Il futuro di PlayStation Studios: PS5, PC e nuovi giochi

Il responsabile dei team interni Sony vuota il sacco, con un'intervista a ruota libera che spazia dalle esclusive PS5 alla pubblicazione dei giochi su PC:

Il futuro di PlayStation Studios
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Hermen Hulst, co-fondatore di Guerrilla Games e da diciassette mesi responsabile dei PlayStation Studios, si è confessato ai microfoni del PlayStation Podcast ufficiale, svelando tanti aspetti del suo modo di intendere la visione di Sony per il futuro. Una chiacchierata decisamente interessante e ricca di spunti, che suggerisce molto sulle strategie messe in atto oggi e domani dalla multinazionale nipponica (a cominciare dal controverso annuncio di God of War e Gran Turismo 7 come titoli cross-gen).

L'essenza del brand PlayStation

Per Hulst, i titoli con una tradizionale campagna single player rappresentano il DNA di PlayStation. "Abbiamo creato alcune delle più memorabili esperienze narrative: ci piace realizzarle, e continueremo a farlo fintanto che i giocatori le apprezzeranno", ha spiegato l'ex Guerrilla. L'impegno resta comunque quello di delineare una certa varietà di esperienze per tutti i tipi di pubblico. Aspettiamoci per gli anni a venire franchise storici, nuove IP, blockbuster AAA, titoli più piccoli e sperimentali, avventure da vivere in solitaria ma anche giochi multiplayer. Insomma, un approccio all'insegna della massima eterogeneità possibile.

Hulst si è soffermato anche sulle partnership con nuovi studi creati da veterani, tipo Haven Studios di Jade Raymond, che sono state definite "emozionanti". Secondo il responsabile dei PlayStation Studios si potrebbe fare una distinzione fra team interni ed esterni, ma a suo modo di vedere la faccenda è diversa. Per lui è questione di trovare i migliori studi del mondo, per poi aiutarli a concretizzare con passione le loro visioni creative come se fossero un'unica grande famiglia. Ecco perché i partner di PlayStation hanno accesso allo stesso bagaglio di strumenti a disposizione dei team interni: dalle conoscenze tecnologiche alle strutture dedicate all'audio e al sound design, passando per il supporto marketing. Un approccio che li porta a cooperare con altri studi, dando il via a un circolo virtuoso.

Per il responsabile PlayStation Studios deve diventare idealmente "un luogo in cui dei grandi creativi possano sbizzarrirsi, dando vita ai migliori risultati delle loro carriere". Sony è incredibilmente fortunata nell'avere l'opportunità di lavorare con studi dal talento

smisurato, eppure si è detta sempre disposta ad accogliere sotto la sua ala nuove opportunità. "Esploriamo costantemente nuove opzioni, parliamo di continuo con diverse realtà, non importa che siano team affermati o studi creati da zero", ha sostenuto Hulst. A volte quei discorsi rimangono di concetto, altre volte si concretizzano invece in partnership vere e proprie, con acquisizioni come quella di Insomniac Games avvenuta nel 2019. L'ecosistema PlayStation Studios deve essere, secondo la sua visione, un ambiente aperto al dialogo e al confronto: è infatti proprio sulla base dei feedback degli sviluppatori che l'hardware di PlayStation 5 è diventato quello che vediamo oggi.

L'importanza di rischiare

Nel corso dell'intervista Hulst ha riconfermato i più di 25 titoli in sviluppo: quasi la metà sono nuove IP, mentre gli altri franchise già noti che la community ha dimostrato di apprezzare negli anni. Le nuove IP sono state definite come "incredibilmente importanti", letteralmente "la linfa vitale del gaming". Secondo l'ex Presidente di Guerrilla Games sono da intendersi come parte di una strategia "ferocemente audace" fatta di rischi e titoli che hanno il coraggio di andare oltre i limiti: produzioni che probabilmente non sarebbero state realizzate da nessun'altra parte. Un atteggiamento che coinvolge non solo giochi nuovi di zecca come Concrete Genie, Dreams o Death Stranding, ma anche icone già affermate come God of War, che è cambiato nel suo DNA proprio grazie a questo tipo di approccio.

