Life is Strange e l'universo condiviso: come sono collegati i giochi di LIS

Square-Enix ha dato vita ad un vero e proprio Life is Strange Universe, scopriamo come e perché ripercorrendo le citazioni tra un gioco e l'altro.

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  • Nell'afferrarci il cuore, coccolarlo, e poi dilaniarlo, nel corso degli anni Life is Strange ha assunto una forma ben definita, trasformandosi in un grande universo narrativo. Square-Enix non ha infatti mai nascosto le varie connessioni tra un capitolo e l'altro, e in questo speciale vogliamo ripercorrerle per celebrare l'uscita di True Colors (se non avete ancora recuperato la nostra recensione di Life is Strange True Colors, questo è il momento giusto), il nuovo episodio della saga sviluppato dal team di Deck Nine. Sia i fatti di LIS 2 sia la storia di Alex Chen, sia ancora l'antefatto che vede protagonista Steph nel recente DLC intitolato Wavelenghts, risultano "figli" delle basi poste dal primo episodio della serie. Vediamo di capire come e perché.

    Da Arcadia Bay a Seattle

    È stato il primo, storico capitolo della serie a gettare le basi per questo universo condiviso. L'avventura di Max e Chloe, entrata nei cuori di tantissimi giocatori, ha infatti seminato personaggi e situazioni che sono diventati ricorrenti anche negli episodi successivi. Tralasciando Before the Storm, che rappresenta un prequel di Life is Strange 1, già a partire da Life is Strange 2 il team di sviluppo ha cercato di valorizzare al meglio l'eredità della storia di Max.

    All'inizio del viaggio di Sean e Daniel Diaz, infatti, i due fratelli si imbattono in Brody, un giornalista errante, che si offre di aiutarli a scappare dalla stazione di servizio in cui erano finiti imprigionati e fornisce ai ragazzi un equipaggiamento di base per sopravvivere "on the road". Durante la sua prima traversata notturna, il trio si ferma per qualche minuto e Brody intrattiene un interessante dialogo con Sean sul valore del mistero e sula bellezza del viaggio. Ed è solo quando i protagonisti si rimettono in cammino che scopriamo su quale scenario si posava il loro sguardo: Arcadia Bay, la città costiera in cui si svolgono le vicende del primo Life is Strange. Un segnale chiaro e lampante di come tutto, nella serie Square-Enix, si ambienti nello stesso universo narrativo. La comparsa più interessante in Life is Strange 2 è però un'altra: nell'ultimo episodio, il quinto, vediamo Sean e Daniel vivere per un certo periodo in una comunità di vagabondi chiamata Away, situata tra i canyon selvaggi dell'Arizona. Qui scopriamo che un caro amico della loro mamma, Karen, non è altro che David: lo stesso David patrigno di Chloe, che in Life is Strange 1 aveva dato parecchi problemi alla povera Max. Il suo ruolo, e la crescita che il personaggio mostra di aver attraversato dopo gli eventi del primo capitolo, sono devastanti: in pochi dialoghi l'uomo ci racconta il dolore per la scomparsa della sua figliastra, e la sofferenza di Joey, madre di Chloe, dalla quale ha infine dovuto separarsi.

    Un omaggio a dir poco toccante, da parte di Dontnod, e un bellissimo messaggio di redenzione per uno dei personaggi più negativi e complessi del primo capitolo. Nella roulotte di David, infine, troviamo ulteriori riferimenti ai fatti di Arcadia Bay: una fotografia della famiglia Price e un ritratto di Nathan Prescott, l'assassino della protagonista di Before the Storm.

    Da Arcadia Bay a Haven Springs

    Proprio la miniserie prequel incentrata sul legame tra Chloe e Rachel ci ha fornito un personaggio davvero importante per la trama di Life is Strange: True Colors. Parliamo di Steph, la ragazza appassionata di giochi di ruolo che stringe un rapporto profondo con Alex e Ryan a Haven Springs.

    Steph, da adolescente, ha infatti frequentato la stessa scuola di Chloe, e proprio in Before the Storm l'avevamo conosciuta per la sua ossessione per i GDR. Già nella miniserie di Deck Nine la giovane ci aveva convinto a partecipare ad una sessione di gioco da tavolo ispirata a Dungeons and Dragons, mentre in True Colors dà vita ad un vero e proprio RPG nella vita reale durante il festival di primavera di Haven. L'aspetto più interessante è che Steph, confidandosi con Alex, racconta piccoli sprazzi del suo passato, lasciandoci intendere che negli anni - probabilmente sin dalle tragiche vicende di Arcadia Bay - ha preferito allontanarsi dalla sua vecchia vita per ripartire da zero altrove. Il DLC a lei dedicato (trovate al seguente link la nostra recensione di Life is Strange True Colors Wavelenghts) approfondisce ulteriormente i suoi trascorsi. Anzitutto, in True Colors veniamo a sapere che dopo il famigerato ciclone che colpì Arcadia Bay nel 2013 la ragazza si trasferì a Seattle, la città da cui partono le disavventure dei fratelli Diaz. Steph è insomma il filo conduttore che ci prende per mano attraverso tutti i capitoli di Life is Strange, e la sua espansione ci permette di approfondire il suo stato d'animo tormentato che persino a distanza di anni le impedisce di dimenticare la triste scomparsa di Chloe e Rachel.

    Steph si tormenta non soltanto per la morte delle sue vecchie amiche, ma per il sentimento di gelosia che provava - e che in certi versi prova ancora - nei confronti del legame tra le due defunte. La sua storyline ci mostra infatti quanto sia forte il suo senso di appartenenza alla comunità LGBTQIA+ e quanto, al netto della sua profonda solitudine, avverta l'esigenza di trovare una compagna, seppure per un'avventura fugace, grazie alla sua app di incontri.

    Le fasi finali del DLC, in cui Steph apre finalmente il suo cuore a Mikey confessandogli ciò che prova da anni nei confronti di se stessa, rappresentano un'emozionante chiusura del cerchio e calano il sipario (a posteriori) sulla storia di Chloe e Max, tra rimandi, citazioni e persino sporadici flashback "vocali" dedicati alle due indimenticabili (e seminali) protagoniste del franchise. Insomma, quella di Life is Strange è una vera e propria continuity narrativa, e non vediamo l'ora di sapere quali ulteriori citazioni scopriremo nei prossimi giochi della serie.

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