Esport

Io sono Pow3r: Giorgio Calandrelli si racconta in un libro da record

Giorgio Calandrelli, con l'autobiografia “Io sono Pow3r”, si mette a nudo: passato, presente e futuro dello streamer più famoso d'Italia.

speciale Io sono Pow3r: Giorgio Calandrelli si racconta in un libro da record
Articolo a cura di

"Questo voglio fare: videogiocare al massimo delle mie possibilità. Videogiocare come pochi altri sanno fare. E dimostrare che la passione per il gaming può essere molto diversa da una perdita di tempo". Per gli appassionati di gaming è impossibile non aver sentito, almeno una volta, parlare di Giorgio Calandrelli. Soprattutto se si è assidui frequentatori di Twitch. Il ragazzo, nel corso degli anni, si è infatti fatto conoscere al grande pubblico grazie alle live sulla piattaforma Amazon che quotidianamente attirano migliaia di spettatori affezionati. Il viaggio di Giorgio, però, non inizia su YouTube, o Twitch. Anzi: la produzione di contenuti per il pubblico non rappresenta che una piccola - seppur significativa - tappa del suo percorso. Benché ancora giovanissimo, infatti, Giorgio può già vantare una lunga, lunghissima carriera, piena di grandi soddisfazioni e cocenti delusioni, che l'hanno portato ad esser ciò che tutti, oggi, conoscono e apprezzano quotidianamente: Pow3r.

Una lunga storia. Una storia ancora tutta da scrivere

Con "Io sono Pow3r", Giorgio svela i retroscena della sua vita con estrema naturalezza. Più che un'autobiografia, potremmo considerarla quasi una chiacchierata con chiunque si trovi a sfogliarne le pagine, scritte in collaborazione con Emilio Cozzi.
Sin dal primo capitolo, Giorgio sembra volersi sedere accanto all'amico-lettore e raccontarsi, in maniera diretta e assolutamente sincera, senza inutili formalismi o scelte stilistiche edulcorate atte esaltare la propria professione o i propri traguardi. Al contrario, più volte Pow3r ribadisce un vecchio adagio: ovvero che non è sempre tutto oro ciò che luccica.

Nelle oltre duecentotrenta pagine che racchiudono buona parte della vita di Giorgio è infatti possibile immergersi nei suoi ricordi, comprendere appieno il percorso irto di ostacoli, dolori e soddisfazioni che il ragazzo, nato e cresciuto nella periferia romana, si è trovato a percorrere, armato della propria, innata determinazione. E, ovviamente, sconfinato amore per il medium videoludico.

Il sapiente uso delle ellissi temporali inserite ad arte nella fluida narrazione, poi, permette di cogliere ancora di più la valenza delle pietre miliari che hanno scandito il percorso di Giorgio. Così come è possibile comprendere l'importanza dei "casi della vita", le cosiddette "sliding doors", e di come questi abbiano giocato un ruolo fondamentale nella crescita umana e professionale del giocatore/streamer più famoso d'Italia, recentemente premiato agli Italian Esports Awards.

Su tutte l'arrivo della prima console, regalatagli dal padre, assieme al titolo c'è segnerà la sua infanzia: Super Mario 64. L'indimenticabile titolo Nintendo, tornato recentemente a far bella mostra di sé su Switch per i 35 anni dell'idraulico italiano (recuperate la recensione di Super Mario 3D All-Stars), fu proprio la scintilla di quel Big Bang che riverbera i propri effetti ancor oggi, ogni volta che Pow3r è in live per il proprio pubblico. Da quel regalo ricevuto alla tenera età di sei anni, infatti, il mondo di Giorgio non sarà più lo stesso.

