Indiana Jones: cosa ci aspettiamo dal gioco next-gen di Bethesda

Analizziamo potenzialità e prospettive del videogioco di indiana Jones targato Bethesda e sviluppato da MachineGames.

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  • Un poderoso schiocco di frusta è pronto ad abbattersi sul mercato videoludico. È accompagnato da un cappello e da un sorriso beffardo, ammaliatore, furfante, quello di un vecchio amico che non vedevi da tempo, ma con cui è sufficiente un cenno di capo perché la nostalgia e l'affetto rifioriscano come fosse il primo giorno. È Indiana Jones, l'archeologo avventuriero più famoso nella storia del cinema, ed è pronto a cavalcare nuovamente l'Olimpo dell'intrattenimento in una veste sorprendentemente multimediale.

    Indiana Jones 5 è ormai nei piani di Disney, e arriverà sul grande schermo nell'immediato futuro; tuttavia, il buon vecchio professore tornerà a far danni e profanare tesori in un videogioco che ha tutta l'aria di voler respirare aria da next gen e di volerlo fare in grande stile, sotto l'egida di Bethesda e plasmato dalle intuizioni di Todd Howard nella fucina creativa di Machine Games, gli autori di Wolfenstein. Il tutto affiancato dal supporto produttivo della neonata Lucasfilm Games, che neanche il tempo di rivelarsi al mondo e già sembra pronta ad incidere il proprio nome sul mercato videoludico.

    Oltre al progetto su Indy, infatti, è in arrivo un open world di Star Wars targato Ubisoft: due titoli che, stando alle premesse della vigilia, non possono che rappresentare un biglietto da visita davvero stuzzicante per la freschissima divisione games della compagnia. In questo speciale, dunque, vogliamo analizzare le prospettive e il potenziale di questo Indiana Jones, immaginando l'eventuale formula ludica e il piano di distribuzione di un progetto che - se proposto in esclusiva Microsoft, vista la recente acquisizione di Bethesda - potrebbe presentarsi al pubblico come "l'anti-Uncharted" di Sony.

    Vecchi o nuovi eroi?

    Eccezion fatta per le premesse produttive già sviscerate in apertura, del videogioco di Indiana Jones sappiamo davvero poco. Bethesda e Lucasfilm, nel presentare il progetto, hanno chiarito sin da subito che si tratterà di una storia completamente inedita rispetto alla filmografia che tutti conosciamo. Non sarà dunque un adattamento di una delle quattro (tra poco cinque) avventure cinematografiche del celebre avventuriero, ma un racconto del tutto originale in cui vedremo Indy all'apice della sua carriera da archeologo.

    La presenza di Lucasfilm Games, peraltro, fornisce qualche garanzia a tutti i fan storici della saga classica, perché lascia intendere che la trama del gioco dovrebbe essere del tutto "canonica" ed in linea con le pellicole. Anzi, volendo presagire qualcosa in più, è lecito pensare che il titolo potrebbe collocarsi cronologicamente a cavallo tra un film e l'altro, magari dopo Indiana Jones e l'Ultima Crociata. A tal proposito sarà interessante capire se nel progetto verrà coinvolto lo stesso Harrison Ford, magari ringiovanito digitalmente per vestire i panni di una versione più aitante ed atletica di se stesso. D'altro canto, Bethesda ci ha tenuto a ribadire che ci vorrà un po' di tempo prima di conoscere ulteriori dettagli sul progetto, e la sensazione è che per sapere qualcosa in più sull'Indiana Jones di Machine Games sarà necessario aspettare l'uscita del quinto film della saga. Immaginando che Disney, tra videogioco e franchise cinematografico, voglia rilanciare il brand per le nuove generazioni, bisogna ammettere che difficilmente l'interprete di Henry Jones e Han Solo riuscirebbe a reggere fisicamente il peso di un tale ruolo. Se dunque, com'è lecito sospettare, Indiana Jones 5 segnerà un passaggio di testimone dal vecchio indy ad un nuovo eroe, non è del tutto sbagliato ipotizzare che il videogioco Bethesda possa dunque narrarci le gesta del prossimo protagonista della saga. Ipotesi del tutto speculative, è necessario ribadirlo, ma che ci sembrano doverose in vista di possibili scenari futuri.

    Un'avventura in giro per il mondo? Cosa ci dice il teaser

    Il primo (e finora unico) teaser trailer di Indiana Jones, come detto, non dice quasi nulla sulla formula e sulla natura del progetto. Tuttavia, qualche minuscola briciola di indizio emerge proprio analizzando a fonto i brevissimi fotogrammi di un filmato che mostra una panoramica su alcuni oggetti tipici dell'universo di Indy. Il video, ad esempio, ci fornisce alcuni dettagli che rinviano ad alcuni specifici scenari: vediamo un biglietto aereo per Roma, indizio di un possibile viaggio di Henry verso la capitale; non mancano anche alcuni testi riferiti a pietre antiche e culti mistici, che lascerebbero presagire un mistero legato ad ambientazioni nordiche.

