Mario Tennis: sfide a palle e racchette nel Regno dei Funghi

Mario e gli altri abitanti del Regno dei Funghi sembrano avere da sempre una passione sfrenata per il tennis... ripercorriamo la storia della serie.

Mario Tennis: sfide a palle e racchette nel Regno dei Funghi
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  • Switch
  • Lo sport va sempre di gran moda per le variegate distese del Regno dei Funghi. Tra tiri di precisione sulla prossima buca ed estenuanti giochi olimpici in compagnia di vecchi rivali, Mario e comitiva non perdono mai occasione di destreggiarsi con successo nelle più disparate discipline. Non certo solo per passatempo: anche mentre la pallina rimbalza ansiosa sulla terra battuta in attesa di essere lanciata verso il cielo per il primo servizio, l'adrenalina scorre a fiumi e la competizione si infiamma tanto che pare di essere a Wimbledon. Mario Tennis è la prova vincente dell'innata versatilità del mondo dell'idraulico baffuto. Una serie fortemente d'impatto e maestra - nel migliore dei casi - nel trasporre con leggerezza e carattere lo spirito dello sport, catturando quel senso di immediatezza alla base del divertimento arcade, grazie all'intramontabile carisma dei personaggi Nintendo.
    La saga sportiva di Camelot Software Planning, pur rimasta fin troppo fedele ad un concept di gioco semplice ma efficace, si è alternata come colpi di racchetta tra un campo all'altro, console casalinghe e portatili, perdendo negli ultimi tempi un po' dello smalto degli esordi. In attesa della discesa in campo del nuovo Mario Tennis Aces previsto per il 22 giugno in esclusiva su Nintendo Switch, e della prova anticipata in occasione del torneo online pre-lancio, ripercorriamo insieme a voi la storia dello sportivo della Grande N.

    Mario's Tennis (Virtual Boy, 1995)

    Stanco di fare solo da arbitro in Tennis (NES, 1984), è con Mario's Tennis che l'idraulico decide di mettersi alla prova e di impugnare la racchetta. Primo e unico capitolo non creato da Camelot, bensì da Nintendo R&D 1 (lo studio di Gunpei Yokoi, autori di Metroid , fra gli altri), il debutto di Mario sul rettangolare venne negativamente segnato in partenza dall'insuccesso del Virtual Boy - mai giunto in Europa - console della quale sarebbe dovuto essere uno dei portabandiera.

    Tanto avveniristico e strabiliante era l'effetto di profondità per la traiettoria della palla fornito dal 3D stereoscopico, quanto fastidiosi i mal di testa che procurava insieme al bicromatico rosso/nero delle immagini in movimento. Con i suoi 7 personaggi, due modalità (match in singolo e in doppio) ed un gameplay classico, a Mario's Tennis va comunque dato atto di aver posto le basi, avviando una saga che fortunatamente conoscerà sviluppi migliori.

    Mario Tennis (Nintendo 64, 2000)

    Abbandonato il genitivo sassone nel titolo, nelle mani di Camelot (loro la serie Shining, per console SEGA) lo sportivo mariesco compie con un deciso volée il desiderato salto di qualità che setterà il nuovo standard per il futuro a venire. Grazie alla potenza di calcolo del Nintendo 64, l'azione in tre dimensioni di Mario Tennis permise di effettuare tecniche specifiche da cui scaturivano scambi più dinamici che mai, dove il motore fisico teneva di conto anche della velocità e del rimbalzo della pallina a seconda del campo di gioco scelto.

    Vennero poi inaugurati la classica modalità Torneo e soprattutto il multiplayer fino a 4 giocatori, capaci di scegliere tra 16 personaggi suddivisi per tipologia di stile. Tra i nuovi sfidanti, fa la sua primissima apparizione quello sgraziato di Waluigi, ufficialmente creato ad hoc come partner del fratello Wario. Oggi Mario Tennis risente non poco del peso degli anni, ma all'epoca fu un titolo fresco e divertente, con alcuni temi musicali rimasti scolpiti nella memoria.

    Mario Tennis (Game Boy Color, 2000)

    A pochi mesi di distanza dal capitolo per N64, sul Game Boy Color giunse una versione omonima: sebbene ereditasse il gameplay del precedente, era arricchita però da qualche novità in grado di assicurare un'esperienza portatile affatto secondaria. La più importante è il Mario Tour, una modalità ispirata agli RPG giapponesi in cui un giovane ed inesperto studente d'accademia dovrà gareggiare a lungo (salendo di livello ed incrementando quindi le sue statistiche), set dopo set, fino a competere contro l'idraulico più famoso del mondo.

    Interessante, inoltre, fu l'aspetto della connettività: sfruttando la periferica Transfer Pak le due versioni dello sportivo di inizio millennio potevano comunicare tra loro per scambiare dati e i rispettivi personaggi, consentendo da un lato di esportare il proprio atleta personalizzato su N64 e dall'altro di importare da quest'ultimo sulla tascabile personaggi altrimenti assenti come Waluigi e Bowser. Solido, energico e ricco di contenuti, Mario Tennis per Game Boy Color è un titolo ancora sorprendentemente valido.

