La carriera di Hajime Tabata: da Crisis Core FF7 a Final Fantasy 15

L'addio del director nipponico a Square-Enix ci dà l'occasione per ripercorrere la sua carriera nel panorama videoludico.

speciale La carriera di Hajime Tabata: da Crisis Core FF7 a Final Fantasy 15
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • FInal Fantasy XV è una creatura particolare, che forse rispecchia pienamente la personalità del suo eclettico director. Hajime Tabata ha comunicato nelle ultime ore che non è più parte di Square-Enix, e di conseguenza del suo team interno, Luminous Productions: ha lasciato la compagnia lo scorso 31 ottobre con l'obiettivo di imbarcarsi in nuovi progetti personali, aprire un proprio studio di sviluppo e realizzare produzioni indipendenti. Con l'addio del suo fautore, seppur giunto in corsa soltanto in un secondo momento alle redini della quindicesima fantasia finale, il più recente capitolo della saga J-RPG muore prima del previsto: cancellati quasi tutti i contenuti aggiuntivi che sarebbero andati a comporre l'arco narrativo The Dawn to the Future, mentre a sopravvivere sarà unicamente Episode of Ardyn - così come pure un adattamento animato breve che esplorerà le origini del villain. Una parabola curiosa, quella di Tabata-sensei, entrato in punta di piedi a capo di progetti minori prima del grande salto, fautore di una voglia di cambiamento che non ha mai davvero spiccato il volo.

    Nel segno di Final Fantasy

    Le radici da sviluppatore di Hajime Tabata sono iniziate in patria, com'è prassi per tutti coloro che si approcciano all'industria videoludica nipponica. Il futuro papà di Final Fantasy XV ha però iniziato lontano da Casa Square-Enix, approdando come producer in erba alle soglie di PlayStation. Era il 1999 e, per la prima storica console casalinga del colosso elettronico, uscivano Deception III: Dark Delusion, RPG strategico, e Monster Rancher 2, secondo capitolo del celebre franchise che in seguito ha ispirato anche un popolare adattamento animato. Progetti che hanno rappresentato un gradino minore nella scalata al successo di Tabata. Un'ascesa che, sin dal lontano 2004, è iniziata proprio con Square-Enix, e in particolare con il brand che sarà destinato a fare la sua fortuna: Final Fantasy, per l'appunto.

    C'è da dire che Tabata, sin dalle sue origini come sviluppatore (e poi director) tra le mura della celebre compagnia giapponese, ha fatto dei videogiochi per il mercato portatile il suo mantra. Sbaglia chi la definisce una branca minore, soprattutto se ignora quali sono stati i titoli che Hajime-san ha introdotto sul mercato: quando la tua opera d'esordio è Before Crisis: Final Fantasy VII, spin-off per dispositivi mobile che funge da prequel al settimo episodio della saga, capisci che forse sei destinato prima o poi a lasciare il segno.

    Il rapporto tra Tabata e la portabilità è continuato felicemente per tutto il decennio scorso, pur senza disdegnare il mondo dell'animazione: tra anime e videogioco, Hajime Tabata ha dimostrato di avere particolarmente a cuore la settima fantasia finale, figurando tra i producer della miniserie OVA intitolata Last Order: Final Fantasy VII - un prodotto di approfondimento legato ad alcuni eroi del capitolo principale - e di un nuovo spinoff videoludico, stavolta per PSP e nuovamente ambientato prima dell'epopea di Cloud Strife. Parliamo di Crisis Core: Final Fantasy VII, incentrato sul personaggio di Zack Fair.

    Solo più avanti, nel 2008, c'è stato un ritorno alle origini con Kingdom Hearts: Coded, di cui fu co-director. Il titolo, a causa della release su mobile e della sua struttura ludica (parliamo di un puzzle game episodico) potrà suonare insignificante a molti; eppure parliamo di un capitolo ambientato dopo il finale di Kingdom Hearts II e che ne prosegue la trama, spianando la strada alla più recente evoluzione del franchise, un tassello di una grande piece narrativa pronta a culminare in Kingdom Hearts 3. E non è un caso, difatti, che la creatura di Hajime Tabata e soci, plasmata dalle mani di Tetsuya Nomura, fu in seguito selezionata per un remake concepito per Nintendo DS.

