Kingdom Come: Deliverance e la Boemia di inizio 1400

Scopriamo le vicende storiche di Kingdom Come Deliverance: il Sacro Romano Impero, la guerra per la successione, un fabbro che divenne cavaliere

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Regno di Boemia, anno 1403. L'Europa Centrale è saldamente intrecciata ai destini del Sacro Romano Impero, una compagine di regni non troppo organica, sottomessa all'imperatore e sotto la sfera d'influenza del Papa di Roma. Praga, capitale del Regno di Boemia, corrispondente all'incirca all'odierna Repubblica Ceca, è anche il cuore pulsante dell'Impero. Il merito è tutto di Carlo IV, erede della casa di Lussemburgo, divenuto imperatore nel 1342; grazie a lui il Regno di Boemia estese i suoi domini assoggettando alcuni feudi tedeschi, incluso il Regno di Brandeburgo. Con un colpo di mano egli emise la Bolla d'Oro, definendo attraverso di essa i requisiti di elezione dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, assicurandosi 2 dei 7 seggi elettivi attraverso la corona boema e brandeburghese, ipotecando così la successione dinastica al figlio Venceslao.
    Venceslao divenne imperatore a 18 anni, ricevendo il titolo imperiale dal padre sul letto di morte. Il fratellastro Sigismondo non vide di buon occhio questa preferenza e, nonostante l'aiuto di Venceslao nel divenire Re di Ungheria, approfittò di una ribellione in quel di Praga per invadere la Boemia ed imprigionare Venceslao. Correva l'anno 1403 e proprio in Boemia si decidevano le sorti dell'Europa intera.
    La Storia ci racconta poi di un esilio viennese di Venceslao, di un ritorno sul trono boemo, ma anche di un clamoroso passo indietro a favore del fratello Sigismondo nel 1411, il quale divenne così Imperatore. Sullo sfondo della lotta fraterna tra Venceslao e Sigismondo per la successione al trono imperiale, lasciato vacante dal padre Carlo IV, si svolgono le vicende del videogioco Kingdom Come Deliverance, imminente gioco di ruolo con visuale in prima persona sviluppato con dedizione ed un budget di tutto rispetto (merito anche di un fortunato Kickstarter) da uno sviluppatore ceco, Warhorse Studio, il quale ha fortemente voluto ricreare un setting storicamente accurato ambientando una vicenda fittizia all'interno di un contesto oggetto di attento studio nelle scuole della Repubblica Ceca.

    Il destino di un...fabbro

    Gli eventi di Kingdom Come Deliverance non potrebbero iniziare in un luogo più remoto, lontanissimo dai centri di potere e decisione dell'epoca. Henry, il protagonista del gioco, è figlio di un fabbro, che vive e lavora nel centro minerario di Skalitz (l'odierna città di Stríbrná Skalice, nel nord della Repubblica Ceca). Sigismondo manda i propri mercenari ungheresi in questo paesino per far man bassa della materia prima estratta dal sottosuolo: argento per forgiare nuove armi e spade. E' un massacro e nessuno sopravvive, eccetto il giovane Henry il quale giura vendetta al padre morente.
    Si arruola così nell'esercito del feudatario locale, Radzig Kobyla, fedele al legittimo re di Boemia Venceslao, nel frattempo rintanatosi nel castello di Rattay on Sasau, importante centro commerciale poco distante da Praga. Il lord locale, Hanush of Leipa (il cui attore non è altri che il fondatore di Warhorse Studio), è fortemente intenzionato a resistere all'assedio, bloccando le truppe di Sigismondo dall'avanzare verso la capitale.
    Henry imparerà all'interno di queste mura i rudimenti nel combattimento corpo a corpo e nell'abilità di andare a cavallo.

    Resisterà eroicamente all'assedio e poi sconfinerà nella campagna boema insieme alle truppe regolari di Venceslao, ingaggiando epici scontro campali contro gli eserciti ungheresi di Sigismondo. Partito con il pretesto della vendetta, egli si troverà coinvolto nella guerra per la successione al titolo imperiale, combattendo a favore del regnante Venceslao.

