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iRacing: i consigli del pro player Enzo Canta per i nuovi piloti

Dopo averci svelato le postazioni migliori per giocare, Enzo Canta presenta una serie di trucchi e consigli per iniziare ad approcciarsi ad iRacing.

Fordzilla e iRacing: i consigli per i nuovi piloti
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  • Avete appena sottoscritto il vostro abbonamento ad iRacing e non sapete proprio da dove iniziare la vostra carriera di pilota virtuale? Bene, sono qui per aiutarvi a raggiungere in pochissimo tempo il primo obiettivo: uscire dal girone infernale dei rookies. L'esperienza di gioco comincia, infatti, ad essere davvero soddisfacente dopo aver superato questo primo importante step.

    Per il progetto Fordzilla di Ford abbiamo intervistato KuroLily, capitano della squadra italiana del team eSports di Ford, e vi abbiamo anche suggerito le migliori postazioni per giocare a iRacing. Se invece volete saperne di più su di me, su Everyeye.it trovate una mia intervista su iRacing, inoltre potete seguirmi sul canale Twitch Enzojenzo.

    Le categorie

    Iniziamo col dire che la carriera su iRacing è suddivisa in 4 grandi categorie: Oval, Road, Dirt Oval e Dirt Road. In ognuna di queste si parte con la patente da principiante (rookie, appunto) e la loro progressione è indipendente dalle altre. È importante sapere che, nonostante il mondo di iRacing comprenda, fra tracciati e autovetture, moltissimi contenuti da acquistare volta per volta, nei 16.50$ (tasse escluse) dell'abbonamento trimestrale, sono già comprese le 22 piste e le 16 auto per competere in tutte e 4 le suddette categorie.

    Una volta creato il nostro account con nome e cognome, a quest'ultimo verrà associato un user id che rimarrà per sempre nel database di iRacing: qualora decidessimo di non rinnovare l'abbonamento, potremo sempre riattivarlo in qualunque momento conservando gli obiettivi raggiunti, le patenti e tutte le statistiche.

    Decidiamo quindi, da buoni europei, di iniziare la carriera Road. Abbiamo a disposizione la nostra Spider nuova di zecca, con la quale iscriverci al campionato Fanatec Global Mazda Mx-5. È presente un editor per personalizzare, in modo però abbastanza limitato, la livrea della carrozzeria, così come quella del casco e della tuta ignifuga. È possibile però, smanettando con Photoshop e registrandosi gratuitamente su Trading Paints, realizzare e caricare le proprie creazioni, oppure scaricarne una fra le tante messe a disposizione dagli appassionati di tutto il mondo.

    Patenti e punti

    Dopo aver dato sfogo alla nostra creatività, e prima di scendere in pista, è bene approfondire come funziona il sistema di patenti e punti su iRacing. Associati al nostro account abbiamo 3 indicatori: la patente, il safety rating (Sr) e l'irating (Ir), tutti e tre legati tra loro e importanti per diversi motivi.

    La patente determina a quale categoria di autovetture e relativi campionati possiamo accedere, il safety rating è il coefficiente di "guida pulita", attraverso il quale possiamo salire o scendere di patente, e l'irating è il nostro punteggio assoluto nella graduatoria mondiale di iRacing, una sorta di classifica Atp nel tennis, determinato dai risultati raggiunti in gara. Vedremo in seguito a cosa serve. Tutto questo potrebbe sembrare complicato ad una prima occhiata, ma diventa semplice e lineare molto presto. Chiariamo innanzitutto che per uscire dai rookies e guadagnare la patente D non serve essere veloci, ma prima di tutto puliti: questo significa concludere le gare senza incidenti contro muri o avversari e senza offtracks. Ogni pista ha infatti limiti di traiettorie ben definiti, superati i quali si incorre nell'odiatissimo (da tutti gli iRacers) valore 1x, che invalida il tempo sul giro e rallenta l'incremento del nostro Safety rating. Facendone troppi si viene addirittura squalificati dalla gara in corso, con conseguente perdita anche di irating. Quest'ultimo infatti progredisce o diminuisce esponenzialmente quando terminiamo la gara nella prima o nella seconda metà dell'ordine di arrivo. Inizialmente è un valore nascosto, che ci verrà mostrato solo dopo aver conquistato la patente D, motivo in più per ottenerla il prima possibile.