Una passione lacerante, quella per i videogiochi, che molti di voi riconosceranno e in cui sicuramente si ritroveranno appieno. Soprattutto chi, ormai, è appesantito da qualche annetto di troppo, magari cresciuto sì con i videogiochi, ma quando questi si limitavano a una manciata di pixel squadrati proiettati su ronzanti TV a tubo catodico.
Ecco, Pow3r, nella sua chiacchierata con il lettore riesce a evidenziare quanto sia tuttora divorato dalla nostra stessa passione, fatta di tanta immaginazione e fantasia, ma soprattutto di estrema libertà.
Quest'ultima, declinata in molti modi, segnerà peraltro tutta l'esperienza di Giorgio con il medium videoludico: dai ruolistici a World of Warcraft, sino all'innamoramento con gli FPS. Con Call of Duty, in particolare. In compagnia del franchise Activision Pow3r ha intrapreso la propria, personale "Quest": ripercorrere con rispetto e tanta ammirazione le orme della prima leggenda dell'esport tricolore, Stermy, quando ancora "esport" da noi era parola aliena. E Giorgio ci è riuscito, pur tra mille difficoltà e in una realtà amatoriale come quella italiana. Tanto da esser considerato tra i migliori giocatori al mondo, alla pari di atleti - loro sì - di professione.

Dai tornei di provincia alle LAN nazionali, sino ai tornei internazionali; dai primi video montati con pochi mezzi e quasi per hobby, al reclutamento in una delle organizzazioni esport più importanti al mondo per eccellere in Fortnite: i Fnatic. Tutto sembra avvolto dalla lucida patina di un successo travolgente.

La vita è quello che succede mentre stai facendo altri progetti

La frase che dà il titolo a questo paragrafo ben sintetizza la parabola ascendente di Pow3r. Alle soddisfazioni, alle vittorie e ai traguardi conquistati con tenacia e fatica a cui abbiamo fatto cenno poco fa, si sono spesso opposte le vicende della vita, non sempre felici. La difficile convivenza con gli impegni scolastici, la costante e impari lotta con un carattere introverso e timido, le difficoltà intrinseche nella vita di provincia, la perdita del padre, le frustrazioni legate all'estrema arretratezza del settore competitivo in Italia e alla tossicità della community di CoD dello Stivale, hanno tutti messo a dura prova la forza di Giorgio, temprandone al contempo il carattere.

Proprio i videogiochi, costante della sua vita, gli hanno permesso di superare i molti momenti difficili; sono stati compagni fedeli e solidi punti d'appoggio con cui provare a fare i conti con le proprie fragilità. I videogiochi, insomma, gli hanno insegnato a non mollare mai e a rialzarsi sempre, a testa alta.

Gli stessi insegnamenti che provengono da un altro pilastro su cui si fonda la quotidianità di Pow3r: gli affetti. Il supporto e la comprensione di chi gli sta accanto rappresentano tutt'ora le basi sicure su cui Giorgio ha costruito il proprio presente e anche il proprio futuro. Nel libro, in particolare, l'autore si sofferma sul rapporto con la madre, cedendole anche la penna per più di qualche pagina. Un intervento che consigliamo a tutti i genitori di leggere, perché getta luce su un aspetto decisamente poco esplorato: il punto di vista di una generazione ancora poco incline a comprendere e accettare "il nuovo".

Influencer & Streamer Gaming “Io sono Pow3r” non è un'autobiografia; è una chiacchierata tra amici. Giorgio Calandrelli si accomoda accanto al lettore raccontandogli la sua vita, senza filtri e omissioni. Successi, soddisfazioni, dolori e frustrazioni hanno tutte contribuito a forgiare ciò che è ora: Pow3r. Il libro, edito da Salani, si rivolge chiaramente a un pubblico di giovanissimi senza la pretesa di insegnare, né di fornire scorciatoie per intraprendere la fulgida via del pro player o dello streamer di successo. Al contrario. Per questo, a nostro avviso, anche gli adulti dovrebbero dare un'opportunità al libro, non solo per avvicinarsi alla realtà quotidiana dei loro figli, ma anche per saperne un po' di più sul medium videoludico e sull'esport, spesso additati ingiustamente come i mali che le nuove generazioni dovrebbero allontanare. Invece, proprio il medium videoludico e il gaming competitivo possono essere degli strumenti utili per imparare, divertirsi, rapportarsi con gli altri e superare barriere e diversità senza pregiudizi.