    A tal proposito non è da escludere una pluralità di ambientazioni diverse legate allo stesso mistero da risolvere, in modo simile a quanto fatto in Uncharted 4 (che ha spaziato dalle gelide lande scozzesi ai paesaggi tropicali del Madagascar) o in alcuni spezzoni della saga di Tomb Raider. ll trailer di annuncio, il cui intento rimane comunque quello di stuzzicare la curiosità dei fan e fornire una panoramica generale delle aziende coinvolte nei lavori, non ci svela nessun dettaglio in merito al gameplay della produzione. A fornirci qualche spunto per teorizare la natura prettamente ludica del progetto, però, interviene il prestigioso palmares degli sviluppatori chiamati a lavorare sulla licenza di Indiana Jones.

    Le incognite di Machine Games

    Quello di Machine Games è un biglietto da visita non particolarmente ricco, ma imponente: il percorso produttivo che ha portato allo sviluppo della saga di Wolfenstein, d'altronde, parla da solo, ma identifica anche qualche ragionevole dubbio sull'identità del progetto. Proprio il franchise di Wolfenstein ha evidenziato, nel corso dell'ultimo decennio, le peculiari idee di gaming di un team di sviluppo votato principalmente all'azione sfrenata, all'adrenalina e alle narrazioni sopra le righe. È quanto incarna l'avventura di B.J. Blazkowicz, che peraltro ha evidenziato quanto i ragazzi di Machine Games abbiano saputo modellare sapientemente gli archetipi dell'action con visuale in prima persona. Ingredienti di un impasto ludico che non si sposerebbe, almeno nella nostra mente, con la formula che ci aspettiamo dal videogame di Indiana Jones, che riteniamo debba percorrere il sentiero creativo tracciato dai vari Tomb Raider e Uncharted. Ci immaginiamo, in sostanza, un action adventure in terza persona, con scenari aperti esplorabili ed una certa dose di enigmi ambientali da risolvere per avanzare lungo la mappa, il tutto condito da un numero cospicuo di tesori da scoprire, collezionabili da raccogliere e tombe da saccheggiare.

    Un capovolgimento di fronte abbastanza ironico, peraltro, se pensiamo che gran parte delle conquiste dei due franchise sopracitati affondano le loro radici proprio nell'eredità artistica tramandata dalla creatura di Lucas. Per quanto concerne l'anima puramente platform che ci aspettiamo da alcune fasi del prodotto, inoltre, sospettiamo che la recente collaborazione di Machine Games con il team di Arkane per Wolfenstein: Youngblood abbia potuto giovare al bagaglio tecnico della compagnia. D'altronde, gli autori di Dishonored hanno dimostrato di saperci fare nell'ambito degli immersive sim, il cui approccio totalmente libero alle meccaniche di gioco potrebbe applicarsi alle avventure di Indy con risvolti interessanti.

    Insomma, se pensiamo che i creatori di Wolfenstein vogliano mantenersi vicini alla formula di gioco più consona alle potenzialità del progetto, allora è lecito pensare che Indiana Jones possa rappresentare per Machine Games una preziosa prova di maturità ed un interessante trampolino di lancio: dalle sapienti mani del team potrebbe quindi nascere il suo primo progetto realizzato interamente in terza persona, e farlo con una licenza così prestigiosa permetterebbe agli sviluppatori di poggiare su basi produttive più che solide e di sperimentare con più sicurezza, con la promessa di non deludere una platea tanto curiosa quanto esigente.

    Tra Xbox e PlayStation

    Infine, il nodo da sciogliere in chiusura della nostra analisi preliminare riguarda i piani e le modalità di distribuzione. Di primo acchito, le recenti notizie sull'acquisizione di Bethesda e Zenimax da parte di Microsoft lascerebbero pensare ad un'esclusiva Microsoft, in arrivo su Xbox Series X e PC. Si tratta, però, di uno scenario tutt'altro che scontato per svariati motivi, a cominciare dal prestigio del brand e dalle ambizioni commerciali di Lucasfilm.

    Possiamo supporre che la compagnia voglia distribuire quello che sarebbe il primo videogioco Tripla A su Indiana Jones sul maggior numero possibile di macchine da gioco, senza escludere insomma le ammiraglie Sony. In effetti è molto probabile che l'accordo tra Lucasfilm e Bethesda affondi le proprie radici in un momento antecedente all'ufficializzazione dell'acquisto di Microsoft, e che dunque il publisher di The Elder Scrolls e Fallout debba continuare a rispettare alcuni vincoli contrattuali anche con il colosso nipponico (come dimostra, d'altronde, lo sviluppo di Deathloop).

    Su questo fronte si dovranno anche decifrare alcune manovre comunicative dell'ultim'ora, come la condivisione delle informazioni su Indiana Jones da parte degli account promozionali di Xbox piuttosto che da quelli di Sony. Per quanto riguarda quest'ultima considerazione la risposta è semplice: a prescindere dall'eventualità di diventare esclusiva Microsoft, visti i legami tra Bethesda e la Casa di Redmond, pare abbastanza scontato immaginare che l'intero percorso comunicativo del prodotto avverrà sotto il marchio Xbox.

    Istanza, quest'ultima, puramente e squisitamente commerciale, che vedrà senza dubbio Indiana Jones protagonista assoluto dei palcoscenici, dei bundle console e dei banner pubblicitari di Microsoft. Senza escludere, in via definitiva, l'eventualità di un'esclusiva temporale e di un approdo soltanto successivo sulle macchine PlayStation: un percorso di pubblicazione già affrontato da altri grandi colossi dell'industria come Rise of the Tomb Raider. E d'altronde, si sa: tra archeologi e avventurieri ci si intende.

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