Speciale Intel Conroe X6800 Extreme Edition

Intel Core 2 Duo, questo sconosciuto

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Un Futuro roseo?

Per il segno zodiacale del "videogiocatore" il 2007 sarà un anno particolarmente controverso ed ambiguo per i seguenti motivi:
Con l'arrivo di Window Vista e le nuove fantomatiche librerie grafiche DirectX 10, appannaggio esclusivo del nuovo sistema Microsoft, assisteremo ad un piccola rivoluzione grafica tanto sospirata dai più con il nome di "nextgen"
Tutto questo ben di Dio, ha una contropartita piuttosto elevata in termini di hardware, che per molti si tradurrà in un corposo upgrade del proprio sistema.
Se quindi da un certo punto di vista il 2007 apporterà una grande gioia per i nostri occhi, non si può certo dire la solita per il portafoglio.
Infatti, come ben sappiamo, oltre che dover entrare nell'ottica di cambiare sistema operativo per poter godere delle nuove DirectX, occorrerà anche equipaggiarsi con schede grafiche di ultima generazione per dar sfogo a queste nuove librerie.
Il problema di fondo comunque è un altro: visti i requisiti minimi del nuovo sistema operativo della casa di Redmond e soprattutto le richieste hardware dei nuovi prodotti videoludici annunciati per quest'anno, dovremmo dare una mano di nuovo anche alle altre componenti del nostro caro Pc, visto che, ad esempio, sarebbe praticamente inutile usare una nuova Nvidia 8800 GTX con un "vecchio" Athlon 3000 a 64 bit.
Infatti il collo di bottiglia che si verrebbe a creare renderebbe quasi inutile l'acquisto del nuovo hardware video, e pertanto ci troveremo in men che non si dica catapultati nel caotico sistema a catena che si cela dietro il tanto sospirato upgrade di sistema, caratterizzato da un insieme di vincoli tecnici che ci obbliga, se vogliamo cambiare processore, a dover sostituire anche scheda madre, Ram, alimentatore e via dicendo.
In questo clima isterico e dispendioso cercheremo di fare un po' di luce, spiegando in particolare cosa si nasconde dietro la sigla "Intel Core 2 Duo", la nuova famiglia di processori del colosso di Santa Clara che sta riscuotendo un buon successo per le prestazioni che è in grado di sviluppare.
Per facilitare la compressione e non appesantire troppo la lettura da parte di qualsiasi utenza, non ci soffermeremo troppo su alcuni concetti tecnici di vitale importanza per cogliere le potenzialità del nuovo progetto Intel, ma proporremo piuttosto approfondimenti mirati grazie a wikipedia, la più grande enciclopedia libera del web.

L'annoso problema del risparmio energetico

Intel, al momento del lancio del Pentium 4 nel lontano 2000, aveva in mente un piano piuttosto ambizioso: portare il ciclo di clock dei propri processori alla ragguardevole soglia di 10 Ghz entro il 2010.
Per poter credere in questo grande aumento delle frequenze, Intel nutriva non poche speranze nell'allora nuova architettura su cui verteva la sua intera produzione: la tecnologia NETBURST.
I vantaggi/svantaggi legati a questo tipo di approccio erano piuttosto evidenti: utilizzando una PIPELINE ad un nutrito numero di stadi, minimizzandone i tempi di esecuzione di ogni step, la Cpu beneficiava di un elevato tasso di parallelismo operativo, ma una semplice interruzione Cache miss poteva comportare la ripetizione dell'intera catena pipe.
Tralasciando comunque questo tipo di problemi, l'aspetto più controverso di tutta la faccenda risiedeva nella naturale linea di sviluppo stessa di questa tecnologia, ovvero il costante aumento del ciclo di clock.
Come ben sappiamo, portare la Cpu a frequenze elevate comporta principalmente l'aumento esponenziale dei consumi energetici, per poter garantire un maggior voltaggio all'interno dei circuiti e quindi consentirne una più reattiva stabilizzazione.
Come se non bastasse il maggior voltaggio implica anche un'impennata dell'energia termica sviluppata dal processore, che di fatto, se non opportunamente dissipata, può andare a comprometter la stabilità stessa della cpu.
Senza ombra di dubbio sono problematiche tutt'altro che irrilevanti specialmente a livello aziendale: se da un lato possedere pc sempre più prossimi a piccole stufette può far risparmiare sulla bolletta del gas, non si può certamente dire la solita cosa per quella della corrente.
Intel riteneva che la riduzione dei processi produttivi della costruzione delle cpu potesse supplire alla crisi energetica che si era sviluppata intorno ai suoi processori, ma purtroppo i risultati ottenuti non riuscirono a risolvere la situazione.
Se aggiungiamo a tutto questo il fatto che intorno alla soglia dei 5 Ghz, alcuni prototipi di processore hanno manifestato fenomeni di forte instabilità, palesando quindi un limite produttivo, la questione era tutt'altro che rosea.
Come se tutto ciò non bastasse, una ditta chiamata AMD stava sempre più affermandosi sul mercato, forte di processori con frequenze di lavoro meno elevate, ma senza ombra di dubbio più affidabili e più performanti sotto certi punti di vista, in grado quindi di mettere in crisi il dominio commerciale Intel.
La casa americana ha pertanto preso una coraggiosa strada decidendo di rivedere totalmente l'architettura dei proprio processori, ovviamente non buttandosi alle spalle gli aspetti positivi legati a NetBurnst, ma puntando piuttosto al risparmio energetico e al potenziamento del calcolo parallelo, basandosi anche sulla preziosa esperienza guadagnata dalla serie processoriCentrino per pc portatili.

