Mega Man: il robottino blu di Capcom compie 30 anni

Nascita, morte e resurrezione di un mito del videogioco: la mascotte Capcom torna con Mega Man 11 in occasione del trentesimo anniversario.

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  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Quando si parla di CAPCOM la mente dei giocatori vola subito a Street Fighter, Resident Evil e altri nomi iconici della storia dei videogiochi. Per far sì che qualcuno pensi a Mega Man è necessario aggiustare il tiro. riferendosi al robottino come alla "mascotte di CAPCOM", ma anche in questo modo non è detto che a tutti venga in mente il Blue Bomber. In effetti l'eroico Mega Man è un personaggio che nel corso degli anni ha saputo appassionare un nutrito numero di utenti, senza riuscire però a scongiurare un lungo periodo di oblio. Parte della colpa è della stessa casa di Osaka, che dopo aver tentato di rinnovare la formula classica con un approccio votato al 3D ha quasi del tutto abbandonato il piccolo robot, concentrandosi su spin-off poco convincenti e su progetti scarsamente ispirati. Il comportamento di CAPCOM non è bastato per far perdere le speranze ai fan della serie, che in più di un'occasione si sono fatti sentire a gran voce. Oltre a celebrare il trentesimo anniversario dell'amato guerriero, il 2018 ha recentemente consegnato ai fan Mega Man 11, rivelatosi un ottimo compromesso tra passato e presente. E noi abbiamo voluto omaggiare il suo ritorno a modo nostro, se continuerete a leggere le prossime righe, farete quindi un salto nel passato alla scoperta di una serie mitica, vissuta tra successi planetari e clamorosi fallimenti.

    L'Atom di CAPCOM

    Guardando Mega Man, o Rockman, come è chiamato in Giappone, è difficile non pensare a Tetsuwan Atom di Osamu Tezuka (da noi conosciuto come Astro Boy), eroe di manga e anime che ha arricchito l'infanzia di innumerevoli bambini dallo sguardo sognante. Le proporzioni, il character design e la natura robotica sono solo alcuni dei punti in comune tra due personaggi amati allo stesso modo da grandi e piccini. Il primo Mega Man uscì su Nintendo NES nel lontano 1987 privo di molte delle caratteristiche che lo hanno reso tanto popolare nel corso degli anni, ma era comunque abbastanza ricco di elementi unici.

    Tra le probabili fonti di ispirazione di Mega Man c'è il leggendario Astroboy di Osamu Tezuka.

    Per quegli anni il comparto grafico era notevole e la varietà di situazioni che i giocatori si trovarono ad affrontare durante la dura lotta contro i Robot Masters contribuiva ad accrescere l'interesse verso le avventure di Rock. L'incipit narrativo era banale, ma bastava per delineare subito il ruolo eroico di un protagonista disposto a sacrificarsi per aiutare gli amici in difficoltà. Il tema della coraggiosa trasformazione in una letale macchina da guerra per affrontare un nemico altrimenti invincibile non era nuovo in Giappone, visto che era già stato abbondantemente trattato dai celebri anime della Tatsunoko (in particolare da Kyashan il ragazzo androide) o da Cyborg 009 di Shotaro Ishinomori, ma è comunque bastato per fare presa su giocatori di ogni età. L'elemento narrativo, l'elevata difficoltà e una struttura accattivante hanno acceso subito la scintilla della passione.

    Un'evoluzione continua

    La fortuna di Mega Man è stata quella di sapersi evolvere e migliorare anno dopo anno, generalmente senza stravolgere troppo la tanto apprezzata struttura originale. Al di là dell'ottimo reparto tecnico e delle leggendarie colonne sonore che hanno accompagnato l'azione, sono state le scelte nell'ambito del gameplay a infondere nuova linfa vitale a ogni episodio. Dopo il primo capitolo gli sviluppatori hanno apportato utili modifiche per bilanciare meglio la difficoltà e per introdurre la giusta dose di varietà alle situazioni. Ecco quindi che, col tempo, si aggiungono opzioni sempre nuove. Le preziose taniche di energia, la possibilità di eseguire le scivolate con cui schivare proiettili o accedere a passaggi normalmente troppo stretti.

    La saga principale di Mega Man ha ottenuto ottimi risultati anche su Game Boy.

    Da Mega Man 2 Rock impara ad acquisire i poteri dei Robot Master sconfitti, elemento poi trasformatosi in un punto cardine della serie. Per ridurre la difficoltà proibitiva del primo capitolo, sempre in Mega Man 2 arriva il sistema delle password, grazie al quale non si deve ricominciare tutto da zero dopo essere stati sconfitti. Il pacchetto si arricchisce ancora con i livelli extra del castello di Wily, con l'iconico Mega Buster e con il fedele Rush, aggiungendo all'azione classica qualche opzione di attacco e di movimento extra.

