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LEC di League of Legends cambia volto e diventa più grande nel 2023

Il campionato europeo di League of Legends abbandona il Vecchio Continente e si allarga a Russia, Turchia, Nord Africa e Medio Oriente.

LEC di League of Legends cambia volto e diventa più grande nel 2023
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  • La prima storica stagione di quella che una volta era l'European League of Legends European Championship, o EULCS se preferite, è datata 2013: fu l'edizione d'esordio della massima competizione europea del titolo di Riot Games, che nel corso degli ultimi dieci anni è cambiata più volte esplorando nuovi formati, provando persino le Best of 2 e introducendo il pareggio, un calendario più denso o più snello, a seconda delle necessità.

    Fino al 2018, quando si è trasformata nella nuova LEC, un vero e proprio rebranding per distinguersi dall'NALCS del Nord America, composta da una fase Bo1 di regular season con girone all'italiana e partite di andata e ritorno e un'altra di playoff, che decreta il vincitore due volte l'anno nello Spring Split e nel Summer Split.

    Il franchising e l'EMEA

    La novità più importante è stata introdotta ormai quattro anni fa: l'abbandono della possibilità di qualificarsi esclusivamente per merito sportivo e l'adozione del franchising. Esattamente come in NBA, nessuna promozione e nessuna retrocessione: il posto si conquista pagando una quota d'ingresso, poco sopra gli 8 milioni, o comprando lo slot di una squadra già presente.

    Un anno fa i BDS acquistarono lo slot dello Schalke04 per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, quest'anno gli Heretics hanno ottenuto l'80% dello slot dei Misfits per circa 32 milioni di euro, mentre i KOI saranno presenti nel 2023 in LEC grazie alla collaborazione intrapresa con i Rogue, campioni in carica del Summer 2022, e ai 20 milioni di euro spesi per accaparrarsela.

    A dieci anni di distanza da quella prima edizione, Riot Games ha deciso di modificare nuovamente la struttura della competizione europea, nel frattempo accompagnata parallelamente dalla crescita e dallo sviluppo della scena cadetta rappresentata dal sistema di European Regional League, ovvero i vari campionati nazionali o regionali (in Italia ad esempio esiste il PG Nationals), e dall'European Masters, una sorta di Champions League tra le migliori squadre delle varie ERL.

    La prima e più importante novità 2023 sarà a livello geografico e di denominazione: la League of Legends European Championship cambia nome in League of Legends EMEA Championship, conservando l'acronimo LEC ma ampliando il numero di nazioni e regioni coinvolte.

    All'Europa si aggiungono infatti la Turchia, la Russia e gli stati del CSI (Comunità degli Stati Indipendenti legati a Mosca, Ucraina inclusa), così come la regione MENA composta da Medio Oriente e Nord Africa. Una modifica che segue la decisione operata su Valorant fin dal primo momento, dove l'EMEA è presente come regione unica fin dalla nascita della scena competitiva del tactical shooter di Riot Games nel 2020.

    I nuovi giocatori e il cambio del formato

    "Dopo dieci anni di League of Legends in Europa, siamo onorati di annunciare i nostri piani per il futuro della regione" - ha dichiarato Riot Games nel corso della conferenza stampa di presentazione - "il nostro obiettivo è portare agli spettatori e ai giocatori una visione più ampia, più grande e più profonda della scena competitiva di League of Legends".

    L'idea è quindi di permettere ai giocatori di regioni considerate fino a questo momento periferiche di avere l'opportunità di guadagnarsi un posto nella massima scena competitiva. La prima conseguenza dell'ampliamento delle regioni geografiche infatti riguarda la "residenza" dei partecipanti: se prima i player nordafricani, mediorientali, turchi o russi erano considerati "import", adesso saranno a tutti gli effetti bollati come "locali", senza andare a occupare uno slot riservato a giocatori d'importazione.

    La seconda novità è il cambio del formato della competizione, sia a livello micro che macro strutturale. Come era stato anticipato da diverse voci di alcune settimane fa, LEC passa dal disputare due split all'anno a tre: il Winter Split che si giocherà tra gennaio e febbraio, lo Spring Split tra marzo e aprile, in tempo per il primo evento internazionale dell'anno in calendario, il Mid-Season Invitational, e il Summer Split tra giugno e luglio. In base ai piazzamenti ottenuti nei tre split, ogni squadra conquisterà dei punti circuito: i team col punteggio più elevato, insieme alle vincitrici dei tre split, faranno parte dei sei collettivi che si affronteranno nelle LEC Finals che si disputeranno tra agosto e settembre. Queste decreteranno non solo il campione della stagione ma anche quali squadre della regione EMEA parteciperanno al mondiale di League of Legends.