Intel Core 2 Duo, questo sconosciuto

La prima cosa da dire di questa nuova microarchitettura, il cui nome in codice è CORE, riguarda la costruzione fisica dei nuovi processori, basata sull'implementazione di due core a 64 bit, cioè due unità di calcolo indipendenti, sul solito die, ovvero sul solito corpo di silicio.
Tutto ciò è stato possibile grazie ad un processo produttivo di soli 65 nanometri che ha permesso di stivare in un singolo die i quasi 300 milioni di transistor che costituiscono le nuove Cpu CORE 2.
Entrambi i core godono di una cache privata di primo livello (cache L1) di ben 128 KB, di appannaggio esclusivo della unità di calcolo specifica, suddivisa rispettivamente in 2 blocchi da 64KB per le istruzioni e per i dati.
Non possiamo dire la solita cosa per la immensa cache di secondo livello (L2) di ben 4 MB, condivisa in modo dinamico fra i due core, che di fatto permette la cooperazione e lo scambio dati fra le due entità.
Per la prima volta in assoluto questo nuova microarchitettura si pone come base comune per lo sviluppo di processori per portatili (nome del progetto MEROM), per ambienti desktop (CONROE) e potenti ambienti server (WOODCREST).
Per tanto andiamo ad analizzare in dettaglio le cinque tecnologie che caratterizzano questa nuova famiglia di processori, sulla quale Intel ha dimostrato di credere profondamente.
I nomi sulle maglie di questa competitiva squadra di calcetto sono i seguenti: Wide Dynamic Execution, Advanced Smart Cache, Smart Memory Access, Advanced Digital Media Boost, ed infine Intelligent Power Capability.
Partendo con ordine, Wide Dynamic Execution è una tecnica che va ad ottimizzare in modo massiccio l'esecuzione dinamica delle microistruzioni da parte del processore.
Tramite affinate tecniche di fusione delle istruzioni, rese possibili dall'aumento in numero e da una più intelligente politica di gestione dei decodificatori e delle unità aritmetico logiche ( ALU), è stato possibile aumentare il numero di operazioni eseguibili in singolo ciclo di clock.
Per tanto pipeline di grandi dimensioni si sono rivelate inutili, in quanto l'incremento delle microistruzioni eseguibili parallelamente ha aumentato le potenzialità di calcolo di un singolo stadio: con solo 14 stati pipe, Core riesce a garantire un alto tasso di parallelismo, traducibile in termini pratici in una più facile gestione delle interruzioni, in un aumento di prestazioni rispetto al passato pur a cicli di clock più bassi, e quindi in un abbassamento radicale dei consumi energetici.
La tecnologia Advanced Smart Cache, come è facilmente intuibile, opera nel campo della gestione della memoria cache, in particolare la L2.
Oltre che a migliorare la latenza di entrambi i livelli e quindi le performance, tale tecnologia gestisce in modo assolutamente dinamico la cache L2 condivisa fra i due core, permettendo di riservare maggiore spazio in modo indistinto alla cpu che ne necessità maggiormente.
Una ulteriore novità risiede nella possibilità di accedere da parte di entrambe le unità di calcolo ad un medesimo blocco di dati presente in cache L2, ottimizzando quindi i tempi di caricamento che si vedrebbero raddoppiati nel caso la cache fosse separata, in quanto ogni core dovrebbe caricare nella propria memoria il solito dato richiesto da entrambi.
Questo aspetto richiede un aumento di complessità della parte di controllo della memoria cache, per evitare le spiacevole conseguente di accessi malcondizionati in grado di generare stati inconsistenza di memorizzazione, che però come contropartita propone un notevole incremento delle prestazioni e di efficienza del sistema.
Inoltre questa tecnologia permette di risparmiare anche in termini energetici, vista la riduzione dei caricamenti in cache di dati condivisi, il cui corposo traffico è assicurato da un bus di ben 216 bit.
Lo Smart Memory Access si fa carico invece di ottimizzare l'accesso ed il trasferimento dei dati dalla memoria principale di sistema (Ram: Random Access Memory) e la cache, proponendo una serie di algoritmi il cui fine è quello di precaricare le istruzioni che più probabilmente verranno chiamate dal processore, prima che quest'ultimo ne faccia una richiesta diretta, cercando inoltre di preservarle in cache per il minor tempo sufficiente.