    Per farlo dobbiamo portare il nostro valore di Safety Rating ad un coefficiente superiore a 3.0. È difficile, ma bisogna resistere alla tentazione di iscriversi subito alla prima gara: al 90% questa si concluderà con un disastro che prolungherà la nostra via crucis. Quindi armiamoci di pazienza, ed evitiamo una sessione di pratica ufficiale, nella quale incontreremo altri piloti e potremmo far danni e figuracce oltre che trovare fastidioso traffico. Avviamo una sessione di test privato sul tracciato della settimana per conoscere macchina e pista.

    Non è infatti per niente facile padroneggiare la nervosa "Mazdina" e imparare tutti i segreti di un tracciato, situazione complicata ulteriormente dal fatto che nel giro di uscita le gomme sono fredde e occorreranno almeno 2 o 3 giri per riscaldarsi.

    Diviene insomma assai facile quindi girarsi, sbattere e dover ricominciare tutto daccapo. Si perché, su iRacing, nonostante la presenza di alcuni aiuti come la traiettoria ideale e la frenata automatica, non è possibile disabilitare i danni, così come giocare da una visuale differente da quella in-car e osservare sul display più informazioni rispetto a quelle che fornirebbe la controparte reale dell'auto, o conoscere l'entità dei danni subiti dopo un urto: la simulazione è totale.

    Il confronto con altri piloti

    Dopo aver inanellato giri su giri ed aver raggiunto sufficienti sicurezza e costanza nel passo sul giro, possiamo confrontarci con altri piloti entrando appunto in una sessione di pratica ufficiale. Attenzione: da questo momento in poi dobbiamo seguire le regole di comportamento in pista, le stesse che affronteremmo nella realtà, come ad esempio rispettare la velocità massima consentita nella corsia dei box o evitare di andare contromano. In più bisogna tener d'occhio, attraverso il relativo box, i distacchi con gli avversari ed evitare di ostacolare nel giro di riscaldamento chi sta compiendo il proprio giro lanciato.

    Come tutti i piloti sanno, che si tratti di amatori o professionisti, quando si procede lentamente bisogna mantenersi fuori traiettoria e proseguire sulla propria linea evitando sterzate improvvise, in modo da consentire a chi arriva di leggere facilmente il nostro comportamento e sfilare in tutta sicurezza.

    I primi minuti in pista in presenza di altri piloti restituiscono una sensazione molto particolare: sembra quasi di essere su un circuito reale e si teme di far danni e di centrare qualcuno, ma dopo qualche minuto passa il timore e si assapora l'emozione. È qui che si ha il primo metro di paragone con gli altri, per capire quanto ancora si è lenti, quanto è difficile correre affiancati senza toccarsi e provocare incidenti. Ma soprattutto è qui che si impara a resistere alla tentazione di restituire qualche sportellata ricevuta in segno di vendetta: su iRacing il danno provocato intenzionalmente è considerato molto grave, così come gli insulti in chat, e può comportare la sospensione dell'account. Il sistema di "protest" tende a punire le teste calde, che verranno anche emarginate dalla community, in cui è importante costruirsi una buona reputazione guadagnandosi il rispetto senza sporcare la propria "fedina penale".

    La prima gara

    Affrontate con successo le prime sessioni di pratica, nelle quali gli incidenti non incidono sul nostro Safety Rating, siamo pronti per affrontare la nostra prima gara fra i rookies. Niente paura: non incontreremo avversari troppo più forti di noi: in ogni server di gara (ce ne sono ogni ora in Mazda) il numero di iscritti viene suddiviso in tante griglie (split) in ordine decrescente in base all'irating di ognuno.

