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Le cinque ragazze più vincenti nella storia dell'eSport

Le giocatrici stanno trovando sempre più spazio anche in un settore tradizionalmente poco permissivo. Ecco alcune figure di primo piano.

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  • Secondo uno studio condotto sui giocatori a Stelle e Strisce, ben il 45% è risultato essere di sesso femminile. Nonostante questo, le ragazze rappresentano ancora una parte infinitesimale della sempre più grande massa di giocatori considerati "competitivi". Attenzione, stiamo parlando di giocatrici reali e non delle migliaia di streamer o presunte tali che fanno i grandi numeri su Twitch.

    I publisher e gli sviluppatori di titoli come League of Legends e, soprattutto, Overwatch (tralasciamo l'affaire Ellie, che tanto ha fatto discutere) si sono dichiarati ben disposti ad accogliere ragazze tra i team di professionisti. La stagione inaugurale della Overwatch League ne ha accolta (tra mille polemiche e accuse pesanti da parte della community) solo una: Kim "Geguri" Se-Yeon. La scena competitiva si sta pian piano aprendo anche alle giocatrici, grazie a iniziative come il campionato di Counter Strike: Global Offensive e alla lega brasiliana femminile di Rainbow Six: Siege. Non solo. Nei paesi del Sud Est asiatico non è raro sentire parlare di organizzazioni che presentano un roster composto totalmente da ragazze per i titoli (soprattutto mobile) che vanno per la maggiore, come Arena of Valor.

    Nel nostro Paese possiamo contare, giusto per citarne alcune, su esponenti di primo piano come le giocatrici dei Qlash, MaeveDonovan, attiva su Hearthstone e Annalisa "Annie Ackerman" La Rosa su Clash Royale.

    La difficile accettazione

    Il settore videoludico e, in subordine, anche quello esport si trovano costantemente alle prese con casi di molestie e comportamenti che mettono in mostra il peggio della natura umana. Una escalation che si è avuta soprattutto dopo lo scandalo #Gamergate del 2014, quando la campagna di odio verso le donne raggiunse livelli apocalittici.

    Le ragazze, ovviamente, si sentono emarginate all'interno delle varie community e sono continuamente soggette a commenti sgradevoli sulla loro abilità (inconcepibile che una donna possa competere con un maschio in un videogioco, no?), quando non sul loro aspetto fisico. A livello professionistico gran parte degli attacchi viene dalla community, ma anche gli avversari e i compagni di squadra delle ragazze si rendono volentieri protagonisti di episodi poco edificanti. Come accaduto tempo fa, in Russia. Questa, però, è un'altra storia che racconteremo più avanti.

    Per una ragazza, insomma, è difficile trovare spazio, far sentire la propria voce ed emergere. Non solo: è per questo che le ragazze si trovano a dover partecipare molto spesso a campionati "riservati", quasi fosse un'apartheid videoludica, quando invece (visto che non si parla di forza fisica) non esiste nulla di più egalitario di un videogioco. Diciamo che anche gli organizzatori dei tornei, ogni tanto, si impegnano a far discutere.

    Qualche tempo fa, il co-CEO del DreamHack, Marcus Lindmark, aveva dichiarato:
    "L'inclusione nei nostri eventi è una parte fondamentale del DreamHack - miriamo a essere il festival dell'esport e dei videogiochi in cui tutti si sentono i benvenuti."
    Nonostante questo, in occasione del DreamHack Valencia, il banner promozionale del torneo femminile ha riportato a fianco della cifra del montepremi (da 100.000 Dollari), la dicitura "prize purse" invece del più tradizionale "prize pool". Inutile dire che la parola "purse" ha sollevato qualche perplessità in quanto inutile connotazione vista da molti come sessista.

    Ad ogni buon conto, senza addentrarci oltre nell'argomento che merita ben altro risalto, vogliamo stilare una piccola classifica delle ragazze più vincenti di sempre. Certo, forse non avranno guadagnato quanto i loro colleghi maschi, ma si tratta comunque di discrete sommette.

    Sasha "Scarlett" Hostyn

    Non potevamo non iniziare con Scarlett, giocatrice di punta di StarCraft II e nominata da Forbes tra le donne più influenti dello sport internazionale nel 2018 (al ventiquattresimo posto). Il dibattito sul sesso di Scarlett potrebbe riaccendere la polemica: Sasha Hostyn infatti è transgender. Non è l'unica nel mondo del gaming ma è stata la sola (per di più occidentale, in un titolo dominato dai coreani) a poter dire di aver vinto un Intel Extreme Masters di StarCraft II (a PyeongChang, a febbraio).

    Il 2018, per lei ormai venticinquenne, è stato forse il suo anno migliore: solo dai tornei a cui ha partecipato, Scarlett è riuscita a portarsi a casa la bellezza di 97.642 Dollari (50.000 provenienti solo dall'IEM citato poco fa). Niente male, visto che in tutta la sua carriera, iniziata nel 2011-2012, ha totalizzato quasi 300.000 Dollari. Quest'anno Scarlett non ha avuto la sua stagione migliore. La giocatrice canadese, però, è riuscita a qualificarsi per il WCS Fall di Montreal che si terrà questo weekend. Un avversario temibile, per il nostro Reynor, che se la troverà in gruppo.

