Mario Strikers Battle League Football: l'anima arcade di Nintendo

Scopriamo perché il nuovo titolo di Mario Strikers ha tutte le carte in regola per diventare un gioco imperdibile per i giocatori su Switch.

Mario Strikers Battle League Football: l'anima arcade di Nintendo
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  • Switch
  • Nel corso degli anni Mario si è dimostrato essere una delle icone videoludiche più malleabili in assoluto. La mascotte Nintendo ha saputo trascendere i generi e attraversare le generazioni di console, diventando protagonista di innumerevoli spin-off che molto spesso hanno abbracciato la sfera sportiva. Tra tutte queste variazioni sul tema però ne spicca una in particolare: quella di Mario Strikers.

    La rivisitazione del calcio targata Nintendo e Next Level Games ha da sempre palesato un'anima votata al divertimento arcade, un'impostazione che allontana la produzione dal classico taglio degli altri sportivi di Mario e la avvicina allo sconfinato potenziale multiplayer di un sempreverde come Mario Kart. In attesa dell'ultima iterazione (ecco la nostra prova di Mario Strikers: Battle League Football) scopriamo perché sembra avere tutte le carte in regola per diventare un must play tra gli utenti Switch.

    Mario come non lo avete mai visto

    Correva l'anno 2005 quando il Game Cube ospitò per la prima volta l'esordio di Mario su un campo da calcio con Super Mario Strikers, o come era conosciuto da noi in Europa, Mario Smash Football. Immediatamente il gioco si presentava come qualcosa di mai visto prima in casa Nintendo: la sua copertina rimandava a un'estetica graffiante, decisamente "estranea" alle canoniche produzioni ambientate nel Regno dei Funghi, e bastava ammirare il filmato introduttivo per rendersi conto che il gioco si distanziasse non poco dai classici sportivi di casa Nintendo.

    Il calcio immaginato da Next Level Games si allontanava tanto dalla spensieratezza che da sempre aveva accompagnato le produzioni del genere, quanto dall'idea di proporre una rivisitazione realistica dello sport. Tra reti elettrificate, contrasti durissimi, acrobazie impossibili e gli inconfondibili oggetti presi direttamente dall'immaginario di Super Mario, l'introduzione di Smash Football calava gli utenti all'interno di una competizione che non avrebbero dimenticato tanto facilmente.

    Con un'impostazione votata completamente all'arcade, il gameplay di Strikers non si poneva alcun obiettivo di attinenza alla realtà, anzi a differenza di esperimenti più canonici come Mario Tennis e Mario Golf, il "suo" calcio era solo un pretesto per dare vita a delle sfide all'ultimo respiro. I team quindi erano composti da soli cinque elementi (un capitano, tre compagni di squadra e un portiere), l'estensione del campo veniva ridotta all'osso ed era esclusa la presenza dell'arbitro: così le arene si trasformavano in veri e propri ring dove era concesso qualsiasi tipo di confronto fisico. Quest'impostazione ludica che tramutava il calcio in uno sport di contatto senza regole, quindi più verso i lidi dell'hockey su ghiaccio, sottindendeva la provenienza canadese di una produzione caratterizzata da un ritmo di gioco incalzante, tramite la decisione di limitare la superficie calpestabile con l'utilizzo di barriere elettrificate lungo tutte le linee esterne del campo. Senza la possibilità di interrompere l'azione tramite rimesse dal fondo o laterali, la fluidità del gameplay era grantita e trasformava i match in frenetiche competizioni dalla durata di qualche minuto.

    Il calcio privo di regole

    Strikers è riuscito a integrare perfettamente l'immaginario di Super Mario all'interno di un contesto atipico. Se da una parte la grandezza di questi titoli arcade risiede in un gameplay semplice e immediato, che consente a tutti i giocatori di divertirsi e padroneggiare immediatamente le meccaniche di gioco, dall'altra è con la presenza dei volti Nintendo che la serie è riuscita a imprimersi a fondo nelle menti dei fan, nonostante ad oggi - senza contare ovviamente Battle League Football - vanti appena due incarnazioni.

    Lo stile e il carattere dei capitani si traducevano in delle animazioni perfettamente rappresentative di ogni personalità in gioco, per non parlare poi della risorsa principale a disposizione dei leader: i Super Tiri.

    Questi erano degli attacchi dall'incredibile potenza che, se caricati adeguatamente, si trasformavano in dei colpi imparabili da ben due punti ciascuno. Definire iconici questi tiri è riduttivo, ecco perché faranno ritorno in Battle League Football col nome di Ipertiri.

