E3 2019

Il futuro di Destiny 2: free to play, cross save e nuova espansione

Bungie si prepara a dare nuova linfa a Destiny 2 con tante novità tra cui l'espansione Ombre dal Profondo e l'arrivo di una versione free to play.

Destiny 2 Shadowkeep
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  • Pc
  • PS4
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A pochi giorni dall'apertura dell'E3 e dopo aver conquistato un posto importantissimo all'interno del primo Stadia Connect, Bungie svela ufficialmente i piani per il futuro di Destiny, in una diretta-fiume che riversa sui giocatori un numero impressionante di informazioni. Le nozioni da digerire sono tante, e c'è bisogno di fare un po' di chiarezza. In questo articolo parleremo di tutti gli elementi che comporranno le nuove fondamenta dello sparatutto a mondo condiviso (o sarebbe meglio chiamarlo MMO?), a partire dal cross save per arrivare a New Light, la versione Free-to-Play che sarà disponibile da settembre. Con tutta probabilità quest'ultima anticiperà di qualche settimana l'arrivo di Shadowkeep, espansione autunnale con cui sarà inaugurato l'anno 3 della produzione.

    Una dichiarazione di indipendenza

    Quasi ossessivamente, e per tutta la durata della diretta, Bungie ha fatto in modo di ribadire quanto sia importante l'indipendenza creativa conquistata grazie alla separazione da Activision.

    Evidentemente le interferenze del publisher erano più di quelle che venivano percepite dal pubblico. Chi pensava che le imposizioni riguardassero soltanto una smodata attenzione per l'Everversum deve oggi ricredersi, di fronte alle esplicite dichiarazioni del team di Seattle. Le decisioni di Activision interessavano con tutta probabilità la comunicazione (con la volontà di negare qualsiasi legame, anche strutturale, con gli MMO), il frazionamento dell'esperienza (realizzare un sequel che tagliasse i legami con il passato non era forse la strategia voluta da Bungie), e persino il modello economico per il supporto post-lancio (il fatto che Shadowkeep sia stand-alone esplicita quali fossero i desideri del team).

    Da oggi in poi Bungie lavorerà per creare un'esperienza di gioco meno frammentata e più accessibile. L'idea sarà quella di avere un singolo mondo in continua evoluzione, e non più una serie di capitoli pronti di volta in volta a "resettare" l'inverso di gioco e i progressi dei Guardiani. Stando così le cose, è probabile che la necessità di un terzo episodio finisca per sfumare del tutto, e che Destiny 2 si trasformi in una piattaforma condivisa capace di durare anni, aggiornata periodicamente con iniezioni di contenuti.

    La stessa pubblicazione di New Light, una versione gratuita del gioco che rappresenterà la perfetta soglia d'ingresso nel mondo di Destiny, sembra andare nella stessa direzione, ovvero quella di un universo più coeso e unitario. In questo "frammento" free-2-play dell'esperienza di gioco ritroveremo la fase introduttiva del primo capitolo, che nel 2014 accolse i nuovi giocatori nelle piane del Cosmodromo. Una soluzione sicuramente più elegante che costringere gli utenti ad avviare la loro carriera di Guardiani "in medias res". Anche il fatto che la nuova espansione, Shadowkeep, riporti la Luna del primo capitolo fra le ambientazioni esplorabili, potrebbe essere indice della volontà di recuperare le destinazioni "storiche" e con loro l'identità originale del prodotto. Non ci sentiamo però di insistere troppo su quest'ultima interpretazione, perché di fatto il (poco virtuoso) riciclo di vecchi contenuti potrebbe anche rappresentare l'unica soluzione plausibile per lanciare un'espansione in breve tempo dopo aver perso il supporto di Vicarious Vision e High Moon Studios, i due team che Activision aveva concesso a Bungie.

    Play Anywhere

    Anche l'accessibilità sarà un elemento fondamentale nelle strategie del team di sviluppo, ora tornato fieramente indipendente. Destiny 2 sarà giocabile ovunque, anche grazie all'accordo con Google ed all'approdo su Stadia. Che sia lo schermo di una TV o quello di un Tablet, che sia il browser di un laptop o un PC di ultima generazione (importante, a tal proposito, anche la migrazione da Battle.net a Steam), lo shooter di Bungie vuole colonizzare ogni angolo del mondo videoludico.

    Per facilitare inoltre il passaggio da una piattaforma all'altra, e di conseguenza la possibilità di creare una singola community unificata, da settembre arriverà anche il Cross-Save: potremo scegliere uno dei nostri salvataggi, identificarlo come quello principale, ed esportarlo su tutte le altre piattaforme. Una prospettiva interessante, anche se fortemente limitata dal fatto che non sarà possibile trasferire gli acquisti da una piattaforma all'altra, e quindi le future espansioni andrebbero comprate più volte.

    Se non altro il Cross Save sarà utile per quell'insieme di contenuti che finiranno in New Light, il già citato "nucleo gratuito" di Destiny 2: qui troveremo la storia principale del secondo capitolo, i suoi due DLC (La Mente Bellica e La Maledizione di Osiride), tutte le modalità del Crogiolo e quelle di Azzardo, e persino gli Strike Cooperativi. Un pacchetto comunque consistente, che probabilmente verrà arricchito gradualmente quando, con le nuove espansioni, Bungie pubblicherà mappe e modalità inedite per Gambit e per il PVP.

