Logitech G Cloud: è davvero questo il futuro del cloud gaming portatile?

Logitech annuncia Logitech G Cloud, ma come si inserisce nel mercato delle console portatili? Analizziamo assieme lo scenario.

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  • Il boom delle console portatili è ormai evidente: Nintendo Switch resta il best seller globale del 2022 e i numeri continuano a salire, le spedizioni di Steam Deck stanno aumentando in maniera esponenziale e la scommessa di casa Valve si sta rivelando il benchmark del settore guidando la fascia alta. Intanto, AYANEO sta continuando a rilasciare nuovi modelli con design e specifiche differenti per strizzare l'occhio a un pubblico quanto più ampio possibile, dai più esigenti a chi cerca un prodotto dal costo quanto più contenuto possibile (con tutti i limiti del caso).

    Nelle ultime settimane abbiamo accolto una curiosa new entry prodotta da Logitech e che ha scosso il mercato in maniera piuttosto divisiva, tra chi attendeva da tempo una proposta del genere e chi, invece, non ne sentiva affatto la necessità: l'annuncio di Logitech G Cloud, un dispositivo pensato specificatamente per il cloud gaming, non è passato inosservato, ma come si inserisce nel segmento di riferimento? A cosa si può paragonare, esattamente? E soprattutto, quale futuro può spettarle?

    Scheda tecnica di Logitech G Cloud

    Innanzitutto, è doveroso riprenderne le specifiche tecniche. Quella che altrimenti viene definita semplicemente "CLOUD" ha dimensioni pari esattamente a 256,8 x 117,2 x 32,9 millimetri, e il suo form factor non si distacca di molto da un concept ibrido tra Nintendo Switch e Steam Deck.

    Dalla prima console riprende il design compatto, dalla seconda il design a corpo unico focalizzato sull'ergonomia. Il display touchscreen in dotazione è un IPS LCD da 7 pollici, più grande rispetto alla console giapponese e pari al pannello del modello firmato Valve, e una frequenza di aggiornamento pari a 60Hz, ma ha una risoluzione superiore (1920 x 1080 pixel, ergo Full HD) e luminosità tipica di 450 nit, appena più elevata rispetto a Steam Deck. Sotto la scocca abbiamo 4 GB di RAM, 64 GB di archiviazione e il chipset Qualcomm Snapdragon 720G con CPU octa-core da massimo 2,3GHz e GPU integrata Adreno 618; per chi non lo sapesse, si trova anche in smartphone di fascia media come Samsung Galaxy A52 e OPPO Reno5, usciti tra 2020 e 2021: tra l'altro, il sistema operativo è proprio Android 11.

    Il comparto audio è composto da uno speaker stereo con amplificatore intelligente, microfono stereo con cancellazione dell'eco e soppressione del rumore di fondo, ma non mancano il jack da 3,5 mm, l'uscita AUX e il Bluetooth 5.1 con tecnologia Qualcomm aptXTM Adaptive per collegare auricolari True Wireless. Infine, nelle sessioni di gioco la batteria dovrebbe garantire un'autonomia di circa 12 ore, stando a quanto indicato dal produttore

    Osservando il dispositivo nell'insieme, di primo acchito si potrebbe dire che Logitech G Cloud non sia altro che uno smartphone con il design di una console portatile: sul fronte tecnico, le differenze rappresentate dalla batteria e dal display 16:9 sono dei punti che giocano a favore di CLOUD nel suo obiettivo di distanziarsi da questa etichetta, ma alla fine della fiera è evidente che ci troviamo di fronte a un telefono di fascia media di pochi anni fa, solamente ritoccato a puntino.

    Associando questi dettagli al prezzo di listino di 349,99 dollari appare evidente che si tratti di una console portatile da gaming molto particolare e appartenente a un mercato ancora non propriamente definito.

    Confrontiamo Logitech G Cloud con altri dispositivi

    Per inquadrare al meglio Logitech G Cloud è essenziale considerare le pietre miliari del mercato degli handheld con le quali questa console inedita dovrà inevitabilmente scontrarsi - con tutte le riserve del caso dato che molte di queste sarebbero inconfrontabili anche tra loro. I prodotti che prenderemo in considerazione, quindi, sono Steam Deck, AYANEO Air, uno smartphone di fascia media e Ayn Odin.

    Steam Deck sta gradualmente conquistando i videogiocatori più accaniti: è potente, di discreta fattura, permette a chi non ha mai avuto un PC da gaming di approcciarsi a tale mondo - e ai giochi esclusivi - con un formato più familiare e può essere usata sia per giocare in streaming che sfruttando la forza bruta dell'APU Van Gogh firmata AMD presente sotto la scocca, che consente di giocare anche a titoli particolarmente esigenti con i giusti settaggi e compromessi.

    La console di Valve è compatibile con i principali servizi di streaming (con qualche workaround, certo, e fatta eccezione per il supporto parziale di PlayStation Plus per PC), grossolanamente gli stessi accessibili tramite G Cloud e le differenze tecniche non sembrano capaci di toccare tangibilmente un potenziale consumatore. È vero che il dispositivo Logitech ha delle app ottimizzate per il suo sistema operativo e un pannello più nitido e luminoso, oltre a una batteria la cui durata prevista è doppia rispetto allo Steam Deck, ma la differenza di risoluzione non risulta così evidente su un display da 7 pollici e la durata della batteria diventa un problema minore quando si ha il gameplay nativo come contrappeso. Inoltre, la configurazione base di Steam Deck costa appena 70 euro in più, una differenza facilmente colmabile per ciò che offre.

