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League of Legends PG Nationals Vigorsol Beats: la favola Sparks è realtà

I Nationals di League of Legends si sono conclusi domenica con l'incredibile vittoria degli Sparks, protagonisti di una rimonta senza precedenti.

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  • Da ultimi a primi. È la storia dei Campus Party Sparks Esports che regalano alla scena competitiva di League of Legends una favola tutta disneyana vincendo la finale del campionato PG Nationals Vigorsol Beats contro la formazione dei Samsung Morning Stars al termine di una partita estenuante di cinque ore. Luogo dell'impresa il Teatro Ciak di Milano, solitamente palcoscenico di XFactor e per la prima volta ospite di un evento esport.
    Ultimi al Summer Split 2018, i 5 Hydra devono giocarsi la permanenza nella massima lega al Promotion Tournament contro le vincenti del torneo di qualificazione.  Dietro le quinte, però, stanno avvenendo numerosi cambiamenti: una vera rivoluzione che porta il team a un completo rebranding con la complicità di Campus Party, azienda organizzatrice di eventi legati al digitale, che crede fermamente nel progetto presentato da Jan Nava e Francesco Albanese.
    "Abbiamo lavorato due anni per raggiungere questo traguardo. Sembra incredibile oggi dire che siamo partiti, senza vergogna, da una sagra cittadina con tre squadre partecipanti: montepremi un piatto di tortellini e un mouse per i cinque giocatori della squadra vincente" ha dichiarato Francesco "Kira" Albanese, Campus Party Sparks Team Manager&Founder.

    L'inizio del sogno

    Da quel momento sono stati compiuti passi da gigante. Hanno portato l'esport nelle scuole, prima come alternanza scuola-lavoro e poi come materia di studio. Sono cresciuti come team, raggiungendo sia la qualificazione al PG Nationals che all'ESL Italia Championship. I risultati,  tuttavia, non sono arrivati nonostante l'impegno quotidiano. Serviva un passo in più, realizzabile solo con un appoggio esterno. ? così che nella pausa tra il Summer 2018 e lo Spring 2019 è arrivata la trasformazione definitiva. Hanno investito prima di tutto su una struttura che potesse diventare la nuova casa degli Sparks: una Gaming House dove i giocatori possono allenarsi, confrontarsi,  vivere insieme nelle migliori condizioni possibili di comfort.
    Poi hanno puntato sullo staff, piazzando probabilmente il miglior colpo del mercato: il coach Cristofaro "Cristo" Di Maggio. Ex Team Forge, esperienza nazionale e internazionale da primi della classe: due Lega Prima vinti, un PG Nationals,  la partecipazione all'European Masters e alla Challenger Series. Un pezzo da novanta della scena italiana cui è stato affidato il compito di creare una squadra coesa, motivata e sinergica. E di saper intervenire anche a livello psicologico sulla gestione della pressione e degli imprevisti, come in finale in occasione del momentaneo 0-2 dei Morning Stars.
    "In quel momento ci siamo resi conto che dovevamo fare di più. Ci hanno sorpreso, è vero, ma in quei due game avevano praticamente mostrato tutte le loro carte e noi nessuna. Era sufficiente una vittoria, o anche un singolo teamfight, per fidarci fiducia e speranza. Abbiamo trasformato la nostra Bo5 in una partita secca da vincere tre volte. Sembra una piccola differenza ma a livello mentale fa totalmente cambiare approccio", secondo quanto ci ha raccontato Cristofaro "Cristo" Di Maggio.

    E i giocatori hanno risposto, ritrovando lo spirito e il gioco che li ha contraddistinti in campionato. Solo due sconfitte, alla prima e alla terza giornata, poi 11 game vinti consecutivi tra regular season e playoff. Puliti, attenti, letali: hanno saputo sfruttare ogni singolo errore avversario. Lauri "Endz" Tarkus e Nikita "Librid" Fruscia sono saliti in cattedra mostrando i progressi fatti e lasciandosi il passato alle spalle. Lauri, botlaner estone, è stato molto polemico con il suo ex team dei Forge, reo secondo il giocatore di non aver rispettato parte degli accordi. Nikita, già finalista nel campionato Lega Prima con gli iDomina nel 2017, arrivava invece da un'esperienza da dimenticare con il team MOBA ROG. Un periodo per lui da cancellare, tanto  che lo porta a cambiare pure nome d'arte: da Tsuzume a Librid. Due giocatori che avevano bisogno di ritrovare fiducia in se stessi e grandi motivazioni. Un lavoro che lo staff degli Sparks ha compiuto nel migliore dei modi.