Infatti, se un processore dovesse dichiarare ai gestori della memoria ogni volta l'istruzione o i dati necessari al compimento del processo che sta eseguendo, si troverebbe in uno stato di attesa pressoché perenne, visto che l'accesso alle memoria in genere costa svariati cicli di clock, che si trasformerebbero in una inutile perdita di tempo.
Affinando l'opera di Prefetching, ancora una volta assistiamo all'aumento congiunto di performance e risparmio energetico, in quanto l'attività del processore viene oltremodo ottimizzata.
La tecnologia Advanced Digital Media Boost va a migliorare in modo netto l'esecuzione delle istruzioni a 128 bit della famiglia SSE, formata da diverse generazioni identificate dalla siglia SSE, SSE2, SSE3, il cui ruolo principale è legato a processi multimediali e scientifici.
Come è facilmente intuibile, la maggior parte dei processori a 64 bit in commercio è in grado di decodificare un'istruzione di questo tipo in 2 cicli di clock ( 64 bit+ 64 bit), e per questo Intel ha ben pensato di ottimizzarne in Core il processo di lettura in un solo ciclo di clock, usando sofisticate tecniche di parallelismo.
I risultati sono dunque palesi: maggior performance e ancora una volta abbassamento dell'energia richiesta.
Infine per concludere il quadro non ci rimane che parlare della Intelligent Power Capability: traendo spunto dal progetto mobile Centrino, rivelatosi efficiente per prestazioni e consumo energetico, Intel ha deciso di applicare un ulteriore affinamento delle tecniche apprese anche nei suoi Core 2 Duo.
Essenzialmente questa tecnologia prevede lo spegnimento fisico di alcune parti logiche delle due Cpu operative, qualora il loro utilizzo risulti inutile ai fini dell'attività richiesta dal processo in esecuzione.
Lo spegnimento e la conseguente ripartenza in seguito alla necessità, sono state oltremodo affinate, permettendo tempi di manovra veramente contenuti.
Come è facilmente intuibile questa gestione dinamica di voltaggio e funzionamento stesso di alcuni settori logici, permette un abbassamento notevole delle richieste energetiche del processore, contribuendo in modo determinante ad un felice rapporto prestazioni-consumo.
Per tanto non possiamo che essere entusiasti di questa nuova microarchitettura, che sigla il ritorno in grande stile della casa di santa Clara nelle alte vette delle classifiche dei processori più efficienti sul mercato, costringendo AMD a rivedere progetti e listini.
Infatti al momento del lancio di questi nuovi processori, AMD ha dovuto correre ai ripari dimezzando il prezzo stesso dei propri processori, che si vedevano surclassati dalla nuova famiglia Intel, nell'attesa di una risposta a colpi di nuove tecnologie.
Un altro fattore veramente importante riguarda la compatibilità con i vari socket e chipset, che spesso vengono cambiati al lancio di una nuova generazioni di processori, costringendo l'utente a dover sostituire nel caso più roseo anche la scheda madre del proprio personal computer.
Prendendo ad esempio il Conroe (desktop), i nuovi Core 2 Duo, oltre che a poter essere montati sul ormai collaudato socket 775, saranno supportati dal nuovo chipset i965 ma saranno compatibili anche con i meno recenti i975x, garantendo quindi una retrocompabilità veramente interessante.
Prima di passare all'analisi dei BenchMark soffermiamoci un attimo ad elencare i modelli Core 2 Duo presenti sul mercato, al fine di chiarire bene le differenza fra i vari modelli.

I conigli nel cilindro di Intel

Come abbiamo detto più su, il progetto Core 2 ha interessato direttamente ogni settore del mercato elettronico, sia desktop che mobile o server.
Nel caso specifico del lato desktop (CONROE), notiamo che i Core 2 Duo sono divisi in due fasce: la serie Extreme e la più economica serie Core 2 Duo Exx00.
Come facilmente si evince dalla tabella presente in questa pagina, le principali differenza fra queste due sottofamiglie risiedono nelle performance: la serie Extreme rappresenta la punta di diamante dell'architettura CORE, in virtù di frequenze di Clock spinte e del moltiplicatore sbloccato (un fattore per il quale viene moltiplicato l'unità minima del Front Side Bus, nel nostro caso 266, e che determina la frequenza di clock del processore), per la gioia degli overclockers.