    Proviamo a osservare CLOUD contro la console Windows più accessibile di casa AYANEO, ovvero la AYANEO Air presentata lo scorso giugno. Se rispetto a Steam Deck questa console risulta molto meno potente ma preferibile da chi vuole un formato più compatto, leggero e un display OLED, quando confrontata al device venduto da Logitech sembra vincere comunque la sfida.

    CLOUD vanta dalla sua una sensibile leggerezza grazie al peso di 463 grammi, ma AYANEO Air ne pesa 398; il display è più compatto con i suoi 5,5 pollici - come la Switch base, per intenderci - e la risoluzione è la medesima, mentre il form factor è il più piccolo tra tutte le console portatili citate finora.

    Il cuore pulsante è il processore AMD Ryzen 5 5560U per la configurazione più economica, accompagnato da 8 GB di RAM e 128 GB di archiviazione nel formato SSD M.2. L'autonomia è nettamente inferiore, con massimi di 2 ore e mezza per titoli meno esigenti ma riprodotti in locale: questo, però, è forse l'unico elemento tecnico che gioca a sfavore dell'handheld asiatico oltre al prezzo superiore di 200 dollari.

    Samsung Galaxy A53

    Razer Kishi

    Consideriamo, dunque, uno smartphone di fascia media: a 349 euro oggi è possibile acquistare, ad esempio, un Samsung Galaxy A53 5G, al quale andrebbe aggiunta poi la spesa per un controller dedicato come Razer Kishi.

    Il risultato finale è sufficientemente simile a Logitech G Cloud, che può risultare la soluzione migliore esclusivamente nel caso in cui si preferisca un display dall'aspect ratio migliore e una batteria capace di garantire un'autonomia superiore. Altrimenti, però, per accessibilità, praticità e versatilità, un telefonino per qualcuno potrebbe essere preferibile rispetto a CLOUD per il suo caso d'uso specifico.

    Infine, parliamo di un progetto meno noto al pubblico: Ayn Odin. Si tratta di una console portatile cinese venduta su Indiegogo dal 2021, molto vicina anch'essa a uno smartphone, e forse lo sfidante più diretto di Logitech G Cloud.

    Il form factor è simile ma più compatto, con un peso pari a 280 grammi - quindi molto più leggero - mentre il display touchscreen è da 5,98", ma è sempre Full HD 16:9 e ha una luminosità pari a ben 750 nits. Anche lato performance siamo su due mondi differenti: Ayn Odin, nelle versioni base e Pro, include il chipset Qualcomm Snapdragon 845 da 2,8 GHz, mentre la variante Lite si ferma all'octa-core da 2,4 GHz Mediatek Dimensity 900, e in entrambi i casi i benchmark dimostrano la potenza superiore rispetto allo Snapdragon 720G. Sul fronte connettività, Odin è compatibile con gli stessi standard WiFi e Bluetooth ma ha uscite video e dock, assenti invece su G Cloud. Lato archiviazione la capienza è la medesima - o superiore - per Odin, mentre l'autonomia prevista è lievemente inferiore.

    Fermandosi alla mera carta, è una vittoria su praticamente tutti i fronti, ma quanto costa? Il modello Lite si ferma a 235 euro, il "super pack" Base passa a 362 euro (include caricabatterie, dock, cavi di ricarica e HDMI, protezione schermo, custodia e auricolari) e il bundle Pro a 409 euro.

    I casi di utilizzo sono addirittura superiori: oltre alla piena compatibilità con il cloud gaming, Odin è ideale anche per l'emulazione di tutte le console fino a GameCube, PS2 e Wii, in quanto sensibilmente più performante rispetto a CLOUD e dotata di un sistema di dissipazione attivo.

    Una scommessa per il marchio

    CLOUD è in tutto e per tutto una scommessa per Logitech: la società elvetico-americana ha presentato questa console come il "futuro del gaming", esattamente come Google fece pochi anni orsono con Stadia, NVIDIA con GeForce NOW o, spostando lo sguardo, Netflix con il cinema. CLOUD è anche il primo dispositivo standalone del marchio, oltre che il primo prodotto con uno schermo; risulta, quindi, abbastanza palese che Logitech voglia giocare d'anticipo, focalizzandosi sul gaming in streaming per renderlo più accessibile rispetto ad alternative più capaci e versatili, ma spesso più ingombranti e con meno autonomia, come Steam Deck o le specialità di casa AYANEO.

    Ujesh Desai, a capo del team di sviluppo di G Cloud, ha espresso chiaramente la sua visione: il gaming sta per avere il suo "Netflix moment", in quanto l'infrastruttura per l'esperienza ludica in streaming è presente e necessita soltanto di un'ulteriore spinta. CLOUD, per Logitech, dovrebbe rappresentare lo strumento necessario per questa svolta, ovvero il device naturale per Xbox Cloud Gaming: riuscirà a proporsi davvero come il futuro del cloud gaming nonostante la concorrenza già presente sul mercato? Lo scopriremo, probabilmente, solo con le prime prove sul campo e con il feedback del pubblico.

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