    Unico, grande amore

    Ma è già a partire dagli inizi del decennio corrente che Hajime Tabata è approdato tra gli sviluppatori che contano. Suo è, ad esempio, l'apprezzato Final Fantasy Type-0, di cui fu non soltanto director ma anche fautore di tutto ciò che concerne immaginario e design. Il successo del gioco, che in qualche modo riprendeva gli stilemi più classici della serie, fu tale che dalla release originale su PlayStation Protable Square-Enix ne avallò un'edizione per console next-gen: Final Fantasy Type-0 HD, reso disponibile per PS4, Xbox One e PC nel 2015, portò il sogno di Hajime Tabata nell'Olimpo videoludico.

    La lunga scalata, costellata a sua volta di diverse altre produzioni di contorno negli anni intercorsi tra il Type-0 originale e la versione HD, necessitava di un ultimo gradino per potersi definire completata. Serviva la grande occasione, arrivata nel 2013 con l'approdo a capo del team di sviluppo di Final Fantasy XV.
    L'epopea di Noctis e dei suoi compagni di viaggio, come tutti sappiamo, ha una storia produttiva travagliata. Inizialmente facente parte del progetto Fabula Nova Crystallis, il primo embrione del gioco portava un titolo completamente diverso rispetto a quello attuale e ne incarnava un'anima altrettanto differente. Final Fantasy Versus XIII era il nome della creatura che, nell'ormai lontano 2006, vide al timone Tetsuya Nomura, eclettico creatore della saga di Kingdom Hearts.

    L'iter produttivo del gioco lo conosciamo tutti: un progetto che, negli anni, si è arenato per lungo tempo, fino al punto della decisiva rottura con Nomura-sensei, il quale ha potuto finalmente dedicarsi a KH3 lasciando il posto proprio al nostro Hajime. Nonostante le difficoltà che hanno accompagnato lo sviluppo e l'uscita di FFXV, è indubbio che il talento e la grinta di Hajime Tabata siano riusciti a rimettere in piedi un progetto delicato e problematico.

    La sua creatura più fulgida, così fascinosamente imperfetta, ha finito per rappresentare il canto del cigno per Tabata e il suo percorso in Square-Enix prima della decisione che lo ha portato a dare le dimissioni. Un'opera che l'autore nipponico non ha esitato a plasmare a suo piacimento, frammentandone il cuore pulsante attraverso le frange e le incarnazioni della multimedialità moderna, esplorandone ogni anfratto e utilizzando i mezzi espressivi a lui più congeniali. L'iniziale suddivisione tra il videogioco, la mini serie anime Brotherhood e il film di animazione in computer grafica Kingsglaive (che esplica i retroscena politici e militari del regno di Lucis), ha spianato la strada alla nascita di un franchise posizionato su fette differenti di mercato. L'introduzione di svariati DLC post-lancio e delle successive espansioni, sia per il singleplayer che per il multiplayer, hanno poi fatto storcere il naso a gran parte dei fan, che hanno accusato la produzione di lucrare eccessivamente sulle presunte incompletezze di un gioco base.

    Ciò che Tabata e il suo team di sviluppo hanno provato a fare, al di là della bontà dei risultati o della loro cattiva riuscita, è stato quello di creare un mondo in continua evoluzione, dando vita a un prodotto destinato a proseguire nel tempo piuttosto che ad esaurirsi completamente pochi mesi dopo il suo lancio. La struttura episodica degli add-on e il supporto al multiplayer online hanno tentato di portare avanti questa filosofia, così come la serie di DLC previsti per il 2019 e intitolati The Dawn to the Future. Questa Alba per il futuro, tuttavia, non sorgerà mai.

    Final Fantasy XV Dopo più di un decennio di onorato servizio, Hajime Tabata lascia Square-Enix lasciando incompiuta la sua quindicesima fantasia finale. Final Fantasy XV, un prodotto rinato e riplasmatosi grazie alle mani del giovane director, voleva imporsi con un piano di supporto post-lancio che sarebbe continuato per un altro anno e mezzo. La carriera di Tabata tra le mura della compagnia giapponese si interrompe a fronte di una decisione brusca, prima del coronamento di un sogno che avrebbe potuto essere ancora più dolce, per approdare su lidi differenti: il mercato indipendente, slegato da qualunque altra major dell’industria come tanti altri coraggiosi sensei hanno fatto prima di lui. Forse era questo il passo necessario per chi ha tentato di rivoluzionare il mercato nel segno del “cambiamento”: modificare marcia, invertire la rotta, lontano da Noctis, Ace, Joker, Deuce e da tutti gli eroi che ha portato per mano in questi anni. E questi personaggio ora non possono far altro che salutare il loro creatore con un profondo inchino: “Saraba da, Tabata-san”.

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