    A loro si sono aggiunti Acidy, Rawbin IV e Cospect, giocatori dalla grande esperienza competitiva tra la lega turca e baltica, solidi: hanno conferito al team quella stabilità necessaria per acquistare fiducia reciproca e giocare più sereni. La sinergia tra Acidy e Rawbin, tra corsia superiore e giungla, è stata fondamentale per costruire il successo degli SPK, come in campionato così in finale.  La tattica di buttare fuori dalla partita il toplaner avversario Acefos nel quarto game non sarebbe stata possibile altrimenti. "Acefos su Marte!" ha commentato Alberto Calogero "MunHarashi" Lo Grasso, ex coach degli iDomina Esports, per sottolineare quanto il toplaner dei Morning Stars fosse ormai fuori fase.

    Così come fondamentale la sinergia tra Endz e Cospect, avvantaggiati nella comunicazione perfetta tra connazionali. Il controllo sulla corsia è  stato praticamente perfetto nel quinto e decisivo game: i loro Varus e Leona, opposti alla coppia Sona-Taric che li aveva sorpresi nel Game 2, non ha mostrato alcuna debolezza o indecisione, ponendosi aggressiva fin dai primi minuti con il prezioso apporto del jungler Rawbin e la sua Elise.

    Il trionfo degli Sparks ha oscurato quanto vicini fossero stati i Morning Stars alla vittoria. Una storia simile, la loro, che racconta del primo ingresso della squadra sponsorizzata da Samsung nella scena di League of Legends. Nati su e per Overwatch, gli SMS a gennaio trovano l'accordo per assorbire la sezione di League of Legends degli Inferno eSports,  quarti all'ultimo Summer Split 2018 e realtà storica dell'esport italiano da sempre legata principalmente a League of Legends. Si trasferisco allora negli SMS Francesco "Life" Caforio e Massimiliano "Redde" Rossi come staff, chiamati a costruite un team competitivo nella loro nuova casa, la Gaming House dell'Esport Palace di Bergamo.

    La parola chiave è aggressività: un gioco rapido in cui la caratteristica principale è la pressione fin dai primi momenti.  Gli avversari faticano a ragionare, hanno a malapena il tempo per respirare durante le continue aggressioni degli SMS. Merito del gioco frizzante ma ragionato di giocatori come Acefos e Vrow, supportati nel loro talentuoso stile di gioco dall'onnipresenza di Kamil "Kamil" Marcysiak, jungler britannico dalle chiare origini polacche che ha portato il team dei Morning Stars fino alla finale. È lui il principale artefice dei successi della squadra grazie alla sua lettura sempre eccellente degli spostamenti avversari. La corsia inferiore tutta spagnola conferisce solidità al resto del team: Nash1c, ultimo arrivato e subito pienamente inserito nelle dinamiche di squadra, ha sempre sfornato ottime prestazioni per i primi quattro game, anche nelle sconfitte. Merito anche e soprattutto del suo compagno di corsia Sergi "Simpy" Ruiz, probabilmente l'MVP della finale se fosse arrivata la vittoria.

    Essere riusciti a creare un roster affiatato e a far convivere nella stessa gaming house giocatori così eclettici non deve essere stato facile ma i Morning Stars possono dire di aver compiuto la missione e di aver quasi reso possibile il sogno della vittoria. Infrantosi davanti alla compattezza mentale degli Sparks piuttosto che a differenze di abilità meccaniche o strategiche. La vittoria per gli Sparks, o la sconfitta per i Morning Stars, è arrivata come premio del non aver mai ceduto a livello psicologico. Gli SMS, sul 2-0, si sono disuniti, rilassati, ma soprattutto hanno iniziato ad avere paura: quella maledetta paura di vincere. Nel tennis si chiamerebbe "braccino". su League of Legends potremmo ribattezzarlo "polsino".

    Lo spettacolo della finalissima

    Lo spettacolo fornito dalle squadre ha incontrato quello offerto da PG Esports. Proporre un evento di questo tipo in un teatro così grande rappresentava indubbiamente un rischio. D'altronde il miglioramento passa dalle sfide, anche se il Teatro Ciak di Milano è sembrato in certi momenti dispersivo per la mole di pubblico, attestatasi indicativamente sopra il migliaio di partecipanti. Un risultato superiore alle edizioni precedenti che conferma l'apprezzamento della community di League of Legends verso gli eventi dal vivo. Quest'anno, poi, a sostenere PG Esports è arrivato anche un brand non endemico che ha deciso di investire come title sponsor della competizione per tutto il 2019.

    "Abbiamo voluto osare ancora, continuare a proporre sempre qualcosa di nuovo. La risposta del pubblico è stata esemplare e ne siamo più che soddisfatti. Significa che la strada che abbiamo deciso di percorrere è corretta e ci permetterà di portare l'esport a un livello sempre più alto in Italia." come ci conferma Pier Luigi Parnofiello, Amministratore Delegato di PG Esports.
    Adesso per gli Sparks si apre l'Europa. La squadra di Bergamo avrà l'onore di rappresentare l'Italia all'EU Masters dal 15 aprile con l'inizio della fase a gironi. Appena una settimana per ricaricare le pile e tornare mentalmente pronti per affrontare le vincitrici degli altri campionati nazionali.

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