    Oltre a queste mosse potenti e altamente spettacolari, nell'imminente terzo capitolo torneranno gli attacchi speciali tramite l'uso di oggetti. Tali strumenti rimandano immediatamente all'universo dell'idraulico e hanno diversi punti di contatto con le controparti di Mario Kart. Questa ulteriore somiglianza non ha fatto che avvicinare il filone di Strikers al racing game della Grande N, col primo che ha sempre voluto replicarne la formula vincente ma in salsa calcistica. Sin dagli albori, la serie ha avuto quindi una vocazione verso il multiplayer, peraltro focalizzata sul riuscire a rendere competitivi anche i meno esperti ma senza dimenticarsi di premiare i veterani. Nello specifico in Mario Kart un guscio blu può cambiare gli esiti di una gara ma è altrettanto importante padroneggiare le derapate e conoscere i circuiti nel dettaglio per trionfare. Ebbene, anche in Strikers il gameplay vive di una doppia identità. Il caos arcade fatto di gusci e bombe che invadono il campo di calcio, nonché di pirotecniche bordate che infrangono le barriere difensive, cede presto il posto a uno studio consapevole dell'azione di gioco, all'utilizzo corretto degli strumenti e alla precisa esecuzione dei super tiri.

    L'apoteosi del multiplayer

    Il primo Mario Strikers ha saputo folgorare il pubblico ma il suo sequel, quel Charged Football uscito su Wii nel 2007, ha espanso sia il gameplay che l'offerta contenutistica. Quello che si perdeva in innovazione, lo si guadagnava in stratificazione e complessità di un'esperienza ludica che rimaneva comunque tra le più coinvolgenti dell'intera libreria dell'apprezzatissima console di Nintendo.

    Particolarmente gradite furono la possibilità di personalizzare il proprio team scegliendo individualmente i compagni di squadra, l'inclusione delle statistiche che differenziavano ulteriormente i capitani e l'aggiunta delle Super Abilità, che questa volta si affiancavano ai Mega Tiri. Inoltre Charged Football apriva le porte della serie al gioco online, fungendo da apripista a quella che sarà una delle principali modalità di Battle League.

    Non conosciamo quanti e quali elementi dei precedenti capitoli torneranno nella terza iterazione ma è certo che la produzione dedicata a Nintendo Switch resterà fedele allo spirito della serie. Detto questo, è chiaro che i quindici anni che separano Battle League Football da Charged Football si avvertiranno tutti, complice la presenza di una serie di importanti novità. Pensiamo ad esempio alla tattica dei "contrasti di squadra", che potrebbe essere in grado di stravolgere gli equilibri degli scontri una volta padroneggiata.

    Inoltre i team da cinque saranno componibili a piacimento e senza distinzioni di ruolo, una scelta che ad alcun potrà sembrare azzardata ma che in realtà cela - e neanche troppo - la volontà di spostare il focus della produzione verso le competizioni online. Al compatto roster di dieci elementi si aggiunge infatti la totale personalizzazione del proprio equipaggiamento. L'idea alla base è quella di poter modificare singole statistiche come difesa, potenza di tiro e velocità, tramite l'utilizzo di specifici capi di abbigliamento (o forse dovremmo dire, di parti di armatura).

    Così facendo, ogni giocatore potrà modificare dettagliatamente il proprio beniamino, adattandolo al suo stile e garantendo così una gran varietà di situazioni negli scontri in multiplayer online. Ancora una volta è chiaro il debito nei confronti di Maro Kart 8, il cui sistema di personalizzazione dei veicoli permette all'utenza di darsi a una sperimentazione sfrenata.

    Inoltre, nonostante sia stata confermata la possibilità di creare team composti da venti utenti, per partecipare a stagioni regolari con giocatori di tutto il mondo, Battle League Football rimarrà fedele alle sue origini. Permetterà infatti di disputare match in co-op locale fino a otto giocatori, ognuno dei quali potrà usufruire anche di un singolo Joycon, a vantaggio della componente da "party game" che solo una console come Switch è in grado di offrire.

    Mario Strikers Battle League Football First Kick

    Mario Strikers Battle League Football esce il 10 giugno ma prima del lancio i giocatori possono provare la speciale demo evento First Kick, giocabile nei giorni di sabato 4 e domenica 5 giugno nei seguenti orari:

    Sabato 4 giugno

    Dalle 05:00 alle 06:00
    Dalle 13:00 alle 14:00
    Dalle 21:00 alle 22:00

    Domenica 5 giugno
    Dalle 05:00 alle 06:00
    Dalle 13:00 alle 14:00
    Dalle 21:00 alle 22:00

    Scaricabile gratis da Nintendo eShop, la demo First Kick include un tutorial per imparare a scoprire e padroneggiare le principali azioni di gioco, inoltre partecipando ad una qualsiasi sessione First Kick i giocatori riceveranno automaticamente 100 Punti Platino per le attività Premi e Ricompense di Nintendo Switch Online.

    Mario Strikers Battle League Football Sebbene ci sia ancora tanto da scoprire su Mario Strikers Battle League Football, non possiamo non essere emozionati di fronte a un così illustre ritorno dopo anni di silenzio. Dopo l'ottima prova di Luigi's Mansion 3, Next Level Games è pronta a riprendere in mano un brand che in tempo record è riuscito a entrare nell'Olimpo delle grandi serie Nintendo. E dai maestri di questo stile, non ci aspettiamo altro che la quintessenza del divertimento arcade.

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