League of Legends compie 10 anni: tutte le novità svelate da Riot Games

Siamo volati a Londra alle celebrazioni per il decennale di League of Legends. Per l'occasione Riot ha svelato tutti (o quasi) i suoi piani per il futuro.

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  • Nel bel mezzo dei Worlds, momento clou durante il quale raggiunge l'apice l'appassionato fervore di milioni di giocatori di League of Legends, Riot Games ha deciso di sganciare giusto qualche bomba che, chiaramente, ha infiammato sin da subito gli animi del pubblico in platea e anche di quello connesso in streaming. In effetti, che qualcosa di succoso in pentola stava mantecando a fuoco lento ormai lo sapevamo da un po'. Abbiamo persino iniziato a odorarne l'aroma qualche giorno fa a Dublino, in occasione della prova di Legends of Runeterra. Un'abbondanza così strabordante di contenuti, invece, non ce lo aspettavamo. Almeno, non da una azienda che, sostanzialmente, ha sempre portato avanti un singolo progetto.

    Siamo volati a Londra, per festeggiare i dieci anni di League of Legends. L'occasione, per Riot Games, è stata dunque perfetta per condividere con il pubblico e ovviamente con la granitica community il futuro della compagnia, la quale si pone sempre più come un competitor di Blizzard. O forse no? Vero che il portfolio del publisher si espanderà come mai accaduto prima d'ora, ma il focus pare divergere e non poco. Ecco cosa abbiamo visto e quello che ci hanno raccontato gli entusiasti ragazzi di Riot. Il futuro, per loro, sembra essere il classico primo passo per raggiungere nuove vette.

    "Non saremmo qui senza di voi"

    Riot Games ha voluto, sin da subito, rivolgersi in maniera chiara al proprio popolo: "non saremmo qui, senza di voi". In dieci anni, in effetti, ne é passata di acqua sotto i proverbiali ponti. League of Legends ha subito un'evoluzione radicale principalmente grazie ai giocatori, i veri pilastri del successo del MOBA più famoso di sempre. Quest'ultimo ha tagliato traguardi inimmaginabili: non solo ad essere il titolo più giocato al mondo, ma anche uno degli esport più seguiti di sempre. Forte, certamente, di una scena competitiva strutturata e solida plasmata nel corso degli anni durante i quali sono entrati grandi partner e sempre più investitori di rilievo, nonostante le recenti perplessità e le crepe sulla superficie lucida del modello in franchising che ancora non convince appieno.

    È proprio dall'esport che vogliamo partire per raccontarvi la nostra esperienza vissuta come ospiti di Riot, perché rende bene l'idea di come quest'ultima sia riuscita a fondere nel proprio gioco due anime distinte ma mai così unite.

    La grande festa per il decennale di League of Legends non è stata una semplice celebrazione del gioco e dei traguardi raggiunti sino a questo momento. I maxi schermi proiettavano le partite dei Worlds e lo stesso filmato introduttivo della conferenza d'apertura ha posto un forte accento sull'anima competitiva del titolo con una carrellata di grandi momenti di esport e, soprattutto, di grandi campioni del passato e del presente. E anche loro, come tutti noi comuni mortali, hanno iniziato con la semplice pressione dell'icona "Play". Un'icona che, come ci ha detto il CEO di Riot Games, condurrà i giocatori a un 2020 carico di sorprese.

    Play!

    Nicolo Laurent, CEO di Riot Games, ci ha infatti raccontato quello che ci attenderà non solo in questi ultimi mesi dell'anno, ma anche nel 2020, il quale sarà un momento davvero impegnativo per la compagnia.