    Ne consegue che all'inizio correremo nell'ultimo split, con gente inesperta come noi, e probabilmente poco "ordinata" in pista. Avremo a disposizione due giri di qualifica, preceduti da un giro di lancio in cui scaldare le gomme, per conquistare una buona posizione in griglia.

    Partire in mezzo al gruppo però, per quanto emozionante, può tradursi in disastro alla prima curva. Il sistema di Safety Rating di iRacing punisce sia chi provoca incidenti, sia chi vi rimane coinvolto suo malgrado: è importante quindi restare fuori dai guai il più possibile. Per riuscire a concludere la gara senza un graffio non ci sono che due strategie: la prima è partire dalla pole e scappar via, la seconda, più semplice, consiste nell'avviarsi dai box lasciando sfilare tutti e procedendo con cautela, badando solo a non commettere offtrack. Non sarà difficile guadagnare molte posizioni a causa delle catastrofi altrui e conquistare, oltre ad un incremento di Safety rating e, con un buon piazzamento di Irating.

    Conoscere la propria vettura e gli avversari

    Partendo da zero, bastano 3 o 4 gare condotte pazientemente in questo modo per sbloccare la patente D e aver accesso ad altre vetture. Possiamo quindi decidere, se amiamo le ruote scoperte, di abbandonare subito la Mazda per passare alla Skip Barber, oppure alla Radical SR8. E così via via fino ad arrivare alla patente A e alla PRO WC.

    La patente però, come detto, non è tutto: ci consente sì di poter partecipare ad un numero maggiore di serie, ma senza il necessario irating non potremo accedere agli split più importanti e provare a sfidare i migliori del mondo. Sarà fondamentale quindi scegliere una vettura e allenarsi tanto fino a conoscerne ogni segreto, studiare ogni pista fino all'ultimo centimetro, imparare dai migliori e fare tante gare per studiare gli avversari. Ognuno di loro corre e si comporta in modo diverso, frena più o meno forte, sbaglia più o meno spesso: sapere chi si ha di fronte, di fianco e alle spalle ci aiuterà a scegliere la strategia migliore per arrivare vivi al traguardo, possibilmente sul podio. Se sappiamo ad esempio che chi ci segue è particolarmente aggressivo, conviene lasciarlo passare sperando che vada a schiantarsi da solo e, qualora non lo facesse, rimandare all'ultimo giro il tentativo di stoccata finale per guadagnare la posizione.

    A volte è più opportuno pressare l'avversario da dietro per indurlo all'errore piuttosto che difendere con i denti ad ogni staccata. Per vincere una gara non basta solo la velocità, servono molto di più self-control (ciò che spesso, ahimè, mi manca) e strategia. Il mio consiglio è di non affrettarsi, anche dopo aver conseguito l'agognata patente A, a gareggiare in serie più complesse.

    La Mazda è piuttosto semplice all'inizio, anche in virtù del setup fixed che rende identiche tutte le auto schierate in griglia, ma salendo di iRating, e quindi potendo partecipare a split sempre più importanti, garantisce un livello di competizione ai massimi livelli e con piloti via via sempre più corretti. Guidare la Mx-5 al limite, sul filo invisibile che separa il giro perfetto dal disastro, è molto più difficile di quanto si pensi, e portarsi a casa il mondiale è un traguardo che pochi riescono a raggiungere.

    Stesso discorso vale per la Skip Barber, altra serie frequentatissima: gestire il setup è molto semplice, la vettura è sincera e prevedibile, ma arrivare al top è un'altra storia. Cominciate dunque ad allenarvi, nella prossima puntata conosceremo meglio come funzionano i campionati e quali sono i segreti per essere velocissimi con la Skip Barber.

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