Magic The Gathering Ikoria: continua il torneo delle creature selvagge

Il secondo giorno del grande torneo delle creature selvagge è finalmente giunto: quali saranno le bestie feroci che ammalieranno la folla?

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Prosegue lo speciale torneo delle creature selvagge di Ikoria e si avvia lentamente verso un gran finale che, secondo i ben informati, potrebbe addirittura culminare con uno scontro senza precedenti. Nonostante gli organizzatori abbiano tentato in tutti i modi di mantenere il riserbo, le voci corrono rapide: tanto nei palazzi dei ricchi mercanti quanto nelle più infime bettole gira voce che diversi cacciatori di mostri, assoldati per recuperare esemplari da ogni Trioma, abbiano addirittura perso la vita nel tentativo di catturare bestie titaniche che faranno impazzire la folla durante l'ultimo giorno del gran torneo.

Sembra che le portate principali dello spettacolo siano ormai giunte a destinazione, e che ora stiano attendendo di incontrare il loro destino, ovviamente ben sorvegliate e incatenate nelle viscere dello stadio, costruito all'interno della seconda cerchia di mura che proteggono la Città Invincibile.
Drannith, la metropoli più civilizzata e importante di Ikoria, sta infatti per ospitare un altro incontro imperdibile, e gli spettatori hanno già iniziato a premere contro il cordone di sicurezza che ancora blocca il passaggio verso gli spalti.

Uno scontro impari?

L'impazienza di grandi e piccini è comprensibile. Per i cittadini di Drannith, nati e cresciuti al sicuro all'interno della città fortificata, ben protetti dal potere dell'Argalith, poter osservare mostri provenienti da luoghi esotici e sconosciuti è qualcosa che non capita tutti i giorni. Il fascino magnetico esercitato da ciò che è misterioso, dalle leggende e dai racconti del popolo di Ikoria, ha generato aspettative difficili da soddisfare.

Quest'oggi, per fortuna, il torneo delle bestie selvagge prevede un combattimento avvincente, che gli organizzatori hanno pianificato sin nei minimi dettagli per stupire gli spettatori. Le due bestie che si incontreranno non solo provengono dai triomi più lontani di Ikoria, ma sono anche molto diverse tra loro. Una è dotata di ali e può dunque librarsi senza ostacoli sopra l'arena, per sfruttare questo suo vantaggio nel migliore dei modi, mentre l'altra ha invece gli artigli ben ancorati al suolo.

Sembra una battaglia impossibile e in molti, tra il pubblico, si chiedono ancora in che modo le creature potrebbero combattere alla pari, senza che lo scontro sfoci nel bieco massacro della bestia più svantaggiata. Non tutti, però, conoscono l'abilità che possiede quest'ultima; una caratteristica che gli organizzatori hanno tenuto in debito conto e che rende assolutamente incerte le sorti del combattimento.

Da Quarzabosco a Raugrin, la bestia è servita

L'ora fatidica è giunta: gli spalti ora traboccano di pubblico, come sempre chiassoso e in fremente attesa sotto un tiepido sole, appena velato da un leggero strato di nubi. Una benedizione, dato lo scontro imminente: per gli spettatori sarà più semplice seguire con lo sguardo la bestia volante senza finire abbagliati.

Nell'arena sono già stati approntati i due triomi che riproducono l'ambiente naturale dei contendenti. Su un lato si erge un verdeggiante e rigoglioso boschetto, che ricorda la regione dal clima temperato di Ketria. Sembra molto simile all'ameno Quarzobosco, la foresta millenaria di cui parlano gli antichi racconti.

Questo, secondo quanto riportato dai più importanti naturalisti di Ikoria, è un territorio dominato da una fitta e lussureggiante vegetazione, dove il legno degli alberi secolari brilla in una varietà di colori cangianti; un luogo ricco di fiumi, cascate e laghi nascosti che permettono alla vita di prosperare indisturbata. Pochi umani nel corso della storia, infatti, sono stati così folli da addentrarsi in quel groviglio di vegetazione e formazioni cristalline. In nessun altro luogo è possibile trovare così tanti cristalli, ricchi di potere arcano e principali responsabili delle mutazioni che caratterizzano la fauna di quei luoghi.

Dall'altra parte dello stadio, invece, svetta maestosa una scogliera, territorio di caccia prediletto della creatura catturata nella regione di Raugrin; un luogo ricco di spiagge di sabbia bianca e formazioni vulcaniche, che continuano a mutare a causa del magma che trabocca dagli immensi vulcani circostanti. La regione in questione è quasi inaccessibile all'uomo, in quanto separata dal resto del continente dalla catena montuosa di Ongra.

Ciò ha permesso alle creature che la abitano di vivere indisturbate per millenni seguendo una propria linea evolutiva, un percorso diverso da quello delle altre creature di Ikoria. Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di "mondo perduto", in cui i dinosauri sono ancora i dominatori incontrastati.