    Già, perché oltre agli annunci già fatti in precedenza, le voci di corridoio che circolavano da un po' si sono rivelate fondate: Riot Games, per la prima volta nella sua storia ha deciso di esplorare nuovi territori raccogliendo una quantità di sfide che - nel momento attuale - nessuna compagnia avrebbe mai il coraggio di affrontare. Troppi rischi, soprattutto se si vanno a considerare i settori di mercato in cui i nuovi progetti andranno ad inserirsi. Laurent, però, su questo punto si è dimostrato abbastanza tranquillo: "Se ci pensate, LoL è arrivato molto tardi rispetto ai competitor. I nuovi titoli arrivano anche loro più tardi rispetto ad altri che già sono sul mercato ma non è questo che ci fa paura. Siamo fiduciosi per quello che sarà il futuro". Certo, il fatto che Riot Games dal 2011 sia una sussidiaria della mega corporazione Tencent ha probabilmente aiutato, anche se non dobbiamo dimenticare che non c'è mai nulla di semplice quando in ballo ci sono milioni di Dollari di investimenti, migliaia di posti di lavoro e anni di progettazione.

    L'ha svelato, poi, lo stesso Laurent: "Ventiquattro ore fa non avevo assolutamente idea di come sarebbe potuta andare a finire. Le pressioni ci sono, certamente, ma abbiamo voluto dare tutto il tempo necessario ai nostri developer per poter creare qualcosa che fosse realmente finito ed equilibrato. Soprattutto, che potesse esser considerato degno di essere giocato appieno".

    Tra l'altro, riferendosi a un possibile MMO, con fare sibillino ha aggiunto "siete davvero sicuri che abbiamo annunciato tutto?".
    Ciò che sappiamo attualmente è che la compagnia non ha solo intenzione di espandere il proprio parco titoli, ma addirittura trascendere le barriere del medium ludico per approdare nel mondo dell'animazione, con una serie (titolata Arcane) che si preannuncia come una pietra miliare per l'universo in continua espansione di League of Legends.

    Cosa ci riserva il futuro?

    Anzitutto, la Landa degli Evocatori. Riot ha annunciato l'arrivo del nuovo campione Senna, una delle anime intrappolate nella lanterna di Thresh. Senna sarà un nuovo support che arriverà nei test server a partire dal 29 ottobre e sarà disponibile sui server ufficiali dal 10 novembre (un teaser su Senna e League of Legends aveva anticipato il suo arrivo).

    A partire dal 22 ottobre, invece, nel PBE i giocatori potranno testare una delle più grandi novità della Landa, "L'ascesa degli Elementi". Questa imponente modifica al gameplay avrà un effetto diretto sulla stessa conformazione della landa e sarà legata ai Draghi Elementali. Siamo tornati a provare Legends of Runeterra, il card game che attinge a piene mani dal pantagruelico immaginario di League of Legends. La build è esattamente quella che abbiamo testato a Dublino, per cui non possiamo che rimandarvi al nostro provato per scoprire le potenzialità di questo nuovo card game.

    C'è stato spazio anche per Teamfight Tactics, l'autobattler è in arrivo per i dispositivi mobile (si parla del primo trimestre del 2020). Riot ha rilasciato alcune interessanti informazioni a riguardo: TFT, sia su mobile che PC, introdurrà nuovi set di campioni e abilità con una cadenza regolare, tre o quattro mesi circa. Il secondo set in arrivo per PC si chiamerà L'Ascesa degli elementi e presenterà contenuti riguardo gli elementalisti e offrirà ai giocatori oggetti esclusivi e l'opportunità di creare nuove sinergie con gli innesti che arriveranno a partire dal 5 novembre.

    TFT avrà il suo bel daffare per conquistare quote di un mercato che attualmente vede protagonisti DOTA Underlords, Auto Chess e Chess Rush (tra l'altro di Tencent). Siamo comunque sicuri che le idee sviluppate e portate avanti con Tactics riusciranno a fare breccia nel cuore del pubblico. Stiamo pur sempre parlando di un autobattler che si avvale della lore di League of Legends.
    Degli altri progetti attualmente in via di sviluppo, invece, sappiamo ancora poco. Quel che è certo è che all'orizzonte ci sarà un picchiaduro, un adventure co-op PvE ambientato sempre su Runeterra (il famoso Project F) e, addirittura, uno shooter tattico (e competitivo) questa volta smarcato dalla mitologia di LoL.
    Quest'ultimo, all'apparenza, sembra avvicinarsi alla filosofia di un hero shooter alla Overwatch che non al tatticismo di un CS:GO. Invece, il buon Laurent ci ha tenuto a sottolineare che il gameplay sarà meno frenetico e proprio improntato alla tattica, per esaltare l'abilità dei giocatori. Le immagini mostrate in anteprima ci hanno già fatto intuire le potenzialità sul fronte competitivo e (soprattutto) streaming. Non vediamo l'ora di saperne di più.