    Magnetismo lunare

    A proposito di espansioni, da settembre sarà possibile acquistare indipendentemente Forsaken e il suo season pass a 40 euro, mentre Shadowkeep (e relativa season) costerà 35 euro. Anche sui contenuti di quest'ultima Bungie ci ha dato qualche informazione.
    Ombre dal Profondo (questo il nome italiano dell'espansione) ci riporterà sulla Luna, e tuttavia Bungie promette che pure chi ha frequentato i freddi panorami del nostro satellite al tempo del primo capitolo troverà interessanti novità. L'area di gioco sarà grande il doppio rispetto a quella che conoscevamo, a testimonianza di un impegno produttivo tutt'altro che trattenuto. Assieme ad Eris Morn torneranno anche i signori dell'Alveare, come Crota e Omnigul, e sembra che in qualche modo troveranno spazio anche altre vecchie conoscenze come Vosik e Atheon. La speranza ovviamente è che il riciclo di asset, nemici e situazioni non sia eccessivo, ma il trailer non lascia del tutto sereni da questo punto di vista.

    Assieme a Shadowkeep arriveranno anche importanti modifiche strutturali, che il team di sviluppo voleva probabilmente apportare da tempo. Un aspetto fondamentale riguarda ad esempio il sistema di armature: i perk dell'equipaggiamento saranno ottenuti grazie al completamento di varie attività, e non più legati al drop.

    Al pari delle vecchie mod finiranno in un menù apposito, e potranno poi essere installati su qualsiasi pezzo posseduto dal giocatore. In questa maniera aumenteranno le possibilità di personalizzazione, egli utenti potranno continuare a migliorare le armature che più gradiscono dal punto di vista estetico, senza doverle abbandonare. Il ritorno dei valori di Disciplina, Intelletto e Forza assieme a quelli di Mobilità, Resistenza e Recupero rende più stratificata la componente ruolistica, dando maggior peso alla pianificazione delle build. Importante anche il ritorno degli artefatti, che porteranno con sé un maggior numero di perk e abilità attive e passive.

    Bunge introduce anche la meccanica della "mosse finali", animazioni decisamente spettacolari che si attiveranno quando un Guardiano ucciderà un nemico con un attacco corpo a corpo. Un'aggiunta nient'affatto essenziale, che tuttavia potrebbe rendere un po' più varie le operazioni di personalizzazione del proprio personaggio e più vivaci le situazioni di gioco.

    Destiny 2 Ombre dal Profondo Non è facile, al termine della diretta in cui Bungie ha presentato il futuro di Destiny, trarre conclusioni definitive sul nuovo approccio del team e sulle prospettive della produzione. Da una parte, però, siamo ben contenti di registrare la determinazione dei ragazzi di Seattle, che sembrano aver ritrovato un bello slancio dopo essersi separati da Activision. Da ora in poi una comunicazione più schietta e meno fumosa farà il paio con una distribuzione dei contenuti virtuosa e accessibile. L'idea di avere un nucleo gratuito di contenuti e delle espansioni completamente indipendenti sembra una strada vincente, soprattutto se i prezzi degli add-on resteranno così contenuti e se l'ossessione per le microtransazioni sparirà del tutto. D'altro canto bisogna registrare nuovamente la tendenza a riciclare ambienti, nemici e contenuti: un problema che ha già creato diversi grattacapi a Bungie, e che potrebbe pesare moltissimo sull'accoglienza riservata a Shadowkeep. Dietro a questa scelta potrebbe tuttavia esserci la volontà di riappropriarsi della propria identità storica, oppure la necessità di assemblare rapidamente un pacchetto senza poter contare sul supporto dei due team di Activision; in entrambi i casi sarà tuttavia difficile giustificare l'eventuale assenza di novità sostanziali, in un'espansione che non prevede nuove ambientazioni neppure per il Raid (ambientato con tutta probabilità nel Giardino Nero). Da valutare anche il peso dei cambiamenti all'impianto ludico: sulla carta la riscrittura del sistema delle armature potrebbe funzionare, ma non è detto che non necessiti di un periodo di rodaggio. Per il momento i pochi accenni all'endgame e al restauro del PvP restano fumosi ed evanescenti, ed anche in questo caso non è possibile dare incondizionata fiducia a Bungie soltanto sulla base della ritrovata indipendenza. Sarà quindi importante testare con mano tutte le novità di Shadowkeep, prima di dare per assodato un rilancio in grande stile. Per quanto possa sembrare paradossale, insomma, siamo ancora una volta nella stessa situazione di sempre: di fronte ad un team che ci chiede "un'altra occasione", così come ha fatto praticamente dopo la maggior parte delle release principali di Destiny. Nonostante avessimo detto "adesso basta" almeno una volta di troppo, dobbiamo riconoscere che il cambio di assetto produttivo e la sparizione del publisher potrebbero essere sufficienti per garantire a Bungie un'altra chance. Speriamo che stavolta le cose vadano per il verso giusto.

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