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League of Legends PG Nats: il vero eSport in Italia è possibile

Gli Outplayed conquistano il trofeo del PG Nationals Predator di League of Legends ma il vincitore è l'idea di esport promossa da Pier Luigi Parnofiello.

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  • Siamo ormai abituati ad assistere a imponenti eventi esport all'estero. Siamo tempestati di immagini di stadi e arene da migliaia di posti tutti occupati da tifosi e appassionati, esaltati e festanti che seguono attivamente le partite dei loro giocatori preferiti. La domanda più comune è sempre la stessa: quando vedremo un evento simile in Italia? La risposta, altrettanto comune, è colma di rassegnazione: chissà tra quanti anni. Uno smacco per chi già nei primi anni duemila era riuscita a riunire giocatori e tifosi in numerosi eventi competitivi dedicati ai videogiocatori con i World Cyber Games del 2006 disputati all'autodromo di Monza seguito da migliaia di spettatori dal vivo.
    Dal 28 luglio 2018 la risposta alla domanda precedente cambia perché quello che sembrava il futuro dell'era moderna dell'esport italiano è già arrivato. Chi sogna centinaia di tifosi in delirio, con il fiato sospeso durante le azioni di gioco per poi esplodere in un'esultanza senza freni, in occasione delle finali del PG Nationals Predator ha visto realizzato il suo sogno. Al Teatro 1 di Cinecittà World, Roma, è andato in scena un evento che non ha precedenti in Italia dal 2014 a oggi, ovvero da quando gli esport hanno ricominciato a trovare spazio e attenzione nel nostro paese dopo la crisi economica a cavallo degli anni 2010. Per attenzione mediatica, per presenza di pubblico, per qualità dello spettacolo offerto da squadre e organizzatori: PG Esports ha fatto boom.

    Il torneo

    I numeri ufficiali parlano di 804 biglietti venduti, una cifra veritiera e confermata dalla mole di spettatori accorsi in massa per assistere alle finali del campionato di League of Legends. Dopo poco più di un mese di partite di stagione regolare e playoff, a Roma le migliori quattro squadre della competizione si sono date sfidate per decretare l'ordine finale d'arrivo: Racoon e Inferno per il terzo posto, Team Forge e Outplayed per il titolo di campioni. La cosiddetta finalina, disputata alla meglio delle tre, ha immediatamente fatto comprendere la portata enorme dell'evento con il pubblico subito in fiamme per il passaggio delle squadre tra le ali del pubblico fino a raggiungere il palco.
    I Racoon, dopo aver regolato i MOBA ROG ai quarti e strappato un game agli Outplayed in semifinale, hanno utilizzato tutte le loro carte per conquistare il terzo posto del PG Nats, un risultato insperato a inizio stagione da neopromossa. Per i procioni era addirittura la prima partecipazione a un evento dal vivo, non essendo mai riusciti a rientrare tra le prime quattro di una competizione. In particolare Aki, il centrale, e la coppia inferiore Traitor&Shield hanno mostrato al pubblico dal vivo e in streaming il loro valore, concedendo quasi nulla agli Inferno.

    Gli orangeblack sono stati troppo remissivi, alla semplice ricerca di contenere i danni di una valanga inarrestabile. L'assenza del giovane e promettente Deidara, rimasto a casa per motivi personali, si è fatta sentire sia in corsia superiore che nell'economia generale della squadra. Incolpevole, tuttavia, il sostituto: Claudio "Infinity" Scuderi ha dato tutto ma la mancanza di sinergia con il team, con cui non giocava da circa un mese, ha rappresentato un limite insuperabile. Con il midlaner Eberkazak, addirittura, non aveva mai disputato una partita. Il risultato finale è quello più atteso: 2-0 per i Racoon e terzo posto da favola.

    Decisamente più equilibrata sulla carta sarebbe invece dovuta essere la sfida per il titolo di campione tra Team Forge e Outplayed. In palio anche la partecipazione, come rappresentante italiana, all'EU Masters Cup, il torneo organizzato dalla stessa Riot Games con i vincitori di tutte le competizioni nazionali. I vincitori dello Spring Split erano stati i Forge in una finale sempre tra le due stesse contendenti, protagoniste assolute degli ultimi 9 mesi della scena competitiva italiana di League of Legends. L'esito del Summer Split è stato però diverso. Se, appunto, sulla carta sembrava una partita tutta da decidere con gli Outplayed leggermente favoriti, vincitori delle ultime due finali tra loro disputate, all'atto di gioco il match si è trasformato in un trionfo dei neroverdi.
    Una premessa è doverosa: i Forge non hanno giocato male ma gli Outplayed hanno semplicemente saputo giocare meglio in ogni aspetto della partita. Puliti, chirurgicamente precisi nelle aggressioni, solidi durante le fasi di corsia e decisi nei teamfight: Demon non ha mai lasciato alcuno spazio d'azione al jungler avversario Click; DrMatt in corsia centrale ha saputo gestire Klaabu meravigliosamente per tre game consecutivi; la doppia B di Brizz e Bullet ha mostrato di avere un'intesa ormai affinata e superiore alla doppia E di Efias ed Evasion.

    È la corsia superiore ad aver però dato le maggiori soddisfazioni agli Outplayed: il giovane svedese Weizor è stato indiscutibilmente l'MVP dei Game 2 e 3 ma soprattutto rappresenta una scommessa vinta. Primo mese difficile, quasi mai in vantaggio nella gestione della sua corsia e troppo desideroso di attenzioni dal resto della squadra. Dalla finale EIC, improvvisamente, cambia tutto: utilizza campioni diversi, diventa più efficiente per la squadra e più indipendente. Un mese dopo possiamo parlare di un giocatore su cui puntare per l'immediato futuro. L'esito finale è dei più pesanti per i Forge: 3-0 e Outplayed campioni con la striscia positiva che si allunga a tre finali consecutive nelle ultime tre disputate in Italia. È iniziata l'era degli OP.

