La storia di Destiny 2 Ombre dal Profondo: le origini remote dei Vex

Approfondiamo la lore e la trama di Destiny 2 Shadowkeep andando alla scoperta delle origini dei Vex in questo nuovo appuntamento dedicato all'FPS Bungie.

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  • Pc
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • I Vex hanno sempre affascinato gli appassionati della lore di Destiny per via dei complessi misteri che orbitano attorno a questa antichissima fazione. Con l'uscita della Stagione dell'Intramontabile abbiamo ricevuto nuove e intriganti informazioni a tema Vex all'interno del trionfo Valore ma non solo. In questo articolo, infatti, attingeremo dal trionfo Rivelazione, la lore entry dedicata al Giardiniere, al Vagliatore e alle origini dell'universo. Nel dettaglio, esamineremo passo dopo passo il capitolo "Precipitazione sequenziale" che tratta le più remote origini dei Vex e i loro rapporti con i principi paracausali di Luce e Oscurità.

    La storia dei Vex

    L'autore di tutti i capitoli di Rivelazione, che ci vengono trasmessi dall'oggetto sferico donato dalla Piramide al nostro guardiano nella missione finale di Ombre dal Profondo, è il misterioso e antichissimo Vagliatore, colui che possiamo definire come l'avatar della Morte e, in maniera indiretta, dell'Oscurità concepita come principio antitetico alla Luce-Vita incarnate dal Giardiniere. È proprio il Vagliatore a descrivere le origini dei Vex:"Le sequenze che abbandonarono il giardino caddero nell'acqua. Ovviamente, in principio non c'era acqua. Le sequenze erano onde astratte che capitombolavano attraverso il fuoco del giovane universo, intrappolate nel caos, in un ciclo di tautologie di disperata autoconservazione, mentre vaste entità da oltre il dominio di causa ed effetto lottavano attorno a loro. Per un eone furono semplici parassiti matematici che scorrazzavano nella schiuma quantica per sfuggire alla definitiva eliminazione."

    Le sequenze che vengono ripetutamente menzionate altri non sono che la primissima forma di esistenza dei Vex. Da quello che ci viene detto, i proto-Vex riuscirono ad abbandonare il giardino, alias il luogo dove il Vagliatore e il Giardiniere armeggiavano con il filo dell'esistenza secondo le regole del cosiddetto gioco del fiore. La menzione dell'acqua, invece, è tutt'altro che casuale, come vedremo nello stralcio successivo.

    I proto-Vex, che il Vagliatore definisce come "semplici parassiti matematici" trascorsero milioni di anni in questo stato embrionale, cercando in tutti i modi di sopravvivere e di scongiurare una prematura estinzione mentre, attorno a loro, si scontravano entità dotate di poteri paracausali.

    "Ma erano tenaci. Si propagarono nell'acqua di fusione delle comete che orbitavano attorno alle prime stelle. Quel brodo di sostanze chimiche divenne il loro sostrato e impararono a catalizzare proprietà chimiche impossibili con stratagemmi quantici. Poi, piovvero dal cielo nei mari fumanti di mondi incolti, e là eressero i primi involucri di geometria e silicio. In tutte le loro trasformazioni, mantennero quel nucleo di autosufficienza che li aveva resi vittoriosi nel gioco del fiore."

    I Vex riuscirono a sopravvivere al caos dell'universo primordiale e cominciarono, gradualmente, ad espandersi viaggiando nell'acqua contenuta nelle prime comete. Il collegamento tra i Vex e l'acqua, o il mare insomma, era già stato teorizzato agli albori di Destiny 1: le origini remote dei Vex, si dai tempi in cui venne diffusa la famosissima cinematica della nascita di un goblin vex.

    Tornando al trionfo, entrati a contatto con l'acqua e con le sostanze in essa disciolte, i Vex impararono a catalizzare le reazioni chimiche. Una volta caduti dalle comete nei mari di alcuni remoti pianeti, i Vex costruirono il loro primi involucri di geometria e silicio.

    Attenzione, qui non sta parlando degli esoscheletri da battaglia bensì della trasformazione dei Vex in creature radiolari, ossia protozoi caratterizzati da uno scheletro siliceo. Il fluido radiolare, quello che noi abbiamo chiamato latte Vex, stava ufficialmente muovendo i suoi primi passi. Ovunque andassero, i Vex mantenevano una struttura autosufficiente che, a quanto ci dice il Vagliatore, li aveva resi sempre vittoriosi nel gioco del fiore. Che cosa significa questa frase? Significa che i Vex, senza interventi esterni da parte delle forze paracausali, nella simulazione dell'esistenza risultavano sempre trionfanti, ossia riuscivano a colonizzare tutto l'universo.