    Mario Power Tennis (Nintendo GameCube, 2004)

    Prendete Mario Tennis per N64 ed elevatelo - letteralmente - al Cubo: il risultato è Mario Power Tennis. Il brillante seguito ritornò su console domestica spingendo al massimo la spettacolarità dell'azione inscenata dai nuovissimi Super Colpi (speciali mosse offensive e difensive), differenti per ognuno dei 18 tennisti, tra cui i debuttanti Bowser Jr. e Pipino Piranha.

    Forti di un rinnovato spessore tecnico, i match si fecero più movimentati ed imprevedibili anche a causa degli insidiosi ostacoli, disseminati lungo gli svariati campi a tema ambientati negli allora nuovi mondi del Regno dei Funghi, come l'Isola Delfina di Super Mario Sunshine e la magione di Luigi. Straripante di modalità, tra cui numerosi minigiochi ideali per il multiplayer, il capitolo per GameCube è tornato nel 2009 su Wii con la collana New Play Control (dove sfrutta il motion control) ed è oggi ricordato - assieme al successore - come uno dei migliori della saga.

    Mario Power Tennis (Game Boy Advance, 2005)

    La pallina di feltro finì di nuovo in tasca su Game Boy Advance nel seguito (conosciuto anche come Mario Tennis Power Tour), graziato dalla bellezza di una grafica quasi tridimensionale, dotata di dettagliati sprite dai colori vivi e luminosi.

    Lasciando intatto il nucleo ludico della serie, Camelot diresse i suoi sforzi potenziando quanto fatto su Game Boy Color nell'approccio ruolistico, con l'introduzione di una vera e propria Modalità Storia, in cui personalizzare la crescita del protagonista (scegliendo tra Max e Tina) lungo un duro percorso per scontrarsi con gli abitanti del Regno dei Funghi e diventare il più grande dei campioni. Nonostante le modalità non fossero altrettanto varie come su GameCube, era comunque possibile giocare in multiplayer attraverso il Cavo Game Link. Siamo giunti senza dubbio al vertice della collaborazione tra Camelot e Nintendo, qua al massimo splendore.

    Mario Tennis Open (Nintendo 3DS, 2012)

    Dopo ben sette anni di assenza dai campi da tennis, Mario e la sua cricca tornano a far volteggiare la pallina su Nintendo 3DS: Mario Tennis Open abbandona i pixel del precedente in favore di una più moderna grafica poligonale, in cui l'istanza alle tre dimensioni rincorsa agli esordi venne raggiunta (stavolta senza emicranie) grazie alle capacità stereoscopiche dell'inossidabile portatile Nintendo. Il problema è che ad un ritorno tanto atteso, purtroppo, corrisponde un primo, vistoso, declino della saga.

    I Tiri di Fortuna, colpi potenziati da eseguire all'interno di una particolare area a comparsa, vengono introdotti al fine di smuovere le acque fin troppo stagnanti del cuore ludico della serie, ma finiscono per prevalere sullo spirito tattico del giocatore a causa della loro soverchiante efficacia. Il tutto, ovviamente, va a scapito del ritmo di gioco e della complessiva profondità dell'esperienza. Nemmeno la stuzzicante possibilità di sfidare gli amici per la prima volta anche online riesce a sollevare Mario Tennis Open oltre la soglia della sufficienza.

    Mario Tennis Ultra Smash (Wii U, 2015)

    Di male in peggio, oseremmo dire. Mario Tennis Ultra Smash è apparso decisamente poco curato sia sotto il profilo della realizzazione tecnica che quella contenutistica, portando ragionevolmente a credere che fosse una sorta di titolo "riempitivo" da lanciare in fretta, prima di passare al prossimo, al termine del ciclo di vita di una console ormai insalvabile.

    Recuperando di netto le caratteristiche del precedente, e quindi anche i Tiri di Fortuna e i loro problemi, debole è la volontà di innovare con efficacia una formula che oramai dà evidenti segni di stanchezza. Stavolta la novità è data dalle MegaSfide, in cui gli atleti possono temporaneamente aumentare le loro dimensioni raccogliendo il Mega Fungo: il risultato è un'insensata fiera dello sbilanciamento delle abilità dei tennisti, nella quale qualsivoglia velleità strategica viene sciolta come gelato sulla terra battuta a mezzogiorno.

    Lucidiamo le racchette ed incrociamo quindi le dita per il promettente Mario Tennis Aces, augurandoci che risollevi la serie dal vuoto in cui è ingiustamente precipitata. Vi ricordiamo, a chiosa, che questo nuovo, promettente episodio potrà essere testato anticipatamente grazie ad un torneo online che si terrà dal 1 al 4 giugno per tutti i possessori di Nintendo Switch. Diamo il cambio a voi, cari tennisti del Regno dei Funghi, qual è il capitolo di Mario Tennis a cui siete più affezionati?

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