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iRacing: le postazioni per giocare al miglior simulatore di corse

Passiamo in rassegna le postazioni, le pedaliere e i volanti migliori per iniziare a giocare al fenomeno iRacing!

Fordzilla e iRacing: le migliori postazioni
Speciale: PC
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  • Pc
  • Il battito accelera, le mani sudano. Fissi il semaforo in fremente attesa che quelle luci rosse si spengano, sperando che sia tu il più veloce a lasciare la frizione nel momento giusto: un attimo prima ed è falsa partenza, un attimo dopo e perdi almeno una posizione. Sono istanti eterni, che tutti i piloti vivono a ogni inizio della corsa. Che si trovino in testa o in mezzo al gruppo, cambia davvero poco: l'adrenalina è la stessa. Per quanto sembri incredibile, è possibile provare le stesse identiche sensazioni anche stando comodamente seduti a casa, grazie ad un simulatore di guida.

    Nel periodo del lockdown c'è stata un'autentica esplosione di nuovi aspiranti piloti virtuali, grazie soprattutto alle live trasmesse su Twitch da Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen, e al tentativo di Liberty Media (mal riuscito, a dir la verità) di far disputare una gara del mondiale di Formula 1, appunto, su un simulatore. L'offerta videoludica, in tale direzione, è piuttosto ampia e variegata: tralasciando gli arcade-sim come F12020 e i vari Forza, Project Cars e Gran Turismo, titoli come Rfactor 2, ma soprattutto Assetto Corsa Competizione (qui la recensione di Assetto Corsa Competizione), Raceroom Experience e iRacing, si contendono lo scettro del miglior simulatore di guida online.

    Per il progetto Fordzilla di Ford abbiamo intervistato KuroLily, capitano della squadra italiana del team eSports di Ford. Se invece volete saperne di più sull'autore di questo pezzo su Everyeye.it trovate una mia intervista su iRacing, inoltre potete seguirmi sul canale Twitch Enzojenzo.

    Il miglior simulatore

    Quasi senza ombra di dubbio, il vincitore è proprio iRacing, caratterizzato da una accuratezza maniacale nella rappresentazione di tutte le sfaccettature che compongono una vera carriera di pilota virtuale a 360°. Nel gioco sono presenti la realizzazione in laserscan di tutti i tracciati disponibili (più di 100 in 350 diverse configurazioni, su cui troverete anche le più piccole buchette esistenti nella realtà), una grande accuratezza del motore fisico e del tyre model, una riproduzione maniacale delle vetture, e persino un sistema di classifiche e patenti che vi consentirà, se avete talento e pazienza, di sfidare i migliori del mondo in competizioni trasmesse in diretta streaming. Durante simili eventi, non mancano il commento tecnico e le interviste ai protagonisti, oltre ovviamente a premi in denaro e a tutta una serie di contest che potrebbero addirittura indurvi a lasciare per sempre la vostra poltrona, per approdare sul sedile di una monoposto.

    Infine c'è il punto di forza più importante: la solidità dei server di gioco e del netcode, unita ad una latenza bassissima, in alcuni casi quasi impercettibile. Tutto questo è frutto di anni e anni di esperienza: il deus ex machina di iRacing è quel Dave Kaemmer fondatore della Papyrus Design, casa sviluppatrice dell'indimenticabile Indianapolis 500: The Simulation (1989 - Amiga e PC) e di tutta la serie di Indycar Racing e Nascar Racing (1993-2003), nonché di Grand Prix Legends (1998, PC), pietra miliare nella simulazione motoristica, con la quale già si correvano le prime gare online utilizzando i modem a 56k.

    Di cosa abbiamo bisogno per correre?

    Ma vediamo di cosa abbiamo bisogno, dal punto di vista hardware, per iniziare l'approccio al mondo di iRacing. Iniziamo subito col dire che è meglio dimenticarsi il joypad: qui servono volante con force feedback e pedaliera se l'obiettivo è quello di riuscire a restare in pista. L'accuratezza della simulazione non lascia margini di errore e, seppur prevedendo alcuni aiuti per i neofiti, questi sono utili solo per l'approccio iniziale: è infatti impossibile raggiungere traguardi importanti senza prima averli disattivati. Non sarà però necessario sborsare cifre esagerate: posso garantire, con alle spalle 30 anni di simracing, di cui quasi 8 su iRacing, che è possibile vincere un mondiale con volante e pedaliera "standard" e una sedia ben ancorata a terra. L'offerta del mercato si suddivide sostanzialmente in 3 fasce, che differiscono nella potenza dei motori e nel modo in cui la stessa viene trasmessa alla corona dello sterzo. Nella fascia bassa troviamo volanti a ingranaggi, nella media a cinghia e in quella alta i cosiddetti direct drive.

    Il G29 della Logitech, top di gamma della fascia bassa, continua a rappresentare il miglior volante in assoluto per iniziare e, eventualmente, proseguire una carriera ad alti livelli.

    Con 250 euro è possibile portarsi a casa volante, pedaliera a tre pedali e leva del cambio: si tratta di un prodotto solido e affidabile, che sostanzialmente è l'evoluzione di se stesso da quasi 15 anni (deriva infatti da G25 e G27), con tutti i benefici che ciò comporta. Il suo antagonista nella stessa fascia di prezzo in casa Thrustmaster è il T150, ma è nettamente inferiore in tutti gli aspetti. Per avere qualcosa di paragonabile bisogna puntare al T300, che però costa 400 euro, non ha la leva del cambio e pecca nella pedaliera, sprovvista di frizione e comunque molto più "giocattolosa".

