La storia di Donkey Kong: la rinascita dello scimmione Nintendo su Wii e Wii U

Eccoci giunti all'ultima tappa del nostro viaggio: i due capitoli di Donkey Kong usciti su Wii e Wii U rappresentano una vera ripartenza per la saga.

speciale La storia di Donkey Kong: la rinascita dello scimmione Nintendo su Wii e Wii U
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  • Wii U
  • Switch
  • Tutte le cose belle, prima o poi, finiscono. Ci avviciniamo infatti alla conclusione del nostro fantastico e selvaggio cammino nella giungla abitata dalla famiglia Kong, in questo lungo excursus alla riscoperta delle diverse tappe nella storia di Donkey Kong. Dopo la nascita del personaggio, la definitiva affermazione con i lavori sviluppati da Rare su SNES e Game Boy e tutta la serie di spin-off che ha caratterizzato i primi anni del nuovo millennio, ci eravamo salutati con la promessa di un articolo finale, incentrato sulla rinascita del franchise in epoca Wii e Wii U. Siete pronti all'ennesimo, ed ultimo, mojito di questo viaggio?

    Un nuovo inizio: Donkey Kong Country Returns (Retro Studios, 2010)

    Lo scimmione di Nintendo, durante l'epoca GameCube, era finito ai margini della squadra di personaggi e icone del colosso di Kyoto. C'erano stati alcuni tentativi di platform in due dimensioni come Donkey Kong: Jungle Beat, ma i fasti dell'epoca Rare erano ben lontani. La Grande N aveva bisogno di qualcuno che conoscesse la mascotte ed il gameplay e che, soprattutto, fosse talmente bravo nello sviluppo del software da poter far rinascere una serie quasi scomparsa. È Miyamoto in persona, sotto suggerimento del producer Kensuke Tanabe, ad affidare la sua scimmia di compagnia ai ragazzi di Retro Studios. Il team texano si era distino in epoca GameCube con lo sviluppo di quei due capolavori chiamati Metroid Prime, proseguendo poi la serie con un terzo episodio (Metroid Prime 3: Corruption) distribuito su Wii.
    Nel 2008, gli viene assegnato il compito di sviluppare un nuovo gioco avente Donkey Kong come protagonista e che, nella stessa maniera dei vari New Super Mario Bros., fosse pervaso da un sottile feeling nostalgico. Capitanati dallo stesso Tanabe, i ragazzi di Retro Studios decidono di riprendere la lezione impartita da Rare quasi venticinque anni prima, trasportando nel XXI secolo la serie Country. Donkey Kong Country Returns è un'unica grande dichiarazione d'amore nei confronti dei capitoli su SNES. Tornano le due dimensioni a scorrimento laterale, le letterone "K O N G" da recuperare in giro per i livelli, e gli stage da affrontare a bordo di veicoli strampalati o animali selvatici.

    E con tutto questo torna anche un grande, grandissimo gioco.Ciò non vuol dire, però, che Retro Studios si sia limitato a copiare gli appunti del compagno di classe. Country Returns offre, a differenza dei tre episodi originali, la possibilità di poter giocare in due contemporaneamente: un giocatore controlla Donkey Kong, mentre l'amico al suo fianco si occupa di Diddy Kong.
    Nel caso in cui non ci sia nessuno con cui condividere i Wiimote, Country Returns sviluppa tutta la sua idea ludica attorno alla collaborazione fra le due scimmie: gli utenti manovrano Donkey Kong, alla cui schiena si aggrappa il piccolo Diddy. Sfruttando il jetpack dell'amico, DK può planare e allungare la distanza del salto, correggendo le traiettorie sbagliate, una capacità assolutamente fondamentale in un platform come l'ostico Donkey Kong Country Returns.
    Acclamato dalla critica e campione di vendite su Wii nel 2010, Country Returns è stato rimpicciolito fino ad entrare in una cassetta per 3DS, console che ha potuto godere del porting di questo eccezionale gioco di piattaforme nel 2013.

    Family business: Donkey Kong Country Tropical Freeze (Retro Studios, 2014)

    Quattro anni dopo l'ottimo gioco per Wii, Retro Studios torna ad occuparsi di Donkey Kong e famiglia, trasportando le scimmie sul nuovo hardware nato a Kyoto, lo sfortunato Wii U. Nel passare alla nuova generazione, Retro Studios decide di alzare il tiro con Donkey Kong Country: Tropical Freeze, rendendo il secondo capitolo del "suo" Country ancora più grande.
    È in quest'ottica che va letto l'inserimento di due nuovi personaggi giocabili, vale a dire Dixie Kong e Cranky Kong. I due primati si comportano nella stessa maniera di Diddy Kong, ovvero come elementi di supporto al forzuto di famiglia: Dixie può allungare il range del salto grazie alla treccia di capelli usata a mo' di elicottero, mentre Cranky permette di rimbalzare sul bastone, evitando così spuntoni e altre parti dolorose inserite nei livelli.
    Per il resto, il gioco resta fedele alla formula sperimentata già su Wii, con la possibilità del multiplayer locale. Viene aggiunta, in questo nuovo capitolo, la facoltà di sfidare i giocatori sparsi sul pianeta in una modalità time trial, scelta alquanto bizzarra nell'ambito dei platform. Tropical Freeze ottiene un buon riscontro da parte della critica, ma a causa del fallimento di Wii U non arriva a vendere quanto pianificato.

    È per questo motivo che Nintendo e Retro Studios hanno deciso di riproporre, tramite un'apposita riedizione, il loro ultimo sforzo anche su Switch, l'ibrida che in poco più di un anno è già riuscita a superare le vendite di Wii U di circa cinque milioni di unità, permettendo così ad un pubblico più ampio di riscoprire questa perla del passato ingiustamente sottovalutata. Giunti al termine della nostra retrospettiva, non possiamo far altro che invitarvi a rivivere i capitoli più importanti della serie, magari tirando fuori dalla cantina tutte le vecchie console che avete mandato in pensione - o recuperando uno SNES Mini, magari. Vi ringraziamo di averci accompagnato in questo viaggio a ritroso nel tempo, all'interno di un magico mondo fatto di pixel, poligoni, meraviglia e simpaticissimi scimmioni.

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