi di produzione di un possibile AC.
    Se il rumor dunque si rivelasse fondato ci ritroveremmo per la prima volta da Assassin's Creed IV a compiere un gran bel salto a ritroso nella consecutio delle epoche, che ci ha visti proseguire sempre più verso i tempi moderni: uno slancio di cui potrebbe beneficiare sia la struttura di gioco (dove il parkour ha iniziato a perdere smalto, complici le città sempre più ampie) che la narrazione (più torniamo indietro nel tempo e più ci avviciniamo alla Prima Civilizzazione, vera chiave di volta delle ultime evoluzioni). Alle redini un team già rodato e con ottimi risultati alle spalle (Ismail e McDevitt, rispettivamente Game Director e Scriptwriter, che hanno fatto un ottimo lavoro con Black Flag) con un progetto già in essere da più di 3 anni. Ma insomma, al di là di questi elementi più che rassicuranti, basterebbe già basta il mood orientale a richiamare alla mente il buon Altair, e far salire l'hype agli irriducibili fan in attesa.

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