    Guida Michelin edizione 1403

    Le guide turistiche oggigiorno ci consigliano un capatina Praga, città ricca di storia, ma anche di birre a 1 euro e localini notturni. Kingdom Come Deliverance a quanto pare eviterà la capitale boema per farci conoscere altri villaggi e cittadine fortificate, sconosciute ai più, ma altrettanto ricche di fascino ed intrise di mood medievale.

    Il giocatore visiterà ad esempio entrambe le rive del fiume Sázava, il quale scorre proprio nel centro della Boemia per circa 218 chilometri (1/3 del nostrano Po), prima di immettersi a Sud di Praga nel Vltava, il fiume ceco per antonomasia. Lungo il fiume Sázava sorge ancora oggi la città di Svetlá nad Sázavou, al tempo degli eventi del videogioco fiorente nei commerci e rinomata per la lavorazione del vetro e dei celeberrimi cristalli di Boemia.
    Talmberk Castle, invece, oggigiorno appare come una villa barocca ed ha perso qualsiasi velleità difensiva. Il merito (o la colpa?) è di Francesco di Talmberk, il quale nel 1600 fece ristrutturare interamente il vecchio castello. In Kingdom Come Deliverance, quindi, familiarizzeremo con l'aspetto che aveva agli inizia del 1400 questo luogo di residenza e di difesa, quando i proprietari erano le famiglie Ladislav e Vaclav.
    Infine Samopse era ed è tuttora un villaggio di agricoltori collinare, anch'esso sorto lungo il fiume Sázava. Se nel videogioco è un insieme di casupole di paglia al centro di un agglomerato di terreni agricoli e latifondi, nel 2018 è rimasto un villaggio di 150 anime, case modeste e campi coltivati nei dintorni.

    Il mestiere delle armi

    Com'era la vita di un fabbro nel Medioevo? Henry, il protagonista di Kingdom Come Deliverance, è figlio di un fabbro, lavora nella bottega paterna e dopo la devastazione del suo villaggio abbandonerà la forgiatura di spade ed elmi per i nobili cavalieri, brandendo egli stesso le sue creazioni in metallo per conseguire i propositi di vendetta.
    Com'è stata la giovinezza di Henry, apprendista presso il padre? Benché inquadrati sempre nel mestiere di artigiani del ferro, insieme ai fabbricatori di utensili e chiavi, coloro che si occupavano di forgiare strumenti per il combattimento facevano parte di una corporazione separata, quella dei corazzai e spadai. All'interno di essa vi erano diverse specializzazioni: chi si occupava di armi e chi di corazze. I primi realizzavano spade, pugnali, spadoni a due lame, mazze ferrate e coltelli da guerra, con metalli e finiture differenti a seconda del budget del cavaliere. I secondi, invece, potevano essere abili nella realizzazione di armature da guerra rigide, chi in quella di bracciali, elmi o visiere.

    Attorno alle botteghe gravitavano anche carbonai, perché fornivano il carbone necessario al funzionamento delle fucine, pittori che decoravano e coloravano le impugnature delle armi e delle corazze, oltre a conciatori che si occupavano di imbottire e rendere indossabili le pesanti lamine che proteggevano in battaglia i cavalieri.
    Nel 1400, infine, si aggiunge una terza specializzazione, ovvero quella in armi da fuoco. Due secoli prima era arrivata in Europa dal lontano Oriente la formula per la fabbricazione della polvere da sparo, subito impiegata nella realizzazione di possenti cannoni e solamente a fine 1300 i primi strumenti portatili, gli schioppi e gli archibugi. Sebbene in Kingdom Come Deliverance saranno cavalli ed armi bianche gli strumenti bellici più comuni, ci sarà senz'altro qualche signore della guerra che intravederà nelle bocche da fuoco importanti vantaggi strategici.

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