Il Core 2 Duo E6700 ed E6600 differiscono dall'X6800 principalmente per la frequenza di clock, più bassa, ed il moltiplicatore bloccato, ma presentano la solita dimensione di memoria cache L2, ovvero sempre 4mb.
Invece gli Intel Core 2 Duo E6400 e E6300, oltre ad un ulteriore riduzione delle frequenze di clock, differiscono dai modelli precedenti per una cache L2 di "solo" 2MB.
Per quello che riguarda invece il mercato mobile (MEROM), notiamo principalmente un riduzione della frequenza del Front Side Bus da 1066 dei cugini CONROE ad un più modesto 667 Mhz (pertanto un abbassamento dell'unità moltiplicativa del FSB e quindi un incremento del moltiplicatore), e più in generale del ciclo di clock stesso delle Cpu.
Queste diminuzioni sono facilmente spiegabili: avendo a che fare con piattaforme mobili, occorre tenere un occhio di maggior riguardo verso il consumo energetico, minimizzandolo più possibile, ed abbassare sia FSB che clock è un' ottima soluzione per supplire al problema.
Per quello che concerne le dimensioni della memoria cache L2, notiamo che i modelli T7600, T7400 e T7200 sono equipaggiati con 4MB, mentre i T5600 e T5400 ne montano 2Mb
Da questo piccolo commento alla tabella riassuntiva presente in questa pagina, emerge ancora una volta lo stretto contatto fra i CONROE e MEROM, legati dalla medesima archittettura CORE
Per quello che ci riguarda, Intel ci ha gentilmente fornito un poderoso X6800 per poter svolgere i nostri contorti esperimenti e saggiare finalmente con mano tutta la potenzialità dichiarate.