    Leggende su mobile

    Abbiamo potuto testare in anteprima anche l'ennesima scommessa di Riot: quella che porterà League of Legends su mobile (oggetto di pesanti leak qualche tempo fa) e console, terreno minato per il peculiare genere che Wild Rift intende propugnare.

    A Londra, comunque, l'unica build preliminare disponibile era dedicata ai device tascabili, con cui ci siamo dilettati in un paio di partite.

    Sotto il profilo contenutistico non abbiamo potuto vedere più di tanto, se non il roster dei campioni che saranno disponibili al lancio. Saranno venticinque in tutto all'inizio ma, come ci hanno assicurato gli sviluppatori, il titolo si arricchirà sicuramente (almeno sino a 40 personaggi) con aggiornamenti stagionali che - attenzione - non seguiranno quelli che verranno pubblicati su PC. Non ci sarà dunque il canonico rapporto 1:1 e gli update divergeranno dalla produzione "principale". Ciò significa che la squadra del team di sviluppo che si occupa delle nuove versioni sarà interamente focalizzata su questo progetto (in sviluppo da oltre due anni e mezzo), "per garantire la maggiore qualità possibile nei contenuti".

    La filosofia alla base è chiara ed è stata ribadita dagli stessi sviluppatori: "Non volevamo fare solo un buon MOBA mobile o console, bensì un gioco che fosse un'esperienza 100% League of Legends, indimenticabile tanto su console che mobile". Quando è stato chiesto per quali console casalinghe (visto che si vociferava di un'esclusiva Sony e Arena of Valor è già su Switch) il team ha mantenuto il totale riserbo, dandoci appuntamento per l'anno prossimo.

    Una cosa, però, hanno voluto sottolineare riguardo alla versione mobile: garantiranno la migliore ottimizzazione possibile e i risultati, in termini di durata della batteria, sembrano già molto incoraggianti. Le prestazioni secondo quanto affermato, sono state studiate per un utilizzo prolungato. Chi ha già dimestichezza con Arena of Valor (potete recuperare la nostra recensione di Arena of Valor) sa già di cosa stiamo parlando. Le partite, in media, durano dai 15-18 minuti sino alla trentina abbondante. Capite, dunque, che trattandosi di device portatili la questione non è di secondaria importanza.
    Cellulare alla mano, comunque, il feeling appare familiare. Almeno per chi ha già un po' di dimestichezza con i MOBA tascabili. L'intera mappatura dei comandi ruota tutta attorno ai twin stick: uno riservato al movimento e uno invece all'attacco normale e al ventaglio di abilità a disposizione del campione. Da quanto abbiamo potuto scoprire, i ragazzi del team hanno lavorato molto sul feedback dei comandi, per rendere il tutto più fluido e intuitivo possibile.

    Abbiamo navigato un po' nel menu di gioco e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla possibilità di personalizzazione a disposizione del giocatore. Per il resto, la sensazione è che Wild Rift sia davvero un League of Legends in miniatura è forte: complesso, impegnativo e non adatto ai deboli di cuore.

    Un ultimo spunto di riflessione, per chiudere così come abbiamo iniziato, non può che essere diretto all'esport. Il gaming competitivo, soprattutto quello su dispositivi mobile (vedete cosa accade in Asia in questo torno d'anni) sta muovendo una quantità inimmaginabile di interessi. Inoltre, ormai League of Legends è quasi considerato un sinonimo di gaming competitivo. Chiaro che un pensierino, in quella direzione, lo si fa. "Nessuna intenzione di soppiantare l'esport PC ma è una questione che si potrà affrontare talmente in là nel futuro che di sicuro non è un problema attuale".

    Secondo noi, invece, ci hanno pensato eccome, solo che stanno ancora studiando un metodo per non offuscare la controparte più blasonata.

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