    Katherine "Mystic" Gunn

    Katherine Gunn ha iniziato la sua carriera di giocatrice nel lontanissimo 2007 (all'età di 19 anni), quando ancora l'esport era affare di pochi, ed è diventata popolare con il circuito competitivo di Halo Reach nonostante abbia iniziato con un beat 'em up: Dead Or Alive 4.

    Una sua peculiarità? Nel 2015 è stata inserita nel Guinness World Record per aver guadagnato 122.000 Dollari, ovvero più di ogni altra giocatrice di quel tempo. Record che, come abbiamo appena visto, è stato velocemente surclassato da Scarlett.
    La maggior parte di quella cifra proviene dal primo premio al WCG Ultimate Gamer (che, appunto, metteva in palio ben 100.000 Dollari).

    Ricki Sophie Ortiz

    La carriera di Ricki Ortiz è ancora più risalente nel tempo, essendo iniziata addirittura nel 2003. La statunitense (nonostante anche lei abbia iniziato la carriera come transgender completando solo dopo il 2014 il percorso verso il cambio di sesso) è specializzata nei picchiaduro.

    Li ha provati tutti, da Marvel vs. Capcom a Capcom vs SNK sino alle mille declinazioni di Street Fighter. La sua stagione più prolifica è stata il 2016 (oltre 63.100 Dollari guadagnati), quando è riuscita a giungere seconda alla Capcom Cup (perdendo in finale solo contro la leggenda Du "NuckleDu" Dang) su Street Fighter V.
    Ora la ragazza, dopo aver vinto oltre 80.000 Dollari in un decennio, continua a giocare ed è tuttora in forza a una delle organizzazioni più in vista del panorama mondiale: gli Evil Geniuses. Sophie partecipa regolarmente alle più importanti competizioni dedicate ai beat'em up, oltre a produrre contenuti per la organizzazione in cui milita.

    Marjorie "Kasumi Chan" Bartell

    Probabilmente riconoscerete il nome che Marjorie ha usato come nickname per anni: Kasumi, una delle procaci lottatrici di Dead Or Alive. Ed è proprio sul beat 'em up del Team Ninja che la giocatrice ha improntato tutta la sua carriera, che l'ha portata a vincere ben 55.000 Dollari.
    Iniziato nel 2006, il momento culminante del suo percorso è stato il Championship Gaming Series dell'anno successivo quando, in squadra con Jeremy "Black Mamba" Florence, la ragazza è riuscita a vincere il primo premio di 100.000 Dollari (spartendosi il bottino con il compagno di formazione) battendo proprio Mystik. Purtroppo, l'insuccesso del circuito competitivo di Dead or Alive (forse i tempi non erano ancora maturi) ha causato il suo rapido allontanamento dalla scena esport.

    Sarah "Sara Lou" Harrison

    La giocatrice conosciuta con lo pseudonimo Sarah Lou, all'anagrafe Sarah Harrison, è stata l'unica giocatrice britannica capace di assicurarsi una posizione tra le ragazze che hanno guadagnato di più nel mondo del gaming. Proprio come Marjorie "Kasumi Chan" Bartell, Sarah ha eletto Dead or Alive 4 come titolo di punta. È stata campionessa del Championship Gaming Series del 2008, esattamente un anno dopo il trionfo di Kasumi Chan. Questo le ha permesso di portarsi a casa la discreta somma di 50.000 Dollari che, sino a oggi, rappresentano il suo unico exploit nel mondo del gaming competitivo.

    Kim "Geguri" Se-Yeon

    Geguri, ovvero la prima ragazza a entrare nel gotha competitivo di Overwatch, come abbiamo accennato all'inizio del nostro atricolo. La giocatrice coreana, l'anno scorso, ha colto una di quelle opportunità che probabilmente si presentano solo una volta nella vita: firmare un contratto da professionista con la franchigia di un massimo campionato. Tralasciamo il fatto che la squadra fosse quella degli Shanghai Dragons, capaci di perdere tutte (ma proprio tutte!) le partite della stagione inaugurale.

    Dopo aver superato con carattere le iniziali perplessità e le critiche di molti, la ragazza è stata anche invitata a partecipare al summit organizzato dal CIO sulla potenziale inclusione dell'esport nel circuito olimpico e, giusto qualche mese fa, è stata persino inserita nella classifica 2019 del TIME tra i Next Generation Leader, a fianco di personaggi come Greta Thunberg e Tessa Thompson.

    Inoltre, quest'anno gli Shanghai si sono ripresi, vincendo addirittura lo Stage 3 della seconda stagione della Overwatch League. Geguri si è così guadagnata il suo primo, consistente montepremi: quasi 23.000 Dollari.

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