La macchina di prova e la spiritualità dei benchmark

Per l'occasione abbiamo deciso di assemblare appositamente un computer, che reputiamo essere un piccolo e sano esempio di potenza bruta.
Come scheda madre abbiamo scelto una ASUS STRIKER EXTREME, una motherboard con chipset Nvidia nForce 680i SLI ,espressamente concepita per il gaming, che strizza l'occhio a coloro che fanno dell'overclock una ragione di vita.
Per quello che concerne la memoria, abbiamo scelto come RAM due banchi da 1Gb OCZ Technology DDR-II Platinum (4-4-4-15) e come hard disk un veloce SATA Western Digital WD740 10000 rpm, noto ai più con il nome "RAPTOR".
Il comparto video ha ricevuto un trattamento di riguardo: abbiamo montato una nuovissima ASUS EN8800GTS , una delle nuove schede Nvidia di ultimissima generazione DirectX 10 e Shader Model 4.0 ready.
Visto i nostri intenti da piccoli chimici, ci siamo assicurati una buona dissipazione del calore prodotto dal X6800 montando un ASUS SILENT SQUARE PRO, come garante di un clima temperato.
Tutto questo splendore è stato alimentato da un potente ed affidabile COOLER MASTER IGREEN da 600w.
Per evidenziare la differenza che intercorre fra le vecchie generazioni Intel e l'architettura CORE, abbiamo montato sulla stessa macchina un collaudato Intel Pentium 4 3,60 GHz.
I risultati parlano chiaro: pur avendo una frequenza di clock maggiore, il Pentium 4 non è riuscito in nessun modo a rivaleggiare con il processore della famiglia Core 2 Extreme.
L'unica cosa in cui ha invece superato il fratello maggiore è la temperatura: l'X6800 a 2.93 GHz ha emanato una temperatura approssimativa di 29° in idle e di 34° sotto sforzo, mentre dopo l'overclock ha fatto segnare 48° in idle e 62° a pieno regime.
Il Pentium 4 ha fatto ha emanato 43° in idle e 61° sotto sforzo, palesando quindi il divario che intercorre fra queste due archittetture: anche se le temperature del P IV a 3.6 GHz e del X6800 overclockato a 3.7 GHz (fra breve vi diremo cosa abbiamo combinato), sono simili, non dimentichiamoci che il P4 ha un solo core, mentre il Core 2 Duo ne ha ben due!
Invece, per dare una piccola idea del rapporto prestazionale che esiste al momento fra AMD e Intel, abbiamo usato un secondo pc, anch'esso allestito per l'occasione.
Questa seconda macchina monta una motherboard ASUS M2N32-SLI DELUXE , basata sul chipset Nvidia nForce Sli 590, equipaggiata con una Cpu Athlon X2 5200+ da 2,6 GHz.
Per le memorie abbiamo scelto due Dimm da 1024 MB CORSAIR value DDR II a 667 MHz, e per gli hard disk un sistema RAID Zero composto da due WESTERN DIGITAL WD1600 da 160 GB.
Per evitare disparità nei benchmark grafici e quindi far risaltare maggiormente le potenzialità della Cpu abbiamo equipaggiato questo Pc con un scheda video identica a quella della prima macchina, ovvero una ASUS EN8800GTS, le cui caratteristiche sono state citate poco sopra.
Come dissipatore abbiamo usato quello fornito in Bundle da AMD assieme al processore.
Infine entrambe le macchine erano equipaggiate con Window XP Professional SP2 opportunamente aggiornato, e driver video Nvidia versione 97.44 .
A parte l'X6800 ogni componente ci è stata gentilmente messa a disposizione dal negozio MurryBeach Pc in località Larciano (PT) facente parte della ditta FFSOFT snc che ringraziamo vivamente per la collaborazione ed il laboratorio messoci a disposizione per i test.
Abbiamo scelto di effettuare alcuni Benchmark piuttosto che altri per dare un'idea di come il processore si comporta in contesti diversi.
Abbiamo cercato di far risaltare sia la potenza bruta in termini di calcolo, sia la versalità del sistema stesso in contesti multimediali, in particolar modo ludici, visto che questo è il nostro obbiettivo di fondo.
Inoltre, visto che la sola differenza dichiarata fra l'X6800 e i processori E6700 ed E6800 risiede nel coefficiente del moltiplicatore, ci siamo presi la libertà di downclockare la Cpu serie Extreme, sia per emulare i processori sopraccitati che per studiarne con mano il comportamento.
La prova di overclock ha invece dato spago al piccolo scienziato pazzo all'interno delle nostre menti indagatrici.
Come potete notare gettando una piccola occhiata ai grafici sottostanti, abbiamo spinto l'X6800 dalla frequenza usuale di clock di 2.93 GHZ alla ragguardevole soglia di 3.7 GHz.
Abbiamo preferito non spingerci oltre in quanto siamo riusciti a tagliare questo traguardo con un impianto di dissipazione ad aria, e pertanto non abbiamo voluto rischiare di danneggiare il processore.
Per arrivare a questo traguardo abbiamo agito sul bios della Asus Striker, aumentando principalmente la frequenza del FSB da 1066 MHZ a 1140 MHZ, e pertanto aumentando l'unità bus da 266 MHZ a 285 MHZ.
Aumentando il coefficiente del moltiplicatore dall'originale 11x ad un più aggressivo 13x, abbiamo appunto raggiunto la soglia dei 3.7 GHz ( 13 x 285 =3705).
Per rendere il tutto più stabile, e forti del nostro Cooler Master da 600 W, abbiamo alzato la tensione della Cpu e delle RAM.
I risultati sono piuttosto appaganti, ma come ben sappiamo l'overclock è una pratica piuttosto rischiosa che sicuramente, anche se ben fatta, non allunga certo la vita dell'hardware, senza contare che va ad invalidare la garanzia del prodotto stesso.
L'aumento della temperatura della Cpu è un dato che lascia riflettere sullo stress aggiuntivo a cui sottoponiamo l'hardware, e il mancato completamento del benchmark 3DMark06 la dice altrettanto lunga sull'aumento dell'instabilità proporzionale all'aumento dei voltaggi.
Per tanto, non fate questo a casa!

Commenti ai bachMark

Sandra 2007

Il sofware Sandra della britannica SiSotware non ha certo bisogno di presentazioni: da anni infatti è il punto di riferimento per i programmi diagnostici, ovvero in grado di fornire tutta una serie di informazioni sull'hardware e sul software presenti sul proprio Pc, che solitamente non sono così facili da reperire nei menù del sistema operativo.
Sandra offre anche alcune funzioni di Benchmarking, da confrontare con il database integrato del software che raccoglie le informazioni di diversi sistemi, in modo da poter fare dei confronti.
Nel nostro caso specifico siamo andati a svolgere i bench relativi al processore, in particolare quelli rivolti al calcolo matematico (Whetstone, calcoli in virgola mobile e Drystone, su interi e stringhe).
I risultati palesano una predominanza schiacciante dei Core 2 Duo X6800, specialmente nella sua veste overclockata, e dell' E6700.
L'Atlhon X2 ha dato del filo da torcere all' E6600 con un performance leggermente superiore, mentre il PIV chiude il gruppo, denotando però una buona capacità nei calcoli aritmetici.
Da notare inoltre (questo aspetto lo ripeteremo all'infinito) la differenza di performance fra i vari processori della famiglia CORE: tralasciando l'X6800 overclockato, è evidente anche dal punto di vista grafico che la differenza primaria fra questi tre processori risiede nel diverso valore del moltiplicatore.
Si avverte infatti una disparità quasi proporzionale, evidente da un punto di vista visivo dagli "scalini" quasi identici che differenziano il valore dell'istogramma.
Per quello che riguarda il benchmark Multimedia, che da una stima delle potenzialità di calcolo delle istruzioni multimediali SSE nelle varie versioni, notiamo sia nel test Integer che in quello Floating Point un secco dominio dei nuovi processori CORE 2 DUO.
Senza ombra di dubbio la nuova tecnologia Advanced Digital Media Boost si fa sentire, confermando quindi le potenzialità di questi nuovi processori non solo sulla carta ma anche sul campo.










