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League of Legends: Terenas, KenRhen e EddieNoise raccontano i Worlds 2019

I Worlds 2019 di LoL sono stati premiati come miglior evento dell'anno agli eSports Awards: abbiamo chiesto ai caster italiani che ricordo ne hanno.

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  • A poco più di una settimana di distanza dalla finale che ha incoronato i cinesi FunPlus Phoenix campioni del mondo di League of Legends, i Worlds 2019 hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento come "Esports Event of the Year": un premio consegnato in occasione degli Esports Awards 2019 in Texas che riflette l'opinione pubblica riguardo uno degli eventi più attesi e importanti non solo dell'anno ma, forse, dell'intera storia dell'esport moderno.

    Un percorso che si è districato tra Berlino, Madrid e Parigi, attraversando l'Europa e con l'Europa protagonista anche sulla Landa: i G2 Esports hanno sfiorato la vittoria del Grande Slam, unica squadra ad avvicinarsi così tanto alla vittoria di tutti i tornei competitivi lungo una stagione.

    Ricordi indelebili rimarrano nella mente dei tifosi e degli appassionati, nonché degli spettatori dal vivo e da casa in streaming che hanno seguito i 43 giorni di evento. Tra loro, protagonisti in prima persona, c'erano anche coloro che l'evento lo hanno raccontato in Italia con le loro voci: i commentatori di PG Esports, broadcast partner italiano di Riot Games che ha trasmesso i Worlds 2019 al pubblico italiano: sono Lapo "Terenas" Raspanti, Roberto "KenRhen" Prampolini, Edoardo "EddieNoise" Prisco ed Emiliano "Moonboy" Marini.
    Ai primi tre abbiamo posto alcune domande, chiedendogli di rivelarci i loro ricordi più importanti del mondiale, soprattutto in merito alla loro presenza dal vivo alle finali, con l'Italia unica nazione europea presente con i propri commentatori a Parigi insieme a cinesi, coreani e alla regia internazionale.

    Ricordi Mondiali

    Che tipo di esperienza è stata per voi trovarvi fianco a fianco con i migliori caster al mondo?

    Terenas - L'esperienza è stata surreale: finché non ho visto arrivare effettivamente i membri dello Staff Riot non mi rendevo davvero conto di quello che stava succedendo, sembrava di essere in una specie di sogno a occhi aperti: e invece le persone sono reali, interagiscono con te, ti chiedono chi sei e cosa devi fare. Nemmeno in un sogno lucido mi sono sentito così emozionato.

    EddieNoise - Da quando ho intrapreso il mio cammino come caster professionista non mi sarei mai aspettato di poter raggiungere un traguardo del genere in così poco tempo. È un traguardo che sento mio nel profondo perché sono partito dal nulla con un unico obiettivo: trasformare la mia passione in una professione.
    "Nindo" direbbero i giapponesi, il raggiungimento di un obiettivo dopo l'altro è quello che mi sprona a migliorare e continuare. Sono partito dal nulla e non senza difficoltà e ritrovarmi d'un tratto, come se avessi spalancato gli occhi per la prima volta, su quel palco immenso, poter vedere l'arena nella sua completezza, una scossa, un'ondata di energia mi ha pervaso. Ritrovarmi con il pass, avere attorno tutti gli staffer della riot mi ha fatto sentire parte di un grande sistema che avevo sognato e divenuto finalmente reale.

    KenRhen - Un'esperienza davvero splendida. Da quando ho iniziato a fare questo lavoro ho cercato di utilizzare ogni spunto per migliorarmi, ed essere arrivato a questo livello rappresenta non solo un'occasione irripetibile per confrontarsi con dei professionisti del più alto calibro, ma anche un'affermazione di quanto raggiunto da parte nostra. È sia un grosso traguardo che un importante punto di partenza.

    Cosa hanno rappresentato per voi i Worlds 2019?

    Terenas - I Mondiali del 2019 sono stati un viaggio verso una terra promessa: la coppa che torna in Europa. Le squadre e lo spettacolo non ha mai deluso, alzando sempre di più l'asticella e promettendo sempre giocate e livello di capacità superiore. Purtroppo in finale c'è stata una battuta d'arresto per uno dei due team, ma i FPX hanno fatto sembrare la loro escalation un crescendo di livello e un apprendimento costante, rendendo ammirevole la loro performance oltre ogni aspettativa possibile.

