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League of Legends: EDG campioni del mondo, una vittoria inattesa

La Cina è tornata sul tetto del mondo di League of Legends dopo due anni, interrompendo da subito il dominio coreano dei Damwon Kia.

League of Legends: EDG campioni del mondo, una vittoria inattesa
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  • Gente che urla per le strade, persone che inneggiano agli EDG, scene da vittoria di un mondiale o un europeo di calcio. Eppure quanto visto su Twitter grazie al tam-tam dei social erano i festeggiamenti per il trionfo di una squadra di League of Legends ai Worlds, la più importante competizione internazionale che ha di fatto lo stesso valore di un mondiale (a proposito, avete letto il nostro speciale sui mondiali di LoL di quest'anno?).

    Una festa quasi improvvisata, soprattutto se si considera che è arrivata in maniera del tutto inattesa: gli EDG erano la squadra sfavorita, l'underdog della finale, su cui pochissimi avevano riposto le proprie aspettative contro dei Damwon Kia lanciatissimi verso il loro secondo titolo mondiale, impresa finora riuscita solo ai T1 nel biennio 2015-2016. Eppure anche gli esports possono regalare sorprese ed emozioni, consegnando alla storia una delle più belle serie di sempre (anche noi avevamo parlato delle aspettative della finale dei Worlds 2021).

    Contro ogni maledizione

    Era dal 2016, dalla finale tra T1 e Rox Tigers che un mondiale non si decideva all'ultimo game. Da quel momento in poi tre risultati di 3-0, quello dei Samsung Galaxy ai T1 nel 2017, degli Invictus Gaming nel 2018 sui Fnatic e quello dei FunPlus Phoenix nel 2019 sui G2 Esports, e uno di 3-1 con il primo trionfo mondiale dei Damwon contro i Suning.

    Non solo: nelle precedenti tre sfide tra Cina e Corea, la prima non aveva mai vinto perdendo tutte le finali (2013, 2014 e 2020) fin qui disputate tra le due nazioni. Gli EDG sono anche saputi andare oltre le proprie maledizioni: la squadra cinese non era mai andata oltre i quarti, venendo eliminata al primo turno playoff per quattro volte su cinque, una volta addirittura fuori ai gironi. È stata la forza del gruppo a spingerli oltre, contro ogni avversario, la voglia di aggrapparsi a qualunque costo alla partita.

    La dimostrazione arriva dal numero di game giocati al mondiale: 21, il massimo possibile, frutto dei sei game della fase a gironi e dei tre 3-2 consecutivi con cui hanno superato prima gli RNG ai quarti, poi i Geng in semifinale e infine i Damwon in finale. Negli ultimi due casi, poi, gli EDG erano stati a un solo game dalla sconfitta con gli avversari, coreani in entrambi i casi, avanti 2-1 nelle rispettive serie.

    Campioni LPL

    Presentatisi al mondiale come campioni del campionato cinese, gli EDG erano composti da un mix di giocatori con storie e background diversi. Meiko, il support e bandiera, unico testimone di sette anni di insoddisfazioni e delusioni; i suoi compagni cinesi Flandere e Jiejie, due assoluto esordienti a livello internazionale che nei momenti decisivi sono sempre saliti in cattedra.

    E poi i due import coreani: Scout, anni fa sostituto di Faker, oggi ne riprende quasi l'eredità ottenendo anche il riconoscimento di miglior giocatore della finale; e Viper, arrivato quattro anni fa sulla scena ma senza mai avere realmente soddisfazioni, un giocatore che ha tentato di crearsi il proprio spazio in patria ma che ha poi trovato la vera consacrazione quest'anno in Cina. Un percorso per molti versi simile a quello compiuto dagli FPX due anni prima, nel 2019, con Doinb e Grimgoon di fatto sconosciuti ai più che avevano conquistato le luci della ribalta grazie alle loro prestazioni internazionali.

    La partita

    Il match si apre fin da subito con gli EDG che mettono le cose in chiaro: non sarà una passeggiata. La temibile LeBlanc di ShowMaker viene controllata e resa inerme, mentre il pick di Yasuo di Khan in corsia superiore viene perfettamente controbilanciato dal Graves di Flandre. È però la scelta di Zilean per gli EDG che sconvolge i piani dei DK, troppo sicuri di sé e delle proprie capacità.

    Tutto si inverte nel Game 2: Graves passa a Khan mentre Canyon opta per Qyiana e ShowMaker per un improbabile Malzahar, inaspettato, inatteso eppure efficiente e determinante per tenere sotto controllo la LeBlan di scout. I Damwon conquistano anche il game successivo portandosi a match point grazie all'aver messo gli EDG fuori comfort con pick meno aggressivi come Twisted Fate per Scout, perfettamente disinnescato dal Sylas di Showmaker, o match-up sfavorevoli come Jayce vs Gragas.

    Non è finita

    Sembra che la partita abbia preso la direzione che tutti si aspettavano quando poi gli EDG iniziano a giocare come un team coreano: metodici, calcolatori, parsimoniosi nelle occasioni oseremmo dire, ovvero capaci di saper sfruttare alle perfezione quelle poche che arrivano.

    Il quarto game è il capolavoro assoluto che descrive alla perfezione quanto detto. Il tentativo di togliere Nami al Lucian di Viper, rimpiazzata da Lulu, non funziona e non si incastra bene con Jhin e in generale la composizione dei Damwon, più occupati a scegliere dei campioni, come Gwen e Talon, per chiudere immediatamente il game, e la finale, piuttosto che continuare a ragionare.

    Nel quinto game saltano gli schemi in draft in cui ognuno pensa più alla propria comfort zone che all'equilibrio di una draft bilanciata. Flandre opta per Kennen, finora mai visto durante la finale e si capisce benissimo il perché: i suoi ingressi laterali diventano presto letali senza che i Damwon riescano a trovarne le contromisure oltre la visione; Scout ripropone Zoe, andata benissimo nel Game 4, che si conferma ottima anche contro Syndra, uno dei campioni simbolo di Showmaker.

    Lo stesso Viper si fionda su Aphelios, campione che gli ha già permesso di ottenere grandi soddisfazioni durante la stagione attuale. Tutto gira a meraviglia, soprattutto quando Canyon, con in mano Trundle, non riesce a essere né presente né realmente utile per il proprio team. Che il jungler dei DK non sia più in giornata lo si capisce quando si fa pescare in una posizione orribile vicino al Barone Nashor: praticamente un invito a nozze per gli EDG che non si fanno pregare. È il momento che decide la finale: da lì in poi è solo dominio cinese.

    Nessuna dinastia

    Showmaker e compagni erano pronti ad aprire un ciclo di vittorie, simile a quello ottenuto dai vecchi SK Telecom T1. Tre volte vincitori dell'LCK, campioni del mondo in carica, finalisti all'MSI, indicati da tutti come favoriti, capaci di instaurare una nuova dinastia o, per gli altri, un nuovo regno del terrore. Un sogno che invece si infrange nel momento in cui cadono le proprie sicurezze, in cui forse la troppa convinzione dei propri mezzi si trasforma in snobbismo contro un avversario che per due game su tre non aveva mostrato particolari punti di forza.

    La differenza l'hanno fatta la gestione della pressione e la capacità di essere lucide nei momenti di difficoltà: ogni volta che gli EDG si sono mostrati deboli, ne sono usciti rafforzati e con le idee ancora più chiare, sapendosi evolvere e adattare all'avversario anche durante il corso della serie stessa, mentre i coreani hanno continuato per la loro strada senza probabilmente rendersi conto di ritrovarsi presto in un vicolo cieco.

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