POV-RAY 3.6

Il software POW-RAY è famosissimo per gli amanti della computer grafica 3d, nonché fiero fruitore degli algoritmi RAY-Tracing.
In parole spicciole questi algoritmi renderizzano un'immagine in base al percorso della luce e delle interazioni che questa ha con le superfici, come ad esempio i fenomeni di rifrazione.
Tutto ciò viene calcolato non dall'ottica delle fonti luminose, ma dal punto di vista dell'osservatore, dettando quindi particolari parametri riguardo la posizione di esso.
Come è facilmente intuibile, un lavoro del genere è veramente complesso e faticoso per un sistema, specialmente per quello che riguarda la cpu, che si trova a svolgere calcoli poco immediati.
La versione del programma da noi utilizzato fornisce la possibilità di effettuare un benchmark, che cimenta la Cpu in un rendering di un immagine di 147456 Pixels.
Come risultato del test abbiamo scelto di riportare i tempi relativi alle elaborazioni espressi in secondi, in quanto li riteniamo particolarmente significati dal punto di vista dell'utente finale.
I risultati vedono ancora una volta in testa le CPU intel CORE 2 DUO, fra le quali si distingue in maniera netta l'X6800.
Buona la prestazione del P IV che riesce addirittura per una manciata di secondi a battere l'Athlon x2, forte dell'alta frequenza di clock e delle buone capacità di calcolo.
Ancora una volta segnaliamo inoltre le quasi proporzionali differenze fra l'X6800 e l'E6700 e E6600 emulati abbassando il moltiplicatore del primo.




CINEBENCH 9.5.

Ancora una volta abbiamo scelto un benchmark che misura le capacità di rendering del processore, ponendolo quindi in situazioni di alto carico computazionale.
CineBench 9.5 si rivela particolarmente interessante in quanto fornisce la possibilità di effettuare il test sia mettendo al lavoro un singolo core, sia entrambi.
Nel primo test (1 Core) notiamo l'ormai consolidato ordine di arrivo che vede in testa l'X600 a 3.7 GHz, seguito a ruota dal suo gemello uscito di fabbrica e dai fratelli serie E in base al loro ciclo di clock, davanti a Athlon X2, fanalino di coda il P IV.
Dal secondo test (2 Core) non notiamo sostanziali cambiamenti, eccetto quello che riguarda il Pentium 4, che si vede ulteriormente staccato dai rivali per il semplice fatto di essere a core singolo.






FUTUREMARK PCMARK05 Cpu Test

La FutureMark è una ditta senza ombra di dubbio più che conosciuta nel mondo dei videogiocatori per il suo 3DMark, classico banco di prova per schede grafiche e sistemi improntati al gaming.
Forse però non tutti sanno che questa azienda produce anche altri Benchmark, che vanno a misurare le potenzialità di altre parti del sistema.
Ad esempio il PCMARK05 è un software di test che mette a nudo le potenzialità dell'intero sistema, andando a rilevare le performance di dischi, ram, schede video e ovviamente Cpu.
Per tanto abbiamo voluto mettere alla prova le nostre macchine con il Cpu Test proposto da questo sofware di benchmarking, che addirittura prevede prove su multicore.
Come possiamo ancora una volta osservare, la testa di serie è ancora una volta X6800 overclockato dalle nostre insane menti, seguito a ruota dalla sua controparte liscia e dalla serie Exx00.
Il dato interessante che possiamo leggere da queste tabelle riguarda il comportamento dell'Athlon X2 5200+ e del P IV 3.6 GHz: pur non riuscendo a dare filo da torcere all'Intel Core 2 Duo E6600 emulato, la distanza che separa i tre processori non è oltremodo bruciante.
Sintomo evidente delle potenzialità di queste due Cpu sono tutt'altro che imbarazzanti.
Per l'ennesima volta notiamo la proporzionalità del distacco fra i vari Core 2 Duo, spia evidente della differenza di GHz dettata dal coefficiente del moltiplicatore.