    L'idea di PGE

    Un'altra scommessa vinta è quella di PG Esports che in collaborazione con Acer Predator ha realizzato un evento di altissima qualità, il cui punto forte è l'aver saputo coniugare spettacolo televisivo e competizione sportiva. Matti, li chiamano alcuni; pura follia, dicono, anche solo tentare di organizzare un evento del genere in Italia. Non è dello stesso avviso Pier Luigi Parnofiello, Head of Esports dell'omonima sezione del gruppo Fandango Club: "La spiegazione è semplice. Negli ultimi anni si è lavorato contando soprattutto sulla passione, sincera, degli organizzatori di eventi senza però avere una struttura dietro a supporto né tutte le competenze necessarie. Il problema è che non si ha una chiara idea di come vadano gestiti queste tipologie di evento: noi abbiamo preso una direzione ben precisa, con un'alta componente di show, e stiamo proseguendo su questa strada."

    Il demerito, ammette Parnofiello a malincuore, è anche la mancanza d'informazione completa sulle loro attività: "L'attenzione mediatica della stampa generalista è ancora lontana da questo mondo anche se inizia a muovere i primi timidi passi. Raccontare le nostre iniziative, come quelle degli altri attori del settore, è il primo passo per allargarne i confini e raggiungere l'utente medio: è il modo più diretto per puntare a un cambio di mentalità e permettere agli esport di essere riconosciuti come una qualsiasi altra attività sportiva parimenti meritevole d'attenzione."
    Parlando delle sensazioni personali di PG Esports sul proprio operato, la soddisfazione è sincera e palpabile: "Siamo in linea con la tabella di marcia che ci siamo prefissati. Ovviamente si tratta di un progetto sul medio-lungo periodo ma possiamo già ritenerci sereni di quanto ottenuto finora. Abbiamo deciso di iniziare con un formato verticale, il PG Nationals, dedicato a un singolo titolo, League of Legends, e puntando principalmente a creare un pubblico affezionato e fidelizzato che dallo streaming ci seguisse poi anche agli eventi dal vivo. Abbiamo avuto una buona risposta a marzo all'Unicredit Pavillion e ci siamo ripetuti a Roma con una risposta dal pubblico addirittura superiore."

    PG Esports da gennaio a oggi ha offerto alla scena competitiva italiana di League of Legends una crescita mediatica di altissimo valore aggiunto. Le prime a trarne vantaggio sono le squadre: cosa possono dare loro in cambio? "Non abbiamo creato una scena competitiva ma le abbiamo indubbiamente permesso di crescere come merita." Racconta ancora Parnofiello: "Noi stiamo fornendo tutto il nostro supporto, adesso tocca anche alle squadre fare un passo in più. A loro chiediamo serietà, puntualità e soprattutto promozione delle proprie realtà. Maggiore comunicazione è la parola chiave: devono sapersi raccontare, mostrare il proprio volto e creare i loro tifosi." Il primo esperimento sembra aver funzionato: a Roma erano in vendita anche le maglie delle squadre. A ruba quelle dei Racoon, esaurite in pochissimo tempo.
    Per il PG Nationals la stagione 2018 di League of Legends è terminata. Qual è il suo futuro? "Per quanto riguarda League of Legends a fine anno ci siederemo nuovamente al tavolo con Riot Games per confrontarci e capire se la soddisfazione di proseguire insieme è reciproca. In caso di risposta positiva decideremo se mantenere l'attuale numero di partecipanti, otto, e stabilizzare il format oppure ampliarlo." E pensare di allargarsi anche ad altri titoli? "L'idea c'è e non è nuova. Stiamo studiando da mesi quale titolo più si presta a sposare il nostro progetto. L'unica informazione che posso rivelare è che saranno al massimo uno o due titoli in più rispetto a League of Legends."

    Andare oltre

    Il segreto di PG Esports per l'evento di Roma è l'aver saputo pensare fuori dagli schemi dei tipici eventi esport a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. A fare da padrone, come già annunciato, è la componente di spettacolarizzazione del prodotto finale capace di ipnotizzare lo spettatore. Emblematici e immersi totalmente in questo ruolo per primi i caster e commentatori dell'evento: le due coppie Roberto "KenRhen" Prampolini - Lapo "Terenas" Raspanti e Francesco "Sarengo" Papa - Marcello "Ferakton" Passuti sono stati parte integrante dello show grazie alla loro capacità di saper cogliere le sfumature più nascoste del gioco e renderle fruibili a chiunque.

    Coadiuvati all'analyst desk da un immenso Adriano "Merlo" Milone, sempre a suo agio nel ruolo di host, e alla carica energica e vibrante di Bryan "Bryan Box" Ronzani.Tuttavia il quid che più abbiamo apprezzato è stato lo show visivo pre-match affidato agli Ultranite Crew: uno spettacolo che apparentemente è al di fuori di ciò che concerne l'esport. E, in effetti, lo è, almeno dal lato competitivo. Impossibile però negli esport e in qualsiasi evento sportivo prescindere da altri tipi di intrattenimento che fanno da cornice, e non da avversario, delle competizioni. D'altronde da decine di anni il SuperBowl del football nordamericano ha lasciato insegnamenti ben chiari in tal senso.

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