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League of Legends Worlds, Corea fuori dalla Top4: è la fine di un'era

Manca poco alle semifinali mondiali di LoL. La Corea abdica. Perché? Abbiamo raccolto l'opinione di alcuni esperti: ecco cosa ne pensano.

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  • In Corea non sono ancora terminati ma possono essere già inseriti di diritto nella storia competitiva del MOBA targato Riot Games. Le sensazioni trasmesse già dai gironi di una competizione in netto contrasto con il passato sono state confermate dai quarti di finale: fuori i favoriti RNG, eliminati i KT Rolster e gli Afreeca Freecs, rispettivamente per mano di G2 Esports, Invictus Gaming e Cloud9.
    Il risultato è che, in semifinale, tre squadre su quattro sono occidentali: un evento che non accadeva dalla prima edizione dei Worlds nel 2011, quando appena cento persone dal vivo e appena diecimila da casa su Twitch assistevano alla finale di quello che era ancora un gioco acerbo. E in cui i team orientali erano quasi del tutto assenti.
    Da lì in poi è stato un monopolio dell'estremo oriente, con i coreani sempre protagonisti in finale. I taiwanesi Taipei Assassins alzano il trofeo nel 2012; nel 2013 inizia la l'epopea degli SK Telecom T1, sempre di Seul, vincenti contro gli allora Royal Club, oggi Royal Never Give Up o semplicemente RNG; l'anno successivo i Royal arrivano ancora in finale ma sono i coreani Samsung White ad aggiudicarsi la vittoria. Nel 2015, 2016 e 2017 è invece totale dominio coreano con entrambe le squadre finaliste originarie della penisola: gli SKT vincono altre due volte, mentre i Samsung si impongono nell'edizione dello scorso anno.
    Un ruolino di marcia che fa capire quanto il tonfo delle squadre coreane in questo mondiale abbia fatto e continuerà a fare rumore. Per la prima volta da quando partecipa alla scena competitiva di League of Legends la Corea non ha una squadra tra le prime quattro: un dato che non può essere ignorato e che merita un'analisi approfondita.

    L'opinione di Maicol Massarenti

    Secondo Maicol "Nurarhion" Massarenti, General Manager degli Exeed e profondo conoscitore della scena esport corena, una delle tante motivazioni del tracollo è da ricercare nell'assenza di cambio generazionale. Nel 2018 l'LCK, la massima serie di Seul, ha mostrato vecchie glorie in decadenza e giovani arrembanti ma inesperti: è quello che si chiamerebbe un "anno di transizione". Massarenti aggiunge inoltre che non bisogna dimenticare che molti giocatori e staff hanno preferito migrare in Cina o Nord America, attirati da migliori condizioni economiche."Inoltre nel 2018 la politica di Riot in termini di gameplay ha dato la possibilità alle squadre di personalizzare il proprio stile di gioco, favorendone la diversità strategica mentre i team coreani sono rimasti legati alle loro convinzioni, sottovalutando l'innovazione portata dai team occidentali".

    Dello stesso avviso Roberto "KenRhen" Prampolini, commentatore dei mondiali su PG Esports. Secondo Prampolini l'occidente si è reso conto che imitare gli stili di gioco della Corea ha portato solo a sconfitte. Meglio, allora, puntare sull'innovazione e creare il proprio stile: che sia un inatteso Hecarim in corsia superiore, una tattica costante di 1-3-1 o un Heimerdinger ingestibile.Al mondiale, forse, non sono arrivate nemmeno le migliori squadre coreane della stagione. I Griffin, ad esempio, sono arrivati solo nella seconda parte dopo la promozione all'LCK ottenuta in primavera. "L'Oriente si è appollaiato su anni di risultati con i team coreani e cinesi che rifiutavano quasi ogni richiesta di allenamento da parte di team europei o nordamericani, ritenendoli inferiori. Al momento del confronto l'sesplosività e la dinamicità del gioco occidentale si è dimostrata ingestibile da parte dei team asiatici". Nonostante abbiano raggiunto la finale playoff, i punti circuito accumulati non erano abbastanza e sono caduti al Regional Qualifier per mano dei GENG. Gli stessi GENG che, arrivati al mondiale come detentori del titolo 2017, hanno abdicato ben prima del previsto chiudendo al quarto posto il proprio girone con appena una vittoria e cinque sconfitte.

    Cosa ne pensano Marcello Passuti e Lapo Raspanti

    Come sottolinea Marcello "Ferakton" Passuti, collega di Prampolini, le squadre sulla carta migliori hanno sofferto per problemi interni, vedasi KingZone e SK Telecom, favorendo l'arrivo al mondiale di squadre come gli Afreeca, meritevoli ma ancora inesperte in ambito internazionale. Un'altra motivazione è da ricercare anche in come alcune decisioni di Riot nel gameplay abbiano forse inavvertitamente sfavorito la Corea.
    "La regione di Seul ha sofferto la riduzione della visione globale sulla mappa a causa delle modifiche ai trinket e della rimozione di oggetti fondamentali per il loro stile di gioco più lento e controllato, mirato a strangolare gli avversari in una morsa sempre più stringente."
    Lapo "Terenas" Raspanti, streamer e caster, è dello stesso avviso ma punta il dito sul nuovo sistema di Rune, introdotto a inizio 2018.