FUTUREMARK 3DMARK 2006

Finalmente entriamo nella sezione dei test che forse maggiormente interessano le nostre ludiche aspettative.
Come abbiamo appena detto 3DMARK non ha certo bisogno di presentazione, e forti dei nostri processori, ma soprattutto dell'ASUS EN8800GTS, abbiamo voluto testare con mano le potenzialità dei nostri Pc.
Ripetiamo ancora una volta che entrambe le due macchine di prova montavano la scheda video ASUS EN8800GTS, al fine di far emergere chiaramente le differenza di performance legate al diverso processore montato.
Commentando per primo il Cpu Test proposto dal 3DMARK 06, riconosciamo ancora una volta la superiorità dell'X6800 sia in versione liscia che overclocked.
L Athlon X2 arriva molto vicino ai valori fatti segnare dall'E6600 emulato, palesando ulteriormente l'appartenenza alla solita fascia commerciale della Cpu Intel (la differenza di prezzo fra i due è di una scarsa decina di euro), mentre la performance del P IV invece testimonia i limiti di questa Cpu nei confronti dei rivali.
Passando all'analisi dei risultati globali del benchmark grafico, notiamo che i margini di differenza fra i vari processori Core 2 Duo, P IV e Athlon X2 si assottigliano in modo evidente.
Sicuramente questi risultati sono dovuti all'azione dell'EN8800GTS che ha contribuito in modo più corposo rispetto ai processori, alla realizzazione del punteggio.
Da segnalarsi la mancanza del punteggio del X6800 overclockato!
Stranamente la versione potenziata del processore in questione si è rifiutata di portare a compimento il benchmark della FutureMark, causando un errore nel programma stesso che obbligava l'uscita dopo aver svolto il Cpu Test.
Sinceramente la cosa ci sorprende, specialmente perché abbiamo sottoposto a stress estremo il processore negli altri test senza avere il minimo presagio di instabilità di sistema.
Ovviamente però giocare con frequenze e voltaggi, pertanto uscire dai limiti sperimentati dal produttore, non porta certo ad una maggiore stabilità, quindi risultati del genere devono essere sempre considerati dietro l'angolo quando andiamo nel Bios ad alzare i valori.
Questa situazione deve servire da monito per tutti coloro che intendono fiondarsi in opere di overclock senza una solida esperienza sulle spalle: i rischi ci sono e certamente ci sono lati negativi.






BATTLEFIELD 2142 DEMO 1280 X 1024 ALL ON.

Abbiamo scelto di svolgere un benchmark su un gioco il cui motore grafico fosse ampiamente collaudato ed ottimizzato, ed i cui requisiti minimi sono alla portata di tutti o quasi.
La demo di BF2142 fa esattamente a caso nostro, in quanto propone un motore ormai affermato ed oltremodo ottimizzato (specialmente nei confronti di Battlefield 2).
I risultati parlano chiaro: a parte la performance del Pentium 4, tutti gli altri processori hanno dato risultati racchiusi una una manciata di frames.
Questo risultato (oltremodo eclatante osservare la pressoché identica performance del'X6800, sia overclockato che non) testimonia il fatto che molti giochi ancora non sfruttano le potenzialità dei Dual Core, ma si affidano piuttosto alle capacità di rendering della scheda grafica.




FEAR (1280 X 1024) MAXIMUM GRAPHIC QUALITY

Stavolta invece abbiamo scelto un gioco che necessità di requisiti minimi di maggior levatura per potersi esprimere nel pieno della sua qualità grafica.
Come possiamo facilmente osservare non ci sono grandi sorprese sull'ordine d'arrivo dei processori in gara, anche se l'X6800 allunga in modo piuttosto evidente il passo rispetto alla sua versione liscia.
Da registrare il sorpasso di Athlon X2 su E6600 emulato, e la performance convincente del P IV.
Ovviamente queste differenze di comportamento rispetto a BF2142 sono da rintracciarsi anche nel motore grafico dietro i giochi stessi, che può tranquillamente delegare il processore piuttosto che la scheda video di compiere particolare calcoli vitali alla sua esecuzione.



