Magic the Gathering Ikoria: scontro all'ultimo sangue

L'ultima giornata del grande torneo delle bestie selvagge di Ikoria sta per concludersi: chi sarà il vincitore dell'evento?

speciale Magic the Gathering Ikoria: scontro all'ultimo sangue
Articolo a cura di

Il grande torneo delle creature selvagge di Ikoria oggi si conclude con quello che si preannuncia essere uno scontro davvero memorabile. La folla, radunatasi nella piazza antistante l'arena, è quella delle grandi occasioni.
C'è addirittura più gente rispetto agli scorsi appuntamenti, segno evidente che il duello che avverrà tra pochissimo all'arena di Drannith è di quelli da non lasciarsi sfuggire per nulla al mondo.
Quest'oggi, infatti, secondo quanto riportano le locandine e urlano a gran voce i giovanissimi strilloni, si scontreranno addirittura due bestie Alfa, tra le più imponenti e mortali creature che abbiano mai calcato i triomi di tutta Ikoria.

Gli sfidanti

Una sembra essere talmente famigerata a Drannith da venire costantemente evocata come uno spauracchio nelle storie che si raccontano davanti al focolare e in quelle che si usano per mettere paura ai bambini capricciosi e ribelli. Quelle storielle hanno più di un fondo di verità, dato che sono connesse alla fondazione stessa della città-santuario che sta ospitando lo speciale torneo delle creature selvagge.

La bestia, catturata probabilmente con grande dispendio di vite umane, è un felino e pare abbia la fama di essere un cacciatore di uomini feroce e implacabile, che trae gusto nel collezionare trofei dalle sue povere vittime. Un predatore estremamente intelligente e feroce, una macchina di morte praticamente perfetta, dal comportamento quasi umano, insomma.
Le antiche storie narrano che la città di Drannith fu fondata proprio per proteggere gli ultimi sopravvissuti umani in cerca di riparo dopo le razzie compiute dalla bestia negli insediamenti sparsi per tutta Savai.

La creatura sfidante, invece, infesta gli incubi dei viaggiatori che hanno il coraggio di avventurarsi nella remota regione di Indatha, un trioma per lo più inospitale, formato da fitte foreste e acquitrini paludosi. Insomma, il luogo perfetto per la proliferazione degli oscuri esseri conosciuti come "Incubi".

Questi non sono altro che la manifestazione materiale delle paure più oscure e primordiali dell'umanità. Si pensa che queste spaventose creature escano solo di notte per cacciare e molti sopravvissuti giurano che tali bestie si nutrano della paura stessa, distillata dalle proprie vittime prima di ucciderle.

Nell'arena, dunque, si stanno per affrontare due manifestazioni materiche della furia nel suo stato più puro e primordiale. Creature praticamente impossibili da controllare, che fanno sembrare i due scontri precedenti delle scaramucce tra cuccioli. Chissà quanti uomini sono serviti per catturarle, quanti ignoti cacciatori di mostri hanno perso la vita per condurre quelle bestie a Drannith in catene. Eppure, entrambe ora si trovano nelle viscere dello stadio, in attesa di guadagnare il polveroso palcoscenico dove si consumerà il loro destino.

Si dia inizio allo scontro!

Gli spalti dell'arena si riempiono ancor più velocemente delle scorse volte. L'atmosfera è carica di tensione e aspettativa; gli occhi di tutti sono puntati verso il centro dell'arena dove i triomi che sosterranno i due sfidanti stanno prendendo forma. Da un lato un ambiente familiare a tutti i cittadini di Drannith, Savai, un trioma prevalentemente pianeggiante e poco fertile, punteggiato di profonde spaccature e disordinate formazioni rocciose: l'ambiente perfetto per la tana di un felino.