    Nella fascia media troviamo tutta la gamma a cinghia Fanatec, ma per un entry level bisogna sborsare circa 600 euro tra motore force feedback, corona e pedaliera. In casa Thrustmaster troviamo il Ts-Pc Racer, al costo di 600 euro, a cui bisogna aggiungerne altri 200 per una pedaliera decente.

    Del resto, a partire dalla fascia media c'è anche un cambio di filosofia: non si tratta più di kit "all inclusive", ma è possibile suddividere il tutto in componenti acquistabili separatamente: motore, corona, pedaliera, leva del cambio e addirittura del freno a mano. È possibile quindi realizzare un sistema composto da periferiche provenienti ognuna da un brand diverso.
    Tornando al mercato, nella fascia alta dei volanti troviamo i direct drive che, come dice la parola stessa, trasmettono la potenza del motore direttamente alla corona dello sterzo, senza passare per ingranaggi e cinghie. Ciò si traduce in sensazioni di guida dettagliatissime, a cui si aggiunge una potenza del motore impressionante, tale da spaccare le braccia, se impostata al massimo. Cresce esponenzialmente anche il costo: a partire da circa 1200 euro per un Fanatec Podium o un Simucube 2 Sport, solo motore.

    Fanatec Podium

    Simucube 2 Sport

    Passando alle pedaliere, lo step successivo più importante al G29 è il passaggio ad una periferica munita di cella di carico per il pedale del freno, caratteristica che ne rende il feedback molto più simile a quello di un'auto vera. Ciò garantisce una maggior precisione nella frenata ed una migliore costanza nel passo di gara: il pedale del G29 ha infatti una resistenza alla forza (affidata soltanto ad una molla) molto bassa, ed è molto facile arrivare a fondo corsa e bloccare le gomme. Per evitare di andare lunghi, il cervello deve quindi memorizzare la posizione oltre la quale non è possibile spingersi.

    Con la cella di carico, invece, entra in gioco la memoria muscolare, molto più facile da apprendere, in quanto la corsa del pedale è relativamente corta, ma cambia la forza da applicare. Per una pedaliera a cella di carico si parte da circa 230 euro per accaparrarsi una Fanatec CSL Elite, per arrivare ai circa 700 euro per una Heusinkveld completa, di cui però esiste una sorta di replica a buon mercato (450 euro), ma non per questo meno valida, prodotta dalla spagnola DC Simracing. Per quanto riguarda la leva del cambio (comunque non necessaria), la Thrustmaster TH8 costa meno di 200 euro ed è ottima. Quella del freno a mano è necessaria solo se si corre su sterrato e trova nella Clubsport Handbrake v.15 di Fanatec un'ottima scelta a meno di 150 euro.

    La postazione

    Passando infine alla postazione vera e propria, come già detto potrebbe essere sufficiente una sedia ben ancorata a terra, ma volendo è davvero possibile sbizzarrirsi. È questo il settore del mercato che offre infatti più opzioni, dalle famosissime Playseat (a partire da circa 250 euro), passando per le GT Omega Racing e Next Level Racing (si parte da 350 euro), per arrivare alle più costose Obutto e Rseat (dai 600 euro in su). Tantissimi anche i produttori italiani, come ad esempio la SRC che realizza postazioni modulari con profilati in alluminio, altamente personalizzabili. La scelta è davvero vastissima, senza considerare i vari add-on, come il buttkicker (meno di 100 euro), un accessorio da montare proprio sotto il sedere, che restituisce le vibrazioni dell'asfalto grazie ad un subwoofer incorporato, e i vari motion system che possono far lievitare il costo totale della postazione a 15.000 euro.

    Ciò che posso consigliare, per esperienza diretta, è di iniziare con un G29 da ancorare ad una solida scrivania, una sedia pesante e senza ruote, e di attivare un nuovo abbonamento ad iRacing, che in questo periodo offre alle new entry il 50% di sconto: sono necessari meno di 20 euro per iniziare una prova di 3 mesi, sufficienti a capire se siete pronti a diventare dei veri simdrivers. Nel prossimo episodio vedremo come approcciare la nostra carriera virtuale, il sistema di punti, patenti e classifiche di iRacing, e soprattutto come uscire il prima possibile, e in maniera indolore, dal girone infernale dei rookies. Alla prossima!

    Note: Enzo Canta, pilota ufficiale del blasonato team italiano Mivano Simracing Team (tra i compagni di squadra, c il pilota reale Josè Maria Lopez, campione del mondo turismo 2014-15-16 con la Citroen e pilota di Formula E dal 2016 al 2019).

    Iscritto su iRacing dal 2013, vincitore di due mondiali ufficiali nella serie Skip Barber nel 2016 e attualmente al secondo posto dietro il compagno di squadra Manuel Lucchetta, detentore del record mondiale di tutti i tempi in qualifica sul circuito di Road America, sempre su Skip Barber. Ha corso contro molti piloti reali, tra gli altri: Lando Norris, Max Verstappen, Rubens e Eduardo Barrichello, Benny Simonsen e Raffaele Marciello (Piloti GT3), Johnny Guindi (vincitore Gran Turismo Academy 2016). Ha partecipato al primo campionato italiano ufficiale ACI di Formula 3 nel 2020.

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