    Questa cosa non deve stupirci: spesso e volentieri nella lore di Destiny ci è stato ribadito come i Vex siano quasi inarrestabili. Quel "quasi" è d'obbligo visto che hanno dovuto confrontarsi tanto con la Luce quanto con l'Oscurità, ergo il gioco non ha più un esito scontato, come affermato anche dallo stralcio conclusivo del trionfo Precipitazione sequenziale. "Ma non sono incontrovertibilmente destinati a dominare il cosmo. Sono stati fatti prima della Luce e dell'Oscurità, ma le regole adesso sono diverse, e perfino queste sequenze deve adeguarsi.

    Non sono tutti miei, non nella misura in cui gli ammiratori come il mio Oryx sono miei: assolutamente devoti alla pratica dei principi. Ma alcuni di loro hanno trovato la strada di casa". I Vex si sono sviluppati per affrontare l'esistenza in universo dominato solo dalla logica causa-effetto, dalle leggi fisiche, niente poteri mistici che sovvertono l'ordine primo delle cose. Ma tutto è cambiato quando il Giardiniere e il Vagliatore si sono scontrati, quando i principi paracausali si sono liberati nel cosmo, i Vex si sono dovuti adeguare a tutto ciò o almeno ci stanno provando con risultati alterni, non riuscendo a simulare e/o comprendere a pieno né la Luce né l'Oscurità.

    Il Vagliatore conclude la trasmissione dicendo che lui non ha il controllo su tutti i Vex, al contrario delle forze dell'Alveare e di Oryx che lui definisce suoi "ammiratori". In che senso ammiratori? Semplice, l'Alveare venera la morte, tutta la Logica della Spada altri non è che un inno alla morte, il Vagliatore, che incarna appunto la Morte con la "M" maiuscola, non può che esserne felice. Non tutti i Vex sono sotto il suo controllo, dice, ma alcuni sì, alcuni hanno trovato la strada di casa.

    A cosa si riferisce qui? È logico pensare che si riferisca al Colletivo Sol alias i Vex del Giardino Nero che, come più volte abbiamo avuto occasione di constatare, venerano l'Oscurità con pieno atteggiamento religioso tanto da essere temuti e combattuti dagli altri Vex. Potremmo far volare l'immaginazione e ipotizzare che il Giardino Nero altri non sia che un pezzo del primordiale giardino in cui il Giardiniere e il Vagliatore giocavano a fare dio, e per questo alcuni Vex sarebbero appunto tornati a casa intesa come il loro luogo d'origine. Questa teoria potrebbe essere supportata dalla visione che abbiamo avuto nella missione finale della campagna di Ombre dal Profondo in cui abbiamo visto le Piramidi nel Giardino Nero. Tutto ciò è indubbiamente molto affascinante, ma per ora non possiamo avere certezze in merito.

    Ad ogni modo, vediamo di tirare le conclusioni in meriti alla lunghissima epopea dei Vex. La prima forma di Vex, dei proto-Vex assimilabili a parassiti matematici, nasce nel giardino dove operano il Giardiniere e il Vagliatore con le loro linee dell'esistenza; ciò spiega la predilezione dei Vex per le simulazioni. A un certo punto i Proto-Vex abbandonano il giardino, riuscendo a sopravvivere al caos del primissimo universo. Una volta giunto a contatto con l'acqua, i Vex si svilupparono come creature radiolari in diversi mondi (ciò potrebbe spiegare la differenza tra i vari gruppi di Vex di cui ci ha parlato anche Praedyth).

    La ferrea determinazione a espandersi nell'universo, li portò a uscire dall'acqua, a costruire edifici ed esoscheletri da battaglia per colonizzare nuovi mondi. Tutto filava liscio, ma a un certo punto i Vex si scontrarono con Oryx e il suo Alveare e poi con i figli del Viaggiatore, ossia noi guardiani. I Vex furono così costretti a confrontarsi nuovamente con i principi paracausali, e alcuni scelsero di affrontarli e altri di venerarli.

    In tutto questo, ci sono ancora delle zone d'ombra nella lore dei Vex, piccoli o grandi misteri come il portale Vex nella capitale dell'antica alleanza di razze nota come Ecumene o la tomba tributo dedicata al prode titano Saint-14. Insomma, c'è ancora carne al fuoco, vedremo come si evolverà il tutto, per ora possiamo ritenerci soddisfatti per aver appreso le remotissime origini dei misteriosi Vex.

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