    Una novità che ha spostato l'equilibrio verso uno stile più personalizzato, permettendo ai coach delle squadre occidentali di esprimere una capacità meccanica più creativa, utilizzando anche campioni spesso sottovalutati in Asia, come Nocturne, Hecarim, Ekko, Zilean e Heimerdinger. Non è un caso che Heimerdinger sia nominato per la seconda volta: è la firma dello svedese Petter "Hjarnan" Freyschuss, botlaner atipico dei G2 Esports, con cui ha punito più volte gli avversari, compresi i coreani Afreeca Freecs, colpevoli di avergli lasciato l'opportunità di giocarlo."In pratica, l'Asia si è costruita un palco di convinzioni che è crollato miseramente al primo soffio da parte dell'Occidente, nel momento stesso in cui ha imparato a soffiare."

    Il pensiero del caster Francesco Papa

    Il merito dell'evoluzione strategica dei team occidentali, secondo Francesco "Sarengo" Papa, è da attribuire anche al caos tattico sperimentato a metà stagione. Secondo il caster più "anziano" della scena italiana il cosiddetto "funneling" ha incentivato una sperimentazione più massiccia delle squadre occidentali che si sono aperte e nuovi modi di interpretare il gameplay di una partita, così come hanno scientificamente migliorato le contromisure da adottare. Senza dimenticare che, sotto il profilo puramente tecnico, il meta attuale ha diminuito il cuscinetto su cui il resto del team poteva appoggiarsi, rappresentato dal singolo fenomeno. "In Corea è mancata la capacità di adattamento. Non hanno esplorato altre possibilità oltre quelle da loro conosciute, continuando ad applicare le loro regole in modo algebrico.L'inizio della rivincita per i team occidentali è da ricercare nell'edizione 2017 dei mondiali".
    È la partita tra Misfits e SK Telecom, arrivata al quinto game. I Misfits hanno perso quella partita ma hanno fatto capire al mondo intero che giocando con il proprio stile, senza piegarsi alle regole imposte dai coreani, si possono ottenere risultati importanti, sfiorando la vittoria contro i futuri semifinalisti. Un pensiero sostenuto anche da Jakob "YamatoCannon" Mebdi, attuale coach dei Vitality in cui gioca l'italiano Daniele "Jiizuké" Di Mauro: forse il primo a rendersi conto che era necessario studiare e non copiare. Dimostrandolo sul campo con la qualificazione sfiorata ai quarti con i "suoi" Vitality.

    La rivincita occidentale

    Abdicata la Corea, i mondiali cercano adesso una nuova regione da incoronare. Per l'Europa, rappresentata da G2 Esports e Fnatic, si tratterebbe della seconda volta. Per il Nord America sarebbe la prima volta con i Cloud9 che pareggiano la semifinale raggiunta dai TSM nel 2011. In mezzo l'incognita Invictus Gaming, rappresentante cinese che non può essere ignorata. Dopo due finali raggiunte nel 2013 e 2014, la Cina mira a conquistare finalmente il primo posto al mondiale dopo aver vinto due edizioni del Mid-Season Invitational.

    Sul cammino degli IG ci saranno i G2 Esports, entrambi totalmente ridimensionati, in senso positivo, dalle rispettive vittorie ai quarti. Le aspettative sui G2 erano decisamente inferiori, come sottolineato dallo stesso capitano Luka "Perkz" Perkovic alla vigilia. Eppure, dopo due eliminazioni ai gironi nelle edizioni precedenti, con una formazione sulla carta migliore, il team di Carlos "Ocelote" Rodriguez ha raggiunto la semifinale con una prestazione maiuscola e di rimonta costante sugli RNG, vincitori del campionato cinese. Discorso simile per gli Invictus: nonostante rappresentino la seconda forza cinese, la vittoria sui KT Rolster, campioni dell'LCK, li proietta indiscutibilmente tra i favoriti del torneo. Psicologicamente si sentono imbattibili.

    Semifinali mai viste

    Solo i Fnatic sono riusciti a infliggere una sconfitta, doppia, agli Invictus. Ma i loro avversari in semifinale saranno i Cloud9, capaci di superare il girone di ferro con RNG, Vitality e GENG prima e di relegare gli Afreeca Freecs a un ruolo di comparsa con un 3-0 secco: è la prima vittoria di un team nordamericano in una Best of 5 contro una squadra coreana nella storia dei mondiali di League of Legends. Se aggiungiamo che proprio i Cloud9 non hanno nulla da perdere e fin dall'inizio sono visti come uno dei team più deboli, i Fnatic arrivano a questo scontro con una pressione enorme sulle spalle. Una pressione che fino a questo momento hanno saputo gestire. In particolare la vera sorpresa è stata Gabriel "Bwipo" Rau, il toplaner che nonostante si trovi alla sua prima stagione competitiva sta mostrando continuamente una solidità e una maturità fuori dalla norma.
    Appuntamento per sabato 27 e domenica 28 ottobre, rispettivamente dalle 10:00 e dalle 9:00 italiane, per le due semifinali: in questo mondiale pazzo pazzo l'unica certezza è che almeno una squadra occidentale sarà in finale.

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