    La popolarità di Mega Man su NES è stata massiccia, al punto da spingere CAPCOM a realizzare ben 6 episodi per la console casalinga di Nintendo, approdando su Super NES solo con Mega Man 7 e passando poi su PlayStation con l'ottavo capitolo, l'ultimo prima di una lunga pausa durata circa 10 anni. È stato solo grazie al successo della Virtual Console su Nintendo Wii e del servizio Xbox Live Arcade che Rockman ha trovato la forza per risorgere, facendo leva sull'effetto nostalgia e puntando ai vecchi fan grazie a un look 8-bit puro. La rinascita con il ritorno alle origini non ha coinvolto solo l'aspetto grafico, ma anche il gameplay. Con Mega Man 9 CAPCOM ha rinunciato a tutti i passi avanti che la serie aveva fatto nel corso di un'evoluzione lenta e costante, salvo poi aggiustare il tiro con il decimo capitolo.

    Il fascino del Megaverse

    L'universo in cui si svolgono le avventure di Mega Man è complesso e stratificato, al punto che seguire la timeline ufficiale non è così facile. Tra le saghe alternative la più apprezzata è senza alcun dubbio quella di Rockman X, ambientata nel futuro e con un protagonista diverso rispetto a quello del filone principale. Mega Man X nasce in concomitanza con il passaggio dagli 8 ai 16 bit e sfrutta a dovere il nuovo hardware di riferimento, il Super Nintendo, proponendosi con un taglio più maturo e con personaggi meno "morbidi", senza però rinunciare al gameplay da ipercinetico e alle indimenticabili colonne sonore. Nel corso degli anni questa saga è approdata su PlayStation con importanti modifiche al gameplay, senza però incontrare il favore degli appassionati. I fan di X sono orfani di un finale e, in occasione del trentesimo compleanno del Blue Bomber e del buon successo di Mega Man 11, coltivano nel cuore la speranza dell'annuncio di Mega Man X 9.

    La saga di Mega Man ha venduto più di trenta milioni di copie in tutto il mondo.

    Alla serie X segue il filone di Mega Man Zero, che pur cambiando il protagonista mantiene lo spirito degli episodi per Super Nintendo, sbarcando sul mercato portatile grazie alle prestazioni del Game Boy Advance e chiudendo l'arco narrativo dopo quattro episodi carichi di azione. Con l'ennesimo salto nel futuro di circa 200 anni si arriva alla serie ZX, mentre la saga di Mega Man Legend è ambientata circa 6.000 anni dopo gli eventi del primo Rockman. Quest'ultima, in particolare, è ricordata con affetto da molti giocatori, che sarebbero ben felici di giocarne un nuovo episodio o gli eventuali remake di quelli pubblicati in passato, a maggior ragione considerando che CAPCOM stessa aveva alimentato le speranze annunciando e poi cancellando Mega Man Legend 3. Poco importanti in termini di popolarità, ma comunque degni di menzione, sono i due picchiaduro a incontri usciti in sala giochi durante il boom dei giochi di combattimento ispirati a Street Fighter.

    I mondi alternativi

    In occasione del quindicesimo anniversario della serie, CAPCOM ha cercato di svecchiare Mega Man cambiando genere e lanciandolo su Game Boy Advance. In quell'occasione, per non creare confusione nei potenziali nuovi giocatori, la compagnia ha deciso di allontanarsi dall'universo canonico per creare qualcosa di inedito, iniziando da zero. È nato così Mega Man Battle Network, tentativo di creare un nuovo gioco di carte affiancato alla relativa serie TV, sulla falsariga di quanto era accaduto con i Pokémon. La serie ha riscosso un buon successo di pubblico, ma non è mai riuscita a imporsi sul mercato e ha raggiunto la naturale conclusione dopo sei capitoli. Con l'arrivo del Nintendo DS e in occasione del ventesimo anniversario di Rockman, il filone narrativo di Battle Network è stato riaperto e ripreso da Mega Man Star Force, con meccaniche più orientate all'azione e una nuova serie animata di accompagnamento.

    Il triste destino di Mega Man Universe

    Nel 2010 CAPCOM stava cercando il modo per rilanciare i suoi marchi storici, così da riappropriarsi di una fetta di mercato che l'aveva ormai abbandonata da tempo. L'operazione era andata a meraviglia con Street Fighter IV, ma il destino del Blue Bomber non fu altrettanto roseo. Nei piani della compagnia Mega Man Legends sarebbe dovuto essere una sorta di incrocio tra i vecchi Rockman bidimensionali e Little Big Planet. L'idea era quella di permettere ai giocatori di creare i propri livelli per condividerli con la community, un concetto poi sfruttato da Nintendo con Super Mario Maker.

    Keiji Inafune, papà del Blue Bomber, faceva ancora parte di CAPCOM, ma il suo rapporto con la compagnia aveva già raggiunto un punto di non ritorno, tanto che dopo appena quattro mesi lo sviluppatore se ne andò sbattendo la porta e decretando la fine del mai troppo convincente Mega Man Universe.

    I piani per il futuro

    Mentre ci godiamo Mega Man 11 in tutto il suo splendore, CAPCOM è al lavoro su un film live-action dedicato al Blue Bomber, scritto e diretto da Henry Joost e Ariel Schulman. Si tratta di uno sviluppo inedito per la mascotte azzurra, che speriamo permetta alla casa di Osaka di dare ulteriore spazio a uno dei suoi personaggi storici.

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