    Le Bo3 e il cambio di nome per le ERL

    Come detto, ci saranno dei cambiamenti anche alla microstruttura della competizione, ossia in relazione ai vari split. Ogni singolo Winter, Spring e Summer Split sarà composto da tre fasi. La prima vedrà partecipare tutte e 10 le squadre dell'LEC in un girone all'italiana con partite secche Best of 1 di sola andata per le prime tre settimane dello split. Le migliori otto al termine di questa fase avanzeranno alla successiva (Group Stage): saranno suddivise in due gironi da quattro con formato a doppia eliminazione e serie tutte alla meglio delle tre in Best of 3.

    Infine le migliori quattro, ovvero le due finaliste di ogni girone, giocheranno il finale di playoff con partite Best of 5 che decreteranno il vincitore dello split. Questo è un cambiamento molto atteso sia dai giocatori che dagli spettatori: l'idea è di far giocare più serie possibili, anche per una questione di parità internazionale. Nel campionato cinese LPL e in quello coreano LCK, le squadre giocano molte più serie di quelle europee: una delle ragioni, secondo molti analisti, che ha portato le suddette a essere più competitive di quelle LEC a livello internazionale. Nel corso degli anni il sistema delle ERL ha contribuito a sfornare talenti e a permettere quel ricambio generazionale necessario per mantenere viva la competitività, la concorrenza e la voglia di migliorare ed eccellere.

    Le varie leghe e l'European Masters hanno rappresentato una vetrina importante per i giocatori di seconda e terza fascia, l'opportunità di avere visibilità nonostante non fossero ancora in LEC. Così come per LEC anche le ERL cambiano nome (ma anche in questo caso non l'acronimo) diventando EMEA Regional League, mentre l'European Masters diventa EMEA Masters, sponsorizzato ancora da Amazon.

    Turchia, addio mondiali, e lo stato dell'LCL

    Nessun cambio alla struttura delle varie leghe regionali o al formato del Masters (almeno per il momento). Le modifiche sostanziali arrivano dalle regioni partecipanti: alle 11 leghe già esistenti, suddivise in Accredited ERL di cui fanno parte l'LFL francese, la Superliga LVP Spagnola, la Prime League di Germania, Austria e Svizzera, l'NLC di Regno Unito, Irlanda e Paesi Scandinavi e l'Ultraliga di Polonia e Paesi Baltici, e in Non-Accredited ERL.

    All'interno di quest'ultima troviamo troviamo il PG Nationals italiano, l'Hitpoint della Repubblica Ceca e della Slovacchia, l'LPLOL portoghese, l'EBL dei Balcani, l'Elite Series del Benelux, la GLL di Grecia e Cipro, si aggiungeranno nel 2023 la Turkish Championship League turca e l'Arabian League, fino a questo momento conosciuta come Intel Arabian Cup. Di fatto il campionato turco viene così retrocesso a semplice ERL, perdendo lo status di regione autonoma internazionale e di conseguenza il proprio posto al mondiale fino a oggi garantito.

    Stessa sorte tocca alla Russia e alla regione CIS che tramite il campionato LCL inviava la propria migliore rappresentante ai due eventi internazionali di League of Legends. Con il declassamento a ERL, il campionato russo cede i privilegi precedenti di regione autonoma internazionale, perdendo un ulteriore slot per il Mid-Season Invitational e i Worlds. Tuttavia al momento il campionato LCL non riprenderà: la competizione era stata sospesa a febbraio 2022 dopo quattro giornate in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, rendendo di fatto impossibile proseguire il torneo che vede giocare fianco a fianco proprio russi e ucraini su tutti.

    Non era ripresa nel Summer e non riprenderà nemmeno nel 2023, almeno per i primi mesi dell'anno: "Continueremo a monitorare la situazione internazionale" - ha affermato Riot Games in un comunicato - "cercando di trovare la finestra temporale migliore per far ripartire il campionato". Nonostante il blocco della lega, i giocatori russi, ucraini e del CIS saranno invece liberi di competere in tutta la nuova regione EMEA, senza alcuna restrizione dovuta alla residenza.

    NLC retrocessa

    Una novità che desta grande sorpresa è infine la retrocessione dell'NLC, la lega che unisce Regno Unito, Irlanda e Paesi Scandinavi (Danimarca, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia), a Non-Accredited. La differenza non è solo di formato: le Accredited ERL accolgono dieci squadre nella propria competizione (con le migliori sei ai playoff), mentre nelle Non-Accredited sono in otto a partecipare (solo quattro ai playoff), decisione adottata da Riot Games a inizio 2022 per standardizzare l'intero sistema ERL che in precedenza era affidato in piena autonomia a ogni singolo Tournament Organizer locale.

    La distanza tra le due è anche rappresentata dall'appetibilità del campionato, dalla possibilità di rientrare nel Global Contract Database di Riot Games con maggiori tutele per squadre e giocatori, e dall'importanza mediatica che fa risaltare o meno un campionato. Per l'NLC è sicuramente uno smacco importante, arrivato probabilmente a causa dello scarso interesse a livello numerico in termini di spettatori. Al suo posto tra le Accredited sarà inserita di diritto la Turkish League, mentre l'Arabian League esordirà tra le Non-Accredited.

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