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Italian Do It Betters: i migliori videogiochi italiani della Gamescom 2019

Una selezione dei migliori videogiochi italiani visti alla fiera tedesca, da Hell is Other a Pride Run, passando per Football Drama.

speciale Italian Do It Betters: i migliori videogiochi italiani della Gamescom 2019
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All'interno della zona business della fiera tedesca, lontano dallo sguardo indiscreto del pubblico festante, si svolge ogni anno un piccolo, atipico Mondiale: in decine di padiglioni dedicati alle idee di vari creativi provenienti da tutto il mondo, uniti sotto le rispettive bandiere nazionali, vari sviluppatori si affrontano in una metaforica battaglia creativa, schierando nuovi progetti e idee originali. In questo atipico agone troviamo anche tanti sviluppatori italiani, raccolti in un padiglione tricolore da AESVI: un luogo in cui, anche quest'anno, si sono viste molte opere che sembrano promettere molto bene.

Hell Is Others

Dagli autori di Red Rope e Circle of Sumo, Hell is Others fa incetta di numerose meccaniche e tradizioni videoludiche, rimescolandole in un modo che, a seguito della prova disponibile in fiera, si è conquistato la nostra attenzione. Difficile sintetizzare la quantità di meccaniche presenti nel gioco, perché un banale elenco non restituisce la profondità dei loro legami: innanzitutto, dunque, è necessario cercare di chiarire il genere o i generi d'appartenenza, per spiegare poi a fondo in cosa differiscono dalla tradizione.

Hell is others è un multiplayer competitivo in cui, in mappe procedurali con visuale isometrica, dovremo eliminare i pochi nemici presenti, così da ottenere abbastanza risorse per superare la notte. A inizio gioco ci troveremo in un una stanza decisamente spoglia e con pochi proiettili per le nostre armi da fuoco, ma appena usciremo da questo rifugio sicuro avvieremo automaticamente un'istanza PvP, in cui potremmo morire o vincere.

Ogni volta che torneremo sani e salvi nel rifugio, e nel caso in cui riuscissimo a passare la notte (evenienza calcolata sulla base delle statistiche di fame, stamina e salute che descrivono le nostre condizioni fisiche), al nostro risveglio saremo "entrati" nel secondo giorno della nostra vita nell'incubo di Hell is Others.

Proprio nel legame tra risorse, altri giocatori e caratterizzazione del mondo di gioco si racchiude il tema del gioco: e se la vita quotidiana fosse anch'essa un incubo?
Tra una direzione artistica sopraffina, una cura per i dettagli sorprendente e un gameplay che sembra interessante, Hell is Others appare un prodotto esaltante. In attesa di una prova più corposa, osserviamo lo sviluppo fiduciosi.

Pride Run

"In uno di quei giorni di traffico intenso, mi sono connesso alla radio per avere un po' di conforto e compagnia. Ho sentito in radio decine e decine di persone che raccontavano il loro coming out. Ho pensato di voler dire qualcosa a riguardo". Da questo spunto tematico di Ivan Venturi nasce Pride Run, un'esperienza interattiva in grado di mescolare rhythm game e gestionali con leggerezza, sensibilità e al contempo una buona complessità ludica, senza però rinunciare neanche per un momento a esaltare i canoni estetici e rappresentativi dei personaggi e delle comunità descritte dal gioco.

Nella versione disponibile in fiera, erano presenti due modalità: vanilla, totalmente incentrata sulla parte rythm game del gioco, e quella più strategica e gestionale, in cui si ci viene chiesto di strutturare varie manifestazioni LGBTQI+. La modalità totalmente ritmica propone degli spezzoni più o meno lunghi di parate del Pride, che dovremo superare tramite le giuste combinazioni di tasti.

Una volta raggiunto il massimo "pride" potremo sfidare il nemico di turno, che può essere rappresentato da un membro della criminalità organizzata o dal Presidente degli Stati Uniti. Nella versione strategica, il nostro compito sarà più complesso: dovremo riuscire a resistere alla carica dei nemici che cercano di smontare il corteo, e nel mentre sarà necessario convincere più persone possibili a unirsi alla marcia per i diritti della comunità LGBTQI+.

Potremo inviare i più corpulenti tra i manifestanti sui fianchi del corteo, per proteggerci dai nemici, o magari spedire provetti ballerini a convincere una parte del pubblico a unirsi alla marcia. In tutto questo, a sorprendere è soprattutto il valore storico e culturale dell'opera, che mette sotto gli occhi del giocatore storie, messaggi, esperienze e vicende della comunità LGBTQI+ e dei movimenti storici per i diritti civili e sociali e internazionali. In manifestazioni realmente accadute nel passato e nel presente, e in altre immaginate nel futuro, saremo chiamati a divertirci e resistere a ritmo di musica, finché tutto il mondo non sarà Pride.

Football Drama

Se da un lato il calcio è sempre stato uno degli sport più frequentati dal videogioco, che ne ha descritto l'azione in decine di modi diversi, al contempo è rarissimo vedere operazioni e creazioni videoludiche che ne osservino e raccontino l'altra faccia, quella più umana e nascosta alla vista del fan medio, fatta di errori e fallimenti, di scelte e di possibilità, di storie nelle storie.

Football Drama di Open Lab Games si pone l'obiettivo di rappresentare quest'altro volto del calcio, e a giudicare dalla demo presente alla Gamescom sembra raggiungere egregiamente l'obiettivo.In Football Drama saremo Rocco Galliano, l'allenatore di una squadra di calcio in crisi. Rocco, alla guida del Calchester Assembled Football Club, ha un modo particolare di interpretare la vita e il calcio, e ciò emergerà nel corso dell'esperienza.

La capacità mostrata dal team di Pietro Polsinelli di legare narrazione, interazione e tradizione calcistica sembra essere decisamente promettente. All'interno del gioco dovremo affrontare non solo delle scelte basate sul karma e sul chaos, o sulla gestione del team e della società, ma avremo anche un impatto diretto sulle 18 partite giocate (come una vera stagione calcistica), e ognuna di esse potrebbe essere la nostra ultima occasione per convincere il Presidente miliardario del club, Boris Aluminovitch, a puntare ancora su di noi.

Dopo aver scoperto il mondo del calcio tramite la lente di autori come Pasolini, Saba, Hornby e Wenders, il team di Open Lab Games ha deciso di creare Football Drama non come un ennesimo gioco sportivo, ma come un'esperienza interattiva che possa rispondere a una delle domande più frequenti relative allo sport più praticato al mondo: perché la gente ama e odia così tanto il calcio? Non ci resta che attendere il 4 settembre, giorno di lancio di Football Drama, per scoprirlo.