OBLIVION: THE ELDER SCROLL 1280 x 1024 HDR + AA16X

Con questo test, abbiamo voluto vedere uno dei giochi più interessanti dell'anno, ed anche fra i più onerosi in termini hardware, girare al massimo delle sue potenzialità.
Grazie al nuovo chip Nvidia che, a differenza dei suoi predecessori, permette di poter renderizzare modelli tridimensionali applicando loro simultaneamente l'HDR e l'antiasialing, abbiamo messo a dura prova il nostro hardware di prova.
Visto che il gioco gestisce sia ambienti interni che esterni, abbiamo voluto vedere le differenze di comportamento che questi due contesti comportano.
Per quello che riguarda gli interni, sostanzialmente i risultati non sono sorprendenti rispetto alla norma ormai emersa dai nostri test: X6800 guida la classifica, seguito a ruota dalla serie Exx00, da Athlon, e da un particolarmente affaticato P IV.
L'unico fattore degno di nota riguarda il risultato identico conseguito da E6600 ed E6700: visto che abbiamo emulato questi due processori, seguendo le specifiche tecniche pubblicate da Intel, questo dato è da prendersi con le molle.
Invece gli esterni hanno riservato una piccola sorpresa: a causa dell'alto lavoro rilegato alla scheda video, che probabilmente prevarica la mera attività del processore, tutte le Cpu si trovano in stretto intervallo di frame.
Sicuramente il limite prestazionale identificato è dettato dalla scheda video, spinta al limite delle sue potenzialità.





CLONEDVD (LOTR) TEMPO ENCODING.

Spesso i bechmark perdono di vista il semplice utilizzo quotidiano del computer, proponendo complessi calcoli che difficilmente ci ritroveremo ad eseguire nella vita di tutti i giorni.
Per tanto abbiamo deciso di misurare il tempo di encoding che CloneDvd impiega per comprimere DVD video per poi masterizzare una copia di backup, ovvero un procedimento quotidiano per molti utenti.
Il dvd usato per svolgere questo bechmark casalingo è "Il signore degli anelli", scelto per le sue generose dimensioni (circa 7.5 GB).
Ovviamente avevamo precedentemente "rippato" il Dvd sull'hardisk delle nostre macchine, per non essere vincolati alle velocità dei lettori ottici.
Senza troppo sorprese anche stavolta i Core 2 Duo si impongono sulla concorrenza, staccando leggermente l'Athlon, ma doppiando quasi il P IV.
La presenza del Raid 0 sulla macchina equipaggiata con Athlon contribuisce a migliorne la performance, ma i 10000 spm del RAPTOR suppliscono in parte a questo piccolo vantaggio, rendendolo quasi trascurabile ai fini della descrizione qualitativa che vogliamo fornire in tale banchmark.
Differenze che a nostro avviso possono sembrare trascurabili (30-60 secondi), risultano essere in tempo macchine ere geologiche, e pertanto denotano consistenti differenze di performance.


Intel Conroe X6800 Extreme Edition Senza ombra di dubbio con l’architettura CORE, Intel ritorna ad essere finalmente competitiva nel campo dei processori, dando non poco filo da torcere ad AMD, che da 6 anni si piazzava al primo posto nella classifica del processore più veloce ed evoluto. Come abbiamo potuto toccare con mano, le potenzialità di questa nuova microarchitettura non tradiscono affatto le aspettative dimostrando piuttosto performance di altissimo livello, segnando soprattutto la maturità progettuale conseguita dalla casa di Santa Clara dopo progetti altamente discutibili. Il processore X6800 è un ottimo esempio di potenza bruta a basso consumo energico, le cui capacità di calcolo si rivelano pienamente soddisfacenti sia in ambito ludico che meramente elaborativo. Sfortunatamente al momento attuale non siamo in grado di poter dare ancora sfogo alle totali potenzialità di questa Cpu nell’uso di tutti giorni, in quanto Window Xp non è molto abile nella gestione di diversi core di calcolo. Infatti le capacità di parallelizzazione del sistema operativo della casa di Redmond non sono così affinate, specialmente nella gestione del multithreading, da poter sfruttare a pieno la struttura della Cpu. Dovremo aspettare pertanto l’imminente Window Vista e, nel nostro caso i giochi di ultima generazione, per godere a pieno di queste nuove tecnologie. Comunque sia, X6800 si dimostra un ottimo prodotto anche per quello che concerne la versalità di utilizzo e la capacita di overclocking. Il moltiplicatore di frequenza sbloccato, sino a qualche tempo fa appannaggio esclusivo della serie AMD FX e INTEL Pentium Extreme Ed. facilita non poco questo tipo di interventi, per la felicità di chiunque ami spingere al massimo il proprio hardware (ovviamente con tutti i rischi che ne derivano). L’unico neo di questo prodotto, che lo allontana dalle alte vette di eccellenza della valutazione finale, è il rapporto qualità - prezzo che rispetto a Intel CORE 2 DUO E6700 e E6600 vede uscire l’X6800 acciaccato. Infatti il prezzo di questo "mostro" si aggira sui 900-1000 euro mentre ad esempio quello dell’E6700 si attesta sulle 550-600 euro. Visto il leggero divario prestazionale che separa questi due prodotti, l’X6800 si rivela un prodotto interessante per appassionati o per meri ricercatori della massima potenza, ma poco conveniente per il portafoglio dell’utente medio.

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