Forse anche per smentire le notizie non certo incoraggianti fatte emergere nelle scorse settimane da un report di Jason Schreirer, Hulst ha spiegato che Sony Bend è al lavoro su qualcosa di davvero entusiasmante e particolare. Un gioco che parte da quanto appreso con il sistema open world di Days Gone per proporre un risultato che sta appassionando tantissimo il team americano. Rassicurazioni anche in merito ai titoli giapponesi e in generale asiatici, che rimarranno un obiettivo concreto per PlayStation in quanto profondamente legati alla storia del brand stesso. Una tradizione che verrà rispettata anche in futuro, sia attraverso studi come Polyphony o Team Asobi - di cui è stata di fatto confermata una nuova avventura di Astro - sia tramite partnership in stile Bloodborne.

Per quanto riguarda il COVID: il virus ha avuto impatti assai diversi a seconda dei team e dei progetti, ma per Hulst la qualità non deve essere mai messa in discussione. Il fine ultimo è quello di offrire esperienze memorabili, ed ecco perché Sony non è scesa a compromessi: meglio prendersi qualche mese extra per poi arrivare a un risultato impeccabile, che mantenere a tutti i costi una data di uscita salvo però presentarsi con un prodotto non del tutto all'altezza. In particolare le sessioni di performance capture hanno incontrato difficoltà logistiche dovute alla pandemia, perché non è semplice organizzare riprese con un cast di attori in teatri di posa allestiti per l'occasione.

Due grandi produzioni narrative come Horizon Forbidden West e il prossimo God of War sono state toccate più di altre da questo problema: lo sviluppo dell'avventura di Aloy secondo Hulst sta comunque procedendo secondo i piani, e la pubblicazione entro la fine dell'anno dovrebbe essere comunque garantita. Non si può ad ogni modo scongiurare al 100% un posticipo al 2022, anche se Sony sta lavorando "il più duramente possibile per confermare quella data quanto prima".

Sony Santa Monica ha invece iniziato i lavori sul prossimo God of War, che secondo Hulst avrà una profondità e una scala paragonabili a quelle di Horizon, con qualche mese di ritardo rispetto a Guerrilla, e dunque la pubblicazione per l'anno prossimo è stata un passaggio più naturale. Questo perché, per il responsabile dei PlayStation Studios, sono due i pilastri incrollabili: la qualità del prodotto finale e la salute degli sviluppatori, che devono sempre essere messi nelle condizioni migliori possibili.

Non solo PlayStation 5: da PS4 al PC

Hulst è intervenuto anche a proposito della centralità di PS4 nel futuro di Sony, a dispetto del grande riscontro ottenuto da PS5. "Non puoi costruire una community di oltre 110 milioni di utenti e poi improvvisamente abbandonarla", ha spiegato il dirigente. Aggiungendo che "quella sarebbe una cattiva notizia per i fan, e francamente anche una pessima mossa a livello di business". Ecco perché Horizon Forbidden West, God of War e GT7 saranno esperienze cross-generazionali, per non tagliare fuori nessuno dando comunque modo a un certo tipo di utenza di godersi il meglio di quei giochi in versione PS5. Senza contare ovviamente le esclusive rivolte solo e soltanto alla next-gen, che continueranno a esistere sulla strada di Returnal o Rift Apart, definiti "un assaggio di quello che PS5 può fare".

Spazio anche a qualche approfondimento sulla questione PC, un territorio che Sony ha deciso di esplorare da qualche tempo. "Siamo ancora agli inizi su PC, e il grande successo di Horizon Zero Dawn ha dimostrato che esiste una fame di quei giochi anche al di là degli ecosistemi PlayStation. Voglio però enfatizzare che le console PlayStation rimarranno il posto migliore per godersi quei titoli al lancio: diamo comunque importanza ai giocatori PC, e continueremo a cercare il momento giusto per proporre i nostri contenuti su personal computer".

A tal proposito, sono stati citati i due anni trascorsi dalla pubblicazione originale di Days Gone su console (a proposito, eccovi uno speciale su Days Gone in formato PC), facendo capire che per il colosso giapponese il PC rappresenta un'opportunità, ma non qualcosa che deve creare una concorrenza o peggio ancora un danno all'universo console. La visione di Hermen Hulst sembrerebbe dunque chiara e ben definita: scopriremo nei mesi e negli anni a venire se l'impostazione data dal creativo olandese porterà i frutti sperati, a vantaggio degli appassionati PlayStation e di tutta l'industria del videogioco in generale.