Proprio un dinosauro fa improvvisamente la propria comparsa sulla cima della scogliera, accompagnato da un urlo di sorpresa della folla e dalla voce imperiosa dell'annunciatore, che informa il pubblico dell'arrivo del primo contendente nell'arena. Si tratta proprio di un dinosauro: uno Pteron dalle ali pieghevoli. Una vera e propria corazzata dei cieli, che con la sua mastodontica apertura alare e il muso affilato è in grado di fendere l'aria per raggiungere in picchiata le prede inermi. Una cosa è certa: l'avversario non avrà vita facile.

Ad un tratto, la vegetazione dall'altra parte dell'arena inizia a scuotersi convulsamente, segno che qualcosa si sta avvicinando a grande velocità. Un quadrupede demoniaco, ricoperto da un manto di aculei ossei, si palesa al limitare della foresta col muso all'insù, minacciosamente rivolto verso lo Pteron. I libri degli studiosi lo chiamano Spaccagemme, in ossequio alla sua possanza, che lo rende in grado di frantumare persino i cristalli magici. I trattati naturalistici di Ikoria ne classificano la forza fisica, riassumendola in quattro punti attacco e quattro di costituzione; meno dello Pteron, che però non può contare su artigli e canini affilati.

Uno scontro all'ultimo sangue

Il brusio della folla si quieta, mentre le due creature si studiano. Lo Pteron, appollaiato sul suo punto d'osservazione elevato, dondola ritmicamente la testa: sta probabilmente cercando un punto debole da colpire in picchiata, con un singolo affondo ben assestato. Dal canto suo, lo Spaccagemme si limita a mantenere una posizione difensiva, in attesa. La bestia delle foreste, però, ha dalla sua la furbizia.

Con un movimento lento e apparentemente noncurante, il quadrupede inizia a girarsi come per tornare al sicuro, all'interno del sottobosco. Così facendo, mostra volontariamente il fianco al nemico.

Lo Pteron decide di approfittare del momento e si getta in picchiata dalla scogliera. La creatura rasenta la roccia acuminata con grande perizia, tenendo la membrana delle ali ben aderente al corpo coriaceo, per fendere l'aria senza difficoltà. Il pubblico trattiene il fiato, stupito: la bestia è sorprendentemente silenziosa, nella sua rapidissima caduta. A pochi metri dall'obiettivo, lo Pteron intuisce un movimento innaturale della preda e scarta improvvisamente di lato per evitare un possibile contrattacco. L'istinto primordiale si rivela provvidenziale, ma giunge leggermente in ritardo.
Lo Spaccagemme possiede un'abilità che i naturalisti di Ikoria hanno codificato nei trattati come "Raggiungere": la creatura delle foreste può infatti contare su un'abilità rara, che le consente di flettere i muscoli tanto da permettergli un'elevazione esplosiva, per raggiungere altezze vertiginose e artigliare così le prede volanti.

Con un balzo fulmineo lo Spaccagemme azzera la distanza che lo separa dallo Pteron in fuga. Gli artigli, in una frazione di secondo, strappano la morbida membrana di una delle ali intaccando anche la dura pelle del fianco; i canini scoperti cercano rabbiosamente il collo dell'avversario trovando, però solo l'aria.

Il colpo fatale è andato a vuoto, ma lo Pteron è ferito. Plana rovinosamente a terra, i rantoli gutturali sovrastati dal boato della folla. Dalla ferita, estesa, cola un sangue scuro che inzuppa il terreno. Lo Pteron non riesce più a volare, si gira convulsamente verso l'avversario, che si avvicina a grandi falcate, attratto dall'odore del sangue. Lo Pteron, reso furioso dal dolore, reagisce con tutta l'energia vitale che gli rimane: con un balzo laterale riesce a sottrarsi alle fauci dello Spaccagemme, affondando il lungo muso nelle carni molli dell'avversario e provocandogli una grave ferita. Una mossa disperata da parte dello Pteron che, purtroppo, lo condanna definitivamente.

Lo Spaccagemme, infatti, possiede una possanza non indifferente e regge l'urto, evitando di stramazzare al suolo. Nel tentativo di divincolarsi dall'intreccio mortale, quest'ultimo riesce a raggiungere con una zampata il collo indifeso dello Pteron, ponendo velocemente fine alla sua vita.

Gli astanti, in religioso silenzio fino a un secondo prima, erompono in un boato talmente fragoroso da scuotere le stesse fondamenta dell'arena: lo Spaccagemme ha trionfato, nonostante le profonde lesioni. Un mesto gorgoglio rimane strozzato nella gola dell'animale, ancora vivo ma incapace di celebrare la propria vittoria. Probabilmente verrà curato e potrà riguadagnare la libertà, oppure no. A chi ha assistito lo spettacolo poco importa.

Il pubblico ha il proprio vincitore: lo Spaccagemme di Quarzobosco. Lo spettacolo è finito. Gli spettatori iniziano a guadagnare l'uscita: gli adulti pensano già a ciò che verrà dopo, mentre i ragazzini, ancora eccitati dallo scontro a cui hanno appena assistito, iniziano a rincorrersi l'un l'altro imitando le movenze animalesche del nuovo campione dell'arena. Chi sarà il prossimo?