Speciale La grandezza dei Tales Of

In attesa del nuovo Zestiria, guardiamo al recente passato di una saga intramontabile

speciale La grandezza dei Tales Of
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
  • PS4

Mentre un’estate quasi sempre autunnale giunge al declino, le foglie morte si accumulano anzitempo e moltissimi di coloro che amano i videogame vanno incontro al proprio “destino” online, io gioco a Tales of Xillia 2, sia perché dove ora mi trovo non posso usufruire di una connessione sia perché gli universi della serie di Bandai-Namco esercitano su di me un’attrazione irresistibile.
Poi temo un po’ Destiny.
Io sono un giocatore solitario di ferro e quella del nuovo lavoro di Bungie sarà la mia prima esperienza in rete, perché quell’universo fantascientifico mi affascina, così non vorrei trascurarlo per pigrizia e paura dell’ignoto.
Ma i Tales Of sono la certezza di decine di ore di epopea e una promessa di solinga avventura virtuale che viene sempre mantenuta con risultati sorprendenti.
Ogni gioco della serie conserva l’anima ludica che la identifica variandola senza mai pervertirla, così che quando si comincia a giocare un’opera nuova, con emozione e senso di anticipazione, sembra di tornare in un mondo che si conosce, sebbene tutto sia sempre diverso. Un po’ come succedeva durante l’epoca classica dei Final Fantasy, quella che va dal quarto al decimo episodio, un’emozione che ora considero smarrita, sebbene io non vituperi assolutamente la trilogia di Lightning.
Con Xillia 2 quella dolce sensazione di ritorno risulta amplificata dal fatto che si tratta di un seguito diretto, come quello di Symphonia ma assai più riuscito, poiché migliora alcuni difetti del primo episodio offrendo uno svolgimento delle missioni secondarie di fattura esemplare, mai noioso, e un combat-system che considero il migliore tra tutti gli altri episodi, grazie all’estrema variabilità che consente.
Cambiare le armi del taciturno Ludger (forse troppo silenzioso, perché sembra irrimediabilmente ottuso da un bad trip lisergico) in tempo reale durante le battaglie utilizzando spade, mazze e pistole, oppure trasfigurare il protagonista grazie ai suoi poteri innati, trasforma i combattimenti in un ludibrio dinamico e strategico che li rende sempre nuovi e appassionanti.
Gioco oltre modo felino, e non solo perché pullula di gatti, ma per la sua qualità misteriosa e ultra-dimensionale, Tales of Xillia 2 ribadisce la grandezza ludica, estetica, narrativa e musicale di una serie che ormai è la più importante nel panorama dei giochi di ruolo giapponesi; una magnifica e solitaria sopravvissuta in un mondo dove tante altre saghe di ruolo nipponiche si sono estinte, prima fra tutte Star Ocean, una space-opera di cui non si hanno più notizie dopo l’epico e gigantesco Last Hope. Ma il destino peggiore, almeno per chi scrive, è quello che tocca all’indimenticabile serie di Breath of Fire, gioiello di Capcom che sarebbe stato meglio se fosse naufragato negli abissi del tempo e dei ricordi invece di essere destinato a diventare un “online touch rpg” per telefoni e tablet. Povero Ryu.

CIò CHE PIù MERAVIGLIA DELL’ULTIMA GENERAZIONE DI TALES OF

Tales of Graces F: della storia di Asbel, con il suo incredibile look alla Elvis Presley pre-morte, resta soprattutto impresso nella memoria il giocoso quanto grave preludio dedicato all’infanzia dei personaggi principali. Alcune ore di gioco che esaltano l’andamento narrativo di una storia lunghissima e i suoi accenti tragici e generazionali. Inoltre il Nemico di Graces, Lambda, è il più carismatico della serie, in grado di rivaleggiare con i migliori antagonisti dei Final Fantasy.
La storia del triangolo parassitario, odioso e amichevole tra Asbel, Richard e Lambda è suggestiva e profonda mentre la triste bellezza floreale di Sophie è toccante e travolgente.
Immenso, solo qualche volta stancante soprattutto durante l’espansione finale, forse non necessaria, Graces è uno dei più coerenti e coinvolgenti Tales Of, a mio avviso paragonabile a Symphonia.

Tales of Vesperia: Yuri è un personaggio tormentato la cui caratterizzazione non cede facilmente agli inevitabili luoghi comuni del genere. Oscuro e con uno spietato senso della giustizia che lo porta a non perdonare nessun torto verso i più deboli commesso da chi detiene il potere, Yuri dimostra come la serie non si adagi mai sul territorio del fantasy più dissociato e sognante ma racconti, filtrati in un mondo fantastico, gli orrori sociali del presente e del passato del nostro pianeta. Ci sono momenti in cui Yuri raggiunge una statura davvero letteraria grazie all’incontenibile e democratica violenza vendicativa che lo caratterizza, ai sensi di colpa, alla contenuta disperazione e alla dissimulata tristezza. Controllare Yuri, fino alla fine dei mondi, è un’esperienza devastante e gratificante, “socialmente” utile, almeno nel mondo di Vesperia.

Tales of Xillia: la bionda bellezza divina, quasi accecante, iperbolica ma nello stesso tempo così umana di Milla Maxwell. Quando la vediamo crollare sebbene la sua volontà sia inarrestabile, è un momento struggente. Personaggio sospeso tra una mistica potenza e una tenera ingenuità, Milla riassume in maniera esemplare lo spirito e i toni di Tales of, una serie in cui la tragedia e il dramma sono alternati con sapienza alla commedia e alla comicità, senza che questa miscela improbabile di toni vada a scapito della coerenza stilistica e dell’epica.

Tales of Xillia 2: il debito, che ci obbliga a regolare ogni azione in base al pagamento delle rate che Ludger deve versare per pagare la banca responsabile del prestito per le cure mediche da lui sostenute, è un’intuizione ludica geniale. Il debito determina tutto lo svolgimento del gioco e ci costringe a portare a compimento decine di missioni secondarie che così diventano obbligatorie.
Mutuato da Animal Crossing, ma molto più fatale e cattivo, il debito di Ludger e il potere delle banche che determina il malessere del popolo di Elympios sono un altro potente riferimento alla nostra realtà che qui diviene implacabile meccanismo ludico.

PIù TALES OF CI SONO, MEGLIO è

Quest’anno è stato generoso con gli appassionati di Tales Of, grazie anche ad una distribuzione coraggiosa che non ghettizza in Giappone i giochi di ruolo: il ritorno in HD di Symhonia e del suo a tratti deludente sequel, Xillia 2 e prossimamente, a novembre, Tales of Hearts R su PS Vita.
Intanto è in via di sviluppo il draghesco Tales of Zestiria, che sembra già splendido su Playstation 3 ma che spero, e credo possibile, sarà annunciato anche per la quarta console di Sony.
Tales of ci ricorda un grandioso passato ludico anticipando uno splendente futuro, e ci ammonisce quanto sarebbe vuoto e triste il panorama dell’intrattenimento elettronico senza giochi di ruolo giapponesi.

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