Immortals Fenyx Rising: un Open World bello da giocare anche su Switch

Immortals Fenyx Rising è disponibile anche su Switch, ma come se la cava il nuovo Open World di Ubisoft sulla console ibrida di Nintendo?

Immortals Fenyx Rising per Nintendo Switch
Speciale: Nintendo Switch
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Il debito di Immortals nei confronti di Breath of the Wild è innegabile. Come già raccontato nei nostri precedenti speciali e nella nostra recensione di Immortals Fenyx Rising, tuttavia, l'ultima fatica targata Ubisoft è molto più di un semplice clone: si tratta infatti di una vera e propria rivisitazione in chiave occidentale del capolavoro firmato da Nintendo, che sotto certi aspetti riesce persino a perfezionare la formula vincente dell'ultimo capitolo di The Legend of Zelda. Proprio per questo la versione di Immortals Fenyx Rising su Switch riveste un'importanza particolare nell'economia del gioco, e rappresenta quasi una tappa obbligatoria per tutti gli utenti della console ibrida che aspettano con trepidante attesa l'arrivo di Breath of the Wild 2 (vi suggeriamo, a tal proposito, di leggere la nostra anteprima di The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2). In questo approfondimento cercheremo di capire perché, nonostante gli evidenti compromessi dettati dall'hardware di Switch, la conversione per la console Nintendo sia una valida alternativa alle altre versioni presenti sul mercato.

    Un arrivo inaspettato

    La carta vincente di Nintendo Switch, ovvero la sua natura ibrida, è un'arma a doppio taglio: la console è l'unica piattaforma che permette una transizione fluida tra gioco portatile e l'esperienza delle home console, ma allo stesso tempo questa sua peculiarità impone delle caratteristiche hardware meno performanti rispetto alla concorrenza.

    Se il divario prestazionale con le altre console era già palese nel 2017, anno della sua uscita, oggi con l'avanzamento tecnologico e l'arrivo della next-gen la distanza è diventata pressoché insormontabile. Sebbene si inizi a pensare a soluzioni alternative come quelle del cloud gaming (qui il nostro speciale su Giochi Cloud su Nintendo Switch) o a revisioni hardware in grado di migliorare le performance, sempre più spesso il supporto dalle terze parti viene a mancare e la piattaforma Nintendo non ospita titoli diffusi su console e PC. È chiaro quindi quanto il caso di Immortals sia una vera e propria anomalia nel panorama odierno, tanto del mercato in generale quanto all'interno delle stesse politiche di Ubisoft, che del suo recente trittico di Open World, composto da Assassin's Creed Valhalla, Watch Dogs Legion e Immortals Fenyx Rising ha contemplato solo quest'ultimo per una pubblicazione su Switch.

    La decisione del publisher francese dovrebbe far riflettere allora sull'importanza di una conversione del genere, una scelta coraggiosa che rivendica la sua legittimità proprio nell'ottica della vicinanza tra Immortals e Breath of the Wild. Un confronto diretto molto rischioso che mette in luce però la predisposizione di un hardware così particolare a una tipologia di gioco che richiede l'immersione totale del giocatore nei suoi spazi e che giova incredibilmente della possibilità di giocare in portabilità. Un fattore che ricontestualizza tutti gli evidenti compromessi grafici di questa versione.

    Comparazioni e limiti

    Da un punto di vista grafico, i limiti di Immortals Fenyx Rising su Switch sono palesi. Il confronto diretto con le altre versioni evidenzia i sacrifici apportati al motore di gioco per girare su Nintendo Switch. Sulle altre piattaforme la direzione artistica di Immortals punta tutto sul colpo d'occhio d'insieme ed è in grado di regalare delle viste panoramiche piuttosto ispirate, anche se le inquadrature più ravvicinate tradiscono un livello di dettaglio non sempre eccelso. Purtroppo sulla console Nintendo la resa grafica subisce un downgrade sotto ogni aspetto, ma non per questo risulta spiacevole o invalidante.

    Tra i più colpiti c'è la distanza di visuale, molto ravvicinata e ora accompagnata da un uso intensivo di nebbia per ridurne l'estensione e mascherare l'effetto pop-up. Anche l'illuminazione perde in dinamicità, restituendo paesaggi molto più piatti. Infine ad un abbassamento della risoluzione dell'immagine (impostata sui 720p) e della definizione delle texture, corrisponde anche una riduzione del frame rate che punta ai 30 fps, con qualche qualche calo nelle situazioni più concitate. Come accaduto per The Witcher 3 (qui trovate la recensione di The Witcher 3 per Nintendo Switch), la comparazione fianco a fianco con le altre versioni è da un lato giusta ma allo stesso tempo anche fuorviante.

    È ovvio che se si cerca una fedeltà grafica in grado di restituire un impatto visivo di tutto rispetto non si può pretenderla da una piattaforma con delle componentistiche così datate. Anzi l'essere riusciti a scalare un open world del genere, in una versione stabile e perfettamente giocabile, denota una certa cura nell'operazione di porting. Non va dimenticato ad esempio, che mentre Breath of the Wild nasceva come titolo pensato appositamente per gli hardware di Wii U e Switch, quello di Immortals è un motore grafico ideato per rendere al meglio su piattaforme come PS4 e Xbox One.

    Esplorazione e libertà

    Accettati i compromessi tecnici, gli utenti Nintendo possono vivere l'avventura di Fenyx sotto una nuova luce. La portabilità è infatti un vantaggio che tutti i possessori di Switch avranno ormai imparato ad apprezzare e non solo perché le dimensioni ridotte dello schermo mitigano l'entità del downgrade grafico.

    In modalità handheld le riuscitissime fasi esplorative di Immortals acquisiscono una nuova profondità. La densa mappa di gioco, disseminata di segreti da scoprire e sfide da affrontare, invoglia continuamente il giocatore ad un'esplorazione libera guidata esclusivamente dalla curiosità, un free roaming che ben si presta alla possibilità di sessioni mordi e fuggi dettata dal gioco portatile.

    Il privilegio di poter interrompere e riprendere in qualsiasi momento un girovagare così ispirato è una possibilità che potrebbe rappresentare, per un gran numero di giocatori, una caratteristica ben più determinante della resa grafica complessiva. Ubisoft sembra essere consapevole di questa natura di Immortals, tanto che una delle feature più interessanti è la presenza del "cross-save".

    Infatti, se si dispone di più versioni del gioco, è possibile caricare i salvataggi online associandoli al proprio account, permettendo così di continuare una stessa partita su hardware diversi. Un'opzione che non sarà alla portata di tutti i giocatori, ma che speriamo venga sempre più implementata all'interno dei titoli multipiattaforma, proprio per garantire una sensazione di assoluta libertà agli utenti.

    Immortals Fenyx Rising In definitiva quella di Immortals Fenyx Rising su Switch è una conversione che non va presa assolutamente sottogamba. Da un lato dimostra che con il dovuto impegno il supporto all'ibrida Nintendo può essere garantito anche per produzioni che sulla carta sarebbe difficile immaginare su una console portatile. Dall'altra è un'occasione unica per avvicinare una grande fetta di pubblico alla vera sorpresa di questo fine 2020. Con Immortals Fenyx Rising abbiamo un'ottima declinazione di quell'incredibile rivisitazione del concetto di Open World attuato da Breath of the Wild, che ha saputo stregare milioni di giocatori. Chi ha amato l'ultimo capitolo di The Legend of Zelda non può lasciarsi sfuggire Immortals, un titolo che nonostante qualche difetto e gli evidenti limiti della conversione, aspira a un posto nell'Olimpo dei grandi su Nintendo Switch.

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