    EddieNoise - Un percorso incredibile che ho potuto finalmente seguire da una prospettiva completamente diversa. Fin dalle prime competizioni proposte dalla Riot ho seguito con interesse e passione ogni scenario così come la "Road to Finals". Mi sembra sia passata un eternità, chiedendomi sempre cosa ci fosse dietro a tutto quello che gli spettatori potevano vedere, dalle minime cose come la pressione psicologica fino a quelle più grandi come le strutture dietro ai semplici giocatori. Dubbi che mi hanno sempre accompagnato ma che finalmente ho potuto vivere, analizzare e commentare come caster di League of Legends in presa diretta, come se fossi li ,fin dalla fase del play-in.

    KenRhen - Senza ombra di dubbio l'evento competitivo più importante che io abbia avuto il piacere di commentare. Il meta di League of Legends si è plasmato non solo in funzione del permettere a quasi ogni campione di entrare in meta, ma anche nell'ottica di portare i team più intelligenti e creativi a trionfare. Non era sufficiente quest'anno essere bravi: era necessario avere quel qualcosa in più, e senza ombra di dubbio si torna tutti a casa con la consapevolezza che a sedere sul trono sia in assoluto il team migliore al mondo.

    Parliamo della finale: cosa è mancato ai G2 per centrare il Grande Slam davanti a un pubblico tutto a loro favore?

    Terenas - Un piano di gioco valido. Le idee c'erano ma non erano adatte agli avversari, sempre pronti a rispondere. L'esecuzione era anche accettabile ma le poche idee mal organizzate hanno fatto la differenza in negativo.

    EddieNoise - Come affermato dai Fun Plus Phoenix in conferenza stampa, ai G2 è mancata l'unità di squadra. È innegabile che i Fun Plus Phenix abbiano dominato ma non sono d'accordo con chi accusa i G2 di una brutta prestazione. Qualsiasi altra squadra d'innanzi alla prestazione del team cinese sarebbe apparsa agli occhi di chiunque proprio come i G2: inermi e impotenti. Purtroppo tra la pressione dei favoriti e lo stile di gioco del team cinese, i G2 si sono disuniti andando a minare la loro potenziale miglior prestazione di sempre.

    KenRhen - Preparazione. I G2 erano molto più focalizzati sull'eseguire il loro gioco rispetto al cercare di contrastare quello avversario. I FPX dall'altro lato erano non solo pronti a presentare le loro carte ma anche a negare al team nemico qualsiasi strategia di azione. I G2 ci hanno fatto vedere i loro punti più forti, ma è come se i FPX si stessero allenando da anni proprio contro quelle strategie. Strategie macro e micro impeccabili.

    Quale ricordo porterete per sempre con voi da questa esperienza?

    Terenas - Un consiglio che ci è stato dato come metodo lavorativo da parte di Quickshot, ed è un metodo che continuava anche a ripetere anche a chi era presente in arena e con la quale lavora ogni giorno: "Don't be shit". Non fare schifo. Un consiglio all'apparenza banalotto anche perché se una persona è stata scelta per essere lì, è già abbastanza brava per meritarselo. Il messaggio nascosto è che non bisogna mai dare per scontato nulla e continuare a fare il proprio lavoro nel modo più professionale possibile, imparando da ogni singolo errore. Io sono una persona molto insicura sotto certi aspetti: sentirmi dire queste parole mi ha messo una grande pressione addosso ma al tempo stesso mi ha dato la giusta tensione per affrontare la diretta.

    EddieNoise - La sensazione che ho provato a pochi minuti dall'inizio di tutto, lì, fisso in posizione ad osservare le telecamera con lo scroscio degli appalusi dell'Arena piena di tifosi, le urla, il boato assordante che di tanto in tanto mi accompagnava quando spostavo la cuffia dall'orecchio per pochi attimi, scambiandomi sguardi con i miei colleghi. Utilizzando le più variegate smorfie per quanto fosse incessante e roboante l'arena stessa, tutto in quel momento viveva e tutto passava attraverso me come una scossa adrenalinica. Un ricordo indelebile insieme alla possibilità di potermi confrontare con i caster internazionali più esperti, scambiare opinioni, dubbi, consigli, estrapolare ogni loro consiglio e farlo mio per poter migliorare me stesso. Uno tra tutti proprio il buon Quickshot con il suo "don't be shit" nominato da Terenas. Per quando generico come consiglio, è probabilmente il più sincero e il più basilare per svolgere una qualsiasi professione.

    KenRhen - Sarò ripetitivo ma devo ammettere che anche per me le parole di Quickshot avranno sempre un posto speciale nei miei ricordi. Tre parole, dette col cuore, che rappresentano l'apogeo della didattica peer to peer estemporanea. Tre parole che hanno scavato un solco nella mia memoria e rappresentano ormai un mantra indelebile. "Don't be shit". Grazie Trevor, porterò sempre te e questo insegnamento nel mio cuore.

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