All'altro capo dello stadio sta sorgendo l'esotico trioma che caratterizza la regione di Indatha. Dal terreno inizia a sgorgare dell'acqua che forma velocemente piccoli acquitrini. Questi, mescolandosi con la sabbia dell'arena, mutano in una fanghiglia informe e poco rassicurante. A catturare l'attenzione del pubblico, però, è la crescita improvvisa di cristalli iridescenti e alberi dall'alto fusto che, puntando al cielo, si contorcono in forme bizzarre. Uno spettacolo di colori e rumori che non si vede tutti i giorni.

L'annunciatore, con la sua voce baritonale, conferma che finalmente tutto è pronto per liberare i due contendenti. Le mastodontiche porte, poste agli antipodi dell'arena, si aprono lentamente, cigolando sugli imponenti cardini di bronzo. Un mormorio eccitato sale dagli spalti di pari passo con lo svelamento dell'oscurità celata dietro le porte. Dal trioma di Savai si palesa un'enorme bestia, uscita dalla sua prigione con un balzo innaturale rispetto alla sua imponente stazza.

Il nome corre veloce, tra la folla: è Snapdax, l'Alfa della Caccia, un felino dai tratti primordiali con artigli e zanne in grado di spezzare in due come un fuscello un cavaliere bardato di armatura. La folta pelliccia è punteggiata di formazioni ossee, antiche vestigia di primordiali ere.
Dall'altra parte del terreno di scontro fa invece il suo ingresso una creatura che, a prima vista, sembra un enorme cane, con qualche zampa in più. Nonostante appaia apparentemente calma e si muova lentamente nel suo ambiente naturale scrutando l'avversario, la bestia provoca da subito disagio e disgusto tra il pubblico. I suoi occhi brillano al sole, la lunga lingua si muove spasmodica tra le zanne e un'aura impalpabile ma stranamente viscida pare avvolgerla. Tutti ne hanno sentito parlare, almeno una volta nella vita: si tratta di Nethroi, Alfa della Morte. Secondo i saggi di Ikoria, il dominio di tale bestia sulla morte gli consente di consumare non solo le spoglie mortali della preda, ma anche la sua anima.

Il tocco della morte

Le due bestie si studiano, tenendosi distanza. Snapdax cerca di intimorire l'avversario emettendo ruggiti profondi e gutturali ma talmente potenti da far addirittura tremare le gradinate dell'arena. Nethroi, invece, sembra accompagnato da flebili sussurri che instillano il gelo nelle ossa di tutti gli spettatori che osservano rapiti i due Alfa. I più piccoli per la paura si rintanano nel caldo abbraccio dei genitori, coprendosi il viso con le mani.

Tutto accade in pochi secondi. Improvvisamente, l'impaziente Snapdax rompe gli indugi e parte all'attacco. Gli enormi artigli affondano nel terreno mentre la bestia copre in un batter d'occhio la distanza che la separa dalla potenziale preda. Con un'agilità sorprendente per un felino della sua stazza, Snapdax balza addosso a Nethroi che non riesce ad evitarlo. Le due bestie rotolano nella sabbia in un informe groviglio. L'Alfa della Caccia, con due zampate ben assestate, sembra aver spezzato la resistenza dell'avversario che crolla a terra esanime, non prima di aver risposto con un'artigliata che squarcia la parte più esposta del ventre di Snapax.
Nethroi giace privo di vita. La vittoria sembra essere del felino.

Passano però pochi secondi e l'Alfa della Morte si rialza a fatica: il suo corpo sta rigenerando le profonde ferite subite. Effettivamente, nei manoscritti dei saggi di Ikoria si fa riferimento a una particolare abilità che consentirebbe alla bestia di sopravvivere anche a danni mortali per chiunque: Legame Vitale. Si narra anche di un'altra peculiarità del mostro di Indatha, un Tocco Letale, e la veridicità di tale leggenda viene subito verificata. Snapdax, allontanandosi ansimante dall'avversario, non ha nemmeno la forza di emettere un ruggito per affermare la propria supremazia. Al contrario, dopo pochi, incerti passi stramazza al suolo emettendo un cupo gorgoglio. L'ultimo, flebile anelito di vita prima di spirare. Nethroi, alla fine, è riuscito a reclamare un'altra anima.